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venerdì 26 giugno 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)
Paolo Orano - Due lettere autografe, 1930-31
Paolo Orano - Due lettere autografe, 1930-31
Due lettere autografe del giornalista e fondatore della Scuola fascista di Giornalismo, dirette a Luigi Freddi.
La prima è del 7 aprile 1930, la seconda del 21 settembre 1931. Entrambe scritte su carta intestata della Camera dei Deputati', composte da 4 pagine di cui due vergate al recto e al verso, e due bianche.
Nella prima lettera Orano fa riferimento al magnifico articolo di Freddi sui dialetti. Nell'articolo Freddi esprime posizioni molto vicine a quelle che Orano ha sostenuto durante un suo discorso alla Camera e che divergono invece sostanzialmente dalle teorie espresse in materia da Giovanni Gentile. Scrive infatti Orano: "Infuria l'ira dei colpiti dal mio attacco al monopolio gentiliano...".
Luigi Freddi aveva pubblicato sul Popolo d'Italia del 14 agosto 1929 un articolo intitolato "Dei dialetti" in cui aveva scritto che il problema linguistico italiano (caratterizzato dalla molteplicità dei dialetti) rappresentava un aspetto dell'incompletezza dell'unità spirituale del paese, e che spettava al Fascismo il compito di sanarla. Secondo Gentile, invece, la "cultura locale" e i dialetti rappresentavano un elemento imprescindibile nella formazione dell' identità nazionale. Aveva infatti affermato, proprio nel '29, che la scuola elementare avrebbe dovuto essere "piantata" nella terra di appartenenza in cui lingua e folklore si intrecciano per poi espandersi nelle forme "universali dello spirito nazionale".
Nella seconda lettera, Orano fa i complimenti a Freddi per la sua brillante carriera di giornalista e per l'acutezza dei suoi scritti: "ella è uno dei pochi autentici figli della vita del nuovo risoluto destino..."Due lettere autografe del giornalista e fondatore della Scuola fascista di Giornalismo, dirette a Luigi Freddi.
La prima è del 7 aprile 1930, la seconda del 21 settembre 1931. Entrambe scritte su carta intestata della Camera dei Deputati', composte da 4 pagine di cui due vergate al recto e al verso, e due bianche.
Nella prima lettera Orano fa riferimento al magnifico articolo di Freddi sui dialetti. Nell'articolo Freddi esprime posizioni molto vicine a quelle che Orano ha sostenuto durante un suo discorso alla Camera e che divergono invece sostanzialmente dalle teorie espresse in materia da Giovanni Gentile. Scrive infatti Orano: "Infuria l'ira dei colpiti dal mio attacco al monopolio gentiliano...".
Luigi Freddi aveva pubblicato sul Popolo d'Italia del 14 agosto 1929 un articolo intitolato "Dei dialetti" in cui aveva scritto che il problema linguistico italiano (caratterizzato dalla molteplicità dei dialetti) rappresentava un aspetto dell'incompletezza dell'unità spirituale del paese, e che spettava al Fascismo il compito di sanarla. Secondo Gentile, invece, la "cultura locale" e i dialetti rappresentavano un elemento imprescindibile nella formazione dell' identità nazionale. Aveva infatti affermato, proprio nel '29, che la scuola elementare avrebbe dovuto essere "piantata" nella terra di appartenenza in cui lingua e folklore si intrecciano per poi espandersi nelle forme "universali dello spirito nazionale".
Nella seconda lettera, Orano fa i complimenti a Freddi per la sua brillante carriera di giornalista e per l'acutezza dei suoi scritti: "ella è uno dei pochi autentici figli della vita del nuovo risoluto destino..."

