Pre-Asta DIPINTI ANTICHI, MODERNI E DEL XIX SECOLO DIPINTI ANTICHI, MODERNI E DEL XIX SECOLO
martedì 26 maggio 2026 ore 14:30 (UTC +01:00)
Girolamo Troppa (Rocchette di Torri in Sabina 1637 - Roma 1710)
Girolamo Troppa (Rocchette di Torri in Sabina 1637 - Roma 1710)
San Girolamo
Olio su tela
110 x 86 cm
Si ringrazia il professor Daniele Benati per aver fornito l'attribuzione, verbale, alla proprietà
Il prototipo di questa raffigurazione, da cui Troppa s'ispirò, pur apportando alcune varianti, è rintracciabile nel corpus pittorico di Guido Reni. L'opera si caratterizza per un spiccato naturalismo di gusto meridionale e una cromia neo-veneta che ricorda l'ambiente romano del secondo Seicento, permeato dalla lezione di Pierfrancesco Mola. Questo insieme di constatazioni consente di attribuire il dipinto a Girolamo Troppa, che nel suo fare pittorico le incorpora e le rappresenta costantemente.
Divenuto presto orfano di padre, Girolamo Troppa fu mandato a Roma nel 1648 presso la famiglia Montani. Crebbe in un ambiente cittadino ricco di botteghe di artisti e artigiani operosi per principi e cardinali residenti nel quartiere, soprattutto i Borghese e i Montalto. Entrò in contatto prima con il pittore spagnolo Bonifacio Herrera, che lo istruì secondo lo stile di Ribera, poi con Mario Nuzzi, perfezionando le tecniche decorative. Dopo le esperienze emiliane, collaborò con Gaulli e, nel 1678, affrescò nella chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, dove Giacinto Brandi aveva appena dipinto la volta centrale con la Caduta degli angeli ribelli. La sua arte, molto ambita in tutto il territorio pontificio, fu il frutto di un eclettismo elegante e misurato: in essa convivono elementi classici e barocchi, nei quali si riconosce la sua abilità di sintesi degli stili dei grandi pittori del tempo, in particolare di Cortona, Lanfranco, Baldi, Baciccia, Brandi, Mola.
Girolamo Troppa (Rocchette di Torri in Sabina 1637 - Rome 1710)
Saint Jerome
Oil on canvas
110 × 86 cm
We are grateful to Professor Daniele Benati for having verbally provided the attribution to the present owner
The prototype for this composition, from which Troppa draws inspiration while introducing certain variations, can be traced to the painted oeuvre of Guido Reni. The work is distinguished by a marked naturalism of southern taste and a Neo-Venetian palette recalling the Roman milieu of the later seventeenth century, permeated by the influence of Pierfrancesco Mola. Taken together, these observations support the attribution of the painting to Girolamo Troppa, whose painterly practice consistently incorporates and reflects these elements.


