NAPOLI 2500: Storia di una città e del suo territorio | Parte II sessione unica
mercoledì 4 marzo 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)
Raccolta de' più belli ed interessanti dipinti, mosaici ed altri monumenti rinvenuti negli scavi di Ercolano, di Pompei e di Stabia, 1876
Raccolta de' più belli ed interessanti dipinti, mosaici ed altri monumenti rinvenuti negli scavi di Ercolano, di Pompei e di Stabia, 1876
Napoli, per cura di Tarallo e Paderni, 1876. In 8°. Frontespizio entro cornice classicheggiante, fioriture sparse. Due tavole ripiegate. Legatura in mezza pelle e titolo e decori in oro al dorso. § Ruggiero Michele, Degli scavi di Stabia dal MDCCXLIX al MDCCLXXXII. Napoli, Tipografia dell'accademia reale delle scienze, 1881. In 2°. Grande carta in tricromia ripiegata, raffigurante la "Topografia della Campagna innanzi a Castellammare e Gragnano" e 19 tavole litografiche, in parte colorate, alcune a doppia pagina, altre in doppia o tripla suite. Legatura in mezza tela.
NOTE SPECIALISTICHE
"Gli scavi archeologici di Stabia hanno restituito i resti dell'antica città di Stabia (in latino Stabiae), nell'area dell'odierna Castellammare di Stabia, presso la collina di Varano, oltre a un insieme di costruzioni che facevano parte del suo ager. La campagna di scavi iniziò nel 1749, durante il regno di Carlo di Borbone tramite cunicoli, mentre per delle indagini ordinate e sistematiche a cielo aperto bisognerà attendere il 1950, anno a partire dal quale fu centrale l'opera del preside Libero D'Orsi. Di dimensioni minori rispetto agli scavi di Pompei e di Ercolano, permettono di osservare un diverso aspetto dello stile di vita degli antichi romani: infatti, mentre le prime due località erano delle città, Stabia, dopo un passato di borgo fortificato, era in epoca romana un luogo di villeggiatura, in cui furono costruite numerose ville residenziali decorate con pitture e abbellite con suppellettili; non mancavano, tuttavia, ville rustiche" (sub vocis, Wikipedia).
Curatore dell'opera è l'archeologo e architetto Michele Ruggiero (Napoli, 1811-1900), direttore degli scavi di Pompei, cui si devono anche la "Storia degli scavi di Ercolano" (Napoli, 1885) e "Degli scavi di antichità e delle province di terraferma dell'antico regno di Napoli dal 1743 al 1876" (Napoli, 1888.). > Fera-Morlicchio, II,1267: "E' da considerarsi l'opera più dettagliata sugli scavi e sui ritrovamenti archeologici della antica Stabia."





