Lotto 84 | Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985) La casa del sordo di Acciaroli, 1965

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martedì 28 luglio 2026 ore 17:00 (UTC +01:00)

Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985) La casa del sordo di Acciaroli, 1965

Prezzo di partenza
500,00 €

Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
La casa del sordo di Acciaroli, 1965
Vernice molle su carta
48 x 65 cm (lastra)

Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto a matita
Data: “1965” al recto a matita e in lastra
Altre iscrizioni: tiratura “12/30”, “la casa del sordo” al recto a matita
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%

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Figlio di Guglielmo Ciardi, il più noto paesaggista veneto dell’Ottocento, e fratello di Emma, Giuseppe (Beppe) Ciardi si accostò alla pittura compiendo i primi esperimenti di pittura en plein air sotto la guida del padre per poi perfezionarsi nella figura sotto la guida di Ettore Tito all’Accademia di belle arti di Venezia. Attraverso l’amicizia con Vittore Grubicy seppe, tuttavia, aggiornare la lezione paterna attraverso le innovazioni del luminismo divisionista, mostrando un forte rapporto con la natura in sintonia con le ricerche segantiniane.
Esemplare è in questo senso l’opera "Vento in laguna", che fa parte di una felice serie di marine in cui l’artista negli anni Venti rivisita il tema della laguna con imbarcazioni, che aveva costituito uno dei soggetti più fortunati di Guglielmo (cfr. "Barche da pesca in riposo", Roma, Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, e "Venezia", riprodotti in Enzo Savoia e Francesco Luigi Maspes, a cura di, "Guglielmo Ciardi protagonista del vedutismo veneto dell'Ottocento", Crocetta del Montello, 2013, pp. 35 e 120-121).
Nei paesaggi lagunari del primo dopoguerra la pennellata di Beppe si fa sempre più rapida, il mare è realizzato secondo una personale interpretazione del divisionismo attraverso rapidi tocchi di colore, mentre i cieli increspati di nuvole permettono lo studio della luce in infinite variazioni. Nell’opera in esame la ricerca si concentra, in particolare, sull’effetto della luce che attraversa delle nuvole scure e tempestose per riflettersi sull’acqua in primo piano. Seguendo le orme paterne, l’artista coniuga il paesaggismo con lo studio degli usi e costumi della laguna veneta, animata da operose imbarcazioni di varia foggia e dimensione. Due etichette sul retro attestano la presenza del dipinto presso la Galleria d’arte Associazione nazionale degli artisti, attiva a Firenze dall’inizio del Novecento fino agli anni Quaranta del secolo. Di qui l’opera deve essere passata negli Stati Uniti, dove negli anni Sessanta si trovava nella collezione del grande imprenditore dell'energia R.M. Heskett, comproprietario della Minnesota Northern Power Co. ("Utility Corporations. Letter from the Chairman of the Federal Trade Commission", n. 84-1, Washington, 1936), come documentato da un’ulteriore etichetta relativa a un prestito per un’esposizione tenutasi all’Art Institute di Minneapolis.

Teresa Sacchi Lodispoto
Ringraziamo Antonio Parronchi e Stefano Zampieri per ulteriormente confermato su base fotografica l'autografia dell'opera.