Lotto 4 | William Hamilton - Campi Phlegraei. Observations on the Volcanos of the Two Sicilies as they have been communicated to the Royal Society of London, 1776

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NAPOLI 2500: Storia di una città e del suo territorio | Parte II sessione unica
mercoledì 4 marzo 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)

William Hamilton - Campi Phlegraei. Observations on the Volcanos of the Two Sicilies as they have been communicated to the Royal Society of London, 1776

William Hamilton - Campi Phlegraei. Observations on the Volcanos of the Two Sicilies as they have been communicated to the Royal Society of London, 1776

 
 
Napoli, [Pietro Fabris], 1776. In 2°. 3 parti in 2 volumi. Un volume di tavole e commento testuale, con antiporta incisa in rame con vedute marine in coloritura coeva, frontespizio stampato, una carta geografica a doppia pagina del Golfo di Napoli incisa da Giuseppe Guerra, 54 tavole a piena pagina con COLORITURA D'EPOCA entro cornice nera e margine grigio incise da Pietro Fabris. Legato con Supplement to the Campi  Phlegraei, Napoli, [Pietro Fabris], 1779. Con 5 tavole a piena pagina in coloritura d'epoca entro cornice nera e margine grigio incise da Pietro Fabris. Qualche lievissima arrossatura, legatura in marocchino verde a grana lunga inizio secolo XIX, piatti inquadrati da fregi in oro ai piatti e al dorso, dentelle dorate, titolo in oro al dorso, tagli dorati, lievissimi difetti. Un volume esclusivamente testuale (90,(2) pp.) con l'introduzione all'opera stampata su 2 colonne in inglese e in francese, qualche lievissima arrossatura marginale, legatura in pelle da amatore posteriore con fregi in oro ai piatti e al dorso, dentelle e scritte in oro, tagli dorati, lievissimi difetti. Cofanetto posteriore in marocchino verde e carta marmorizzata.


 
NOTE SPECIALISTICHE
Sontuoso esemplare della prima edizione completa di una delle opere più celebri e affascinanti del Settecento europeo, dedicata allo studio dei vulcani dell’Italia meridionale e unanimemente considerata un capolavoro tanto editoriale quanto scientifico. 

I Campi Phlegraei rappresentano il punto più alto dell’attività vulcanologica di Sir William Hamilton (1730–1803), diplomatico, geologo e raffinato uomo di cultura, che fu ambasciatore britannico presso il Regno di Napoli dal 1764 al 1800.


Stabilitosi a Napoli, Hamilton rimase profondamente colpito dalla potenza e dalla spettacolarità del Vesuvio, al quale dedicò anni di osservazioni dirette, ascensioni rischiose e una documentazione sistematica senza precedenti. Tra il 1766 e il 1779 inviò numerose lettere alla Royal Society di Londra, di cui era membro, nelle quali registrò con rigore scientifico le eruzioni, le trasformazioni del paesaggio e i fenomeni vulcanici dell’area napoletana. Da questo materiale nacque l’opera, concepita non solo come resoconto scientifico, ma anche come tentativo di trasmettere al pubblico l’esperienza diretta del vulcano e della sua forza primigenia. Il titolo Campi Phlegraei, si riferisce all’ampia regione vulcanica che comprende Napoli e i suoi dintorni, ma l’indagine di Hamilton si estende anche ad altri importanti complessi vulcanici del Sud Italia, come le isole Eolie e l’Etna, conferendo all’opera un respiro geografico e scientifico più ampio. Il metodo adottato da Hamilton, fondato sull’osservazione diretta e sulla descrizione accurata dei fenomeni naturali, segnò una svolta decisiva nella storia della vulcanologia, offrendo una spiegazione chiara e innovativa del ruolo dei vulcani nella formazione e nel modellamento della superficie terrestre.


Straordinario è l’apparato iconografico, composto da 59 tavole incise e finemente colorate a mano all’epoca, realizzate su disegni di Pietro Fabris, artista scelto personalmente da Hamilton e da lui ritenuto insuperabile nel coniugare precisione scientifica e qualità estetica. Fabris accompagnò Hamilton nelle sue escursioni e lavorò sotto la sua costante supervisione; i due compaiono spesso nelle vedute intenti a osservare e misurare i fenomeni naturali, riconoscibili dai caratteristici cappotti, rosso per Hamilton e blu per Fabris. Le immagini raffigurano crateri, colate laviche, sezioni geologiche, campioni di rocce, panorami del Golfo di Napoli, Pozzuoli, la Solfatara, Ischia, Stromboli, l’Etna, nonché spettacolari eruzioni diurne e notturne del Vesuvio, culminanti nelle celebri tavole del Supplemento, dedicate all’eruzione del 1779.


Ogni tavola è accompagnata da un testo esplicativo che ne illustra con esattezza scientifica il contenuto e lo scopo dimostrativo, rendendo l’opera un perfetto equilibrio tra immagine e parola. L’impatto visivo delle tavole, permeate dal gusto del sublime, contribuì in modo decisivo a fissare nell’immaginario europeo il mito romantico del Vesuvio e a consacrarlo come tappa imprescindibile del Grand Tour.


Opera di eccezionale importanza storica e culturale, i Campi Phlegraei sono considerati uno dei libri illustrati più belli del XVIII secolo e una pietra miliare nello sviluppo della geofisica e vulcanologia.