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martedì 17 febbraio 2026 ore 14:30 (UTC +01:00)
Matteo da Gualdo (Gualdo Tadino 1435 circa - 1507)
Matteo da Gualdo (Gualdo Tadino 1435 circa - 1507)
Cristo nel sepolcro
Olio su tavola
13,5 x 10 cm
Le prime opere di Matteo da Gualdo denotano influenze tardogotiche aggiornate con richiami a Piero della Francesca, desunte grazie alla conoscenza della pittura di Girolamo di Giovanni, ma soprattutto dal vivo influsso di Bartolomeo di Tommaso, ergo caratterizzate dall'accentuato pathos espressivo e non ancora ingentilite dal naturalismo rinascimentale. Operoso tra Marche e Umbria, con il sopraggiungere della sua maturità artistica, nelle sue opere permangono le influenze locali dovute a Girolamo di Giovanni da Camerino, Niccolò di Liberatore detto l’Alunno, Bartolomeo di Tommaso, alle quali si aggiungono la conoscenza della pittura veneta presente in terra marchigiana, in particolare: Carlo Crivelli, Francesco Squarcione, Marco Zoppo, Antonio e Bartolomeo Vivarini. La sua opera è la testimonianza della sopravvivenza della cultura tardo medievale nella seconda metà del Quattrocento in talune zone d'Italia. Inoltre egli è testimone e artefice dell'interessante esperienza artistica e culturale che vede intrecciarsi diverse scuole: marchigiana, veneta, toscana, che, apparentemente lontane tra loro, trovano in Umbria il terreno di confronto grazie alla mediazione con la scuola locale.
Matteo da Gualdo (Gualdo Tadino, circa 1435 - 1507)
Christ in the Tomb
Oil on panel
13,5 x 10 cm

