Lotto 1266 | GASPARD DUGHET -

Meeting Art - Corso Adda 7, 13100 Vercelli
Pre-Asta Asta 1004 - CAPOLAVORI NEL TEMPO - ANTIQUARIATO | ARREDI ANTICHI E D'EPOCA Asta 1004 - Sedicesima sessione
sabato 14 novembre 2026 ore 14:00 (UTC +01:00)

GASPARD DUGHET -

Prezzo di partenza
500,00 €

GASPARD DUGHET
(attribuito a)
Paesaggio boscoso con carro trainato da buoi, borgo fortificato e temporale
Olio su tela, 136x98 cm
L'opera, di pregevole fattura, è da ricondurre alla produzione romana del XVII secolo e mostra una forte consonanza con la cifra stilistica di Gaspard Dughet, figura di spicco nel panorama della pittura di paesaggio di epoca barocca. Formatosi professionalmente nell'atelier di Nicolas Poussin che ne intuì la naturale predisposizione per le vedute naturalistiche, Dughet sviluppò una poetica originale e ben identificabile. La sua visione si distingue per un autentica adesione alla realtà naturale e per una sensibilità arcadica priva di eccessivi riferimenti mitologici o archeologici.
Il pittore rifulse come uno dei pionieri nel ritrarre la campagna romana con una partecipazione emotiva e un rigore realistico inediti, dedicando una cura particolare alla resa degli agenti atmosferici e confermando così una pratica pittorica eseguita direttamente all'aperto (en plein air). Proprio questo approccio segna la distanza più netta rispetto ai suoi contemporanei e ai canoni del classicismo di scuola bolognese: Dughet, infatti, rintraccia l'essenza stessa dell'Arcadia proprio nei moti più intensi e drammatici della natura.
In virtù di queste peculiarità, l'artista godette di una straordinaria fama e fu ampiamente conteso dalle committenze nobiliari, diventando un punto di riferimento imprescindibile per i maestri della generazione successiva, tra cui Jan Frans van Bloemen e Andrea Locatelli. Oltre a ottenere prestigiosi incarichi per cicli decorativi, mantenne sempre uno standard esecutivo di altissimo livello e maturità tecnica.
Il suo percorso indipendente prese avvio negli anni Trenta del Seicento, quando il pittore, affiancando maestri come Claude Lorrain e Nicolas Poussin, traeva ispirazione dall'esplorazione diretta del territorio laziale, analizzando dal vivo le vedute più suggestive, i giochi luministici e la ricca flora locale.
La tela analizzata costituisce pertanto un pregevole esempio della sua fase matura, riconducibile alla celebre "seconda maniera" teorizzata dal biografo Filippo Baldinucci. Si tratta di uno scorcio veritiero seppur idealizzato della campagna romana, letto attraverso una sensibilità bucolica in cui la prospettiva guida l'osservatore verso lo sfondo, ritmata dal posizionamento degli alberi e dal chiaroscuro delle ombre.

Bibliografia:
Cfr. F. Baldinucci, 'Notizie de' professori del disegno... [1681-1728]', Firenze 1845-1847, ad Indicem dell'ediz. anastatica, VII, Firenze 1975
L. Salerno, 'Pittori di paesaggio del Seicento a Roma', Roma 1977-1978, II, pp. 522-545
M. N. Boisclair, 'Gaspard Dughet 1615-1675', Parigi 1986
G. Sestieri, 'Repertorio della Pittura Romana della fine del Seicento e del Settecento', Torino 1994, ad vocem.