Lotto 86 | Madre di Dio del Roveto Ardente (Neopalimaja Kupina) - Fine XVIII secolo

Bertolami Fine Art - Piazza Lovatelli 1, 00186 Roma
Pre-Asta ASTA 411 - LA COLLEZIONE ARCIVESCOVO LOZANO DI ANTICHE ICONE ORTODOSSE Asta benefica a sostegno della costruzione di un centro sociale giovanile Sessione unica
venerdì 18 dicembre 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)

Madre di Dio del Roveto Ardente (Neopalimaja Kupina) - Fine XVIII secolo

Prezzo di partenza
240,00 €

Madre di Dio del Roveto Ardente (Neopalimaja Kupina) - Fine XVIII secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 31 x 26 cm
questa sofisticata iconografia si basa sulle visioni profetiche dell'Antico Testamento – in primis il roveto visto da Mosè che bruciava senza consumarsi (Esodo 3,2) – interpretato dalla patristica come prefigurazione assoluta della Vergine Maria, che ha accolto in grembo il fuoco della Divinità senza esserne bruciata. Al centro della complessa architettura geometrica si staglia la Madre di Dio con il Bambino in grembo; Maria regge nella mano destra la scala teofanica di Giacobbe e l'immagine di un palazzo/tempio, ulteriori simboli mariani di transito e dimora divina. La composizione è dominata da una complessa stella a otto punte formata dalla sovrapposizione di due rombi o quadrati stellati incrociati, che poggiano a loro volta su uno sfondo quadrilobato. Il rombo di colore scuro (solitamente verde o blu notte) simboleggia il roveto stesso e la natura terrena, mentre quello rosso acceso sovrapposto rappresenta il fuoco divino e celestiale. All'interno delle punte stellate e dei lobi retrostanti si dispiega un'articolata gerarchia celeste gremita di figure angeliche di difficile esecuzione miniaturistica, che governano gli elementi naturali (i venti, i fulmini, la rugiada) in sottomissione al Logos incarnato. Ai quattro angoli esterni della composizione centrale sono finemente raffigurate le principali visioni profetiche veterotestamentarie: Mosè davanti al roveto ardente (in alto a sinistra), la visione di Isaia con il serafino e il carbone ardente (in alto a destra), la porta chiusa di Ezechiele e la scala di Giacobbe. Dal punto di vista stilistico, l'opera rivela una stesura miniaturistica di alta scuola devozionale, con una tavolozza cupa e profonda dove i rossi cinabro e i verdi scuri creano un contrasto cromatico di straordinario misticismo sul fondo dorato originale. La tavola lignea si presenta in uno stato di conservazione antico e genuino, caratterizzato da una pronunciata fessurazione verticale che attraversa la tavola centralmente nella porzione superiore (una crepa naturale del legno stabilizzata dal tempo) e da diffuse cadute della doratura e della pellicola pittorica di fondo che svelano l'antica preparazione in gesso (levkas). Tale evidente stato di invecchiamento e la forte patina d'epoca non fanno che accrescere il fascino archeologico e l'autenticità devozionale del pezzo, rendendolo un lotto di grandissimo interesse per studiosi e collezionisti di icone russe antiche dall'elevato contenuto teologico e simbolico.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.