Pre-Asta Arte Moderna e Contemporanea
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Lotto 25 Daisy Makeig-Jones (Wath-upon-Dearne 1881 - 1945)
"The stuff that dreams are made of" 1930 ca.
40 x 28 cm.
porcellana smaltata a lustro, invetriata e dorata
marchio sul retro, entro cornice
Susannah Margaretta Makeig-Jones fu un'importante designer per Wedgwood nel periodo intorno alla Prima Guerra Mondiale ed è principalmente conosciuta per le opere della collezione “Fairyland Lustre”. Questi motivi lucidi rappresentavano un cambiamento luminoso e vibrante, in netto contrasto con il periodo buio e terribile della Prima Guerra Mondiale.
Daisy si formò sotto la guida del direttore artistico John Goodwin, del responsabile delle decorazioni Godfrey Hammersley e del capo designer James Hodgkiss. Entrò a far parte dello staff permanente nell'agosto del 1911 e, entro gennaio del 1914, era diventata una designer a tutti gli effetti con un proprio studio. I primi disegni in ceramica di Daisy, messi in produzione a partire dal 1912, consistevano in una serie di coloratissimi articoli per l'infanzia.
Una volta acquisita una profonda conoscenza dell'industria ceramica, Daisy fu incaricata di disegnare motivi a drago per le linee di porcellana fine "a lustro ordinario", la cui produzione iniziò nell'ottobre del 1914 e continuò fino al 1931.
Forse la più rara tra tutte le placche della serie "Fairyland", introdotta nel 1917, è l'ultima, intitolata “The Stuff that Dreams are Made Of” ("La materia di cui sono fatti i sogni"). Secondo Una des Fontaines, autrice del testo di riferimento sulla linea Wedgwood “Fairyland Lustre”, si tratta di un "disegno illogico e bizzarro, ricco di sfumature simboliche, la cui interpretazione è forse meglio lasciare a uno psicoanalista". In una scelta insolita per Daisy, l'opera raffigura due nudi femminili e un bambino sulla cresta di un'onda. Col progredire della carriera, Daisy divenne sempre più eccentrica agli occhi dei suoi detrattori alla Wedgwood, trascorrendo gran parte del tempo "lontana, nel mondo delle fate" (Fairyland). Quando veniva accusata di perdersi a fantasticare, rispondeva citando la sua frase preferita di Shakespeare: "Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni", parole che incise anche sul suo ultimo disegno. Daisy lasciò definitivamente la fabbrica nel 1931, dopo aver disposto che le opere rimaste nel suo studio venissero distrutte. -
Lotto 26 Anonimo Italia, XX secolo
"Ritratto di giovane", anni '20
63,5x44 cm.
olio su tavola
entro cornice -
Lotto 27 Giovanni Battista Costantini (Roma 1872 - 1947)
"Ritorno alla vita" 1915-21
122x160 cm.
olio su tela
titolato sul retro, entro cornice.
Autentica su fotografia rilasciata da Renato Mammucari, in data 13 ottobre 2009
Pubblicazioni:
M. Fochessati, G. Franzone (a cura di), "Anni Venti in Italia. L'età dell'incertezze", catalogo della mostra, Palazzo Ducale, Genova, 2019-2020, p. 140
Esposizioni:
Prima Biennale Romana. Esposizione Nazionale di Belle Arti nel Cinquantennio della Capitale, Roma 1921
Giovanni Battista Costantini è stato uno dei celebri esponenti del gruppo dei XXV della campagna romana e membro dell'Accademia di San Luca.
Nato a Roma il 7 gennaio 1872, inizia come garzone di bottega per lo scenografo Alessandro Bazzani e, in seguito, per il pittore Gioacchino Pagliei. Studia da autodidatta e frequenta la Scuola serale del nudo all'Accademia di Francia. Esordisce nel 1892 con una serie di paesaggi della campagna romana; successivamente introduce stabilmente la figura umana nelle sue opere, dedicandosi a temi di forte impegno sociale e di denuncia. Il suo lavoro più celebre è il ciclo di 45 opere intitolato "Le lacrime della guerra", presentato alla Biennale di Roma del 1921, in cui esprime con crudo realismo il dramma del primo conflitto mondiale. Nel corso della sua carriera ottiene prestigiosi incarichi pubblici, tra cui le decorazioni e i restauri di Palazzo Venezia a Roma (1924), l'allestimento del padiglione italiano a Parigi (1925) e la realizzazione di pale d'altare per le chiese romane di Santa Prisca (1934) e Santa Maria del Popolo (1940). Si spense a Roma nel 1947.
L’opera che presentiamo, "Ritorno alla vita", è una delle tele della serie "Le lacrime della guerra", dipinte negli anni compresi tra il 1915 e il 1921, nei quali l’artista rappresentò gli orrori e gli aspetti più drammatici della Prima guerra mondiale. Data l’età, infatti, il pittore non partecipa al conflitto come soldato, ma osserva da vicino ciò che accade al fronte, rimanendone sconvolto. All’inizio Costantini non vuole partecipare alla Biennale, vista l’opposizione dei nazionalisti che lo accusano di disfattismo; in effetti, alcuni membri del comitato organizzatore lo criticano per la durezza di alcune scene rappresentate, tanto da costringerlo a ritirare dalla mostra alcune tele. Nonostante ciò, l'esposizione riscuote un grande successo di pubblico e uno dei quadri, "La spia", vince il primo premio della Biennale, garantendo a Costantini una fama insperata. -
Lotto 28 Fernando Troso (*) (Lecce 1910 - Roma 1990)
"Autoritratto" 1932
59x52,5 cm.
olio su tavoletta
firmato e datato in basso a destra, entro cornice
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Lotto 29 Nino Bertoletti (Roma 1889 - 1971)
"La spagnola" 1940
80x64 cm.
olio su faesite
entro cornice.
Autentica sul retro di Carlo Francesco Bertoletti -
Lotto 30 Gisberto Ceracchini (Foiano della Chiana 1899 - Petrignano del Lago 1982)
"La fonte" 1929
30,5x84,5 cm.
olio su tavoletta
firmato e datato in basso a sinistra, entro cornice -
Lotto 31 Luigi Surdi (*) (Napoli 1897 - Roma 1956)
"Natura morta con strumenti musicali" 1930
112,5x84,5 cm.
olio su tela
firmato e datato verso sinistra, entro cornice.
Altro dipinto visibile sul fondo
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Lotto 32 Luigi Montanarini (Firenze 1906 - Roma 1998)
"Ritratto di Corrado Cagli" 1937
61,5x50 cm.
olio su tela
firmato e datato in basso a sinistra, firmato, datato e titolato sul retro, entro cornice -
Lotto 33 Luigi Montanarini (*) (Firenze 1906 - Roma 1998)
"Ritratto di Goffredo Petrassi" 1950
60x51 cm.
olio su tela
firmato e datato in basso a destra
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Lotto 34 Giuseppe Cesetti (*) (Tuscania 1902 - 1990)
"Donna di Maremma" 1930-32
58x41,5 cm.
olio su cartone
firmato in basso a destra, entro cornice
Provenienza: Galleria Bonaparte, Milano (timbro sul retro)
Galleria Russo, Roma (timbro e firma sul retro)
Pubblicazioni: "La Maremma di Cesetti", Edizioni d'Arte Galleria F. Russo, Roma (ill. in copertina)
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Lotto 35 Luigi Montanarini (*) (Firenze 1906 - Roma 1998)
"Autoritratto" 1946
43x33,5 cm.
olio su tela
firmato e datato in alto a destra
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Lotto 36 Alfio Castelli (Senigallia 1917 - Roma 1992)
"Contadinelli a riposo" 1953
96x60x51 cm.
scultura in legno
Provenienza: Collezione privata, Roma
Esposizione: "Mostra delle Arti Figurative. EA53 Esposizione Internazionale dell'Agricoltura", Roma 1953 (etichetta sul retro) -
Lotto 37 Antonietta Raphael (Kaunas 1895 - Roma 1975)
"Tirannicida" 1942/1988
74x40x30 cm.
scultura in bronzo, es. 2/5
Il numero d'esemplare è inciso sulla base
Bozzetto in gesso (cfr. D’Amico, Milano, 1985, n° 23), non esistono fusioni coeve.
Una fusione, di un esemplare numerato 1/5, è stata realizzata nel 1988 presso la Fonderia Flaminia di Roma.
Autentica rilasciata dal Centro Studio Raphael Mafai, Roma
Bibliografia: G. Appella, "Antonietta Raphael. Catalogo generale della scultura", Allemandi Editore, Torino 2016, n. 49a (al n. 49 bozzetto in gesso)
G. Appella, F. D’Amico, N. Vespignani, “Antonietta Raphaël. Opere dal 1933 al 1974”, catalogo della mostra, Matera, Edizioni della Cometa, Roma, 2003, p. 45;
“Sotto le stelle del'44, storia e cultura dalla guerra alla Liberazione”, Palazzo delle Esposizioni, 16 dicembre 1994 - 28 febbraio 1995, Zefiro, Roma, 1994, p. 108;
“Antonietta Raphaël. Sculture e disegni”, a cura di F. D’Amico, 30 maggio - 14 luglio 1989, Galleria Carlo Virgilio, Roma, Tav. 5. -
Lotto 38 Antonio Ligabue (Zurigo 1899 - Gualtieri 1965)
"Lotta di galli" 1961
41,5x50,5 cm.
acquaforte, es. 16/22
firmata nella lastra in alto a destra, firmata in basso a destra.
Stampatore Manfredi, Prandi Editore, Reggio Emilia -
Lotto 39 William Bailey (Council Bluffs, Iowa 1930 - Branford 2020)
"Nudo femminile" 1979
36x27 cm.
matita su carta
firmato e datato in basso a sinistra, entro cornice
Provenienza:
Galleria d'Arte Il Gabbiano, Roma (etichetta sul retro) -
Lotto 40 Eugène Berman (Pietroburgo 1899 - Roma 1972)
"Bozzetto per scenografia" 1959
23x32 cm.
tecnica mista su carta
siglato e datato in basso al centro, entro cornice -
Lotto 41 Corrado Cagli (Ancona 1910 - Roma 1976)
"Studi per Semiramide - Mantello sumerico" 1962
31,5x51 cm.
china su carta riso
entro cornice.
Autentica su fotografia rilasciata dall'Archivio Corrado Cagli, Roma in data 14 novembre 2022
Pubblicazioni: G. Di Genova, "Cagli. La collezione Ebe Cagli Seidenberg", Edizioni Bora, Bologna 1987, p. 125, n. 137 -
Lotto 42 Renato Marino Mazzacurati (Galliera 1907 - Parma 1969)
"Cartone per il monumento ai picciotti" 1963
141x115 cm.
tecnica mista su carta applicata a tela
firmato, titolato e dedicato in basso a sinistra
Pubblicazioni:
G.C. Argan, R. De Grada e C. Marzi, "Mazzacurati" mostra antologica patrocinata dalla "Città di Guastalla", catalogo della mostra, Galleria d'Arte Negri, 1979
L'opera nasce come studio preparatorio per un grande monumento celebrativo che avrebbe dovuto essere eretto a Palermo, un'opera commemorativa legata alle celebrazioni del centenario dell'impresa dei Mille (promosse dal Comitato Regionale Sicilia '60). Il termine "picciotti", infatti, fa storicamente riferimento ai giovani volontari siciliani che si unirono a Giuseppe Garibaldi durante la Spedizione dei Mille del 1860. Realizzato nella fase matura dell'artista (la metà degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta), il bozzetto riflette la scelta di Mazzacurati di dedicarsi alla scultura pubblica e monumentale di impegno civile. In questo periodo, l'autore adotta un linguaggio figurativo fortemente espressivo, orientato a temi storici, di pace o legati alla Resistenza (come il coevo Monumento alle Quattro Giornate di Napoli o il Monumento al Partigiano di Parma). -
Lotto 43 Vinicio Paladini (Mosca 1902 - Roma 1971)
"Senza titolo" 1926
31x45,5 cm.
tempera, matita e collage su carta
firmato e datato in basso a destra, entro cornice
Provenienza:
Galleria Edieuropa, Roma (etichetta sul retro) -
Lotto 44 Carlo Levi (Torino 1902 - Roma 1975)
"Vittoria" anni '30
31,5x24,5 cm.
tecnica mista su carta
firmato in basso a sinistra, entro cornice.
Timbro di provenienza collezione Carlo Levi con firma del Prof. Lionello Giorni sul retro -
Lotto 45 Carlo Levi (Torino 1902 - Roma 1975)
"Uomo all'obitorio" anni '20
15x20,5 cm.
matita su carta quadrettata
firmato in basso a destra, entro cornice.
Timbro sul retro della Collezione Privata di Carlo Levi -
Lotto 46 (Guglielmo Sansoni) Tato (Bologna 1896 - Roma 1974)
"Savoia Marchetti S81 a quota 6000" 1940 ca.
60x46,5 cm.
carboncino su carta
firmato in basso a destra, entro cornice.
Autentica su fotografia rilasciata dal Gen. Salvatore Ventura, in data 16 aprile 2016 -
Lotto 47 Giovan Battista Crema (*) (Ferrara 1883 - Roma 1964)
"Manovre sulla nave da guerra"
30x50 cm.
olio su tavoletta
firmato in basso a sinistra, entro cornice
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Lotto 48 Alberto Savinio (Atene 1891 - Roma 1952)
"Paesaggio romano" 1949
58x78 cm.
tempera su faesite
firmata e datata in basso a sinistra, titolata sul retro, entro cornice
Pubblicazioni:
Pia Vivarelli, "Alberto Savinio. Catalogo generale", Electa, Milano, 1996, pag. 194, rif. 1949 6;
"IRI de Chirico: opere di Giorgio de Chirico e Alberto Savinio nelle collezioni d'arte dell'IRI", a cura della Direzione Centrale Affari Generali e Relazioni Esterne dell'IRI, catalogo realizzato in occasione delle giornate di studio "Nulla sine tragoedia gloria", Roma 1988;
"Il palazzo e la collezione d'arte della Tirrenia", a cura di Nicola Spinosa, Electa Napoli, Napoli 2001, pag. 84, n. 25