Asta 70 - Dipinti di selezionati XIX e XX secolo.

Pre-Asta Asta 70 - Dipinti di selezionati XIX e XX secolo.

sabato 26 settembre 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)
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  • Giuseppe Menato - "Un angolo di Malcesine 1911"
    Lotto 25

    Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962

    "Un angolo di Malcesine 1911"
    Olio su tavola cm 35,5x30 firmato in basso a dx G.Menato

    - Giuseppe Menato è stato un pittore italiano nato a Bovolone, nel Veronese, nel 1874 e morto a Verona nel 1962. La sua produzione è dedicata soprattutto al paesaggio veneto, con una predilezione costante per le rive dell’Adige e per gli scorci della città di Verona.Si avvicinò alla pittura da autodidatta, dopo essersi formato una solida cultura generale e letteraria, e sviluppò il proprio linguaggio attraverso la pratica diretta del dipingere dal vero. Questa formazione irregolare non gli impedì di raggiungere presto una notevole padronanza tecnica, particolarmente evidente nell’acquerello, che trattò con spontaneità e sicurezza.L’esordio pubblico avvenne intorno ai ventiquattro anni alla Permanente di Milano con opere di paesaggio. Negli anni immediatamente successivi partecipò alla Biennale di Venezia e a rassegne internazionali, per poi figurare quasi ininterrottamente nelle principali mostre nazionali, con presenze a Napoli, Roma, Torino, Genova e Milano.Considerato dalla critica del tempo un buon colorista e un interprete di gusto impressionista, Menato costruì la propria pittura attorno agli effetti della luce sull’acqua e sulle architetture, con una tavolozza chiara e una pennellata mossa. Accanto al paesaggio praticò il ritratto e il quadro di genere, mantenendo però sempre nel motivo naturale il centro della propria ricerca.I soggetti ricorrenti restano quelli del suo territorio: le anse dell’Adige, le vie e i ponti di Verona, gli scorci veneziani e le località del Veneto, ripresi in tutte le stagioni e in diverse condizioni di luce.Continuò a dipingere fino a età avanzata, rimanendo fedele a una visione della pittura legata all’osservazione diretta. Morì a Verona nel 1962.

  • Pietro Fragiacomo - "Nubi"
    Lotto 26

    Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922

    "Nubi"
    Olio su cartone cm 32x46 firmato in basso a dx P.Fragiacomo

    - Pietro Fragiacomo, nato a Trieste nel 1856, si trasferì a Venezia da giovane e iniziò a lavorare presso la Società Veneta di Costruzioni Meccaniche. Dopo aver abbandonato gli studi all'Accademia di Belle Arti, continuò a dipingere sotto l'influenza di artisti come Giacomo Favretto ed Ettore Tito. Nel 1880, espose alla mostra nazionale di Torino e successivamente partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali.La sua pittura si concentrò sul paesaggio dell'entroterra lagunare veneziano, privilegiando vedute meno convenzionali e popolari rispetto ai suoi contemporanei. Nei suoi dipinti, la veduta diventava un mezzo per esprimere il suo stato d'animo, come evidenziato nei titoli come "Pace" e "Riposo". Nel 1893, ottenne riconoscimento con "La campana della sera", un dipinto che rappresenta un suggestivo scorcio veneziano al tramonto.Negli anni Novanta, Fragiacomo cambiò il suo stile, adottando una pittura più materica e sperimentando l'uso della tempera con sovrapposizioni di velature a olio. Nel 1895, entrò nel comitato organizzatore della Biennale di Venezia, esponendo regolarmente alla manifestazione. Nel corso del Novecento, esplorò influenze dell'Art Nouveau e partecipò a esposizioni nazionali e internazionali.La sua vasta produzione, stimata in circa 500 opere, è oggi dispersa tra collezioni private e pubbliche. Pietro Fragiacomo morì a Venezia nel 1922. Anche sua sorella, Antonietta, fu una pittrice di paesaggi, partecipando attivamente alla Biennale di Venezia e continuando la sua carriera fino a data di morte sconosciuta.

  • Salvino Labo - "Roma 1935"
    Lotto 27

    Salvino Labo
    Milano 1899 - 1976

    "Roma 1935"
    Olio su tavola cm 41,5x27 firmato in basso a sx S.Labo

    - Savino Labò è stato un pittore e scenografo italiano nato a Milano il 9 febbraio 1899 e morto nella stessa città l’8 maggio 1976. La sua attività si divide tra la pittura da cavalletto e un lungo impegno nel campo della scenografia teatrale, ambiti che seppe tenere insieme per oltre quarant’anni.Figlio di uno scultore di origine piacentina, ricevette dal padre i primi insegnamenti e completò poi la propria formazione alla Scuola di alto artigianato del Castello Sforzesco e all’Accademia di Brera, dove fu allievo di Ambrogio Alciati. Da questa educazione derivò una solida impostazione della figura, riconoscibile in tutta la sua produzione successiva.Esordì nel 1921 a una mostra autunnale in ambito lombardo e nel corso degli anni Venti e Trenta mise a punto un linguaggio che innesta sulla base postimpressionista alcuni caratteri novecentisti e inflessioni chiariste, con una progressiva schiaritura della tavolozza e una costruzione della forma sempre attenta ai rapporti tonali. Nel 1938 ottenne un premio significativo a una delle principali rassegne milanesi.Dal 1933 iniziò una collaborazione intensa e continuativa con il Teatro alla Scala di Milano, per il quale realizzò scenografie e bozzetti per un ampio repertorio operistico. Questa esperienza incise anche sulla sua pittura, portandovi un senso dello spazio e una capacità di sintesi compositiva di matrice teatrale. L’ultimo incarico in questo campo risale ai primi anni Cinquanta.Affiancò all’attività artistica quella didattica, insegnando composizione presso la scuola del Castello Sforzesco nella seconda metà degli anni Quaranta e poi disegno al liceo artistico fino a pochi anni prima della morte.Negli anni Settanta tornò a esporre in ambito milanese con nuove personali. Morì a Milano nel 1976.

  • Anonimo - "Veduta di Napoli"
    Lotto 28

    Anonimo
    Scuola meridionale XIX secolo

    "Veduta di Napoli"
    Olio su tela cm 25,5x36 firmato Non firmato

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  • Aurelio Catti - "Il viale"
    Lotto 29

    Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966

    "Il viale"
    Acquarello su carta cm 50x34,5 firmato in basso a sx A.Catti

    - Aurelio Catti fu un pittore palermitano vissuto tra Ottocento e Novecento (1895-1966). Figlio del maestro Michele Catti, si distinse per aver seguito le orme artistiche del padre, mentre i suoi fratelli intrapresero altre strade. Dopo aver studiato architettura presso l’Accademia di Brera a Milano, visse a Trieste e a Londra, dove perfezionò la sua tecnica e ampliò il suo orizzonte artistico. Tornato a Palermo, si dedicò con passione alla pittura, specializzandosi in scorci cittadini caratterizzati da atmosfere autunnali e giornate uggiose. Le sue opere, capaci di catturare l’essenza della vita cittadina, sono state esposte in numerose mostre personali e continuano a essere apprezzate e ricercate dai collezionisti.

  • Emilio Sommariva - "La chiesa 1947"
    Lotto 30

    Emilio Sommariva
    Lodi 1883 - Milano 1956

    "La chiesa 1947"
    Olio su tavola cm 29,5x23,5 firmato in basso a dx E.Sommariva

    - Emilio Sommariva è stato un fotografo e pittore italiano nato a Lodi l’8 dicembre 1883 e morto a Milano il 12 settembre 1956. È noto soprattutto come uno dei più importanti fotografi ritrattisti italiani della prima metà del Novecento, ma affiancò a questa attività una produzione pittorica continuativa, dedicata in particolare al paesaggio alpino.Figlio di un pittore e fotografo dilettante, si trasferì da bambino a Milano con la famiglia e a quattordici anni entrò alla scuola di decorazione dell’Accademia di Brera, che dovette però abbandonare nel 1899 per difficoltà economiche. Iniziò allora a lavorare come fotografo, prima presso un’impresa industriale e poi in uno studio professionale, apprendendo il mestiere sul campo.Nel 1902 aprì un proprio studio a Milano, che divenne in pochi anni uno dei più frequentati della città. Si affermò come ritrattista e come documentatore del lavoro di altri artisti, fotografando le opere di numerosi protagonisti della scena milanese, e si specializzò inoltre nella fotografia industriale, architettonica e di paesaggio, ottenendo riconoscimenti internazionali.A partire dagli anni Venti iniziò a presentarsi anche come pittore, partecipando alle rassegne di Brera e alla Biennale di Venezia. La sua pittura si concentra sul paesaggio di montagna, affrontato con una sensibilità attenta alla luce e alla struttura del rilievo, in cui si riconosce l’occhio educato dal lavoro fotografico.Nel 1938 gli fu ritirata la licenza professionale per aver rifiutato l’iscrizione al partito, e la sua attività subì una battuta d’arresto; durante i bombardamenti del 1943 la sua abitazione fu danneggiata, ma la parte più consistente del suo archivio si salvò. Nel dopoguerra riprese a esporre come pittore, con una retrospettiva milanese nel 1950.Morì a Milano nel 1956, lasciando un archivio di eccezionale ampiezza, oggi riconosciuto come una delle fonti più importanti per la storia visiva della Milano del primo Novecento.

  • Emilio Sommariva - "Il ghiacciaio di Fellaria 1938"
    Lotto 31

    Emilio Sommariva
    Lodi 1883 - Milano 1956

    "Il ghiacciaio di Fellaria 1938"
    olio cm 23,5x30 firmato in basso a dx E.Sommariva

    - Emilio Sommariva è stato un fotografo e pittore italiano nato a Lodi l’8 dicembre 1883 e morto a Milano il 12 settembre 1956. È noto soprattutto come uno dei più importanti fotografi ritrattisti italiani della prima metà del Novecento, ma affiancò a questa attività una produzione pittorica continuativa, dedicata in particolare al paesaggio alpino.Figlio di un pittore e fotografo dilettante, si trasferì da bambino a Milano con la famiglia e a quattordici anni entrò alla scuola di decorazione dell’Accademia di Brera, che dovette però abbandonare nel 1899 per difficoltà economiche. Iniziò allora a lavorare come fotografo, prima presso un’impresa industriale e poi in uno studio professionale, apprendendo il mestiere sul campo.Nel 1902 aprì un proprio studio a Milano, che divenne in pochi anni uno dei più frequentati della città. Si affermò come ritrattista e come documentatore del lavoro di altri artisti, fotografando le opere di numerosi protagonisti della scena milanese, e si specializzò inoltre nella fotografia industriale, architettonica e di paesaggio, ottenendo riconoscimenti internazionali.A partire dagli anni Venti iniziò a presentarsi anche come pittore, partecipando alle rassegne di Brera e alla Biennale di Venezia. La sua pittura si concentra sul paesaggio di montagna, affrontato con una sensibilità attenta alla luce e alla struttura del rilievo, in cui si riconosce l’occhio educato dal lavoro fotografico.Nel 1938 gli fu ritirata la licenza professionale per aver rifiutato l’iscrizione al partito, e la sua attività subì una battuta d’arresto; durante i bombardamenti del 1943 la sua abitazione fu danneggiata, ma la parte più consistente del suo archivio si salvò. Nel dopoguerra riprese a esporre come pittore, con una retrospettiva milanese nel 1950.Morì a Milano nel 1956, lasciando un archivio di eccezionale ampiezza, oggi riconosciuto come una delle fonti più importanti per la storia visiva della Milano del primo Novecento.

  • Alfredo Beisone - "All'imbrunire"
    Lotto 32

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957

    "All'imbrunire"
    Olio su tavola cm 23x34 firmato in basso a sx A.Beisone

    - Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione. Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

  • Giovanni Colombo Da Busnago - "Canale a Venezia"
    Lotto 33

    Giovanni Colombo Da Busnago
    Busnago 1908 - Gaggiano 1972

    "Canale a Venezia"
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a dx Busnago

    - Giovanni Colombo, noto come Colombo da Busnago, è stato un pittore italiano nato a Busnago nel 1908 e morto a Gaggiano nel 1972. La sua produzione è dedicata quasi interamente alla veduta urbana, genere nel quale si specializzò fin dagli esordi e che praticò con continuità per tutta la carriera.Autodidatta, si formò senza passare attraverso i corsi accademici, costruendo la propria preparazione sull’esercizio diretto e sull’osservazione della città. Iniziò a esporre negli anni Trenta con alcune mostre personali a Roma, ottenendo una prima affermazione al di fuori dell’ambito lombardo.Si stabilì poi a Milano, che divenne il centro della sua attività e il soggetto prediletto della sua pittura. Qui entrò in contatto con l’ambiente artistico locale, frequentando in particolare i chiaristi e i pittori che gravitavano attorno al gruppo di Bagutta, dai quali assorbì una schiaritura della tavolozza e una condotta della pennellata più libera.Le sue vedute raffigurano scorci di Milano, spesso legati alla città storica e ai suoi angoli più caratteristici, ai quali affiancò soggetti veneziani e parigini. La sua pittura si distingue per la vivacità della resa, per un colore chiaro e per la capacità di restituire l’animazione della strada senza indulgere al dettaglio descrittivo.Continuò a dipingere fino agli ultimi anni, mantenendo una produzione coerente e riconoscibile, apprezzata soprattutto dal collezionismo milanese. Morì a Gaggiano nel 1972.

  • Giovanni Colombo Da Busnago - "Palazzo ducale Venezia"
    Lotto 34

    Giovanni Colombo Da Busnago
    Busnago 1908 - Gaggiano 1972

    "Palazzo ducale Venezia"
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a dx Busnago

    - Giovanni Colombo, noto come Colombo da Busnago, è stato un pittore italiano nato a Busnago nel 1908 e morto a Gaggiano nel 1972. La sua produzione è dedicata quasi interamente alla veduta urbana, genere nel quale si specializzò fin dagli esordi e che praticò con continuità per tutta la carriera.Autodidatta, si formò senza passare attraverso i corsi accademici, costruendo la propria preparazione sull’esercizio diretto e sull’osservazione della città. Iniziò a esporre negli anni Trenta con alcune mostre personali a Roma, ottenendo una prima affermazione al di fuori dell’ambito lombardo.Si stabilì poi a Milano, che divenne il centro della sua attività e il soggetto prediletto della sua pittura. Qui entrò in contatto con l’ambiente artistico locale, frequentando in particolare i chiaristi e i pittori che gravitavano attorno al gruppo di Bagutta, dai quali assorbì una schiaritura della tavolozza e una condotta della pennellata più libera.Le sue vedute raffigurano scorci di Milano, spesso legati alla città storica e ai suoi angoli più caratteristici, ai quali affiancò soggetti veneziani e parigini. La sua pittura si distingue per la vivacità della resa, per un colore chiaro e per la capacità di restituire l’animazione della strada senza indulgere al dettaglio descrittivo.Continuò a dipingere fino agli ultimi anni, mantenendo una produzione coerente e riconoscibile, apprezzata soprattutto dal collezionismo milanese. Morì a Gaggiano nel 1972.

  • Carlo Costantino Tagliabue - "Marina"
    Lotto 35

    Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960

    "Marina"
    Olio su tela cm 50x80 firmato in basso a sx C.Tagliabue

    - Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'. Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A.M. Comanducci.

  • Luigi Olivetti - "Pomeriggio di sole"
    Lotto 36

    Luigi Olivetti
    Revere 1856 - Roma 1941

    "Pomeriggio di sole"
    Olio su cartone cm 27,5x42,5 firmato in basso a dx L.Olivetti

    - Luigi Olivetti è stato un pittore e incisore italiano nato a Revere, nel Mantovano, nel novembre 1856 e morto a Tivoli il 28 gennaio 1941. La sua attività si svolse quasi interamente a Roma, dove si trasferì da giovane e dove costruì una carriera fondata sulla pittura di genere, sul ritratto e sull’acquerello.Ricevette una prima formazione in ambito mantovano sotto la guida di Angelo Gilioli, per poi perfezionarsi a Roma con Roberto Bompiani, esponente di una tradizione accademica di derivazione neoclassica. Da questa educazione derivò una impostazione rigorosa del disegno, che rimase il fondamento della sua opera anche nelle prove più libere.L’affermazione non fu immediata, ma nel corso degli anni Ottanta dell’Ottocento cominciò a ottenere riconoscimenti significativi. Espose a Roma nel 1883 e all’Esposizione Nazionale di Torino del 1884, per poi partecipare a rassegne internazionali, dove nel 1886 ricevette un premio a Londra.La sua produzione comprende scene di genere e soggetti storici, ritratti e paesaggi, affrontati sia a olio sia ad acquerello. Proprio nell’acquerello trovò uno dei mezzi più congeniali, praticato con leggerezza e precisione, e vi affiancò una consistente attività di incisore, con acqueforti presentate in più occasioni nelle mostre romane del primo Novecento.I soggetti femminili ambientati nella campagna laziale e negli scorci di Tivoli costituiscono uno dei filoni più riconoscibili del suo lavoro, in cui la figura è inserita in un paesaggio descritto con attenzione ma mai preponderante rispetto al personaggio.Rimase attivo fino alla vecchiaia, tornando a esporre in ambito mantovano ancora alla fine degli anni Trenta con un nucleo consistente di opere. Trasferitosi tardivamente a Tivoli, vi morì nel 1941.

  • Giuseppe Arigliano - "Riviera ligure"
    Lotto 37

    Giuseppe Arigliano
    Genova 1917 - La Spezia 1999

    "Riviera ligure"
    Olio su tela cm 41x51 firmato in basso a dx G.Arigliano

    - Giuseppe Arigliano è stato un pittore italiano nato a Genova il 14 febbraio 1917 e morto nel 1999. La sua opera è dedicata quasi interamente al mare, tema che affrontò con costanza per oltre cinquant’anni, tanto da valergli la definizione di pittore delle trasparenze marine.Si formò in ambito ligure e avviò l’attività professionale nel 1946, nel clima di ripresa del secondo dopoguerra, orientandosi fin da subito verso il paesaggio costiero e la marina. La sua ricerca si concentrò sulla resa dell’acqua osservata da vicino, sulla profondità dei fondali e sul gioco di luce e ombra che attraversa la superficie.Il tratto più caratteristico della sua pittura è la capacità di restituire la trasparenza del mare, con alghe, sabbia e scogli affioranti letti attraverso lo spessore dell’acqua. Per ottenere questo effetto lavorò prevalentemente a spatola, costruendo la materia per strati sovrapposti e affidando al colore la resa della profondità.Accanto alle vedute della riviera ligure realizzò composizioni di taglio più contemplativo, in cui la scena è ridotta a pochi elementi e il soggetto reale diventa il silenzio della superficie marina. La critica ne ha sottolineato il carattere lirico, riconoscendogli una posizione autonoma all’interno della pittura ligure del Novecento.La sua attività fu celebrata a Genova con una mostra antologica in occasione dei cinquant’anni di carriera, e la sua opera è stata successivamente oggetto di rassegne dedicate al rapporto tra pittura e mare. Continuò a dipingere fino agli ultimi anni. Morì nel 1999.

  • Alberto Cecconi - "Il segreto"
    Lotto 38

    Alberto Cecconi
    Firenze 1897 - 1971

    "Il segreto"
    Olio su tela cm 80x60 firmato in basso a dx Cecconi

    - Alberto Cecconi nacque a Firenze il 21 febbraio 1897. Studiò pittura presso l’Accademia d’Arte della sua città natale e frequentò anche la scuola libera del nudo a Roma, affinando una formazione seria e classica. Il suo debutto espositivo risale al 1921, quando presentò a Firenze il dipinto «Giorno di festa», con il quale ottenne un’importante premialità.Negli anni Venti partì per l’America del Sud, dove visse e lavorò a lungo: soggiornò in paesi come Brasile, Argentina, Uruguay, Cile e Perù. In quelle terre tenne diverse mostre personali e guadagnò riconoscimenti, imponendosi come artista apprezzato anche oltre i confini europei. Al ritorno in Italia, verso la fine del decennio, riprese ad esporre con regolarità: le sue opere vennero presentate in mostre a Roma, Firenze, Milano, Torino e altre città, riscuotendo consenso fra critica e collezionisti.La sua produzione spazia su temi molteplici. Dipinse paesaggi, marine, scene rurali, scorci toscani e liguri, ma anche interni, figure, scene di genere e ritratti. Vi si riconosce una particolare sensibilità per la luce e per l’atmosfera: i paesaggi emanano quiete, i luoghi evocano memorie e la tecnica traduce con delicatezza le variazioni tonali. Fra le sue opere di rilievo c’è «Il paesetto di Manarola» del 1932, conservato nella Galleria d’Arte Moderna di Genova.Cecconi attraversò anche decenni turbolenti, tra guerre e mutamenti sociali, ma seppe mantenere coerenza stilistica e qualità espressiva. Continuò a dipingere per tutta la vita, evolvendo con sensibilità e senza aderire a mode passeggere: il suo tratto rimase figurativo, osservatore del reale e attento all’animo dei luoghi. Morì a Firenze nel 1971Alberto Cecconi nacque a Firenze il 21 febbraio 1897. Studiò pittura presso l’Accademia d’Arte della sua città natale e frequentò anche la scuola libera del nudo a Roma, affinando una formazione seria e classica. Il suo debutto espositivo risale al 1921, quando presentò a Firenze il dipinto «Giorno di festa», con il quale ottenne un’importante premialità.Negli anni Venti partì per l’America del Sud, dove visse e lavorò a lungo: soggiornò in paesi come Brasile, Argentina, Uruguay, Cile e Perù. In quelle terre tenne diverse mostre personali e guadagnò riconoscimenti, imponendosi come artista apprezzato anche oltre i confini europei. Al ritorno in Italia, verso la fine del decennio, riprese ad esporre con regolarità: le sue opere vennero presentate in mostre a Roma, Firenze, Milano, Torino e altre città, riscuotendo consenso fra critica e collezionisti.La sua produzione spazia su temi molteplici. Dipinse paesaggi, marine, scene rurali, scorci toscani e liguri, ma anche interni, figure, scene di genere e ritratti. Vi si riconosce una particolare sensibilità per la luce e per l’atmosfera: i paesaggi emanano quiete, i luoghi evocano memorie e la tecnica traduce con delicatezza le variazioni tonali. Fra le sue opere di rilievo c’è «Il paesetto di Manarola» del 1932, conservato nella Galleria d’Arte Moderna di Genova.Cecconi attraversò anche decenni turbolenti, tra guerre e mutamenti sociali, ma seppe mantenere coerenza stilistica e qualità espressiva. Continuò a dipingere per tutta la vita, evolvendo con sensibilità e senza aderire a mode passeggere: il suo tratto rimase figurativo, osservatore del reale e attento all’animo dei luoghi. Morì a Firenze nel 1971.

  • Carlo Moiraghi - "Nei pressi della Bazona 1921"
    Lotto 39

    Carlo Moiraghi
    Binasco 1880 - Milano 1943

    "Nei pressi della Bazona 1921"
    ocar cm 24x35,5 firmato in basso a sx C.Moiraghi

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  • Giovanni Melarangelo - "Paesaggio"
    Lotto 40

    Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978

    "Paesaggio"
    Olio su tavola cm 46,5x38,5 firmato in basso a sx Melarangelo

    - Giovanni Melarangelo nacque a Teramo nel 1903 e si affermò come uno dei protagonisti della pittura abruzzese del Novecento. Fin da giovane si avvicinò all’arte come disegnatore e caricaturista, collaborando con giornali e riviste satiriche, e già negli anni Venti partecipava a mostre locali, sviluppando una formazione solida e una sensibilità particolare per la figura umana e la vita quotidiana.Negli anni successivi Melarangelo approfondì il suo linguaggio pittorico, combinando la tradizione figurativa italiana con aperture verso sperimentazioni stilistiche e influenze del verismo umanitario e della modernità europea. La sua produzione abbracciò ritratti, scene di vita rurale, paesaggi e, con grande attenzione ai dettagli e alla psicologia dei soggetti, il mondo del circo e del teatro di strada, che seppe raccontare con empatia e vitalità.Parallelamente all’attività artistica, Melarangelo dedicò gran parte della sua vita all’insegnamento, lavorando presso l’Istituto d’Arte di Lanciano e il Liceo Artistico di Pescara, contribuendo alla formazione di giovani artisti e mantenendo stretti legami con gli ambienti culturali abruzzesi. Negli anni Cinquanta partecipò regolarmente a premi e mostre nazionali, mentre negli anni Sessanta fondò a Teramo la galleria Il Polittico, spazio di promozione culturale e di dialogo tra artisti, che testimoniò la sua attenzione alla comunità artistica e alla diffusione dell’arte contemporanea.Malgrado i problemi di salute degli ultimi anni, Melarangelo continuò a esporre e a essere celebrato nella sua città, dove morì nel 1978.

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Asta 70 - Dipinti di selezionati XIX e XX secolo.

Gentili amici e collezionisti,

dopo la pausa estiva siamo lieti di presentarvi il catalogo dell'Asta 70, dedicata ai dipinti del XIX e XX secolo: 40 opere tra paesaggio, veduta e natura morta.


L'asta si terrà sabato 26 settembre 2026 alle ore 15:00. Le offerte sono già aperte e possono essere inserite fin da ora online oppure tramite il nostro staff.

La diretta avrà inizio alle ore 15:00 del giorno dell'asta.


Tra gli artisti presenti segnaliamo, tra gli altri, opere di:

Francesco Malacrea, Luigi Scrosati, Achille Tominetti, Felice Giordano, Pietro Fragiacomo, Felice Vellan, Donato Frisia, Giuseppe Palanti e molti altri.


Un piccolo nucleo del catalogo è dedicato al Lago di Garda, con vedute di Sirmione, Toscolano, Malcesine e Punta San Vigilio.


Le opere sono visibili in esposizione su appuntamento, prenotando al 351 3351356.


Come sempre restiamo a vostra completa disposizione per condition report, immagini aggiuntive, offerte telefoniche e qualsiasi ulteriore informazione sui lotti in catalogo.


Con i più cordiali saluti,

Jacopo Minetta

Sessioni

  • 26 settembre 2026 ore 15:00 Sabato, ore 15:00 (1 - 40)

Esposizione

MOSTRA ASTA


La visione delle opere, presso la sede di Brescia, Via Fratelli Cairoli 26, è su appuntamento, via telefono o whatsapp +39 351 3351 356.

Pagamenti e Spedizioni

Contanti fino a 4.999 euro,

assegno circolare,

bonifico bancario,

carta di credito (Potrebbero applicarsi commissioni)


Per ricevere preventivi dettagliati riguardanti le spedizioni, vi invitiamo gentilmente a inviarci una email all'indirizzo aste@galleriasantagiualia.com. Il costo medio delle spedizioni varia solitamente da 40 a 100 euro, a seconda della tecnica e delle dimensioni del dipinto.

Condizioni di vendita

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Commissioni

25% sul prezzo di aggiudicazione.

Rilanci

  • da 0 a 500 rilancio di 25
  • da 500 a 1000 rilancio di 50
  • da 1000 a 5000 rilancio di 100
  • da 5000 a 10000 rilancio di 250
  • da 10000 in avanti rilancio di 500