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giovedì 30 luglio 2026 ore 17:00 (UTC +01:00)
Virgilio Guidi (1891 - 1984) Ritratto femminile, 1918 circa
Virgilio Guidi (1891 - 1984)
Ritratto femminile, 1918 circa
Olio su tela
75,5 x 62 cm
Firma: “Guidi” al recto
Elementi distintivi: sul verso, due timbri illeggibili con numero di archiviazione (?); etichetta di trasporto; etichetta di esposizione con dati relativi all’opera e al prestatore
Provenienza: Leopoldo Tega, Milano (fino al 2002); Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: Marco Goldin, a cura di, "Da Ca' Pesaro a Morandi. Arte in Italia 1919-1945 dalle collezioni private", Cornuda, 2002, pp. 174-175 (ill.); Stefano Cecchetto, Giovanni Granzotto, Dino Marangon, a cura di, "Omaggio a Virgilio Guidi. Con uno sguardo alla Collezione Sonino", cat. 4, pp. 122-123 (ill.)
Esposizioni: Marco Goldin, a cura di, "Da Ca' Pesaro a Morandi. Arte in Italia 1919-1945 dalle collezioni private", Conegliano, Palazzo Sarcinelli, 21 aprile - 30 giugno 2002
Stato di conservazione. Supporto: 85% (reintelo)
Stato di conservazione. Superficie: 90%
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Formatosi a Roma tra i corsi serali della Scuola libera di pittura, la bottega del restauratore Giovanni Capranesi, che lo introduce alla pittura dei maestri del Rinascimento e del Barocco, e la frequentazione dell'Accademia di Belle Arti di Roma, in cui segue i corsi di Giulio Aristide Sartorio, Virgilio Guidi si orienta da subito verso la solidità costruttiva della pittura italiana – Giotto, il Quattrocento – e francese – Courbet, Cézanne. Allo stesso tempo si interessa all'arte di Matisse, Renoir e, tra gli italiani, Armando Spadini, approfondendo le problematiche luministiche e i temi della sintesi di forma-colore e del rapporto spazio-luce. Tale ricerca è già ben evidente in questo giovanile ritratto femminile che segue di qualche anno l'esordio alla III Esposizione Internazionale d'Arte Secessione romana del 1915. Si tratta probabilmente di una versione di poco successiva rispetto al dipinto simile, ma dalla fattura più sintetica e corsiva e di dimensioni inferiori, pubblicato nel catalogo generale dell'artista dove è collocato cronologicamente al 1918 (Franca Bizzotto, Dino Marangon, Toni Toniato, "Virgilio Guidi. Catalogo generale dei dipinti. Volume primo", Milano, 1998, p. 83 n. 1918 4, cm 61 x 50) e passato in asta da Farsetti nel 2015 (Asta n. 174 – II. Arte Moderna, 28 novembre 2015, lotto 575).
In uno spazio spoglio, definito geometricamente dalla presenza squadrata dello schienale della sedia e dalla netta separazione tra la parte in luce a destra e quella in ombra a sinistra, siede una donna colta leggermente di tre quarti che, semplicemente abbigliata, il braccio pacatamente posato sulla gamba, guarda avanti a sé con sguardo sereno. L'impostazione monumentale, la precisa resa spaziale e volumetrica e la solenne essenzialità dell'immagine, impostata su toni bruni della tavolozza, ben rivelano lo studio dei modelli classici, mentre la luce morbida ma ferma che sembra emanare dall'incarnato stesso della figura mostra la riflessione che l'artista sta conducendo sull’opera di Piero della Francesca. Una luce non di natura fisica ma, come nel maestro quattrocentesco, interiore, sovrasensibile e mentale, consustanziale alla forma-colore, in grado di spostare l'immagine su un piano di atemporale classicismo e che sempre più, nel corso degli anni, tenderà a svuotare i volumi della loro gravità caratterizzandosi in termini estatici e metafisici. Una ricerca questa, in bilico tra classicità e inquietudini metafisiche, che Guidi condividerà con molti altri protagonisti della pittura italiana post bellica.
L’opera proviene da Leopoldo (Dino) Tega, titolare della Galleria Tega di Milano. Secondo Toni Toniato (comunicazione orale di Stefano Demarco del 1 giugno 2021), la versione pubblicata nel catalogo generale non proviene dalla Galleria Tega (come erroneamente indicato nel catalogo, generando così per molto tempo l’equivoco che si trattasse dello stesso dipinto) bensì dalla Galleria Annunciata di Milano.
Sabrina Spinazzè
Ringraziamo Toni Toniato e Stefano De Marco per il supporto nella catalogazione dell'opera.


