Pre-Asta ASTA N.12 Importante collezione di dipinti antichi e del XIX-XX secolo Dipinti Antichi e del XIX-XX secolo
giovedì 29 ottobre 2026 ore 17:00 (UTC +01:00)
PITTORE ROMANO DEL XVII SECOLO (Attivo a Roma nella prima metà del ‘600)
PITTORE ROMANO DEL XVII SECOLO
(Attivo a Roma nella prima metà del ‘600)
Sant’Andrea
Olio su tela, cm. 96 x 72
Note: Ringraziamo la Dott.ssa Federica Spadotto, il Prof. Francesco Petrucci e il prof. Michele Danieli, per aver dato suggerimenti attributivo dell’opera.
Presentiamo nel catalogo dell’asta un interessante dipinto inedito, olio su tela di pregevole qualità, raffigurante un uomo anziano con barba, colto di tre quarti e con lo sguardo rivolto verso l’alto. Protagonista di questa intensa composizione è Sant’Andrea, uno dei dodici Apostoli, figura di profonda venerazione sin dalla prima età cristiana.
Il dipinto si staglia su un fondo neutro dalle tonalità brunite, dal quale emerge con forza la figura del Santo, modellata da pennellate generose e sicure. La luce, calibrata e avvolgente, si concentra sul volto e sul busto, accarezzando le carni con un tenero rossore che dona naturalezza e intensità espressiva. Ne deriva un’immagine di grande suggestione devozionale, nella quale la dolcezza degli incarnati si coniuga con una solida costruzione formale.
L’opera è stata recentemente sottoposta a un cauto intervento di pulitura presso il gabinetto di restauro del prof. Gaetano Alagna, che ha consentito di rafforzarne la qualità esecutiva e di confermare l’attribuzione, già proposta dalla critica, a un autore della scuola romana attorno al 1630 (F. Petrucci), nei prossimi di Andrea Sacchi (Nettuno, 1599 – Roma, 1661).
Il dipinto rivela infatti la piena appartenenza alla migliore cultura figurativa dell’Italia centrale della prima metà del XVII secolo. Si distinguono il tracciato sicuro e deciso delle pennellate, nette e ben cariche, che testimoniano una condotta grafica colta e composita, con accenti ancora sensibili dell’ultima stagione del manierismo romano, uniti all’algido ideale classico dei Carracci. Non mancano lievi intonazioni chiaroscurali di matrice veneta e uno schema compositivo di ascendenza emiliana, riconducibile alla conoscenza delle opere di Guido Reni e Francesco Albani.
Tali elementi stilistici — non secondari — inducono ad avvicinare l’opera ad Andrea Sacchi, probabile figlio d’arte (anche il padre, forse adottivo, Benedetto, era pittore). Formatosi presso il Cavalier d’Arpino e il bolognese Albani, nonché epigono del Reni, Sacchi lavorò anche sotto la direzione di Pietro da Cortona, affermandosi come uno dei migliori maestri attivi a Roma nel Seicento.