Pre-Asta 402 - DIPINTI ANTICHI DAL XVI AL XIX SECOLO
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Lotto 73 Artista attivo a Napoli, primo quarto XVII secolo
David con la testa di Golia
Olio su tela cm. 125x90,5. Con cornice
Il dipinto raffigura il celebre episodio della guerra tra Ebrei e Filistei (Antico Testamento, Primo Libro di Samuele) in cui il giovane Davide uccide Golia colpendolo alla fronte con un sasso lanciato con una fionda. Il soggetto conobbe una particolare fortuna nel XVII secolo, in special modo in ambito caravaggesco a seguito del capolavoro di Caravaggio eseguito durante il soggiorno a Napoli nel 1609-1610 (Roma, Galleria Borghese).
La nostra tela si colloca chiaramente sulla scia di quel supremo prototipo, pur dandone un'interpretazione più orientata in senso lirico, che sembra avvicinarsi alle declinazioni del linguaggio caravaggesco offerte da artisti francesi attivi a Roma nei primi decenni del Seicento, come Tournier, Valentin e soprattutto Claude Vignon, con cui il nostro dipinto mostra qualche affinità. Ma la collocazione più appropriata per questa tela di grande impatto emotivo e drammaturgico appare decisamente in area napoletana, in analogia con le più pronte testimonianze di piena ricezione di Caravaggio offerte da Carlo Sellitto, Filippo Vitale e soprattutto Battistello Caracciolo.
Proprio alla mano di quest'ultimo Nicola Spinosa ha riferito il nostro dipinto con una comunicazione alla proprietà, dopo un accurato esame stilistico su base fotografica. L'opera è stata così collocata dallo studioso nella fase in cui matura l'inclinazione naturalista di Battistello, tra il 1610 e il 1615, quando Caracciolo esegue le varie versioni della Salomè con la testa del Battista, l'Ecce Homo del Museo dell'Ermitage a San Pietroburgo e la Madonna col Bambino in gloria del Museo Civico di Catanzaro (Causa, nn. 198-206). -
Lotto 74 Jusepe de Ribera (Xàtiva, 1591 - Napoli, 1652)
Cristo flagellato
Olio su tela cm. 83,5x72. Con cornice
Il dipinto è accompagnato da un'expertise del prof. Nicola Spinosa.
Ribera si è cimentato più volte con i soggetti relativi alla Passione di Cristo in momenti diversi della sua lunga produzione, ma specialmente tra il 1615 e il 1630, sino alla prima maturità del pittore.
Il più antico esempio finora noto di Cristo flagellato è la tela della Quadreria dei Girolamini di Napoli, che può essere datata intorno al 1616. Di qualche anno successivo è il Cristo flagellato della Galleria Sabauda di Torino (cm. 99 x 81), che gli studiosi collocano alla metà del terzo decennio. Come afferma Nicola Spinosa nel suo studio, il superbo dipinto qui in oggetto costituisce una replica certamente autografa del dipinto torinese, che presenta evidenti affinità somatiche col nostro nella trattazione del volto di Cristo, ed è analogo per dimensioni, taglio compositivo, scelte espressive e soluzioni pittoriche, ancora pienamente naturalistiche. Entrambe le tele nella figura del protagonista si rifanno al modello del Cristo deposto della National Gallery di Londra, dipinta da Ribera tra il 1621 e il 1622 per il principe genovese Marcantonio Doria. -
Lotto 75 Philips Wouwerman (Haarlem, 1619 - 1668)
Accampamento con cavalieri e mercanti
Olio su tela cm. 51,5x66
Il dipinto reca monogramma del nome e iniziale a pennello in basso a sinistra: "PH.L.I.S. W.". -
Lotto 76 detto Bonifacio Veronese (seguace di) (Verona, 1487 ca. - Venezia, 1553, - )
Cristo e l'adultera
Olio su tela cm. 117x200
Il dipinto è una bella replica antica del capolavoro di Bonifacio De' Pitati oggi conservato alla Pinacoteca di Brera, Milano. -
Lotto 77 Giuseppe Ruoppolo (attribuito a) (Napoli, 1631 - 1710)
Natura morta con recipienti in rame, seppie e ostriche
Olio su tela cm. 101x151. Con cornice
Il dipinto è schedato nella Fototeca Zeri al n. 88482 come opera di Giuseppe Ruoppolo, Natura morta con stoviglie e molluschi. Quest'opera è il pendant di una tela firmata "G. RUOPPOLI", anch’essa censita nella Fototeca Zeri (scheda n. 88483), oggi di ubicazione sconosciuta, e documentata negli anni Settanta del Novecento presso l’antiquario Gilberto Algranti, insieme al presente dipinto.
La predilezione di Giuseppe Ruoppolo per le vettovaglie in rame è testimoniato da Bernardo De Dominici, il quale c'informa che l’artista “dipinse anch’egli ad imitazione del suo Zio Gio. Battista cose di Rame, che furono a’ suoi tempi tenuti in pregio per esser naturalissime, e con buon componimento messe insieme” (Vite de’ pittori, scultori, ed architetti napoletani, III, Napoli 1743, p. 299). Giuseppe condusse il proprio apprendistato presso lo zio, a lui quasi coetaneo (1629-1693), che fu a sua volta allievo di Paolo Porpora. In questa grande tela si apprezza la sapiente costruzione di una composizione affollata ma ben equilibrata, come già nella Frutta e vaso di fiori in un paesaggio del Museo di Nevers, o in Pesche, uva, melone, fichi, prugne e fiori del Museo di Nantes, entrambi firmati, mentre ritroviamo qui le ostriche e i frutti marini della Natura morta con granchio rosso del Museo di Belle Arti di Budapest. -
Lotto 78 Artista veneto, prima metà XVIII secolo
Adorazione dei Magi
Olio su rame cm. 34x66. Con cornice -
Lotto 79 Pietro Bardellino (Napoli, 1732 - Napoli, 1806)
Adorazione dei pastori
Olio su tela cm. 63,5x76. Con cornice antica
Si ringrazia il prof. Riccardo Lattuada che ha riconosciuto nel presente dipinto un’opera autografa di Pietro Bardellino.
Il raffinato dipinto qui in oggetto mostra chiari influssi dalla pittura di Paolo De Matteis e soprattutto di Francesco De Mura, sviluppati in una chiave di più accentuata eleganza rococò. Caratterizzata da una diffusa luminosità e imperniata sul gruppo centrale della Sacra Famiglia, con tutti gli altri personaggi disposti a corona intorno ad essa, la composizione, di forte ascendenza demuriana, presenta una costruzione di grande chiarezza: tutte le figure sono catturate in movimento, ciascuna impegnata in un’azione ben precisa e l'atmosfera rustica e domestica, quasi di intimità familiare, centra perfettamente lo spirito della narrazione del vangelo di Luca (2, 8-20). Il chiarore delle gamme cromatiche, la grazia leggiadra della composizione e il registro garbatamente teatrale che informa il racconto rimandano alla produzione giovanile di Pietro Bardellino: si pensi alla coppia Pastori al bivacco e Pastori intenti alla preparazione della ricotta del Museo Nazionale della Basilicata di Matera. -
Lotto 80 Francesco Foschi (Ancona, 1710 - Roma, 1780)
Paesaggio innevato con stalla
Olio su tela cm. 74x98. Con cornice -
Lotto 81 Francesco Solimena (attribuito a) (Serino, 1657 - Napoli, 1747)
Ecce Homo
Olio su tela cm. 45x35,5. Con cornice -
Lotto 82 Artista emiliano, seconda metà XVIII secolo
Due teste barbute
Olio su tela cm. 57,5x67. Con cornice -
Lotto 83 Filippo Lauri (attribuito a) (Roma, 1623 - Roma, 1694)
Erminia tra i pastori
Olio su tela cm. 51x74,5. Con cornice
Il dipinto presenta una stretta relazione stilistica e compositiva, oltreché iconografica, con la tela di analogo soggetto e simili dimensioni, firmata e datata 1681, già in coll. Lemme e oggi conservata presso il Museo del Barocco romano in Palazzo Chigi ad Ariccia. Al pari di quella, anche l'esemplare che qui si presenta va collocato nella fase matura dell'attività di Lauri e ben esemplifica il fecondo ramo della sua produzione riservato ai temi mitologici e cavallereschi nel formato "da cavalletto", prediletto nelle collezioni aristocratiche capitoline. -
Lotto 84 Artista attivo a Roma, prima metà XVIII secolo
a) Paesaggio con figure e corso d'acqua; b) Paesaggio con coppia di pastori. Coppia di dipinti
Olio su tela cm. 62x74,5 cad. Con cornice -
Lotto 85 Artista attivo a Roma, XVIII secolo
Vedute di Roma. Serie di 9 tempere
Tempera su cartoncino cm. 9x14,5 cad. Con cornice
Ciascun foglio reca al verso un’iscrizione a matita con l’identificazione del monumento di Roma raffigurato e un’antica numerazione a penna relativa alla serie.
In queste nove carte troviamo rappresentati il Campo Vaccino, la piazza del Campidoglio, l'esterno e l'interno del Colosseo, piazza San Pietro, le rovine del Castello dell'Acqua Giulia, la Colonna Traiana, i resti del tablinum e dell'abside della Domus Aurea. Le vedute presentano un'ottima qualità pittorica, che si palesa nell'accurata definizione degli spazi e dei monumenti, raffigurati dal vero per trasmettere la grandiosità dell'Urbe. La presenza ricorrente di due giovani, uno vestito di rosso, l'altro di blu, allude forse a due giovani che stavano compiendo il Grand Tour nell'Urbe e rafforza la valenza di prezioso souvenir che queste immagini dovevano rivestire al ritorno dal soggiorno nella citta eterna. -
Lotto 86 Artista attivo a Roma, XVII secolo
Maddalena penitente
Olio su tela cm. 120x87. Con conice -
Lotto 87 Artista attivo a Napoli, prima metà XVIII secolo
Vergine Immacolata circondata dagli angeli
Olio su tela cm. 103x75,5. Con cornice -
Lotto 88 Artista attivo a Venezia, XVIII secolo
Capriccio architettonico con figure e scorcio marino
Olio su tela cm. 60,5x70,5. Con cornice -
Lotto 89 Artista emiliano, XVII secolo
Allegoria delle arti figurative
Olio su tela cm. 97,5x117. Con cornice -
Lotto 90 Il Giovane (ambito di) (Anversa, 1610 - Bruxelles, 1690)
Villaggio con festa contadina
Olio su tavola cm. 41x57. Con cornice -
Lotto 91 Pieter van Bredael (Anversa, 1629 - 1719)
Veduta di piazza di Santa Maria Maggiore dal sagrato della chiesa
Olio su tela cm. 59x81. Con cornice
Il dipinto reca sigla a pennello al margine destro sull'arco: "P.V.B." -
Lotto 92 Artista attivo a Roma, seconda metà XVII secolo
Scena allegorica
Olio su tela cm. 50,5x106,5. Con cornice -
Lotto 93 Artista fiammingo, XVII secolo
Natura morta di cacciagione con gatto e vasellame
Olio su tela cm. 96,5x82. Con cornice
Questa notevole natura morta mostra una composizione particolarmente elaborata che combina la selvaggina distesa su un ripiano, con una variegata fauna volatile e un leprotto, raffinati recipienti metallici e un gatto ingolosito, che fa capolino dalla finestra aperta sullo sfondo che illumina gli oggetti in primo piano. Il dipinto rientra nella tipologia della natura morta di caccia, che ebbe origine e vasta fortuna soprattutto nell'area dei Paesi Bassi, grazie a Frans Snyders, Jan Fyt e Pieter Boel. -
Lotto 94 Francesco Solimena (ambito di) (Serino, 1657 - Napoli, 1747)
Visitazione
Olio su tela cm. 76x63. Con cornice antica
Le varie versioni della Visitazione che, in modo più o meno persuasivo, sono state riferite a Francesco Solimena e alla sua cerchia dipendono tutte dalla redazione autografa eseguita dal pittore per il transetto della chiesa napoletana di Santa Maria Donnalbina tra il 1698 e il 1701. Per la sua semplicità ed efficacia l'invenzione congegnata da Solimena ben si prestava a innumerevoli adattamenti di impaginato e variazioni compositive: e in effetti si registrano sia copie, sia dipinti con varianti o inserti del tutto originali, dovuti alla sua bottega o ai suoi seguaci. All'interno di questo gruppo spicca il presente esemplare, che mostra un'ottima tenuta qualitativa generale. -
Lotto 95 detto il Mastelletta (attribuito a) (Bologna, 1575 - 1655)
San Francesco
Olio su rame cm. 27x21. Con cornice
L'attribuzione è stata confermata alla proprietà in via orale dal dott. Michele Danieli. -
Lotto 96 Artista emiliano, XVIII secolo
Il ritrovamento di Mosè
Olio su tela cm. 76,8x105,6. Con cornice