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giovedì 25 giugno 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)
Santi di Tito (Sansepolcro 1536 - Firenze 1603)
Santi di Tito
(Sansepolcro 1536 - Firenze 1603)
Ritratto di gentiluomo con figlio Olio su tavola cm. 91x73. Con cornice In alto a sinistra il dipinto reca iscrizione a pennello: "ETAT[IS] ANNOR[UM] / XXVIII MENS[IUM] IIII / ETAT[IS] ANNOR[UM] X / MENSI[UM] X".
La tipologia del doppio ritratto venne più volte sperimentata da Santi di Tito, che conobbe altrettanta reputazione e autorevolezza come pittore di soggetti sacri che come specialista nel genere della ritrattistica. Il nostro notevole dipinto costituisce una nobile testimonianza della ritrattistica fiorentina degli ultimi decenni del Cinquecento, lontana ormai dalle arditezze pontormesche e manieriste, e indirizzata verso un naturalismo più pacato e domestico: in linea, del resto, con la destinazione privata e familiare dell'opera e con il rango presumibilmente "borghese" dei committenti, confermato anche dalla semplicità dei loro indumenti. Di questi ultimi il quadro specifica solo l'età (28 e 10 anni) che, peraltro, non corrisponde necessariamente alla relazione padre e figlio, ma potrebbe indicare anche un legame di fratellanza fra i due personaggi.
Il nostro dipinto può essere persuasivamente avvicinato ad altri due doppi ritratti di Santi di Tito: quello raffigurante Domenico Passerini col figlio Lorenzo (vendita Dorotheum Vienna, 15 ottobre 2013, lotto 553, e di nuovo Pandolfini Firenze, 15 aprile 2016, lotto 164) e quello con Gentildonna, giovane figlia e cagnolino, asta Piasa, Parigi, 18 dicembre 2002. E. MERKEL, in Arte dal Gotico al Novecento. Contributi e schede, 2003, n. 35, pp. 138-141. Collezione Giuseppe Alessandra, Treviso; collezione privata, Londra.





