Pre-Asta ASTA 396 - ANTICHE ICONE ORTODOSSE DAL XVII AL XX SECOLO. Con un nucleo di importanti icone russe da viaggio in bronzo e smalti
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Lotto 193 Icona da viaggio raffigurante la Madre della Consolazione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 14.5 x 9 cm Peso: 161.8 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
La tradizione fa risalire l'origine del culto al miracoloso salvataggio da un naufragio del figlio di Teodosio I, Arcadio, attribuito all'intervento della Vergine Maria. Sul luogo del ritrovamento di Arcadio, sulla spiaggia di Vatopedi nei pressi del Monte Athos, il patriarca Nettario eresse un santuario e vi collocò l’icona dell’Otrada, sul cui modello furono dipinte copie poi inviate in Russia. Nella parte superiore della scena troneggia il Mandylion, affiancato ai lati da due arcangeli, mentre una schiera di serafini completa la composizione, creando una gerarchia celeste che domina la scena. Questo oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 194 Icona da viaggio raffigurante San Giorgio - XIX secolo
Altezza x larghezza: 7 x 6,5 cm Peso: 105 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
secondo il canone tradizionale che vuole San Giorgio come un giovane guerriero a cavallo, con un mantello rosso, simbolo del suo martirio, che vola al vento. Una creatura serpentiforme ai piedi del cavallo, rappresenta il male o il paganesimo sconfitto. Il dettaglio più significativo, che permette di collocare l'icona nel contesto dei Vecchi Credenti, è la posizione delle dita della mano di Dio che spunta dall'angolo destro in alto per benedire lo stesso Giorgio. Nelle icone dei Vecchi Credenti, la mano è sempre raffigurata con due dita tese, simbolo della doppia natura di Cristo, in opposizione alle tre dita introdotte dalle riforme. Oltre a ciò, le icone ascrivibili a questo gruppo religioso erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 195 Icona da viaggio raffigurante la Deesis - XIX secolo
Altezza x larghezza: 9 x 7.5 cm Peso: 142.6 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
e Santi Eletti. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 196 Croce da kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 22.5 x 14.5 cm Peso: 618 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Ai piedi della croce, la scena del Calvario è completata dalle quattro figure canoniche dei testimoni: a sinistra la Vergine Maria accompagnata da Santa Maria di Cleofa, mentre a destra si stagliano San Giovanni Evangelista e il Centurione Longino, identificabile dall’armatura romana. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 197 Croce da kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 27 x 14 cm Peso: 356 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 198 Icona da viaggio raffigurante la Natività - XVIII secolo
Altezza x larghezza: 8 x 5,5 cm. Peso: 59.4 gr
Fusione in bronzo
un tema che era già pienamente formato nella tradizione bizantina, ma che nel conteso dei Vecchi Credenti assume caratteristiche peculiari: in particolare il Cristo Bambino è avvolto in fasce che ricordano bende funerarie e spesso è deposto in una mangiatoia simile a un sarcofago, mentre la Vergine raffigurata distesa o reclinata, spesso con atteggiamento distante: non guarda il Bambino, sottolineando che la nascita è un evento cosmico e teologico, non domestico. L'icona, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 199 Lotto di 4 icone raffiguranti la crocifissione - XVIII-XIX secolo
Altezza x larghezza: 11 x 6,5 cm. Altezza x larghezza minore: 9 x 5,5 cm
Fusione in bronzo
Queste icone appartengono al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 200 Icona da viaggio raffigurante i SS. Boris e Gleb - XIX secolo
Altezza x larghezza: 9 x 7.5 cm Peso: 143 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
tra i primi santi canonizzati della Rus’ di Kiev e venerati come martiri della fede e protettori della terra russa. Erano fratelli, figli del gran principe Vladimiro I di Kiev (colui che convertì la Rus' al cristianesimo) e di Anna Porfirogenita. Dopo la morte del padre, nel 1015 d.C. furono assassinati dal fratellastro maggiore, Svjatopolk il Maledetto, che voleva eliminare i rivali per il trono di Kiev. Nonostante fossero comandanti militari usualmente raffigurati a cavallo, scelsero di non alzare le armi, accettando la morte per imitare il sacrificio di Cristo. Dunque, appartengono a una categoria di santi tipicamente russa, gli strastotèrpzi ("soffritori della passione"). Essi non sono martiri nel senso classico (uccisi per l'odio verso la fede), ma testimoni cristiani che accettano una morte ingiusta con umiltà e spirito di non-violenza. Inoltre, questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 201 Icona da viaggio raffigurante Sant'Antipa - XIX secolo
Altezza x larghezza: 10.5 x 9 cm Peso: 179.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
vescovo di Pergamo che subì il martirio sotto Domiziano o Nerone. La tradizione narra che fu bruciato vivo dentro un toro di bronzo arroventato nel tempio di Diana. La composizione centrale è delimitata da una serie di clipei che ne scandiscono il perimetro: il registro superiore ospita la Deesis affiancata dagli arcangeli, mentre lungo i restanti tre lati si susseguono i santi a figura intera. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 202 Icona da viaggio raffigurante il Ciclo Pasquale (Anastasis e Risurrezione dal Sepolcro) - XIX secolo
Altezza x larghezza: 11,5 x 10 cm Peso: 308.1 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Nelle icone dei Vecchi Credenti, la raffigurazione della Pasqua non segue la cronologia umana, ma quella divina: per questo motivo lo spettatore vede due volte la figura di Cristo all’interno della stessa tavola. Questo sdoppiamento serve a narrare il Ciclo Pasquale come un evento totale, che abbraccia contemporaneamente la terra, il cielo e l'abisso. Nella parte superiore, l’icona mostra il momento della Risurrezione fisica: Cristo sorge dal sepolcro scoperchiato, avvolto in una mandorla di luce dorata. Spostando lo sguardo verso il basso, lo stesso Cristo appare una seconda volta, ma in un contesto diverso: la Discesa agli Inferi (Anastasis). Qui la mandorla di luce squarcia il buio profondo dell'abisso. Cristo, con un gesto di forza e tenerezza, afferra per il polso Adamo ed Eva, trascinandoli fuori dai loro sarcofagi. Per i Vecchi Credenti, mantenere questa narrazione simultanea era fondamentale per riaffermare la completezza del dogma cristiano contro ogni semplificazione moderna. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 203 Icona da viaggio raffigurante la Madre della Consolazione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 11.5x7.5 cm Peso: 173.0 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
La tradizione fa risalire l'origine del culto al miracoloso salvataggio da un naufragio del figlio di Teodosio I, Arcadio, attribuito all'intervento della Vergine Maria. Sul luogo del ritrovamento di Arcadio, sulla spiaggia di Vatopedi nei pressi del Monte Athos, il patriarca Nettario eresse un santuario e vi collocò l’icona dell’Otrada, sul cui modello furono dipinte copie poi inviate in Russia. Inoltre, nella parte superiore della scena emerge Dio Padre dalle nubi. Questo oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Carlo Maria Biagiarelli Antiquario - Roma
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 204 Icona da viaggio raffigurante San Nicola di Mira - XIX secolo
Altezza x larghezza: 11 x 9,5 cm Peso: 198,7 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. L’icona raffigura il Vescovo di Myra (IV secolo) a mezzo busto, vestito con il mantello e l’omophorion, simboli della sua autorità e responsabilità pastorale. La mano destra è alzata nel gesto di benedizione, mentre la sinistra regge il Vangelo, evidenziando la funzione di guida spirituale e di intercessore dei fedeli. Ai lati, entro due nuvole, compaiono Cristo e la Vergine in miniatura, testimoni della scena e simbolo della protezione divina.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 205 Icona da viaggio raffigurante San Nicola di Mira - XIX secolo
Altezza x larghezza: 11 x 9,5 cm Peso: 218,6 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. L’icona raffigura il Vescovo di Myra (IV secolo) a mezzo busto, vestito con il mantello e l’omophorion, simboli della sua autorità e responsabilità pastorale. La mano destra è alzata nel gesto di benedizione, mentre la sinistra regge il Vangelo, evidenziando la funzione di guida spirituale e di intercessore dei fedeli. Ai lati, entro due nuvole, compaiono Cristo e la Vergine in miniatura, testimoni della scena e simbolo della protezione divina.
Carlo Maria Biagiarelli Antiquario - Roma
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 206 Icona da viaggio raffigurante i Santi Zosima e Salvatij - XIX secolo
Altezza x larghezza: 9 x 7 cm Peso: 97.9 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
fondatori del monastero di Solovki.Tra le mani sorreggono il modellino del monastero di Solovki, elemento iconografico che ne identifica il ruolo di fondatori e protettori della comunità monastica. La raffigurazione sottolinea il legame spirituale con il celebre centro religioso del Mar Bianco e la funzione devozionale dell’immagine. Questo oggetto appartiene, inoltre, al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 207 Icona da viaggio raffigurante i Santi Zosima e Salvatij - XIX secolo
Altezza x larghezza: 12 x 8 cm Peso: 156.9 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
fondatori del monastero di Solovki.Tra le mani sorreggono il modellino del monastero di Solovki, elemento iconografico che ne identifica il ruolo di fondatori e protettori della comunità monastica. La raffigurazione sottolinea il legame spirituale con il celebre centro religioso del Mar Bianco e la funzione devozionale dell’immagine. Questo oggetto appartiene, inoltre, al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 208 Icona da viaggio raffigurante i Santi Zosima e Salvatij - XIX secolo
Altezza x larghezza: 9 x 7 cm Peso: 154.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
fondatori del monastero di Solovki.Tra le mani sorreggono il modellino del monastero di Solovki, elemento iconografico che ne identifica il ruolo di fondatori e protettori della comunità monastica. La raffigurazione sottolinea il legame spirituale con il celebre centro religioso del Mar Bianco e la funzione devozionale dell’immagine. Questo oggetto appartiene, inoltre, al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 209 Icona da viaggio raffigurante la decollazione di San Giovanni Battista - XIX secolo
Altezza x larghezza: 12 x 8 cm Peso: 199.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’icona traduce visivamente il martirio di San Giovanni Battista. La narrazione ha inizio nella sezione sinistra, dominata da un’articolata struttura architettonica che rappresenta la prigione: qui il Precursore è colto in un istante di solenne meditazione, seduto con un libro tra le mani mentre attende il compimento del proprio destino. Il dinamismo della scena è conferito dalla figura del carceriere, ritratto nell'atto di scendere le scale per prelevare il prigioniero. Il fulcro drammatico si sposta sulla destra, dove si consuma la decollazione vera e propria. La composizione è coronata nel registro superiore da una doppia raffigurazione del Cristo Pantocratore che emerge dalle nubi: questa ripetizione teofanica non solo sottolinea la protezione divina costante sul testimone della Verità, ma esalta il carattere sacrificale dell'evento, collegando la sofferenza terrena del martire alla gloria celeste del Verbo. L'icona, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 210 Icona da viaggio raffigurante la decollazione di San Giovanni Battista - Inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 12 x 8,5 cm Peso: 175.6 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’icona traduce visivamente il martirio di San Giovanni Battista. La narrazione ha inizio nella sezione sinistra, dominata da un’articolata struttura architettonica che rappresenta la prigione: qui il Precursore è colto in un istante di solenne meditazione, seduto con un libro tra le mani mentre attende il compimento del proprio destino. Il dinamismo della scena è conferito dalla figura del carceriere, ritratto nell'atto di scendere le scale per prelevare il prigioniero. Il fulcro drammatico si sposta sulla destra, dove si consuma la decollazione vera e propria. La composizione è coronata nel registro superiore da una doppia raffigurazione del Cristo Pantocratore che emerge dalle nubi: questa ripetizione teofanica non solo sottolinea la protezione divina costante sul testimone della Verità, ma esalta il carattere sacrificale dell'evento, collegando la sofferenza terrena del martire alla gloria celeste del Verbo. L'icona, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 211 Icona da viaggio raffigurante la Madre di Dio del Roveto Ardente - XIX secolo
Altezza x larghezza: 10 x 9 cm Peso: 223.2 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
nonché una delle immagini più complesse e simboliche dell'iconografia ortodossa, ricca di riferimenti biblici e teologici. L'icona si basa sul miracolo descritto nell'Esodo, dove Mosè vede un cespuglio che brucia senza consumarsi. Nella tradizione cristiana, questo è un simbolo della Vergine Maria: come il roveto conteneva il fuoco divino senza bruciare, così Maria ha portato in grembo il Figlio di Dio conservando la sua integrità. Oltre al suo profondo valore teologico, questa specifica icona è tradizionalmente venerata come protettrice contro gli incendi. In passato, in Russia, era consuetudine portarla in processione attorno alle case o ai villaggi per invocare la protezione divina contro il fuoco. Questa icona, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 212 Icona da viaggio raffigurante i santi Quirico e Giulitta - XIX secolo
Altezza x larghezza: 14 x 11,5 cm Peso: 405.2 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Uno dei racconti più crudi e toccanti della tradizione cristiana, avvenuto intorno al 304 d.C. durante le persecuzioni di Diocleziano. In basso a destra, più grande rispetto alle altre figure, campeggia Santa Giulitta mentre stringe la croce a due traverse, simbolo del suo supremo sacrificio e della vittoria spirituale sulla morte. Accanto a lei, il figlio Quirico, che nonostante l'età infantile viene ritratto con la dignità di un adulto, sottolineando che la sua santità non ha età. A sinistra i due vescovi fungono da testimoni solenni, inquadrando il martirio all'interno della storia ufficiale della Chiesa. Sullo sfondo, le tre figure velate rappresentano le virtù cristiane che vegliano sul sacrificio della madre e del figlio, trasformando un momento di dolore in un’icona eterna di speranza e protezione per tutte le famiglie. La scena centrale è incorniciata da una Deesis allargata, che include il Pantocratore al centro, affiancato dalla Vergine e da Giovanni Battista, seguiti da altri santi e arcangeli disposti lungo i lati, rafforzando la dimensione celeste e intercessoria della composizione. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 213 Lotto di 6 icone pettorali - XVIII-XIX secolo
Altezza per larghezza: 7 x 6 cm Peso: 245.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
raffiguranti due di esse, San Nicola di Myra; il Mandylion di Edessa; i Santi Quirico e Giuditta e infine due di esse, la Theotokos.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 214 Croce da kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 17x10 cm Peso: 263.1 gr.
Fusione in bronzo
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Ai piedi della croce, la scena del Calvario è completata dalle quattro figure canoniche dei testimoni: a sinistra la Vergine Maria accompagnata da Santa Maria di Cleofa, mentre a destra si stagliano San Giovanni Evangelista e il Centurione Longino, identificabile dall’armatura romana. L'apparato decorativo si espande, al di sopra del braccio principale della croce, in 4 pannelli laterali. Sul lato sinistro, il registro superiore illustra l'Entrata di Cristo in Gerusalemme, seguita in basso dalla Presentazione di Gesù al Tempio. Sul lato destro, la composizione speculare presenta l'Ascensione di Cristo, raffigurato entro un clipeo sorretto da angeli sopra la Vergine e gli Apostoli, e un eccezionale pannello dedicato ai Santi Padri del Monachesimo Russo. Quest'ultima è una variante iconografica di grande pregio che identifica i tre pilastri della spiritualità del Nord: San Barlaam di Khutyn, raffigurato con l'ascia simbolica del suo lavoro eremitico nelle foreste di Novgorod; San Sergio di Radonež, con il bastone fiorito che germoglia foglie in segno di rinascita spirituale; e Sant'Antonio o Teodosio di Pečers'ka, con il bastone abbaziale del pellegrino. A coronamento, sopra la figura del Pantocratore, si staglia la scena della Discesa agli Inferi (Resurrezione), dove Cristo scardina le porte dell'Ade per trarre a sé Adamo ed Eva. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 215 Croce da kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 19 x 11 cm Peso: 255,3 gr.
Fusione in bronzo
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Ai piedi della croce, la scena del Calvario è completata dalle quattro figure canoniche dei testimoni: a sinistra la Vergine Maria accompagnata da Santa Maria di Cleofa, mentre a destra si stagliano San Giovanni Evangelista e il Centurione Longino, identificabile dall’armatura romana. L’apparato decorativo si espande in una serie di pannelli che includono sia episodi della vita di Cristo sia raffigurazioni di carattere simbolico, integrando narrazione evangelica e contenuti allegorici. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 216 Polittico da viaggio raffigurante le dodici feste ortodosse e quattro miracolose apparizioni della Vergine - XIX secolo
Altezza x larghezza: 16 x 37,5 cm
Fusione in bronzo
Il manufatto, pregevole esempio della produzione metallurgica dei Vecchi Credenti, si presenta come un polittico portatile in quattro valve. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. Le prime tre valve del polittico illustrano il ciclo delle Dodici Grandi Feste della Chiesa Ortodossa, asse portante dell'anno liturgico. Ciascuna anta è sormontata da una cimasa a forma di kokoshnik, le quali raffigurano, da sinistra a destra: la Crocifissione di Cristo, la Trinità del Nuovo Testamento e l’Esaltazione della Croce. La quarta valva si distacca tematicamente dalle precedenti, configurandosi come un'unitaria glorificazione della Theotokos. In essa sono riprodotte quattro tra le più venerate effigi mariane della tradizione russa: la Madre di Dio di Tikhvin; la Madre di Dio di Vladimir; la Madre di Dio di Smolensk; la Madre di Dio del Segno (Znamenie). La cimasa di quest'ultima anta è dedicata alla Lode alla Madre di Dio: la Vergine è assisa in trono al centro, circondata dai profeti dell'Antico Testamento. Nella parte superiore campeggia il Cristo Emanuele a mezzo busto, mentre nel registro inferiore è raffigurato il profeta mesopotamico Balaam. Quest'ultimo è colto in posizione genuflessa, con la mano tesa a indicare la stella, simbolo della sua celebre profezia messianica. Il piatto esterno presenta una cornice fitomorfa, composta da densi intrecci di elementi vegetali che si fondono armoniosamente con strutture architettoniche stilizzate. Al centro della composizione, entro una sobria riserva ovale, campeggia l'immagine della Croce del Golgota. Il simbolo della Passione si staglia su uno sfondo scenografico di grande dettaglio, dove sono delineate le mura turrite di Gerusalemme e i complessi volumi di edifici che evocano la città santa secondo l'estetica visionaria della tradizione russa.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.