Lotto 8 | Angelo Abrate - "Le Mont Blanc et les Domes de Miage du Mont d'Arbois"

Casa d'aste Santa Giulia - Via Fratelli Cairoli 26, 25122 Brescia
Pre-Asta Asta 71 - Dipinti di selezionati XIX e XX secolo. Sabato, ore 15:00
sabato 24 ottobre 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)

Angelo Abrate - "Le Mont Blanc et les Domes de Miage du Mont d'Arbois"

Prezzo di partenza
800,00 €

Angelo Abrate
Torino 1900 - Sallanches 1985

"Le Mont Blanc et les Domes de Miage du Mont d'Arbois"
Olio su tavola cm 34x44 firmato in basso a dx A.Abrate

- Angelo Abrate è stato un pittore e alpinista italiano nato a Torino nel 1900 e morto nel 1985. È ricordato come uno dei più importanti interpreti del paesaggio d’alta montagna del Novecento, tanto da essere conosciuto come il pittore del Monte Bianco.Figlio di un calzolaio, trascorse parte dell’infanzia a Marsiglia, dove la famiglia si era trasferita, e iniziò presto a lavorare. Tornato a Torino nell’adolescenza, fu impiegato come meccanico e completò da autodidatta la propria formazione culturale. In pittura fu sostanzialmente autodidatta: decisivo fu l’incontro a Sauze d’Oulx con il divisionista Cesare Maggi, che divenne suo maestro e amico, mentre tra i propri riferimenti indicò sempre Giovanni Segantini e Ferdinand Hodler.Alpinista di valore, nel 1923 entrò nel Club Alpino Accademico Italiano e alcuni anni dopo nel Groupe de Haute Montagne francese. Nel luglio dello stesso 1923 raggiunse la vetta dell’Aiguille de Leschaux con Francesco Ravelli e Guido Alberto Rivetti, e in seguito salì spesso da solo in quota per dipingere direttamente davanti al soggetto.A metà degli anni Venti tenne la prima personale a Torino, seguita da mostre a Chamonix, Milano e Parigi. Nel 1927 sposò Gemma e lasciò il lavoro per dedicarsi interamente alla pittura, stabilendosi in Alta Savoia, prima a Chamonix e poi a Sallanches. La morte della moglie nel 1942 segnò un mutamento anche nel linguaggio: dalla spatola degli anni giovanili passò al pennello, con passaggi tonali più sottili.La sua produzione, stimata in circa milleottocento tele, è dedicata al massiccio del Monte Bianco e alle sue cime, dal Dente del Gigante alle Grandes Jorasses, dai Drus alla Verte, fino ai crepacci della Mer de Glace. Nel 1973 pubblicò l’autobiografia L’ultima tela. Continuò a dipingere fino agli ultimi anni, nonostante i problemi alla vista, e morì nel 1985.