Lotto 54 | Lia Cavanna (1934) Splendore nel bosco

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martedì 28 luglio 2026 ore 17:00 (UTC +01:00)

Lia Cavanna (1934) Splendore nel bosco

Prezzo di partenza
300,00 €

Lia Cavanna (1934)
Splendore nel bosco
Pastello su tela
80,5 x 70,5 cm

Firma: al recto “Lia Cavanna”
Data: al recto “1992”
Elementi distintivi: sul verso etichetta contenente delle informazioni sul dipinto, timbro del corniciaio e iscrizione manoscritta recante il numero “2”

Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: fotocertificato datato 16 aprile 1993 e firmato dall'artista

Stato di conservazione. Supporto: 80% (tracce di umidità)
Stato di conservazione. Superficie: 60% (fioriture di muffa)

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Dopo una serie di soggiorni a Parigi e in Bretagna (1905-6, 1907, 1909), nel 1909 Gino Rossi si trasferisce a Burano insieme alla moglie Bice Levi Minzi, rimanendovi fino al 1913. I due vivono in una casa con due studi separati presso la località Tre Ponti; intorno a loro si stabilisce un'attiva colonia di artisti – gli stessi che espongono nelle mostre di Ca' Pesaro - aperti alle principali esperienze della pittura d'oltralpe (Umberto Moggioli, Luigi Scopinich, Pio Semeghini). Si apre così nella produzione dell'artista veneto un periodo particolarmente positivo in cui, nel silenzio e nella vita semplice dell'isola lagunare, così simile alla dimensione bretone, può mettere felicemente a frutto la riflessione sull'istintività del segno e sulla purezza del colore condotta negli anni precedenti studiando con attenzione la pittura di Gauguin, Matisse, Van Gogh. Tra i paesaggi buranesi, "Canale con vela a Burano" è uno dei più risolti e dei più vivaci. Costruito con ampie e pastose pennellate, l'opera raffigura il passaggio lungo le acque di un canale di una tipica imbarcazione della tradizione veneta, il cosiddetto "topo" con vela "al terzo", adatto alla navigazione sotto costa e usato essenzialmente per il trasporto merci. Perfetto l'equilibrio raggiunto nel bilanciamento formale e cromatico degli elementi della composizione, con il muro che separa in due lo spazio, la vela - dall'intensa nota arancio - in basso a sinistra cui fa riscontro la casa posta in alto a destra, i rami della pianta in primo piano che si moltiplicano in quelli degli alberi dello sfondo, il rincorrersi squillante dei fiori gialli, i segni curvi ereditati da Van Gogh che, come un'eco, dall'acqua si propagano a definire i cespugli e le nuvole. Una brillantezza e scioltezza cromatica destinata a lasciare presto posto, a partire dal 1913, a una nuova fase caratterizzata da una maniera più costruttiva e strutturata, frutto di una nuova attenzione a Cézanne, con una cupezza e di toni e una drammaticità del segno non indipendenti dalla sua personale vicenda umana.

Sabrina Spinazzè