Pre-Asta Collezioni Private - Mobili, Oggetti d'Arte e Sculture
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Lotto 97
Pendola in ebano viola, metà del XVIII secolo
cm 74x45x20
cassa sagomata "à violon" sorretta da piedi di gusto roccocò, arricchita da finiture ed applicazioni in bronzo dorato poste come ornamento degli spigoli frontali; cappello sormontato da un vasetto asimmetrico di puro gusto Louis XV; portina impreziosita da un fregio raffigurante il carro del sole; quadrante in smalto bianco a due fori di carica con numeri romani per le ore, arabi per i minuti -
Lotto 98
Coppia di comodini in noce, XVIII secolo
cm 80x62,5x32
di forma sagomata con piano in marmo verde incassato, due cassetti con bocchette e maniglie in bronzo, spigoli curvilinei, gambe mosse -
Lotto 99 Filippo Tagliolini (Fogliano, 1745 - Napoli, 1809)
Due bustini in biscuit, Real Fabbrica Ferdinandea, Napoli, fine del XVIII/inizio del XIX secolo
altezza cm 13
raffiguranti Zeus Ammone e Scipione su piedistalli a rocchetto.
I piccoli busti appartengono ad una serie costituita da trentadue esemplari che raffigurano, in miniatura, i bronzi rinvenuti nel 1753 nella Villa dei Papiri a Ercolano, attualmente esposti presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli -
Lotto 100 Filippo Tagliolini (Fogliano, 1745 - Napoli, 1809)
Quattro bustini in biscuit, Real Fabbrica Ferdinandea, Napoli, fine del XVIII/inizio del XIX secolo
altezza cm 16 e cm 17
desunti da un repertorio non solo “inventato” da Tagliolini, ma desunto da originali archeologici noti grazie alle incisioni del repertorio delle antichità di Ercolano pubblicate tra il 1757 e il 1792; piedistalli a rocchetto in legno ebanizzato -
Lotto 101 Filippo Tagliolini (Fogliano, 1745 - Napoli, 1809)
Due bustini in biscuit, Real Fabbrica Ferdinandea, Napoli, fine del XVIII/inizi del XIX secolo
altezza cm 18 e cm 19 rispettivamente
raffiguranti Epicuro ed il giovane imperatore Augusto; entrambi su piedistalli a rocchetto. -
Lotto 102
Sedia in palissandro con intarsi in legni di frutto, Firenze, Bottega di Luigi e Angiolo Falcini, XIX secolo
cm 90x48x45
schienale a giorno con spalliera centrata da un vaso da cui si diramano esili tralci curvilinei con motivi vegetali incurvati e piccole corolle in avorio; sedile privo di imbottitura, gambe anteriori sagomate, posteriori sfuggenti -
Lotto 103
Scrivania da centro con alzata decorata da eleborati intarsi, Firenze, bottega di Luigi e Angiolo Falcini, XIX secolo
cm 126x111x62
piano rettangolare centrato da figura di pappagallo, sormontato da un'alzata con tre cassetti allineati decorati da sottili racemi in osso; tre cassetti in linea nella fascia, sostegni laterali sagomati costituiti da volute contrapposte riunite nella parte mediana da una traversa sagomata.
L'attribuzione alla bottega dei fratelli Falcini, noti per la loro produzione di mobili di alta qualità, si basa sulla minuziosità degli intarsi estremamente precisi, realizzati con legni di frutto naturali e tinti, osso e madreperla su fondo scuro; i motivi decorativi utilizzati sono tipici dello stile dei Falcini, la cui bottega, attiva dal 1830 fino al 1880, era specializzata nella realizzazione di arredi intarsiati spesso commissionati da famiglie nobili toscane. -
Lotto 104
Coppia di vasi biansati in ceramica decorata ad imitazione dell'agata, manifattura di Wedgwood, Inghilterra, XIX secolo
cm 27x11
corpo ad anfora superficie con decorazioni a foglie e perline dorate, collo fiancheggiato da manici verticali e curvi, basamento quadrangolare in basalto nero. Marchio "Wedgwood" incusso sotto la base. Lievi difetti -
Lotto 105
Coppia di vasi a cratere in gres, manifattura di Wedgwood, Inghilterra, prima metà del XX secolo
cm 21x17
decorati da figure e lunghe foglie alternate a motivi neoclassici bianchi su fondo color fango. Marchio incusso sotto la base -
Lotto 106
Placchetta circolare in lavagna decorata in commesso di marmi vari con volatile e farfalla, fine del XIX/inizi del XX secolo
diametro cm 19,5 - in cornice cm 29,5
caratterizzata da esili rami di myosotis e viole del pensiero; cornice modanata di epoca posteriore in legno laccato con profili dorati -
Lotto 107
Busto di Cesare in marmi vari, XIX secolo
cm 35x25x10
piedistallo a rocchetto -
Lotto 108
Crocifisso in legno e bronzo dorato su base in marmi vari, XVIII secolo
cm 57x30 - il Cristo cm 16x15,5
La figura di Cristo è rappresentata priva di vita, senza ferita al costato, raffigurando una versione sobria e intensa del momento della morte. Il corpo pende dalla croce con il capo reclinato sul petto e gli occhi chiusi. Le braccia restano tese e inchiodate, mentre le gambe sono leggermente piegate, segnando il peso del corpo abbandonato. L’assenza della ferita al costato, solitamente simbolo del colpo inferto dopo la morte, suggerisce una scelta simbolica volta a concentrarsi sulla purezza e sulla solennità della morte stessa. Croce con titulus crucis e teschio in argento; terminali in metallo sbalzato e dorato. Base in marmi broccatello, nero, giallo e rosso, decorata su entrambe le facciate da un piccolo cammeo. -
Lotto 109
Formella quadrangolare in marmo bianco raffigurante una Stazione della Via Crucis, Nord Europa, XVII secolo
cm 37x32,5x8
con Cristo sofferente sotto al peso della croce, aiutato da Simone di Cirene ed affiancato da soldati romani e dalle pie donne, tra cui Maria, che assistono e piangono alla sua sinistra -
Lotto 110
Grande tavolo parietale con piano in marmo verde su leoni alati in marmo, XIX/XX secolo
cm 82x193x66
piano in marmo verde con bordo modanato poggiante su sostegni scolpiti come leoni antropomorfi accucciati e alati -
Lotto 111
Testa di Minerva in marmo bianco, XIX secolo
cm 32x20x11,5
piedistallo a rocchetto in marmo nero -
Lotto 112
Testa di Igea XVII/XVIII secolo
marmo bianco 36x12x12
piedistallo a dado in granito -
Lotto 113
Fanciulla con brocca fine XVIII/inizi XIX secolo
marmo bianco altezza cm 58
la figura ha il corpo parzialmente scoperto: la veste leggera, resa con panneggi fluidi, scivola lungo il torso lasciando visibile il seno e la spalla destra; con la mano solleva un lembo della veste, nella mano sinistra una brocca, la gamba destra leggermente avanzata rispetto alla sinistra che funge da perno portante. Il volto è reclinato verso il basso e orientato verso destra, incorniciato da lunghi capelli ondulati.
L'opera si inserisce pienamente nella tradizione neoclassica della scultura accademica dell'Ottocento, fortemente influenzata dal Neoclassicismo di Antonio Canova. Lievi difetti -
Lotto 114 Studio del Mosaico Vaticano, Reverenda Fabbrica di San Pietro
"La terza ora del giorno" (da Raffaello Sanzio) ultimo quarto del XIX secolo
mosaico minuto cm 106x79 - in cornice cm 130x104
Grande pannello interamente realizzato in micromosaico, compresa la stesura del fondo nero. Firma e data delineate in rosso, apposte in basso a destra: " L. Schibba (o Jchibba), Roma 1884". Cornice modanata ed intagliata in legno dorato.
La disposizione regolare, concentrica e ravvicinata delle tessere quadrangolari nere richiede una grande maestria, necessaria per evitare riflessi disomogenei e preservare una superficie opaca e profonda. Il risultato non è un semplice sfondo di riempimento, ma un espediente per esaltare la nitidezza della figura e del fumo che emerge dal braciere dorato. Questa straordinaria qualità tecnica ed esecutiva è riconducibile a uno dei grandi maestri attivi presso lo Studio del Mosaico della Reverenda Fabbrica di San Pietro in Vaticano.
La collocazione originaria delle "Ore" era all'interno della Sala dei Chiaroscuri (detta anche Stanza dei Palafrenieri) situata al secondo piano del Palazzo Apostolico in Vaticano, adiacente alle Stanze di Raffaello e alla Loggia. Anche se molti degli affreschi originali di Raffaello sono andati perduti o modificati nel tempo, le rappresentazioni del Cronos personificato dalle Ore femminili sospese, sono rimaste celebri grazie alle incisioni di Giovanni Volpato e Raffaello Morghen e alle riletture neoclassiche delle gouache di Michelangelo Maestri che traggono ispirazione dagli antichi affreschi romani scoperti negli scavi di Pompei ed Ercolano. Lo sfondo nero infatti, che nell'originale vaticano non esisteva, serviva proprio ad imitare lo stile e la nitidezza delle pitture parietali delle domus romane -
Lotto 115
Orologio a portico in marmo bianco di gusto Luigi XVI, Francia, XIX secolo
cm 43,5x28,5x10
struttura a due lesene scanalate a sostegno di un architrave centinato decorato da nove stelle a cinque punte in bronzo dorato; al centro è posta la meccanica entro ghiera cesellata impreziosita da un drappo traforato pendente; pendolo a forma di fiore, base rettangolare -
Lotto 116
Console in legno intagliato e dorato, XVIII secolo
cm 92x113x57,5
piano sagomato in marmo con ciglio rosso, fascia costituita da cartouches e motivi vegetali scolpiti ed intagliati, gambe incurvate terminanti a ricciolo introverso, impreziosite da rilievi vegetali e da un tralcio fiorito, riunite da crociera sormontata da un grande cartiglio traforato -
Lotto 117
Orologio in bronzo brunito con figura scultorea di Napoleone Bonaparte, Francia, XIX secolo
cm 40x12x12
l'Imperatore francese è raffigurato nella classica posa con le braccia conserte e la divisa militare completa di feluca; accanto a lui un plinto d'appoggio su cui è adagiato il mantello. Cassa squadrata con quadrante circolare in smalto bianco con numeri arabi, incorniciato da una ghiera cesellata e dorata. Firmato "Meuron" -
Lotto 118
Console in legno intagliato e dorato a mecca con piano in breccia, XVIII secolo
cm 93x158x68
piano sagomato con ciglio in giallo antico, fascia centrata da ampio cartiglio trattenuto da cartouches da cui pendono ghirlande fiorite, elementi decorativi ripresi ai lati; gambe a doppia voluta con terminali a ricciolo, riunite da crociera -
Lotto 119
Cassettone intarsiato in legni vari, Lombardia, fine del XVIII secolo
cm 96x128x65
decorato con elementi floreali e greche stilizzate tratti dal repertorio neoclassico; facciata protetta da un'anta retrattile a scomparsa che cela due cassetti e un terzo più piccolo compreso nella cornice sottopiano; piano centrato da allegoria musicale entro riserva ovale, gambe tronco-coniche. Difetti e restauri.
Questo mobile è un esempio della fortunata produzione di ambito lombardo tra la fine del Settecento e il primo quarto dell'Ottocento, spesso nella scia dei modelli elaborati da Giuseppe Maggiolini (Parabiago, 1738 - 1814): il suo impianto formale infatti, ripercorre essenzialmente quelli che sono i dettami stilistici del pieno neoclassicismo, elevati alla massima espressione sia tecnica che decorativa dal noto ebanista milanese e, in alcuni casi, dai suoi emuli. -
Lotto 120
Grande centrotavola in marmo rosso antico a forma di vasca con figure di Atlante in bronzo brunito, Francia, inizio XIX secolo
cm 50x32
classico esempio di produzione legata al Grand Tour e alle botteghe di bronzisti e orafi romani e francesi, è composto da una vasca circolare svasata, ornata nella parte inferiore da lunghi baccelli affiancati, sorretta da tre figure di Atlante raffigurati in posizione classica di sforzo mentre sostengono il bacile con le spalle. Base architettonica a tripode con lati concavi poggiante su tre piedi a ricciolo