Pre-Asta L'Estetica di una Dinastia: Arte, Decorazione e Collezionismo nella Famiglia Zappettini PRIMA SESSIONE
martedì 27 ottobre 2026 ore 15:30 (UTC +01:00)
Mario Zappettini (Milano, XX secolo) Allegoria della Maternità (Figura muliebre con fanciullo in un loggiato) Grisaglia su pannello, cm 200 x 95 circa 
Mario Zappettini (Milano, XX secolo) Allegoria della Maternità (Figura muliebre con fanciullo in un loggiato) Grisaglia su pannello, cm 200 x 95 circa  Questa imponente composizione decorativa si impone come uno dei vertici assoluti della presente sessione d'asta, incarnando con raffinata eleganza lo spirito del "Ritorno all'ordine" e le istanze estetiche del Novecento italiano. Eseguita in una sapiente monocromia sui toni della seppia, l'opera svela una scena dal forte respiro classico e monumentale: una figura femminile dal portamento statuario, avvolta in un panneggio che ne esalta la volumetria, porge un frutto (presumibilmente un melograno, simbolo di abbondanza) a un fanciullo posto ai suoi piedi. A incorniciare la scena vi è un'architettura rigorosa ed essenziale, definita da un arco a tutto sesto e da un soffitto a cassettoni, che apre la visuale su un paesaggio metafisico dominato dalle fronde di un pino a ombrello.  Nota biografica Mario Zappettini fu un protagonista di rilievo della grande decorazione architettonica milanese del secolo scorso. Intimamente legato ai più prestigiosi circoli artistici dell'epoca – anche in virtù del matrimonio con Maria Manzoni, sorella del celebre scultore Giacomo Manzù – sviluppò una profonda vocazione per la pittura murale e il restauro. La sua abilità nella gestione delle grandi superfici lo portò a collaborare a stretto contatto con lo stesso Manzù e con l'architetto Giovanni Muzio in cantieri di primaria importanza, tra cui spiccano gli interventi musivi e pittorici per la Cappella del Sacro Cuore dell'Università Cattolica e per la chiesa di San Giovanni Battista alla Creta.  Il pannello qui presentato, nato con molta probabilità per impreziosire gli interni di una committenza alto-borghese milanese, rivela tutta la perizia tecnica dell'artista: la centralità assoluta del disegno, la purificazione delle forme e la solidità dei volumi. Un'opera che, pur dialogando con la grande tradizione affreschistica rinascimentale, restituisce appieno la modernità sintetica e silente tipica dell'arte italiana tra le due guerre, rappresentando un'occasione di grande interesse per i collezionisti e gli studiosi del periodo.