Lotto 132 | Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985) Acciaroli, 1964

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martedì 28 luglio 2026 ore 17:00 (UTC +01:00)

Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985) Acciaroli, 1964

Prezzo di partenza
300,00 €

Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Acciaroli, 1964
Pastello su carta
48,5 x 66,5 cm

Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto
Data: “Acciaroli 7.7.64” al recto
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%

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Luigi Serena, pittore d'elezione della borghesia trevigiana a cavallo tra '800 e '900, non ebbe allievi diretti, ma fu ammirato dagli artisti più giovani per il suo spirito bohémien e antiborghese, anche quale riferimento morale, diventando una pietra miliare nell'orizzonte artistico della Marca. Saranno proprio gli artisti dell'avanguardia, in testa Arturo Martini, a promuovere la mostra postuma di Serena poco dopo la sua morte nel 1911. Pur operando prevalentemente in provincia, l'artista partecipò con successo alle più importanti esposizioni del tempo: a Venezia (1881), Milano (1883), Torino (1884), Firenze (1886), Parigi (1888) e Monaco (1890). Fu tra gli invitati alla Biennale veneziana del 1897 (Eugenio Manzato, "Treviso", in "La Pittura in Italia. L'Ottocento", Milano, 1990, p. 213).
Il dipinto è datato al 1879, in adesione alla data iscritta nella tela, da Margaret Binotto, nella propria scheda, e da Ottorino Stefani, nella monografia del 2006. In precedenza, nella monografia del 1985, lo studioso aveva proposto una datazione al 1880-1882, ipotesi ripresa da Eugenio Manzato nella recente mostra montebellunese (2019). «Intorno agli anni 1880-82 circa, Serena compone alcuni ritratti con una tecnica abbastanza insolita che richiama, in parte, sia l'esperienza dei Macchiaioli toscani, sia quella degli Impressionisti francesi. Il colore è steso a piccoli tocchi, con sfrangiature che spezzano continuamente i contorni delle cose, conferendo alle immagini un senso di vibrazione interna, un particolare movimento luminoso ed atmosferico. Sotto tale aspetto il "Ritratto della nonna", ormai vecchissima, emerge in tutta la sua personalità di donna, un tempo forte e decisa, dai lineamenti piuttosto marcati, anche se non privi di una loro composta armonia (la forma del volto doveva essere un tempo un ovale quasi perfetto). Le tonalità bruno-scure del fondo, appena ravvivate da quel tocco di ocra e di rosso della poltrona, e delle maniche e dei capelli, mettono in rilievo la luminosità dei bianchi, valorizzati dalla calda trasparenza delle ombre e dai mezzi toni del volto e delle mani». (O. Stefani, a cura di, "Luigi Serena. 1855-1911", Ponzano Veneto, 2006, pp. 116). Del dipinto esiste un piccolo studio, in collezione privata (ibidem, p. 122, ill. 86).
Per il suo rilievo culturale, nel 2019 l'opera è stata richiesta in prestito permanente dal Comune di Montebelluna per esporlo nelle proprie sale.