Lotto 10 | Filiberto Bartoli (1943) Ocio fioi xe’ rivà el mato Cabibo dei Strafanici

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giovedì 30 luglio 2026 ore 17:00 (UTC +01:00)

Filiberto Bartoli (1943) Ocio fioi xe’ rivà el mato Cabibo dei Strafanici

Prezzo di partenza
600,00 €

Filiberto Bartoli (1943)
Ocio fioi xe’ rivà el mato Cabibo dei Strafanici
Matita e colori acrilici su compensato
80 x 100 cm

Firma: “Bartolo Filiberto” in colore al recto e in pennarello al verso
Data: “72” in colore al recto e a pennarello al verso
Elementi distintivi: timbro circolare ed etichetta del Concorso Nazionale di Pittura Estemporanea di Arona, 1972; due timbri dell’autore con dati dell’opera; su un lato della cornice due etichette con riferimenti inventariali di cui una anonima e l’altra della Banca Popolare di Intra; sul fronte della cornice etichetta con titolo

Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Esposizioni: Concorso Nazionale di Pittura Estemporanea di Arona, maggio 1972

Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%

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Nei dialetti veneto-giuliani, "cabibo" o "cabibbo" (con raddoppiamento popolare della esplosiva labiale) significò "uomo scaltro e malfido" e, in seguito, "sciocco", e fu anche utilizzato come offesa nei confronti degli immigrati dal Meridione. La parola deriva dall'arabo "habíb" (amico), voce usata, in particolare negli eserciti islamici per rivolgersi a persona sconosciuta ma vicina, e poi assunta nei dialetti italici. La parola "strafanici", invece, è di uso triestino e significa cose di poco valore, cianfrusaglie, ninnoli. Deriva forse dal latino "extra faniculum", gli ex-voto che venivano appesi fuori dai tempietti e che il tempo e le intemperie rovinavano inesorabilmente. Alternativamente, può descrivere un buono a nulla, una persona poco seria, senza carattere… insomma: uno "strafanìc".
Il significato del quadro è allora - "Occhio ragazzi, è arrivato l'amico delle chincaglierie".
Ricorda l'autore, in una conversazione telefonica di supporto alla schedatura (15.12.2020), di aver irriverentemente utilizzato, per comporre l'immagine, alcune opere d'arte presentate alla contemporanea Biennale di Venezia.