Lotto 50 | CHIA SANDRO (n. 1946) - 6 DE OCTUBRE .

Capitolium Art - Via Carlo Cattaneo 55, 25121 Brescia
Pre-Asta Asta 583 | ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA - SELECTED SESSIONE UNICA, Lotti 1-64
mercoledì 15 aprile 2026 ore 16:00 (UTC +01:00)

CHIA SANDRO (n. 1946) - 6 DE OCTUBRE .

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CHIA SANDRO (n. 1946) 6 DE OCTUBRE . 1987. Tempera su cartoncino. Cm 108,00 x 75,00. firma e data
sul retro: etichette della Galleria Thaddaeus Ropac (Salisburgo), del Museo de Arte Contemporaneo Internacional Rufino Tamayo (Città del Messico) e del Museo de Monterrey (Monterrey)

PROVENIENZA
Museo di Monterrey, Bruxel, Belgio
Galleria Thaddeus Ropac, Salisburgo
Museo Rufino Tamayo, Mexico

ESPOSIZIONE
1989 Sandro Chia. Novanta spine al vento, mostra itinerante a cura della Galleria Thaddaeus Ropac, Salisburgo, sedi espositive: Museum Moderner Kunst (Vienna), Icc (Anversa), Museo della Biennale di Venezia (Venezia), Schloẞ (Wiedenbrück), Museo de Arte Contemporaneo Internacional Rufino Tamayo (Città del Messico), Museo de Monterrey (Monterrey)

BIBLIOGRAFIA
Sandro Chia. Novanta spine al vento, Edizione Thaddaeus Ropac, Salisburgo, 1989, tav. 70

La mostra itinerante Novanta spine al vento di Sandro Chia si configura come un momento centrale della sua ricerca, più vicino a un manifesto poetico e pittorico che a una semplice esposizione.
Il titolo stesso introduce i nuclei tematici dell’intero progetto: le “spine”, simbolo di tensione, resistenza ed energia vitale, e il “vento”, immagine di instabilità, movimento e trasformazione. Ne deriva una visione dinamica e inquieta della realtà, coerente con la pittura di Chia, attraversata da forze contrastanti e da un continuo processo di metamorfosi.
La natura itinerante della mostra rafforza tale dimensione, alludendo a un’arte in costante movimento, svincolata da un contesto unico e capace di attivare una circolazione ampia di immagini e simboli. In questo senso, emerge anche la figura dell’artista come viandante, interprete di un immaginario nomade e stratificato.
Le opere presentate riflettono pienamente il linguaggio della Transavanguardia, di cui Chia è tra i principali esponenti: un ritorno alla pittura figurativa dopo le esperienze concettuali, caratterizzato da libertà espressiva, intensità cromatica e recupero di riferimenti storici e simbolici.
Nel suo complesso, Novanta spine al vento rappresenta un’affermazione della centralità della pittura come spazio di tensione, narrazione e libertà, nonché una riflessione sull’instabilità e sulla complessità dell’esperienza contemporanea.