Lotto 37 | Luigi Filocamo - "Oriente"

Casa d'aste Santa Giulia - Via Fratelli Cairoli 26, 25122 Brescia
Pre-Asta Asta 66 - Dipinti selezionati XIX e XX Sabato, ore 15:00
sabato 28 marzo 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)

Luigi Filocamo - "Oriente"

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Luigi Filocamo
Alessandria d'Egitto 1906 - Milano 1988

"Oriente"
Olio su tela cm 35x25,5 firmato in alto a dx Luigi Filocamo

- Luigi Filocamo nacque il 8 dicembre 1906 ad Alessandria d’Egitto da una famiglia di origini calabresi e trascorse l’adolescenza a Milano, dove si trasferì con la famiglia nel 1915. Nei primi anni della sua vita artistica lavorò come disegnatore ma ben presto la sua passione lo portò a dedicarsi completamente alla pittura, influenzato soprattutto dalla grande arte sacra italiana del Quattrocento, che studiò con grande attenzione per forma e colore. Dopo un breve periodo di frequenza all’Accademia di Belle Arti di Brera, Filocamo iniziò a esporre le sue opere già negli anni Trenta, partecipando alle rassegne più importanti dell’epoca come le Biennali di Venezia, le Quadriennali di Roma e le esposizioni lombarde della Permanente di Milano.La sua opera si caratterizzò sin dall’inizio per un profondo legame con i temi religiosi e la pittura sacra: Filocamo dedicò gran parte della sua produzione a pale d’altare, affreschi e vetrate concepiti per luoghi di culto e spazi religiosi, lavorando con intensità e slancio creativo in edifici come la chiesa di Giussano e il Santuario di Santa Rita da Cascia, nella basilica di Sant’Ambrogio e nel Duomo di Milano, nonché nella cappella privata di Paolo VI in Vaticano. Le sue composizioni riescono a fondere un linguaggio figurativo contemporaneo con influenze arcaicizzanti e riferimenti alla pittura quattrocentesca, dando vita a affreschi e dipinti dal forte impatto visivo e spirituale.Accanto al fervore religioso, Filocamo dedicò anche attenzione alla pittura da cavalletto e al ritratto, realizzando opere come Concertista (1937), Il racconto del poeta (1940), Donna con mele (1953) e ritratti di benefattori e personalità civiche che esprimono il suo interesse per la figura umana e il carattere dei soggetti rappresentati. In tutte le sue creazioni emerge un uso controllato del colore, una struttura compositiva solida e un gusto che, pur rimanendo fedele ai canoni tradizionali, si confronta con il linguaggio del Novecento.Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta Filocamo continuò a partecipare a esposizioni d’arte sacra e a personali che consolidarono la sua fama nell’ambito figurativo italiano, portando le sue opere anche nelle collezioni moderne e contemporanee. Il suo impegno decorativo e pittorico attraversò decenni di intensa attività, tra committenze ecclesiastiche, ritratti e dipinti di tema profano, confermando la sua versatilità e la sua capacità di interpretare con un linguaggio personale la tradizione religiosa e figurativa italiana.Luigi Filocamo morì il 24 febbraio 1988 a Novi LigureLuigi Filocamo nacque il 8 dicembre 1906 ad Alessandria d’Egitto da una famiglia di origini calabresi e trascorse l’adolescenza a Milano, dove si trasferì con la famiglia nel 1915. Nei primi anni della sua vita artistica lavorò come disegnatore ma ben presto la sua passione lo portò a dedicarsi completamente alla pittura, influenzato soprattutto dalla grande arte sacra italiana del Quattrocento, che studiò con grande attenzione per forma e colore. Dopo un breve periodo di frequenza all’Accademia di Belle Arti di Brera, Filocamo iniziò a esporre le sue opere già negli anni Trenta, partecipando alle rassegne più importanti dell’epoca come le Biennali di Venezia, le Quadriennali di Roma e le esposizioni lombarde della Permanente di Milano.La sua opera si caratterizzò sin dall’inizio per un profondo legame con i temi religiosi e la pittura sacra: Filocamo dedicò gran parte della sua produzione a pale d’altare, affreschi e vetrate concepiti per luoghi di culto e spazi religiosi, lavorando con intensità e slancio creativo in edifici come la chiesa di Giussano e il Santuario di Santa Rita da Cascia, nella basilica di Sant’Ambrogio e nel Duomo di Milano, nonché nella cappella privata di Paolo VI in Vaticano. Le sue composizioni riescono a fondere un linguaggio figurativo contemporaneo con influenze arcaicizzanti e riferimenti alla pittura quattrocentesca, dando vita a affreschi e dipinti dal forte impatto visivo e spirituale.Accanto al fervore religioso, Filocamo dedicò anche attenzione alla pittura da cavalletto e al ritratto, realizzando opere come Concertista (1937), Il racconto del poeta (1940), Donna con mele (1953) e ritratti di benefattori e personalità civiche che esprimono il suo interesse per la figura umana e il carattere dei soggetti rappresentati. In tutte le sue creazioni emerge un uso controllato del colore, una struttura compositiva solida e un gusto che, pur rimanendo fedele ai canoni tradizionali, si confronta con il linguaggio del Novecento.Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta Filocamo continuò a partecipare a esposizioni d’arte sacra e a personali che consolidarono la sua fama nell’ambito figurativo italiano, portando le sue opere anche nelle collezioni moderne e contemporanee. Il suo impegno decorativo e pittorico attraversò decenni di intensa attività, tra committenze ecclesiastiche, ritratti e dipinti di tema profano, confermando la sua versatilità e la sua capacità di interpretare con un linguaggio personale la tradizione religiosa e figurativa italiana.Luigi Filocamo morì il 24 febbraio 1988 a Novi Ligure.