Fine Paintings & Works of Art
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Lotto 13 Flaminio Torre, Testa di vecchio (San Pietro?), metà XVII secolo Olio su tela, 40 x 26 cm. Al pari della Madonna con il Bambino (cfr. lotto n. 12), questo dipinto può essere attribuito al pittore bolognese Flaminio Torre (1620-1661), allievo prima di Giacomo Cavedoni e poi di Simone Cantarini e per il tramite di quest’ultimo, cui succedette con Lorenzo Pasinelli nella gestione della bottega, erede della maniera di Guido Reni. Contrassegnato da un notevole realismo espressivo e da luci guizzanti che solcano il profilo del vecchio barbuto, forse san Pietro, il quadro va datato dopo il 1658, quando l’artista entrò al servizio del duca di Modena Alfonso IV d’Este, sovrintendendo alle collezioni ducali e dedicandosi talora a opere di formato ridotto assai apprezzate dai collezionisti privati. Durante il soggiorno modenese il Torre eseguì anche diverse teste affini a questa, come quelle di donna (forse la Madonna) e di vecchio (forse un Profeta) nella Galleria Estense e quella di un Santo nella Pinacoteca di Brera, in cui «indugia con scoperti virtuosismi nell’alternanza delle luci e delle ombre, cercando una consistenza materica densa e filante» (Ambrosini Massari 1992, p. 392). Un confronto probante con questo dipinto può essere istituito con le due simili versioni del San Girolamo della Burghley House Collection a Stamford in Inghilterra e della Galleria Pallavicini a Roma, che presentano entrambe il santo di profilo con un’accentuata caratterizzazione fisionomica in un efficace gioco di effetti luministici. La provenienza dell’opera da Modena ne rafforza l’attribuzione al Torre.
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Lotto 14 Ambito di Ciro Ferri, Mosè e le figlie di Jetro, terzo quarto XVII secolo Olio su tela, 130 x 180 cm. Tratto da un episodio veterotestamentario (Esodo I, 16-22), il soggetto del quadro godette di una notevole fortuna nella pittura cinque e seicentesca e in particolare presso la bottega di Ciro Ferri (1633-1689), il principale allievo romano di Pietro da Cortona. Da due suoi prototipi molto simili, conservati nel Museum of Fine Arts di Houston e nella collezione della Fondazione Roma, derivano più o meno fedelmente sia il dipinto in esame sia una versione quasi sovrapponibile passata sul mercato antiquario londinese il 26 febbraio 2013. Un Mosè e le figlie di Jetro vicino a questo dipinto, custodito al Louvre, fu inoltre eseguito nel 1654-1657 per l’appartamento di Anna d’Austria a Parigi da un altro discepolo di Pietro da Cortona, il viterbese Giovan Francesco Romanelli.
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Lotto 15 Ambito di Jan Frans van Bloemen, Paesaggio con borgo e tempietto, fine XVII inizio XVIII secolo Olio su tela, 115 x 156 cm. Il paesaggio mostra sulla sinistra un borgo e un tempietto classico, sotto cui sono raffigurati alcuni pastori e un uomo che pesca in un ruscello, mentre sulla destra, in asse con una cascatella e oltre uno sperone roccioso su cui si erge un edificio appena accennato, si apre una prospettiva che digrada in lontananaza verso una città turrita e dei monti. Opera di grande qualità, caratterizzata da raffinati effetti cromatici e luministici, al pari del Paesaggio con la basilica di San Pietro (cfr. lotto n. 16) essa richiama stilisticamente il nome del fiammingo Jan Frans van Bloemen detto l’Orizzonte (Anversa 1662 - Roma 1749), epigono di Gaspard Dughet e considerato tra i maggiori paesaggisti della sua epoca.
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Lotto 16 Ambito di Jan Frans van Bloemen, Paesaggio con la basilica di San Pietro, fine XVII inizio XVIII secolo Olio su tela, 100 x 139 cm. Il paesaggio mostra una veduta della basilica di San Pietro e della zona intorno ad essa come si presentava un paio di secoli prima degli interventi urbanistici di età umbertina. Opera di grande qualità, caratterizzata da una luce calda che bagna il paesaggio e i personaggi le cui sagome rimpiccioliscono per assecondare la fuga prospettica, al pari del Paesaggio con borgo e tempietto (cfr. lotto n. 15) essa richiama stilisticamente il nome del fiammingo Jan Frans van Bloemen detto l’Orizzonte (Anversa 1662 - Roma 1749), epigono di Gaspard Dughet e considerato tra i maggiori paesaggisti della sua epoca
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Lotto 17 Scuola romana, Ritratto di ammiraglio, inizio XVIII secolo Olio su tela, 103 x 78 cm. Proveniente dal quattrocentesco palazzo Passionei Paciotti a Urbino (oggi sede della Fondazione Bo) ed eseguito da un artista attivo a Roma all’inizio del XVIII secolo, il ritratto raffigura un ammiraglio in armatura, con la croce dei cavalieri di Malta appuntata sul petto, in piedi davanti a una finestra da cui si intravede una nave. Contrassegnato da una pennellata disinvolta nella resa dei bagliori dell’armatura, ma anche da una caratterizzazione briosa del personaggio, il quadro richiama i modi di Pier Leone Ghezzi.
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Lotto 18 Giulio Aristide Sartorio (Roma 1860-1932), Studio di vegetazione Tecnica mista su carta, cm 28 x 59. Firmato in basso a sinistra e situato a Roma.
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Lotto 19 Giulio Aristide Sartorio (Roma 1860-1932), Ansa del Tevere Tecnica mista su carta, cm 28 x 59. Firmato in basso a destra e situato a Roma.
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Lotto 20 Federico Rossano (Napoli 1835-1912), Bosco Francese Olio su tela, cm 33 x 40. Firmato in basso a destra.
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Lotto 21 Federico Rossano (Napoli 1835-1912), Bosco Francese Olio su tela incollata su cartone, cm 28 x 44. Firmato e iscritto sul retro.
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Lotto 22 Cleto Luzzi ( Roma 1884 – 1952 ), Festa religiosa siamese Olio su tela cm 92 x 100 firmato in basso a sinistra, con etichetta sul retro recante il titolo del dipinto
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Lotto 23 Federico Fellini (Rimini 1920 - Roma 1993), Libro dei sogni. Anita/Riccardo, 1961 Tecnica mista su carta, 35 x 23, 5 cm. Bibliografia: - Gli ultimi sogni di Fellini, Gianfranco Angelucci (a cura di), Associazione Federico Fellini, Pietroneno Capitani Editore, 1997. - Libro dei sogni, Tullio Kezich, Vittorio Boarini, Rizzoli, 2007. - L’arte di Fellini nella collezione Gèleng e nei costumi di Danilo Donati, Giuseppe Ricci (a cura di), Fondazione Federico Fellini, 2005. - Omaggio a Fellini, Marco Datrino e Tiziana Todi (a cura di), edizione Gall. Datrino, 2009. Esposizioni: - L’arte di Fellini nella collezione Gèleng e nei costumi di Danilo Donati, Museo Fellini, Rimini, 27 novembre 2005 - 20 gennaio 2006. Omaggio a Fellini, Castello di Torre Canavese, giugno 2009.
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Lotto 24 Federico Fellini (Rimini 1920 - Roma 1993), Libro dei sogni. Leone/Bernhard, 1972/74 Tecnica mista su carta, 48 x 34 cm. Bibliografia: - Gli ultimi sogni di Fellini, Gianfranco Angelucci (a cura di), Associazione Federico Fellini, Pietroneno Capitani Editore, 1997. - Libro dei sogni, Tullio Kezich, Vittorio Boarini, Rizzoli, 2007. - L’arte di Fellini nella collezione Gèleng e nei costumi di Danilo Donati, Giuseppe Ricci (a cura di), Fondazione Federico Fellini, 2005. - Omaggio a Fellini, Marco Datrino e Tiziana Todi (a cura di), edizione Gall. Datrino, 2009. Esposizioni: - L’arte di Fellini nella collezione Gèleng e nei costumi di Danilo Donati, Museo Fellini, Rimini, 27 novembre 2005 - 20 gennaio 2006. Omaggio a Fellini, Castello di Torre Canavese, giugno 2009.