Pre-Asta Asta 73 - I Arte Antica, Moderna e Contemporanea
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Lotto 1 Anonimo italiano del XVI secolo, Medaglia con l'imperatore Costanzo III. 1500 ca.
Niello (bulino). Ø mm 53/54. Al centro la figura dell'imperatore con il diadema, il globo sormontato dall'aquila imperiale in una mano e nell'altra il trattato stipulato con i Goti nel 419. Nella doppia ghiera della cornice la scritta in controparte "DNFL CONSTAN PP AVGV" (Dominus Noster Flavius, Constan, Pater Patriae, Augustus). Carta vergellata sottile, al verso marchio di collezione con lettere "R.A" (non su Lugt). (1) Esemplare rifilato al tratto d'inquadramento e inserito per un punto in alto entro montaggio in cartoncino moderno. -
Lotto 2 Scuola del Nord Europa, Fregio con figure allegoriche e gemelli siamesi (r) / Decorazione fitomorfica (v). 1500-1520 ca.
Xilografia. mm 140x24. Piccolo fregio a bordura verosimilmente elemento decorativo di volume. In alto due figure allegoriche anguipedi separate da una melagrana, un vecchio con folta barba a treccia e una donna anziana a seno nudo che tiene un fuso (corrispondente forse della Moira Lachesi). Al centro due gemelli siamesi e in basso cinque uccelli che beccano frutti rotondi da un bacile. Al verso motivi fitomorfici. (1) Esemplare con sottili margini oltre la linea d'inquadramento e applicato per due punti in alto entro montaggio in cartoncino moderno. -
Lotto 3 Scuola italiana della prima metà del XVII secolo, Aquila / Civetta. 1600-1650.
Bulino in coloritura. mm 192/205x140/150. Foglio: mm 277/280x200/205. Due tavole da Varii, et diversi ucelli cavati dal naturale et intagliati in rame con ogni diligenza, raccolta di anonimo autore o di più autori in fogli sciolti. Trattandosi di raccolta in fogli sciolti e non di un volume editoriale con un indice fisso, la composizione esatta in termini di numero di tavole può variare leggermente a seconda della collezione e dello stato di conservazione dei nuclei superstiti. Numerose tavole sono depositate presso l'Istituto Centrale per la Grafica (Fondo Corsini). SI AGGIUNGONO: tre tavole ornitologiche, due acqueforti in coloritura da Histoire Naturelle e una litografia a colori da Cassell's Book of Birds (London, 1875). (5) OPERE 1: Fogli con margini come in origine entro vecchio montaggio decorato. Al margine superiore di una delle due tavole alcune fratture e piccole lacune. Traccia di ingiallimento e di punti di fioritura. OPERE 2: Margini come in origine. Lievissimi segni d'uso. -
Lotto 4 Autori vari, Galleria Giustiniana del Marchese Vincenzo Giustiniani. Roma: Carlo Losi, 1757.
Bulino. mm 235/395x193/255 Foglio: mm 535/540x365/370. Provenienza: importante collezione nobiliare. Raccolta completa e omogenea in fogli sciolti, in due parti. Prima parte: 153 tavole numerate da 1 a 153, compresi il frontespizio e il ritratto del marchese Giustiniani con la data 1631; Seconda parte: 169 tavole numerate da 1 a 169, compresi il frontespizio e il ritratto del marchese Giustiniani con la data 1631. Carta vergellata lievemente spessa con filigrana lettere "SP" presente su tutti i fogli. La raccolta è composta dalle incisioni raffiguranti le sculture più importanti della collezione di antichità di Vincenzo Giustiniani (Chios, 1564-Roma, 1637). Disegni e lastre furono realizzati fra il 1631 e il 1637 da un gruppo di trentacinque artisti, italiani e stranieri, tra i quali Joachim von Sandrart, François Duquesnoy, Charles Audran, Claude Mellan, Theodor Matham, Cornelis Bloemaert, François Perrier. La prima edizione avanti numero fu impressa dalla bottega di Giuseppe De Rossi nel 1637 poco prima della morte del marchese. Per disposizione dello stesso, le matrici della Galleria furono successivamente ereditate dall'albergo Giustiniani di Genova, città dove i rami giunsero fra il 1638 e il 1678 destinati a una nuova tiratura dell'opera. I proventi della vendita di questa seconda edizione dovevano essere investiti in Monti camerali, a beneficio dei membri poveri del consorzio famigliare. La nuova impressione, dopo anni di perplessità sull'entità reale degli utili che ne sarebbero derivati, comunque fu pubblicata solo nel 1757 a cura di Carlo Losi e probabilmente non fu seguita da altre ristampe. Sembra che il piano iniziale dell'opera prevedesse un solo volume che doveva illustrare, oltre agli esemplari più notevoli della collezione, anche vedute di palazzi e feudi di famiglia oltre al ritratto del marchese. In seguito fu deciso di suddividere le incisioni in due volumi secondo un più rigoroso criterio antiquario, dedicando il primo alle statue di divinità, eroi e viri illustres, e il secondo a busti e ritratti, teste ideali, erme di filosofi e divinità, rilievi, sarcofagi e are. Le incisioni comprendono anche alcuni ritratti dei membri della famiglia, una serie di vedute delle proprietà Giustiniani e otto riproduzioni di dipinti con soggetto di Madonne. Bibliografia: Alberta Bedocchi, Suggestioni della Galleria Giustiniana del marchese Vincenzo Giustiniani in alcuni marmi del palazzo Giustiniani di Genova, in Mariangela Bruno e Valentina Sonzini (a cura di), La cultura antiquaria a Genova. Appunti e proposte di ricerca, Genova 2022, pp. 421-495. Giulia Fusconi (a cura di), I Giustiniani e l'antico, catalogo della mostra, Roma, Palazzo Fontana di Trevi, 26 ottobre 2001-27 gennaio 2002. (322) Tutte le tavole integre con margini in barbe come in origine. Alcune tracce di vecchia polvere e sporadici brevi strappi marginali. Lievissimi segni del tempo. Ottima conservazione. -
Lotto 5 Monogrammista AG, La flagellazione. 1480 ca.
Bulino. mm 147x108. Bartsch, VI, 7. Lehrs, VI, 11. Con il monogramma sulla lastra in basso al centro. Da una serie in dodici tavole dedicata alla Passione di Cristo. Ottima impressione nel I stato di 3, avanti la comparsa del testo al verso (caratteristica del II stato), la riquadratura del pavimento, la finestra rotonda sopra la porta e il nuovo monogramma "IS" a lettere interlacciate (varianti del III stato). Carta vergellata sottile apparentemente priva di filigrana. (1) Esemplare rifilato alla linea d'inquadramento, interamente visibile eccetto che per brevissimo tratto al margine sinistro in basso, e inserito per due punti in alto entro passe-partout in cartoncino moderno. -
Lotto 6 Heinrich Aldegrever, Otto putti attorno a un pozzo. 1539.
Bulino. mm 36x93. Bartsch, VIII, 267. New Hollstein, 267. Con il monogramma sulla tavoletta in basso addossata al pozzo e la data "1539" in alto verso sinistra. Buona prova di questa incisione non comune su carta vergellata. (1) Esemplare rifilato all'impronta con tratti di sottile margine ai lati. Inserito per due punti in alto entro montaggio in cartoncino moderno. Traccia di piegatura del foglio in quattro parti. Al verso traccia di vecchia polvere e di riparazione nella parte alta della piega verticale. Minori difetti. -
Lotto 7 Heinrich Aldegrever, Coppia danzante. 1551.
Bulino. mm 54x38. Foglio: mm 56x41. Bartsch, VIII, 157. New Hollstein, 157. Con il monogramma e la data "1551" nella tavoletta in alto a sinistra. All'angolo superiore destro il numero "6". Dalla serie di otto tavole Piccole danze nuziali. Ottima impressione nel II stato di 2 dopo la comparsa del numero, su carta vergellata lievemente rigida. (1) Esemplare con sottili margini oltre la battuta del rame e applicato per due punti in alto entro montaggio in cartoncino moderno. -
Lotto 8 Albrecht Altdorfer, Cristo sulla croce tra la Vergine Maria e san Giovanni Evangelista (La piccola crocefissione). 1520 ca.
Bulino. mm 61x41. Foglio: mm 63x43. Bartsch, VIII, 7. Winzinger, 120. Hollstein, 8. Con il monogramma sulla tavoletta in basso al centro. Ottima impressione su carta vergellata sottile. Al verso marchio a inchiostro nero "R. H. LOVE" (non su Lugt). (1) Esemplare con sottili margini oltre la battuta della lastra e inserito per due punti in alto entro montaggio in cartoncino moderno. -
Lotto 9 Albrecht Altdorfer, Venere distesa con due putti, uno alato. 1525 ca.
Bulino. mm 28x68. Foglio: mm 30x70. Bartsch, VIII, 35. Winzinger, 161. New Hollstein, e.42. Con il monogramma sulla tavoletta appesa all'albero a destra. Ottima impressione nel II stato di 2 su carta vergellata lievemente rigida. Al verso marchio di collezione a inchiostro nero con lettere entro doppio cerchio (non su Lugt). (1) Esemplare con sottili margini oltre l'impronta del rame e applicato per due punti in alto entro montaggio in cartoncino moderno. -
Lotto 10 Carlo Antonini, Serie di LXXXV. Disegni in varie grandezze composti dal celebre pittore Salvator Rosa publicati ed incisi da Carlo Antonini e dedicati a sua Eccellenza il signor Conte Stanislao Potoki cavaliere dell'Ordine di Santo Stanislao. Roma: nella stamperia del Casaletti, MDCCLXXX [1780].
In folio grande (492 x 378 mm). Legatura in mezzo marocchino, con decori e nome dell'artista in oro al dorso, angoli in marocchino e filetto decorato in oro. Piatti in carta marmorizzata. Al contropiatto anteriore ex-libris con arme della famiglia Grenville Temple. Volume composto da Frontespizio con il titolo, 2 carte per 3 pagine di dedica a Stanislao Potocki e agli amatori dell'arte del disegno, 85 acqueforti su 36 carte, di cui 68 dalla serie delle Figurine (15 carte con 4 acqueforti e 1 con 2), 6 dalla serie dei Tritoni (3 carte con 2 acqueforti per carta), 13 tavole grandi a piena pagina, e le ultime 4 a doppia pagina ripiegate. Bellissime prove impresse in rosso scuro su carta vergellata lievemente spessa con filigrana "fiore di giglio in doppio cerchio su lettera B". Importante pubblicazione dedicata a tutte le incisioni più celebrate di Salvator Rosa: le 62 piccole Figurine (personaggi di genere, armigeri e giovani in costumi esotici); 6 stampe di tritoni e fauni; 13 acqueforti a piena pagina con soggetto: Glauco e Scilla, Diogene, Il sogno di Enea, Cerere e Fitalo, Apollo e la Sibilla Cumana, Giasone e il drago, San Guglielmo di Malavalle, Democrito in meditazione, Sant'Alberto discepolo di San Guglielmo, il Genio di Salvator Rosa, Diogene e Alessandro, Alessandro nello Studio di Apelle, L'Accademia di Platone. E, in fine, 4 grandi acqueforti a doppia pagina che ritraggono Attilio Regolo, Il salvataggio del bambino Edipo, La crocifissione di Policrate, La caduta dei giganti. (1) Bell'esemplare in ottimo stato di conservazione. -
Lotto 11 Filippo Arena Mario Cammareri, Tre tavole da Della natura, e coltura de fiori fisicamente esposta. Trattati due del Sac. Ignazio Arena da Piazza...: Papaver / Apocynum seu fritillaria crassa / Ranunculus. In Palermo: appresso Angelo Felicella, MDCCLXVIII [1768].
Acquaforte in coloritura. mm 193x297. Foglio: mm 288/290x420/430. Tre tavole da una delle più significative opere italiane di botanica del Settecento redatta dal padre gesuita Filippo Arena (che firma però con il nome dello zio abate Ignazio), autore egli stesso anche delle tavole insieme a Mario Cammareri. Alcune immagini derivano da Phytanthoza iconographia (1737-45) di Johann Wilhelm Weinmann (1683-1741), altre dal De florum cultura (1633) di Giovanni Battista Ferrari (1584-1655). (3) Tavole inserite per due punti in alto entro montaggio moderno in cartoncino. Margini ampi intonsi, uno dei fogli con una lacuna reintegrata al margine inferiore e una frattura al destro. -
Lotto 12 Francesco Bartolozzi François Vivares, The Rural Italians' Wedding - Les Noces Champêtre d'Italie / The Rural Italians' Ball - Le Bal Champêtre d'Italie. London: Franç.s Vivares, 1775.
Acquaforte. mm 485x472. De Vesme/Calabi, 2476-2477. Da dipinti di Francesco Zuccarelli (Pitigliano, 1702 - Firenze, 1788). (2) Tavole rifilate all'impronta del rame. Due piccole mancanze in alto a una delle due. Minori difetti e lievi segni d'uso. -
Lotto 13 Barthel Beham, Genietto alato su globo. 1520.
Bulino. mm 56x34. Bartsch, VIII, 32. Hollstein, 57. New Hollstein, 64. Con la data "1520" sulla lastra in alto a destra. Ottima e nitida impressione di questo raro soggetto su carta vergellata sottile. La piccola tavola è una delle undici incisioni note datate 1520 e incise da Barthel ad appena diciotto anni. Composizione molto originale dove la figura del Genio – spirito dell'aria che trasmetteva messaggi divini agli uomini sotto forma di premonizioni e sogni – viene associata a quella della Fortuna attraverso la presenza del globo e del bastone, attributi tipici delle raffigurazioni della dea del destino. Piccoli fanciulli alati o geni dotati di tali attributi compaiono nelle opere di Dürer e di altri artisti contemporanei, ma solitamente sono raffigurati a terra qui invece la figurina è in volo ed è il soggetto principale della composizione. (1) Esemplare rifilato di 1/2 mm all'interno della battuta del rame e applicato per due punti in alto entro montaggio in cartoncino moderno. Al centro lievissima traccia di piega orizzontale e di vecchio restauro ben eseguito. -
Lotto 14 Barthel Beham, Apollo e Dafne. 1520-1540.
Bulino. mm 81x49. Bartsch, VIII, 25. Hollstein, 15. New Hollstein, 14. Con il titolo nella tavoletta in basso a destra. Ottima prova stampata con buona evidenza di segno, nel IV e definitivo stato su 4, su carta vergellata sottile. Al verso marchio della collezione Richard Jung (Frankenthal, 1911-Aix-la-Chapelle, 1986) (Lugt, 3791). (1) Esemplare rifilato di poco all'interno della battuta del rame e applicato per due punti in alto a supporto in cartoncino moderno. -
Lotto 15 Hans Sebald Beham [attribuito a], Soldato con la fidanzata. 1521.
Bulino. mm 76x52. Bartsch, VIII, 202. Hollstein, 198 (copia?). Con il monogramma e la data "1521" sulla lastra in alto a sinistra. Buona impressione su carta vergellata sottile di questa incisione non comune. Recentemente parte della critica ritiene si tratti di una copia ingannevole non repertoriata da originale di Sebald Beham. Al verso timbro della collezione Henry Hirsch, Johannesburg (non su Lugt). (1) Esemplare rifilato all'impronta della lastra (di poco all'interno in basso), con tratti di sottile margine e inserito per due punti in alto entro montaggio in cartoncino moderno. Minime riparazioni al verso. -
Lotto 16 Hans Sebald Beham, Fregio con Cimone e Pero. 1525-1528 ca.
Acquaforte su lastra in ferro. mm 39x101. Foglio: mm 41x103. Bartsch, VIII, 73. Hollstein, 77. Con il monogramma in alto a sinistra entro il tondo con l'episodio principale. Ai lati del fregio due tritoni che brandiscono una clava. Buona prova di questa incisione non comune, con i consueti punti di ossidazione della lastra in ferro. Carta vergellata sottile. (1) Esemplare applicato per due punti in alto entro montaggio in cartoncino moderno. Sottilissimi margini oltre la battuta del rame. -
Lotto 17 Hans Sebald Beham, Cristo porta la croce. 1521-1522.
Xilografia. mm 125x85. Bartsch, VIII,89. Hollstein, 823. Con il monogramma nella tabella in alto a destra. Da La Passione serie in otto tavole che Beham iniziò a intagliare nel 1521 e nel 1522 realizzando sei xilografie, aggiunse le due rimanenti, il Tradimento e Cristo davanti a Caifa, nel 1535, contestualmente avrebbe rimosso le date dalle matrici precedenti. Ottima prova nel II stato di 2 dopo la rimozione della data, su carta vergellata sottile priva di filigrana. Al verso timbro della collezione di Raffaele Alianello (Luino, 1908 - Napoli, 1988), (Lugt, 5k). (1) Esemplare rifilato alla linea d'inquadramento, quasi interamente visibile, e applicato per due punti in alto entro montaggio in cartoncino moderno. -
Lotto 18 Hans Sebald Beham, Coppia in cammino verso sinistra. 1535-1540 ca.
Bulino. mm 47x39. Bartsch, VIII, 181. Hollstein, 170. New Hollstein, 175. Con il monogramma sulla lastra in alto a destra. Da Il corteo nuziale, serie in otto tavole non numerate databile agli anni 1535-1540. Buona prova nell'unico stato su carta vergellata sottile. (1) Esemplare rifilato alla battuta del rame, visibile a tratti, e inserito per due punti in alto entro montaggio in cartoncino moderno. Probabile lievissima traccia di piega orizzontale al centro. -
Lotto 19 Hans Sebald Beham, Ercole rapisce Iole. 1544.
Bulino. mm 52x78. Bartsch, VIII, 99. new Hollstein, 106. Con il titolo, il monogramma e la data "1544" nel cartiglio in alto al centro. Da Le fatiche di Ercole, serie in dodici tavole tutte recanti il monogramma e datate da 1542 a 1548. Ottima impressione su carta vergellata sottile. (1) Foglio applicato per due punti in alto a cartoncino moderno. Sottili margini oltre la linea d'inquadramento. -
Lotto 20 Hans Sebald Beham, Ercole e Caco. 1545.
Bulino. mm 50x73. Bartsch, VIII, 104. new Hollstein, 104. Con il titolo in alto a destra e il monogramma e la data "1545" nella tabella a sinistra. Da Le fatiche di Ercole, serie in dodici tavole tutte recanti il monogramma e datate da 1542 a 1548. Ottima impressione su carta vergellata sottile. Al verso marchio della collezione di Georg Hamminger (Lugt, 1159). (1) Foglio applicato per due punti in alto a cartoncino moderno. Sottili margini oltre la linea d'inquadramento. Minimi residui di carta al verso. -
Lotto 21 Hans Sebald Beham, Ercole trasporta le colonne gaditane. 1545.
Bulino. mm 50x71. Bartsch, VIII, 103. new Hollstein, 100. Con il titolo sulla lastra in alto al centro, il monogramma e la data "1545" nella piccola tabella all'angolo in alto a sinistra. Da Le fatiche di Ercole, serie in dodici tavole tutte recanti il monogramma e datate da 1542 a 1548. Ottima impressione su carta vergellata sottile. (1) Sottili margini oltre la linea d'inquadramento. -
Lotto 22 Hans Sebald Beham, Rissa paesana. 1547.
Bulino. mm 51x73. Bartsch, VIII, 162. New Hollstein, 190. Con il monogramma nella tavoletta in alto verso il centro, il numero "9" spostato verso sinistra e la data "1547" sotto il cartiglio a nastro con la scritta. Nona tavola da Festa contadina e i dodici mesi, serie in dieci tavole numerate progressivamente eseguite tra il 1546 e il 1547: gli episodi raffigurano una serie di tredici coppie di danzatori e due musicisti, seguite da un banchetto, una rissa e altre scene legate alla festa. Le prime dodici coppie di danzatori sono identificate da iscrizioni come rappresentazioni dei mesi. La serie era concepita per essere esposta come un fregio, con parti delle figure – come talloni o gonne dei personaggi – che si estendevano su due lastre. Bellissima impressione nel II stato di 2 stampata con buona evidenza di segno su carta vergellata sottile. (1) Esemplare rifilato lievemente all'interno della battuta del rame sul lato destro, sottili margini sui restanti tre lati. Inserito per due punti in alto entro montaggio in cartoncino moderno. -
Lotto 23 Pietro Benvenuti, Galleria Riccardiana dipinta da Luca Giordano pubblicata dal Marchese Francesco Riccardi Vernaccia Cav: dell'Ordine di Santo Stefano Incisa da Lasinio Figlio sui Disegni di V. Gozzini sotto la direzione del Cav: Pietro Benvenuti. Firenze: Presso Guglielmo Piatti, 1822.
In-folio (mm 545x383). Una carta bianca, Titolo, Dedica a Ferdinando III e Francesco Riccardi, Pagine 52 + [1] Carta di indice e XIII tavole, a piena pagina, incise da Lasinio figlio. Legatura in mezzo marocchino coeva, piatti in carta marmorizzata, dorso decorato in oro. Carta calcografica pesante. Il progetto nacque per volere del marchese Francesco Riccardi Vernaccia con l'obiettivo di documentare e celebrare gli affreschi della volta della Galleria degli Specchi in Palazzo Medici Riccardi realizzati tra il 1682 e il 1685 da Luca Giordano. La volta raffigura l'Apoteosi della dinastia Medici, con scene mitologiche, allegorie delle virtù e del progresso umano, realizzate con una tecnica mista tra affresco e pittura a calce. L'opera fu realizzata sotto la direzione artistica di Pietro Benvenuti, Giovanni Paolo Lasinio (Firenze, 1789 – 1855), indicato come Lasinio figlio, incise le tavole dai disegni preparatori tolti al tratto da Vincenzo Gozzini, disegnatore specializzato per la stampa di traduzione attivo a Firenze tra il secondo e il terzo decennio del XIX secolo. (1) Legatura con lievi difetti, qualche spellatura ai piatti. Alcune tavole con traccia di aloni. -
Lotto 24 Pietro Berrettini (detto Pietro da Cortona), Tabulae anatomicae ex Archetypis Egregii Pictoris Petri Berrettini Cortonensis expressae et in aes incisae opus chirurgis et pictoribus apprime necessarium... Romae : Impensis Venantii Monaldini, 1788.
Acquaforte. mm 375/378x253/255. Foglio: mm 460x315/320. Stralcio contenente 25 tavole di 27 (mancanti la VI e la XXVII) dalla II edizione a cura, e con testo, del medico e filosofo Francesco Petraglia. Francesco Petraglia eliminò i particolari anatomici aggiuntivi presenti nelle tavole di Berrettini al momento della loro prima pubblicazione nel 1741, riportandole a una forma molto più fedele ai disegni originali. Nella sua introduzione, attribuisce per la prima volta l'incisione delle lastre a Luca Ciamberlano, il cui monogramma compare sulle tavole I e IV. I disegni furono realizzati attorno al 1618 da Pietro da Cortona ma vennero pubblicati per la prima volta nel 1741; sono di Pietro da Cortona le tavole I-XIX e XXVII mentre le altre 7 sono tolte da disegni di altri artisti. A molti esemplari manca la tavola 27, raffigurante l'unico corpo femminile della raccolta e forse omesso per censura. Belle impressioni su carta vergellata pesante con filigrana "stemma coronato con fiore di giglio stilizzato" visibile su gran parte dei fogli. (1) Cuciture allentate. Tavole integre con margini come in origine, brevi strappi e lievi difetti alle estremità. Una frattura riparata al verso alla tavola I e alla tavola XXVI. Frattura marginale alla tavola XXIII. Minimi segni d'uso.