L’ARTE È UN SOGNO. PARTE I. FASE III. BASI D'ASTA ULTERIORMENTE RIDOTTE

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mercoledì 18 novembre 2026 ore 17:00 (UTC +01:00)
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  • Enrico Baj (1924 - 2003)
Giardino con vanitas, ritratto femminile
    Lotto 63

    Enrico Baj (1924 - 2003)
    Giardino con vanitas, ritratto femminile
    Acquaforte e acquatinta su carta
    62 x 42,8 cm (luce)

    Firma: “Baj” a matita al recto
    Altre iscrizioni: tiratura “34/125” a matita al recto
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta anonima con dati dell'opera; etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

    For direct WhatsApp assistance before and during the live auction: +39 346 12 999 80 // Assistenza diretta via WhatsApp prima e durante l’asta: +39 346 12 999 80

    La stampa fa parte di un gruppo di tre realizzata da Enrico Baj per la serie "Giardino con vanitas", che apparve nel 1982 insieme ad una poesia di Paolo Volponi.

  • Roberto Poloni (1938)
Arlecchino
    Lotto 65

    Roberto Poloni (1938)
    Arlecchino
    Serigrafia su carta
    56 x 50 cm (lastra)

    Firma: “Poloni” al recto a matita
    Altre iscrizioni: tiratura “119/120” al recto a matita
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario

    Provenienza: Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Luigi Serena (1855 - 1911)
Femo pase, 1885-1890
    Lotto 66

    Luigi Serena (1855 - 1911)
    Femo pase, 1885-1890
    Olio su tela
    122,8 x 71,3 cm

    Firma: “LSerena” al recto

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
    Bibliografia: G. Secrétant, "Luigi Serena", Milano, 1911, tavola ante p. 9 (ill.), p. 20
    O. Stefani, Catalogo della mostra "Premio Biennale Luigi Serena", Montebelluna, 1964, p. 12
    Aa. Vv., "Luigi Serena", Treviso, 1985, pp. 47, 79
    O. Stefani, a cura di, "Luigi Serena. 1855-1911", Ponzano Veneto, 2006, pp. 26-27, 82, 86; ill. 63
    E. Manzato, "Omaggio a Luigi Serena", Montebelluna, 2019, I, pp. 11-12
    A. Lanaro, "Serena, Luigi", in "La Pittura in Italia. L'Ottocento", Milano, 1990, II, p. 2021
    Esposizioni: "Mostra dei dipinti di Luigi Serena", Treviso, 1911
    "II Mostra provinciale d'Arte Contemporanea e Retrospettiva Luigi Serena", Treviso, 1954
    "Premio Biennale Luigi Serena", Montebelluna, 1964
    "Celebrazioni per i 150 anni dell'Unità nazionale. Regioni e testimonianze d'Italia", Museo del Vittoriano, Roma, 2011
    "Omaggio a Luigi Serena (1855-1911), Villa Romivo, Montebelluna, 2019

    Stato di conservazione. Supporto: 80% (reintelo, nuovo e adeguata foderatura con tela di lino e adesivo termoplastico nel 2002)
    Stato di conservazione. Superficie: 90% (cadute e ritocchi limitati)

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    Luigi Serena, pittore d'elezione della borghesia trevigiana a cavallo tra '800 e '900, non ebbe allievi diretti, ma fu ammirato dagli artisti più giovani per il suo spirito bohémien e antiborghese, anche quale riferimento morale, diventando una pietra miliare nell'orizzonte artistico della Marca. Saranno proprio gli artisti dell'avanguardia, in testa Arturo Martini, a promuovere la mostra postuma di Serena poco dopo la sua morte nel 1911. Pur operando prevalentemente in provincia, l'artista partecipò con successo alle più importanti esposizioni del tempo: a Venezia (1881), Milano (1883), Torino (1884), Firenze (1886), Parigi (1888) e Monaco (1890). Fu tra gli invitati alla Biennale veneziana del 1897 (Eugenio Manzato, "Treviso", in "La Pittura in Italia. L'Ottocento", Milano, 1990, p. 213).
    Nella prima pubblicazione monografica dedicata a Serena, il discorso pronunciato in occasione della "Esposizione postuma delle opere di Luigi Serena", Gilberto Secrétant ricorda il dipinto - insieme ad un'altra opera in questa procedura d'asta, "Lo Stallo" - in «tutta quella serie, piena di gaiezza, di spirito, di evidenza, dei quadri ispirati dalle popolari fiere intense di movimento, di luce, di chiasso, dai mercati di frutta e di fiori con le loro diverse figure; quadri ricchi di brillanti note speciali come quei quadretti in cui hanno vita gli umili animali domestici, o quelli che ci conservano, con verità mirabile, vecchi angoli caratteristici che più non sono, aspetti della città per sempre distrutti» (Secrétant 1911, pp. 20).
    Ottorino Stefani collega l'opera alle invenzioni teatrali di Giacinto Gallina (1852-1897), «una recitazione venata di antiche e soavi malinconie, improvvisamente risolte sul piano di un umorismo brioso ma contenuto ed arguto nel far rivivere in chiave moderna i motivi classici settecenteschi delle "pute onorate" e delle "pettegole" puntigliose e "ciacolone" , degli zii "rusteghi" e dei "morosi" un po' babbei e pronti a far "pase" con le più maliziose e scaltre "morose"» ("Luigi Serena. 1855-1911", Ponzano Veneto, 2006, pp. 26-27).
    Paolo Rizzi legge nell'opera lo smarcarsi di Serena da Favretto «che in quegli anni si sta voltando al settecentismo più frizzante», mentre emerge «il parallelo con Nono, ed in particolare col Nono più intimistico di "Lettera al moroso», rivelando «la sua vena riflessiva, la sua dosatura prudente, anche laddove più si lascia andare alla fastosità del colore» ed al legame con lo «aneddoto popolaresco» in una declinazione «maliziosamente paesana», che deriva forse a Serena dall'essere rientrato, ormai da qualche anno a Treviso ("La stagione del verismo a Venezia e nel Veneto" in "Luigi Serena", Treviso, 1985, pp. 47-48).
    Con "I buranelli" e "La lettera del moroso", "Femo pase" fa parte di un gruppo incentrato sul tema dell'amore, scandito in tre momenti di vita popolare. La fidanzata, che ormai nel suo cuore ha perdonato al "moroso", finge di essere arrabbiata , cioè non si volta ancora, ma già il sorriso malizioso pregusta la dolcezza dei baci che suggelleranno la pace. Anche il giovanotto comunque non è per niente babbeo ed è consapevole della sua forza di convinzione e del suo indiscusso fascino. È baldanzoso e ridente ed è perfettamente convinto che la ragazza tra qualche istante cederà come altre volte del resto è avvenuto» (Stefani 2006, p. 82). «Il dipinto "Fermo pase" è realizzato con straordinaria finezza psicologica e con arguzia bonaria e popolaresca. Il ritmo compositivo è ampio solenne, con un gusto narrativo che denota un attento interesse per gli interni rustici delle case dei contadini e degli operai. Il tipo della ragazza è quello ormai codificato da un'insistenza che potrebbe sembrare persino eccessiva: forme prosperose, colorito sano, espressione ridente, in cui convivono dolcezza, malizia e candore. L'atmosfera di dolce abbandono sentimentale, quasi un racconto in chiave autobiografica (si tratta certamente di un quadro che ritrae la modella preferita forse anche la donna amata) è resa attraverso colori rasserenanti e stesi sulla tela con particolare felicità ritmica e con un gusto che fonde mirabilmente inflessioni dialettali rustiche con delicate trasparenze e finezze di accostamenti cromatici. Si tratta di un racconto pittorico che trova riscontro in tutto il filone della letteratura rusticale del nostro Ottocento. In particolare possiamo citare i racconti campagnoli del Nievo, come "Il Varmo" (1856) oppure "L'idillio pastorale intorno alla Fontana di Venchieredo" del quarto capitolo delle Confessioni. Qui l'autore descrive un tipo di ragazza che può ricordare quella dipinta dal Serena: la bella Doretta, infatti, mostra il suo piede "ignudo e bianco al pari d'avorio" e i "delicati contorni di una gamba rotondetta e nervosa" mentre il seno "è contenuta fatica dalla giubberella di pannolano, tanto l'allegrezza lo rigonfiare e lo commuoveva". Osservando "Fermo pase" siamo così attratti dalle espressioni dei volti, dalle pose dei protagonisti, dai particolari dell'arredo, dalle minime variazioni della luce , dallo sfondo, dalle movenze naturali del gatto che gioca, dalla verità degli oggetti del lavoro, dal sentire nell'animo il desiderio di conoscere più a fondo la vita dei due personaggi all'infuori delle emozioni e persino degli intendimenti compositivi e strettamente pittorici dell'autore, quasi che le cose raffigurate siano dotate di un linguaggio autonomo: quello dell'assoluta evidenza materiale. (...) L'interesse così vivo per la storia dei personaggi raffigurati dal Serena e in generale da tutta la pittura con scene di genere è lo stesso, a ben osservare di quello provato dal pubblico popolare verso la sua letteratura. A tale pubblico, scrive molto acutamente Gramsci, "non importa il nome la personalità dell'autore" ma la personalità del protagonista. Gli eroi della letteratura popolare, quando sono entrati nella sfera della vita intellettuale popolare, si staccano dalla loro origine 'letteraria' e acquistano la validità del personaggio storico" (A. Gramsci, "Letteratura e vita nazionale", Torino, 1975, pp. 156-157)» (Stefani 2006, pp. 87-88).
    Per il suo rilievo culturale, nel 2019 l'opera è stata richiesta in prestito permamente dal Comune di Montebelluna per esporlo nelle proprie sale.

  • Luigi Bartolini (1892 - 1963)
Donna con collana di corallo
    Lotto 67

    Luigi Bartolini (1892 - 1963)
    Donna con collana di corallo
    Olio su tela preparata
    40,6 x 36,1 cm

    Firma: “Bartolini” al recto e sul verso
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario ed analoga etichetta anonima

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 85% (alcuni piccoli fori)
    Stato di conservazione. Superficie: 85% (piccoli danni da abrasioni e cadute di colore)

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    La autenticità dell'opera è stata confermata su base fotografia da Luciana Bartolini, erede e specialista dell'artista (comunicazione del 7 ottobre 2021).

    Ringraziamo la Professoressa Luciana Bartolini, Presidente dell'Archivio Luigi Bartolini, per il prezioso supporto nella schedatura dell'opera.

  • Luigi Rincicotti (1941 - 2024)
Volto di profilo, 1984
    Lotto 68

    Luigi Rincicotti (1941 - 2024)
    Volto di profilo, 1984
    Tempera, acrilico e olio su cartone
    70,3 x 49,3 cm (luce)

    Firma: “L. Rincicotti” al recto
    Data: “1984” al recto
    Elementi distintivi: etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario; etichetta anonima con dati dell'opera

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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    Luigi Rincicotti, nativo di Fano, si trasferisce a Venezia nel 1959 e dunque a Musestre, nel Trevigiano, nel 1973. De Chirico, Carena, Guidi, Saetti, Scanavino sono gli artisti con i quali maggiormente si confronta nel suo periodo formativo, fino a intraprendere una autonoma via tra attenzione, anche cruda, al dettaglio e composizione surreale. Per un approfondimento bibliografico: Silvio Castro, a cura di, "Rincicotti", Colognola ai Colli, 1983, con contributi di Maurizio Calvesi, Enzo Carli, Giorgio Di Genova, Carlo Munari, Mario Penelope, Franco Solmi e Marcello Venturoli.

  • Josè Guevara (1926 - 2010)
Corrida, 1990
    Lotto 69

    Josè Guevara (1926 - 2010)
    Corrida, 1990
    Olio su masonite
    100 x 81 cm

    Firma: al recto e sul verso, “Guevara”
    Data: sul verso, “1990”
    Altre iscrizioni: sul verso, “Este cuadro...”; “Titulo: ‘La Corrida’”
    Elementi distintivi: etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Luigi Rincicotti (1941 - 2024)
Maschera, 1989
    Lotto 70

    Luigi Rincicotti (1941 - 2024)
    Maschera, 1989
    Acquatinta e serigrafia su carta
    57 x 41,6 cm (luce)

    Firma: “L. Rincicotti” a matita al recto
    Data: a matita a recto “1989”
    Altre iscrizioni: indicazione della tiratura “6/99” a matita al recto
    Elementi distintivi: al verso etichetta della galleria Martinazzo, Montebelluna, con dati dell’opera e certificato di originalità; due etichette con riferimento agli inventari della banca

    Provenienza: Galleria Martinazzo, Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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    Luigi Rincicotti, nativo di Fano, si trasferisce a Venezia nel 1959 e dunque a Musestre, nel Trevigiano, nel 1973. De Chirico, Carena, Guidi, Saetti, Scanavino sono gli artisti con i quali maggiormente si confronta nel suo periodo formativo, fino a intraprendere una autonoma via tra attenzione, anche cruda, al dettaglio e composizione surreale. Per un approfondimento bibliografico: Silvio Castro, a cura di, "Rincicotti", Colognola ai Colli, 1983, con contributi di Maurizio Calvesi, Enzo Carli, Giorgio Di Genova, Carlo Munari, Mario Penelope, Franco Solmi e Marcello Venturoli.

  • Virgilio Guidi (1891 - 1984)
Ritratto femminile, 1918 circa
    Lotto 72

    Virgilio Guidi (1891 - 1984)
    Ritratto femminile, 1918 circa
    Olio su tela
    75,5 x 62 cm

    Firma: “Guidi” al recto
    Elementi distintivi: sul verso, due timbri illeggibili con numero di archiviazione (?); etichetta di trasporto; etichetta di esposizione con dati relativi all’opera e al prestatore

    Provenienza: Leopoldo Tega, Milano (fino al 2002); Veneto Banca SpA in LCA
    Bibliografia: Marco Goldin, a cura di, "Da Ca' Pesaro a Morandi. Arte in Italia 1919-1945 dalle collezioni private", Cornuda, 2002, pp. 174-175 (ill.); Stefano Cecchetto, Giovanni Granzotto, Dino Marangon, a cura di, "Omaggio a Virgilio Guidi. Con uno sguardo alla Collezione Sonino", cat. 4, pp. 122-123 (ill.)
    Esposizioni: Marco Goldin, a cura di, "Da Ca' Pesaro a Morandi. Arte in Italia 1919-1945 dalle collezioni private", Conegliano, Palazzo Sarcinelli, 21 aprile - 30 giugno 2002

    Stato di conservazione. Supporto: 85% (reintelo)
    Stato di conservazione. Superficie: 90%

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    Formatosi a Roma tra i corsi serali della Scuola libera di pittura, la bottega del restauratore Giovanni Capranesi, che lo introduce alla pittura dei maestri del Rinascimento e del Barocco, e la frequentazione dell'Accademia di Belle Arti di Roma, in cui segue i corsi di Giulio Aristide Sartorio, Virgilio Guidi si orienta da subito verso la solidità costruttiva della pittura italiana – Giotto, il Quattrocento – e francese – Courbet, Cézanne. Allo stesso tempo si interessa all'arte di Matisse, Renoir e, tra gli italiani, Armando Spadini, approfondendo le problematiche luministiche e i temi della sintesi di forma-colore e del rapporto spazio-luce. Tale ricerca è già ben evidente in questo giovanile ritratto femminile che segue di qualche anno l'esordio alla III Esposizione Internazionale d'Arte Secessione romana del 1915. Si tratta probabilmente di una versione di poco successiva rispetto al dipinto simile, ma dalla fattura più sintetica e corsiva e di dimensioni inferiori, pubblicato nel catalogo generale dell'artista dove è collocato cronologicamente al 1918 (Franca Bizzotto, Dino Marangon, Toni Toniato, "Virgilio Guidi. Catalogo generale dei dipinti. Volume primo", Milano, 1998, p. 83 n. 1918 4, cm 61 x 50) e passato in asta da Farsetti nel 2015 (Asta n. 174 – II. Arte Moderna, 28 novembre 2015, lotto 575).
    In uno spazio spoglio, definito geometricamente dalla presenza squadrata dello schienale della sedia e dalla netta separazione tra la parte in luce a destra e quella in ombra a sinistra, siede una donna colta leggermente di tre quarti che, semplicemente abbigliata, il braccio pacatamente posato sulla gamba, guarda avanti a sé con sguardo sereno. L'impostazione monumentale, la precisa resa spaziale e volumetrica e la solenne essenzialità dell'immagine, impostata su toni bruni della tavolozza, ben rivelano lo studio dei modelli classici, mentre la luce morbida ma ferma che sembra emanare dall'incarnato stesso della figura mostra la riflessione che l'artista sta conducendo sull’opera di Piero della Francesca. Una luce non di natura fisica ma, come nel maestro quattrocentesco, interiore, sovrasensibile e mentale, consustanziale alla forma-colore, in grado di spostare l'immagine su un piano di atemporale classicismo e che sempre più, nel corso degli anni, tenderà a svuotare i volumi della loro gravità caratterizzandosi in termini estatici e metafisici. Una ricerca questa, in bilico tra classicità e inquietudini metafisiche, che Guidi condividerà con molti altri protagonisti della pittura italiana post bellica.
    L’opera proviene da Leopoldo (Dino) Tega, titolare della Galleria Tega di Milano. Secondo Toni Toniato (comunicazione orale di Stefano Demarco del 1 giugno 2021), la versione pubblicata nel catalogo generale non proviene dalla Galleria Tega (come erroneamente indicato nel catalogo, generando così per molto tempo l’equivoco che si trattasse dello stesso dipinto) bensì dalla Galleria Annunciata di Milano.

    Sabrina Spinazzè

    Ringraziamo Toni Toniato e Stefano De Marco per il supporto nella catalogazione dell'opera.

  • Gianni Longinotti (1927 - 2007)
Ritratto, 1983
    Lotto 74

    Gianni Longinotti (1927 - 2007)
    Ritratto, 1983
    Olio e tempera su tavola
    50 x 50 cm

    Firma: “Gianni Longinotti” sul verso
    Data: “1983” sul verso
    Altre iscrizioni: “Ritratto / Padova” e sigla illeggibile sul verso
    Elementi distintivi: sul telaio etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario

    Provenienza: Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
    Certificati: sul telaio certificato di autenticità con titolo, tecnica, anno e firma dell’artista

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Roberto Poloni (1938)
Arlecchino
    Lotto 75

    Roberto Poloni (1938)
    Arlecchino
    Serigrafia su carta
    49 x 55 cm (lastra)

    Firma: “Poloni” al recto a matita
    Altre iscrizioni: tiratura “58/120” al recto a matita
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario

    Provenienza: Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Arturo Martini (1889 - 1947)
La Nena
    Lotto 78

    Arturo Martini (1889 - 1947)
    La Nena
    Terracotta
    44,5 x 29,5 x 30,5 cm 10,950 kg (chilogrammi) (la scultura)
    5,5 x 24 x 23,5 cm 10,95 kg (chilogrammi) (basamento)

    Firma: "martini a." sul fianco destro

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
    Bibliografia: G. Vianello, N. Stringa, C. Gian Ferrari, a cura di, "Arturo Martini. Catalogo ragionato delle sculture", Vicenza, 1998, tav. 280, p. 189; Nico Stringa, a cura di, "Arturo Martini. Magia della ceramica. Le terrecotte e le maioliche della Collezione Costantino Barile", Venezia, 2019, pp. 1 (ill.), 12-21, 184-189 (ill.), 192-194, 199 (ill), con riguardo ad altro esemplare
    Certificati: fotocertificato a firma di Claudia Gian Ferrari, datato 25 luglio 2001

    Stato di conservazione. Supporto: 85% (una frattura di cottura; tarli trattati sul basamento)
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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    In una lettera del 1934, così il poeta Camillo Sbarbaro (1888-1967) ricorda la genesi dell'opera:” Fortuna mi capitò un’estate con quel prepotente scultore che è Arturo Martini. Lo trovai in uno stambugio a Albisola che stava, per così dire, dando alla luce una sua terracotta: il busto di una ragazzina con le trecce accercinate, il berrettuccio e una trasognata timidezza nel viso già serio. L’immagine era ancora cieca. ‘Ora la sveglio’, ci disse. Quel coccio era vivo per lui; non dalla frase solo e dalla voce si capiva, ma dal modo come lo maneggiava: vivo e bisognevole di riguardo. Ogni particolare diventava vero appena enunciato; calzava; illuminava l’opera, la metteva nella sua aria” ( C. Sbarbaro, "Scampoli", Firenze 1960, p. 77, citato anche in S. Riolfo Marengo, "Camillo Sbarbaro, Angelo Barile e la 'Nena' di Arturo Martini" in “Risorse”, marzo 1988 e in N. Stringa, "Arturo Martini", Roma 2005, p. 90-91). Nena è il nomignolo familiare attribuito in casa Martini alla figlia Maria, che lo scultore rappresenta intorno ai 9-10 anni nella terracotta, immaginandola - come egli stesso racconta in una lettera del 1932 al critico Gino Damerini, resa recentemente nota da Nico Stringa ("Arturo Martini. Magia della ceramica. Le terracotte e le maioliche della collezione Costantino Barile", catalogo della mostra, Contini, Cortina, 29 dicembre 2018 - 22 aprile 2019, p. 14) - mentre si allontana affacciata al finestrino del treno, verso il collegio. Il basamento ripropone lo spazio del finestrino, così proiettando la figura verso di noi. Il soggetto ebbe enorme successo, convincendo Martini a produrne più esemplari, in terracotta e in terracotta refrattaria, il primo dei quali venne esposto a Torino nel 1930 con il titolo "La mia bambina", entrando a far parte delle Collezioni Reali. Come ricorda Valerio Terraroli, in commento ad un altro esemplare ( Edgallery, Piacenza) lo stesso Carrà ne parla con entusiasmo: “Qui l’osservazione realistica tende a farsi stile e armonia lineare, e già la materia vibra di un rigore nuovo di verità naturale che non è più̀ soltanto architettura di volume, ma forma rattenuta e sentimento poetico” (Carrà 1933, cit. in "Arturo Martini" 2014, p. 60).
    Se in tutti gli esemplari Martini mostra di rimeditare il tema della malinconia, la terracotta di Veneto Banca si caratterizza per una maggiore immediatezza e semplicità di gesto, evidente anche nella terra lasciata a vivo, e nell'insieme per un più marcato effetto di purezza.

  • Luigi Bartolini (1892 - 1963)
Mucca
    Lotto 79

    Luigi Bartolini (1892 - 1963)
    Mucca
    Olio su cartoncino
    19,8 x 26,7 cm (luce)

    Firma: al recto, “L. Bartolini”
    Altre iscrizioni: "Cupra Montana 15.V.2003 / Risistemato il tutto in occasione della mostra Bartoliniana a Cupra Montana", con cinque firme, a penna al verso; "433" e "443" a gessetto al verso
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
    Esposizioni: “Luigi Bartolini e la sua terra”, Cupramontana, Galleria San Lorenzo 25 maggio - 15 ottobre 2003

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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    La autenticità dell'opera è stata confermata su base fotografia da Luciana Bartolini, erede e specialista dell'artista (comunicazione del 7 ottobre 2021).

    Ringraziamo la Professoressa Luciana Bartolini, Presidente dell'Archivio Luigi Bartolini, per il prezioso supporto nella schedatura dell'opera.

  • Enrico Paulucci (1901 - 1999)
Paesaggio con alberi
    Lotto 80

    Enrico Paulucci (1901 - 1999)
    Paesaggio con alberi
    Acquaforte su carta
    29,3 x 39,5 cm (lastra)

    Firma: “Paulucci” al recto a matita
    Altre iscrizioni: tiratura “63/80” al recto a matita; “4456/15” sul verso, probabilmente non autografa

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Giovanni Beluffi (1950)
Si fa sera tra le vigne
    Lotto 81

    Giovanni Beluffi (1950)
    Si fa sera tra le vigne
    Olio su tela
    80,4 x 70,2 cm

    Firma: al recto "G. Beluffi"; al verso "G. Beluffi"
    Altre iscrizioni: al verso titolo ("Si fa sera tra le vigne"), recapiti dell'artista e prezzo ("400.000")
    Elementi distintivi: un timbro ed una etichetta della Biblioteca Pubblica e Casa della Cultura Fondazione Marazza di Borgomanero, con numero "29"; etichetta della Banca Popolare di Intra con riferimento inventariale

    Provenienza: Studio dell'artista; Veneto Banca SpA in LCA
    Esposizioni: Biblioteca Pubblica e Casa della Cultura Fondazione Marazza di Borgomanero

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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    Autodidatta, Beluffi approfondisce le sue conoscenze artistiche visitando i musei e le rassegne d’arte. Frequenta studi di artisti noti con i quali si confronta. Inizia l’attività espositiva nel 1973 con la prima mostra personale e successivamente partecipa concorsi nazionali e internazionali conseguendo numerosi primi premi e significativi riconoscimenti. Numerose nel corso degli anni le collettive e tra le recenti personali si segnalano “Dentro la natura” nel Monastero Santa Maria Assunta di Cairate nel 2023, “Opere Sacre” presso il Battistero romanico di San Giovanni Battista di Arsago Seprio, “Dall’Annunciazione alla Risurrezione” presso il Museo Civico Branda Castiglioni di Castiglione Olona nel 2022.

  • Roberto Poloni (1938)
Il Montello
    Lotto 83

    Roberto Poloni (1938)
    Il Montello
    Olio su tavola
    30 x 40 cm

    Firma: “Poloni” al recto

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Beppe Ciardi (1875 - 1932)
Vento in laguna, Venezia
    Lotto 84

    Beppe Ciardi (1875 - 1932)
    Vento in laguna, Venezia
    Olio su tela
    76 x 100 cm

    Firma: “Beppe Ciardi” al recto e sul verso
    Altre iscrizioni: "Vento in laguna" "Venezia" sul telaio
    Elementi distintivi: sul telaio, etichetta del Minneapolis Art Institute con indicazione "No. L47.1349 Lent by R.H.Heskett"; sul telaio e sul verso della cornice, etichetta Clyde L. Smith Designer of Fine Frames Minneapolis con indicazione "Cleaned and restored painting and frame Sept. 25, 1961; due etichette "The Largest Permanent Exhibition in Italy. Paintings, Sculptures", National Association of Artists, Florence

    Provenienza: Galleria d’arte Associazione nazionale degli artisti, Firenze; R. H. Haskett, Stati Uniti d’America; Sotheby’s, "19th Century European Art" (New York, 25.10.2005, l. 23, € 70.273 con il titolo “Italian boats in the wind of a venetian lagoon"); Phidias Antiques, Reggio Emilia (fino al 2011); Veneto Banca SpA in LCA
    Bibliografia: "Ottocento. Catalogo dell’arte italiana dell’Ottocento", 35, Milano, 2006, p. 160 n. 35 (ill.); Antonio Parronchi, Stefano Zampieri (curatore scientifico), "Beppe Ciardi. Catalogo generale delle opere", Torino, 2019, p. 280 n. 1039 (ill.) con il titolo "Vele in laguna"
    Esposizioni: Galleria d’arte Associazione nazionale degli artisti, Firenze, s.d. (1920?); Minneapolis Art Institute, Minneapolis s.d. (1961?)
    Certificati: certificato della Galleria Phidias, non datato

    Stato di conservazione. Supporto: 80%
    Stato di conservazione. Superficie: 90% (abrasioni da cornice)

    For direct WhatsApp assistance before and during the live auction: +39 346 12 999 80 // Assistenza diretta via WhatsApp prima e durante l’asta: +39 346 12 999 80

    Figlio di Guglielmo Ciardi, il più noto paesaggista veneto dell’Ottocento, e fratello di Emma, Giuseppe (Beppe) Ciardi si accostò alla pittura compiendo i primi esperimenti di pittura en plein air sotto la guida del padre per poi perfezionarsi nella figura sotto la guida di Ettore Tito all’Accademia di belle arti di Venezia. Attraverso l’amicizia con Vittore Grubicy seppe, tuttavia, aggiornare la lezione paterna attraverso le innovazioni del luminismo divisionista, mostrando un forte rapporto con la natura in sintonia con le ricerche segantiniane.
    Esemplare è in questo senso l’opera "Vento in laguna", che fa parte di una felice serie di marine in cui l’artista negli anni Venti rivisita il tema della laguna con imbarcazioni, che aveva costituito uno dei soggetti più fortunati di Guglielmo (cfr. "Barche da pesca in riposo", Roma, Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, e "Venezia", riprodotti in Enzo Savoia e Francesco Luigi Maspes, a cura di, "Guglielmo Ciardi protagonista del vedutismo veneto dell'Ottocento", Crocetta del Montello, 2013, pp. 35 e 120-121).
    Nei paesaggi lagunari del primo dopoguerra la pennellata di Beppe si fa sempre più rapida, il mare è realizzato secondo una personale interpretazione del divisionismo attraverso rapidi tocchi di colore, mentre i cieli increspati di nuvole permettono lo studio della luce in infinite variazioni. Nell’opera in esame la ricerca si concentra, in particolare, sull’effetto della luce che attraversa delle nuvole scure e tempestose per riflettersi sull’acqua in primo piano. Seguendo le orme paterne, l’artista coniuga il paesaggismo con lo studio degli usi e costumi della laguna veneta, animata da operose imbarcazioni di varia foggia e dimensione. Due etichette sul retro attestano la presenza del dipinto presso la Galleria d’arte Associazione nazionale degli artisti, attiva a Firenze dall’inizio del Novecento fino agli anni Quaranta del secolo. Di qui l’opera deve essere passata negli Stati Uniti, dove negli anni Sessanta si trovava nella collezione del grande imprenditore dell'energia R.M. Heskett, comproprietario della Minnesota Northern Power Co. ("Utility Corporations. Letter from the Chairman of the Federal Trade Commission", n. 84-1, Washington, 1936), come documentato da un’ulteriore etichetta relativa a un prestito per un’esposizione tenutasi all’Art Institute di Minneapolis.

    Teresa Sacchi Lodispoto

    Ringraziamo Antonio Parronchi e Stefano Zampieri per ulteriormente confermato su base fotografica l'autografia dell'opera.

  • Eugenio Carmi (1920 - 2016)
Senza titolo, 1981
    Lotto 85

    Eugenio Carmi (1920 - 2016)
    Senza titolo, 1981
    Litografia su carta
    51,7 x 41,2 cm (lastra)

    Firma: “Carmi” al recto a matita
    Data: “81” al recto a matita
    Altre iscrizioni: tiratura “61/75” al recto a matita
    Elementi distintivi: sul verso etichetta della Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna; etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti inventariali

    Provenienza: Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna; Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 90% (macchie)
    Stato di conservazione. Superficie: 90%

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  • Luigi Veronesi (1909 - 1998)
Senza titolo, 1953/76
    Lotto 86

    Luigi Veronesi (1909 - 1998)
    Senza titolo, 1953/76
    Serigrafia su carta
    34,4 x 25,9 cm (lastra)
    38,2 x 28,7 cm (Luce)

    Firma: Firma a matita al recto: “L. Veronesi”
    Data: Data a matita al recto: “1953/76”
    Altre iscrizioni: indicazione della tiratura, “77/100”, a matita a recto
    Elementi distintivi: due etichette con riferimento agli inventari della banca e una etichetta anonima con dati dell’opera

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 70% (importanti danni da umidità)
    Stato di conservazione. Superficie: 65% (muffa)

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  • Mario Radice (1898 - 1987)
Composizione
    Lotto 87

    Mario Radice (1898 - 1987)
    Composizione
    Serigrafia su carta
    26,5 x 32 cm (lastra)

    Firma: “Mario Radice” al recto a matita
    Altre iscrizioni: tiratura “56/100” al recto a matita
    Elementi distintivi: sul verso, una etichetta anonima con dati dell’opera; etichetta della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Paolo da San Lorenzo (1935)
Informale, 1993
    Lotto 88

    Paolo da San Lorenzo (1935)
    Informale, 1993
    Acrilico e olio su carta
    75,5 x 56 cm (luce)

    Firma: “Paolo da San Lorenzo” al recto
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
    Certificati: sul verso, certificato di garanzia dell’artista con titolo e data

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Giosuè Biancini (1926)
Primavera, 1971 circa
    Lotto 89

    Giosuè Biancini (1926)
    Primavera, 1971 circa
    Olio su tela
    80 x 60 cm

    Firma: “g. biancini” al recto
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta del “Concorso nazionale di pittura estemporanea”, Arona, con dati relativi all’opera; timbro del Premio Arona con data "1971" e sigla; timbro “Mostra nazionale di pittura.”

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
    Esposizioni: “Concorso nazionale di pittura estemporanea”, Arona, 1971

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Vittore Frattini (1937)
Lumen rosso 2
    Lotto 90

    Vittore Frattini (1937)
    Lumen rosso 2
    Acrilico su tela
    73 x 593 cm

    Firma: monogramma al recto "V. F." e firma in esteso al verso "Vittore Frattini"
    Data: data al recto e al verso "98"

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 90%
    Stato di conservazione. Superficie: 90%

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  • Henri Matisse (1869 - 1954)
Les Mille et Une Nuits. Elle vît apparaître le matin, elle se tut discrètement, 1950
    Lotto 91

    Henri Matisse (1869 - 1954)
    Les Mille et Une Nuits. Elle vît apparaître le matin, elle se tut discrètement, 1950
    Stampa offset su carta
    49,4 x 119 (luce)

    Firma: al recto, “H. Matisse”
    Data: al recto, “Juin 50”
    Elementi distintivi: al verso, timbro della Galleria d’arte Martinazzo di Montebelluna

    Provenienza: Galleria Martinazzo, Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 90%
    Stato di conservazione. Superficie: 90%

    For direct WhatsApp assistance before and during the live auction: +39 346 12 999 80 // Assistenza diretta via WhatsApp prima e durante l’asta: +39 346 12 999 80

    Henri Matisse – orientalista, insonne e un gigante dell'arte moderna – fu sempre attratto da "Le mille e una notte", il racconto di come l'arte può superare la paura e la morte. Matisse aveva 81 anni quando creò un colorato e gioioso collage, dedicato a "Le mille e una notte". Malato, incapace di dormire, tenuto in vita dalla sua pulsione a creare, aveva molto in comune con la bellissima giovane Sheherazade, la leggendaria narratrice ed eroina delle "Mille e una notte". In questa grande opera letteraria, compilata nel corso dei secoli a partire da racconti persiani, asiatici ed egiziani, un re sposava ogni giorno una fanciulla e la faceva decapitare la mattina successiva. Sheherazade, la sua millesima moglie/vittima, si salvò dalla morte raccontando una storia avvincente che terminò in un momento di suspense subito dopo l'alba, garantendole la sopravvivenza per 1.001 notti. Come i suoi racconti, "Le mille e una notte" di Matisse è un'opera ricca di simbolismo, magia e tecnica, creata dall'artista in un momento di intensa difficoltà personale.

  • Paolo da San Lorenzo (1935)
Figure, anni Ottanta
    Lotto 92

    Paolo da San Lorenzo (1935)
    Figure, anni Ottanta
    Olio su tela
    49,6 x 70,1 cm

    Firma: “Paolo da San Lorenzo” al recto
    Elementi distintivi: una etichetta con riferimenti di inventario della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana ed una seconda etichetta anonima

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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Lotti dal 49 al 72 di 97
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L’ARTE È UN SOGNO. PARTE I. FASE III. BASI D'ASTA ULTERIORMENTE RIDOTTE

Il corpo femminile, la veste, l’interno, la casa, il fiore, il conflitto, la città, la velocità, il cielo: sono 206 i lotti di quest’asta, come le perle di una collana che guida la mente attraverso un ritmo quasi necessario. Il corpo abitante del sonno e del sogno, da Padovanino a Edouard Pignon, da Arturo Martini a Luigi Bartolini. L’enigmatico equilibrio tra geometria e natura nella citazione di Canova fatta da Noè Bordignon e l’esplosione della luce e della tenebra in un grande tondo di Vedova. E la grande marina di Beppe Ciardi che sa di luce e salsedine e il “mito” del mito greco – come metafora dello spirito umano – in una grande tavola di Ettore Tito e la opposta misura davvero classica di un coevo ritratto femminile di Virgilio Guidi. E ancora Martini, con la “Nena” pensierosa. 

Davvero, l’Arte è un sogno. In cui ogni combinazione è possibile, e reale.

Tutte le opere provengono dalla liquidazione coatta amministrativa di Veneto Banca SpA.

La seconda tornata di vendita si tiene il 18 Novembre (lotti 2-124) e il 19 Novembre (lotti 128-262), alle ore 17 (IT).

Sessioni

  • 18 novembre 2026 ore 17:00 Sessioni L’ARTE È UN SOGNO. PARTE I. FASE III. BASI D'ASTA ULTERIORMENTE RIDOTTE (2 - 124)

Esposizione

L'asta include 206 lotti, tutti collocati a Vicenza (Spazio Bonino, Via Vecchia Ferriera 70). Per avere una visione completa dell’asta e del suo funzionamento si consultino, oltre al catalogo digitale dei lotti, i Termini e condizioni della vendita.

Pagamenti e Spedizioni

Il pagamento deve essere effettuato tramite bonifico bancario.

Gli effetti contrattuali, incluso il passaggio di proprietà, si produrranno solo al buon esito del pagamento.

Il mancato pagamento di un Lotto entro il 35° giorno naturale dalla seduta di aggiudicazione comporterà l’annullamento della stessa, fatto salvo l’obbligo per la parte inadempiente di far fronte al danno cagionato al venditore e alla Casa di Vendite, quantificato al minimo nel 30% dell’importo dovuto. 

 

Si ricorda che l’esportazione di opere d’arte e oggetti d’antichità dall’Italia, così come la movimentazione di beni vincolati dal Ministero della Cultura ed organi corrispondenti nelle regioni a statuto speciale, è soggetta ad autorizzazione e/o verifica da parte degli organi di tutela. Dal momento dell’acquisto, che si perfeziona con il pagamento, l’acquirente, divenuto proprietario, è l’unico responsabile delle attività di ritiro, movimentazione, ed eventuale esportazione dei lotti, ed è tenuto a svolgere autonomamente tutte le verifiche necessarie ed a prendere tutte le decisioni ed eseguire tutte le attività conseguenti nel rispetto delle leggi italiane. 

 

Il Lotto potrà essere ritirato, ad avvenuto saldo e previo appuntamento, ove è conservato, secondo le istruzioni della Casa di Vendite, a cura e spese dell’acquirente. I lotti non ritirati entro 60 giorni dalla seduta di aggiudicazione saranno trasferiti in deposito presso adeguata struttura di stoccaggio a lungo termine, con oneri di trasporto e stoccaggio a carico del proprietario (d’ora in poi il “Proprietario”). Qualora il costo di trasporto e stoccaggio raggiunga la metà del prezzo di aggiudicazione, la Casa d’aste lo comunicherà via email al Proprietario. Se il Proprietario non provvederà al saldo dei predetti costi e al ritiro del Lotto entro 7 giorni, la Casa di Vendite sarà libera di rimettere in asta il Lotto ad offerta libera, pubblicandolo sul sito www.goforarts.com per 7 giorni: il Lotto sarà aggiudicato alla migliore offerta pervenuta ed il prezzo di aggiudicazione sarà trattenuto dalla Casa di Vendite nella misura corrispondente ai predetti costi; l’eventuale residuo economico sarà messo a disposizione del Proprietario; in caso di incasso inferiore ai citati costi o di assenza di offerte per il Lotto la proprietà del lotto sarà trasferita alla Casa di Vendite, a saldo di quanto dovuto dal Proprietario. 

Condizioni di vendita

Scarica il documento di Condizioni di Vendita

Commissioni

Conformemente al tariffario in vigore presso la Casa di Vendite, depositato in copia 3 conforme presso la Questura di Roma, alla vendita sono applicate, a carico dell’acquirente, le seguenti commissioni, computate sul prezzo di aggiudicazione di ogni singolo lotto: per tutti i lotti con prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 500, 40% + IVA; per i lotti con prezzo di aggiudicazione superiore a € 500, per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 50.000, 31,64% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 50.000 fino a € 1.600.000, 28,37% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione oltre € 1.600.000, 21,80% + IVA. Per i clienti titolari di Bonino Club Card, che seguono le regole della promozione Summer 2026, tutte le commissioni sono ridotte come segue: per tutti i lotti con prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 500, 35% + IVA; per i lotti con prezzo di aggiudicazione superiore a € 500, per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 50.000, 26,64% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 50.000 fino a € 1.600.000, 23,37% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione oltre € 1.600.000, 16,80% + IVA. In ogni caso è applicata una commissione minima di € 20 + IVA per lotto. 

Altre Informazioni

La vendita si conforma alla Legge Fallimentare italiana. La aggiudicazione diviene effettiva 20 giorni dopo la seduta di aggiudicazione: questo lasso di tempo serve per la verifica di quanto previsto agli articoli 107, comma 4 e 108, comma 1, della Legge Fallimentare. In particolare, ai sensi dell’art. 107, comma 4, la Casa di Vendite, per mandato dei Commissari liquidatori di Veneto Banca, può, a suo insindacabile giudizio, riaprire la gara, qualora riceva una Offerta migliorativa, maggiore almeno del 10% rispetto all’offerta già dichiarata vincente nella seduta di aggiudicazione. In tal caso sarà cura della Casa di Vendite invitare con email certificata tutti coloro che in corso d’asta hanno offerto sul Lotto posto nuovamente a gara, indicando giorno e ora in cui sarà definitivamente aggiudicato. In questa fase, l’incremento minimo è pari al 10% dell'Offerta al momento vincente. Ai sensi dell’art. 108, comma 1, la vendita del Lotto potrebbe comunque essere sospesa d’autorità. 

Rilanci

  • da 0 a 200 rilancio di 10
  • da 200 a 300 rilancio di 15
  • da 300 a 400 rilancio di 20
  • da 400 a 500 rilancio di 25
  • da 500 a 1000 rilancio di 50
  • da 1000 a 2000 rilancio di 100
  • da 2000 a 3000 rilancio di 150
  • da 3000 a 4000 rilancio di 200
  • da 4000 a 5000 rilancio di 250
  • da 5000 a 10000 rilancio di 500
  • da 10000 a 20000 rilancio di 1000
  • da 20000 a 30000 rilancio di 1500
  • da 30000 a 40000 rilancio di 2000
  • da 40000 a 50000 rilancio di 2500
  • da 50000 a 100000 rilancio di 5000
  • da 100000 a 200000 rilancio di 10000
  • da 200000 a 400000 rilancio di 20000
  • da 400000 a 800000 rilancio di 40000
  • da 800000 a 1000000 rilancio di 50000
  • da 1000000 in avanti rilancio di 50000