Pre-Asta ASTA 396 - ANTICHE ICONE ORTODOSSE DAL XVII AL XX SECOLO. Con un nucleo di importanti icone russe da viaggio in bronzo e smalti
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Lotto 169 Icona da viaggio raffigurante il Beato Silenzio - XIX secolo
Altezza x larghezza: 23 x 20 cm Peso: 1432 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
una delle raffigurazioni più affascinanti e mistiche della tradizione russa. È l'immagine del Logos (il Verbo) nel silenzio dell'eternità, prima di farsi uomo e rivelarsi al mondo. Cristo è raffigurato con le sembianze di un giovane angelo (senza barba), con le ali, a simboleggiare la sua natura di messaggero divino. Ha le mani conserte sul petto, un segno di umiltà e accettazione, mentre invece della classica aureola cruciforme, presenta una stella a otto punte che simboleggia la Gloria della Divinità prima della creazione del mondo e l'ottavo giorno (l'eternità). Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 170 Croce da Kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 22 x 14 cm Peso: 465.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Ai piedi della croce, la scena del Calvario è completata dalle quattro figure canoniche dei testimoni: a sinistra la Vergine Maria accompagnata da Santa Maria di Cleofa, mentre a destra si stagliano San Giovanni Evangelista e il Centurione Longino, identificabile dall’armatura romana. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 171 Icona da viaggio raffigurante San Nicola di Mozajsk - XIX secolo
Altezza x larghezza: 16 x 9,5 cm Peso: 365,6 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Secondo la tradizione, durante un assedio della città intorno al 1302, gli abitanti si riunirono in preghiera invocando San Nicola di Myra. Il santo sarebbe allora apparso sopra la città con una spada nella mano destra e con il modello della città o della cattedrale nella sinistra, spaventando gli assedianti e salvando Mozhaisk. Questa visione miracolosa diede origine a una nuova tipologia iconografica che si diffuse soprattutto nell’area di Mosca dal XIV secolo in avanti. L'icona, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 172 Trittico da viaggio raffigurante la Deesis - XIX secolo
Altezza x larghezza: 14,5 x 12,5 cm Peso: 325,4 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Nel pannello centrale compare il Pantocratore, mentre nei pannelli laterali si dispongono in atteggiamento di intercessione la Vergine Maria e San Giovanni il Battista, secondo lo schema tradizionale. In questo trittico tuttavia, il Battista, è raffigurato nelle vesti di 'Angelo del Deserto': un'iconografia orientale che lo dota di ali, simbolo della sua vita ascetica e del suo ruolo di messaggero divino. Il Bambino che egli regge tra le mani non è un infante terreno, ma l'antincipazione del Cristo-Agnello, presentato al mondo dal Precursore come sacrificio vivente per la salvezza dell'umanità. Il piatto esterno presenta una sobria riserva di forma circolare al centro della quale campeggia l'immagine della Croce del Golgota. Il simbolo della Passione si staglia su uno sfondo scenografico, dove sono delineate le mura turrite di Gerusalemme e i complessi volumi di edifici che evocano la Città Santa secondo l'estetica visionaria della tradizione russa. Negli angoli di risulta tra il clipeo centrale e il bordo esterno compaiono i simboli degli Evangelisti. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. Le prime tre valve del polittico illustrano il ciclo delle Dodici Grandi Feste della Chiesa Ortodossa, asse portante dell'anno liturgico.
Carlo Maria Biagiarelli Antiquario - Roma
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 173 Icona da viaggio raffigurante i Tre Santi Gerarchi - XIX secolo
Altezza x larghezza: 19x12 cm Peso: 404.4 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
San Basilio Magno, San Gregorio il Teologo e San Giovanni Crisostomo sono onorati nella tradizione ortodossa come patroni dell’istruzione e della conoscenza. Sopra la scena principale si trova una cimasa in cui Dio emerge dalle nubi, mentre una schiera di serafini corona la composizione nella parte superiore, completando la gerarchia celeste. Questa icona appartiene inoltre al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 174 Icona da viaggio con episodi della vita del Profeta Elia - XIX secolo
Altezza x larghezza: 14 x 11,5 cm Peso: 332,5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo, caratterizzate da un’estrema cura nella conservazione dei canoni bizantini e spesso realizzate in bronzo con smalti colorati. Di piccole dimensioni, l’oggetto era destinato alla devozione privata, facilmente trasportabile e nascondibile, rispondendo alle esigenze di una comunità perseguitata dalla Chiesa di Stato. Il soggetto raffigurato è il profeta Elia, tra i santi più venerati in Russia sin dalla cristianizzazione nel X secolo. La scena rappresenta diversi episodi della vita del profeta tratti dall’Antico Testamento, integrati in un unico paesaggio continuo, in cui gli elementi coesistono senza riquadri separati come nella tradizione bizantina e russa più antica, probabilmente influenzati dalla pittura occidentale del XVII secolo. La narrazione procede in senso antiorario a partire dal basso a sinistra, dove si vede Elia rifugiato presso le rive del fiume Kerit, nutrito dai corvi con due grappoli d’uva (1Re 17, 2-6). Al centro in basso appare l’angelo che invita il profeta addormentato a nutrirsi e a mettersi in cammino verso il monte Oreb (1Re 19, 5-7), mentre a destra la vita di Elia si unisce a quella di Eliseo: quest’ultimo, diventato discepolo, segue il maestro che, per attraversare il fiume Giordano, divide le acque con il suo mantello, subito prima che il Signore rapisca Elia su un carro di fuoco trainato da cavalli infuocati, lasciando il mantello miracoloso a Eliseo (2Re 2, 7-8). Elia è rappresentato con lunghi capelli e barba, avvolto nel mantello di pelliccia e con il bastone dell’eremita, elementi tipici degli asceti e dei profeti. La venerazione del profeta, celebrata per i miracoli che coinvolgono gli elementi della natura e per la misteriosa ascesa al cielo, evidenzia una continuità con i culti del dio pagano Perun, il cui culto fu formalmente proibito dal principe Vladimir (980- 1015 d.C.) ma che sopravvisse nell’anima popolare.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 175 Trittico da viaggio raffigurante San Nicola di Mozajsk - XIX secolo
Altezza x larghezza: 10 x 14 cm Peso: 146.2 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Secondo la tradizione, durante un assedio della città intorno al 1302, gli abitanti si riunirono in preghiera invocando San Nicola di Myra. Il santo sarebbe allora apparso sopra la città con una spada nella mano destra e con il modello della città o della cattedrale nella sinistra, spaventando gli assedianti e salvando Mozhaisk. Questa visione miracolosa diede origine a una nuova tipologia iconografica che si diffuse soprattutto nell’area di Mosca dal XIV secolo in avanti. Questa icona, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 176 Trittico da viaggio raffigurante la Deesis - XIX secolo
Altezza x larghezza: 10,5 x 28 cm Peso: 435.4 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Nel pannello centrale compare il Pantocratore, mentre nei pannelli laterali si dispongono in atteggiamento di intercessione la Vergine Maria e San Giovanni il Battista, secondo lo schema tradizionale. In questo trittico tuttavia, il Battista, è raffigurato nelle vesti di 'Angelo del Deserto': un'iconografia orientale che lo dota di ali, simbolo della sua vita ascetica e del suo ruolo di messaggero divino. Il Bambino che egli regge tra le mani non è un infante terreno, ma l'antincipazione del Cristo-Agnello, presentato al mondo dal Precursore come sacrificio vivente per la salvezza dell'umanità. Il piatto esterno presenta una sobria riserva di forma circolare al centro della quale campeggia l'immagine della Croce del Golgota. Il simbolo della Passione si staglia su uno sfondo scenografico, dove sono delineate le mura turrite di Gerusalemme e i complessi volumi di edifici che evocano la Città Santa secondo l'estetica visionaria della tradizione russa. Negli angoli di risulta tra il clipeo centrale e il bordo esterno compaiono i simboli degli Evangelisti. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. Le prime tre valve del polittico illustrano il ciclo delle Dodici Grandi Feste della Chiesa Ortodossa, asse portante dell'anno liturgico.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 177 Trittico da viaggio raffigurante le Feste - XIX secolo
Altezza x larghezza: 6 x 16 cm Peso: 194.7 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Tipico della produzione dei Vecchi Credenti russi tra il XVIII e il XIX secolo, costituisce un compendio portatile della fede e della resistenza di una comunità perseguitata dopo lo scisma noto come Raskol. Il percorso devozionale inizia con la venerazione della Dormizione della Vergine; al centro del trittico risplende l’Anastasis, la Discesa agli Inferi, cuore pulsante della Pasqua russa; e infine il ciclo si conclude con il Battesimo di Cristo. Una volta chiuso, il trittico mostra sulla superficie esterna la solenne rappresentazione del Calvario: la tipica croce russa a tre barre è affiancata dalla lancia e dalla spugna, ed è sormontata dal titolo cirillico di 'Re della Gloria', simboleggiando la vittoria di Cristo sulla morte prima ancora di aprire l'icona sulle feste interne. L’intera opera, pur nelle sue dimensioni ridotte, riflette il rigore estetico e la profondità teologica dei Vecchi Credenti, trasformando un oggetto d’uso quotidiano in un potente strumento di identità religiosa. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 178 Icona raffigurante San Nilo e altri Santi - Inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 14.5 x 10.5 cm Peso: 329.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Tutti i santi, identificati da iscrizioni che riportano il loro nome, sono effigiati in supplica dinnanzi all'immagine del Pantocratore posta nella parte superiore della composizione, al di sopra delle nuvole. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 179 Icona da viaggio raffigurante il Ciclo Pasquale (Anastasis e Risurrezione dal Sepolcro) - XIX secolo
Altezza x larghezza: 10.5 x 10 cm Peso: 333.7 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Nelle icone dei Vecchi Credenti, la raffigurazione della Pasqua non segue la cronologia umana, ma quella divina: per questo motivo lo spettatore vede due volte la figura di Cristo all’interno della stessa tavola. Questo sdoppiamento serve a narrare il Ciclo Pasquale come un evento totale, che abbraccia contemporaneamente la terra, il cielo e l'abisso. Nella parte superiore, l’icona mostra il momento della Risurrezione fisica: Cristo sorge dal sepolcro scoperchiato, avvolto in una mandorla di luce dorata. Spostando lo sguardo verso il basso, lo stesso Cristo appare una seconda volta, ma in un contesto diverso: la Discesa agli Inferi (Anastasis). Qui la mandorla di luce squarcia il buio profondo dell'abisso. Cristo, con un gesto di forza e tenerezza, afferra per il polso Adamo ed Eva, trascinandoli fuori dai loro sarcofagi. Per i Vecchi Credenti, mantenere questa narrazione simultanea era fondamentale per riaffermare la completezza del dogma cristiano contro ogni semplificazione moderna. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 180 Croce da kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 20x9.5 cm Peso: 210.4 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Ai piedi della croce, la scena del Calvario è completata dalle quattro figure canoniche dei testimoni: a sinistra la Vergine Maria accompagnata da Santa Maria di Cleofa, mentre a destra si stagliano San Giovanni Evangelista e il Centurione Longino, identificabile dall’armatura romana.L'apparato decorativo si espande, al di sopra del braccio principale della croce, in 4 pannelli laterali. Sul lato sinistro, il registro superiore illustra l'Entrata di Cristo in Gerusalemme, seguita in basso dalla Presentazione di Gesù al Tempio. Sul lato destro, la composizione speculare presenta l'Ascensione di Cristo, raffigurato entro un clipeo sorretto da angeli sopra la Vergine e gli Apostoli, e un eccezionale pannello dedicato ai Santi Padri del Monachesimo Russo. Quest'ultima è una variante iconografica di grande pregio che identifica i tre pilastri della spiritualità del Nord: San Barlaam di Khutyn, raffigurato con l'ascia simbolica del suo lavoro eremitico nelle foreste di Novgorod; San Sergio di Radonež, con il bastone fiorito che germoglia foglie in segno di rinascita spirituale; e Sant'Antonio o Teodosio di Pečers'ka, con il bastone abbaziale del pellegrino. A coronamento, sopra la figura del Pantocratore, si staglia la scena della Discesa agli Inferi (Resurrezione), dove Cristo scardina le porte dell'Ade per trarre a sé Adamo ed Eva. La composizione culmina infine nella parte superiore con la rappresentazione dei Serafini dalle sei ali, che sigillano l'opera simboleggiando la soglia della Gloria Divina. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 181 Trittico da viaggio raffigurante la Deesis - XIX secolo
Altezza x larghezza: 13,5 x 35 cm Peso: 743 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Nel pannello centrale compare il Pantocratore, mentre nei pannelli laterali si dispongono in atteggiamento di intercessione la Vergine Maria e San Giovanni il Battista, secondo lo schema tradizionale. Il piatto esterno presenta una cornice decorata da motivi geometrici, al centro della quale, entro una riserva di forma circolare irregolare, campeggia l'immagine della Croce del Golgota. Il simbolo della Passione si staglia su uno sfondo scenografico, dove sono delineate le mura turrite di Gerusalemme e i complessi volumi di edifici che evocano la Città Santa secondo l'estetica visionaria della tradizione russa. Negli angoli di risulta tra il clipeo centrale e la cornice compaiono i simboli degli Evangelisti. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 182 Icona da viaggio raffigurante i Tre Santi Gerarchi - inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 20.5 x 14.5 cm Peso: 629.1 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
San Basilio Magno, San Gregorio il Teologo e San Giovanni Crisostomo sono onorati nella tradizione ortodossa come patroni dell’istruzione e della conoscenza. Sopra la scena principale si trova una cimasa in cui Dio emerge dalle nubi. Questa icona appartiene inoltre al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 183 Icona da viaggio raffigurante la protezione del velo (Pokrov) della madre di Dio - Inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 17x10 cm Peso: 329.2 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Un'iconografia che trova le sue origini nella Costantinopoli del X secolo, nella chiesa delle Blacherne, dove era custodita la preziosa reliquia del manto della Vergine. Durante un'invasione (probabilmente dei russi pagani o dei saraceni), la popolazione era riunita in preghiera. Sant'Andrea il folle ebbe una visione: vide la Madre di Dio entrare in chiesa scortata da angeli e santi. Lei si inginocchiò in preghiera e poi, levatosi il velo dal capo (maphorion), lo stese sopra i fedeli in segno di protezione. La scena si articola in due registri sovrapposti. Nel registro inferiore esattamente al centro si trova Romano il Melode, alla sua destra è raffigurato Sant'Andrea il Folle mentre indica con il braccio verso l'alto la visione al suo discepolo Epifanio; alle sue spalle, si trova l'imperatrice Zoe Carbonopsina la quarta moglie dell'imperatore Leone VI il Saggio. Alla sinistra di Romano invece si collocano Il Patriarca di Costantinopoli Tarasio, seguito dall'imperatore Leone VI il Saggio identificato dagli abiti regali e la corona. Sullo sfondo si vedono spesso le cupole e le strutture delle Blacherne, mentre la Vergine affiancata dalle schiere celesti domina la scena. Nella cimasa è raffigurata la Trinità, con Dio Padre e Gesù Cristo seduti in trono che reggono il globo del mondo, mentre sopra di loro discende la colomba dello Spirito Santo. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 184 Icona raffigurante San Nilo e altri santi - Inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 14.2 x 10 cm Peso: 320.6 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Tutti i santi, identificati da iscrizioni che riportano il loro nome, sono effigiati in supplica dinnanzi all'immagine del Pantocratore posta nella parte superiore della composizione, al di sopra delle nuvole. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 185 Croce da Kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 22 x 14 cm Peso: 687.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Ai piedi della croce, la scena del Calvario è completata dalle quattro figure canoniche dei testimoni: a sinistra la Vergine Maria accompagnata da Santa Maria di Cleofa, mentre a destra si stagliano San Giovanni Evangelista e il Centurione Longino, identificabile dall’armatura romana. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 186 Trittico raffigurante la Deesis - XIX secolo
Altezza x larghezza: 14 x 36 cm: Peso: 946.2 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Nel pannello centrale compare il Pantocratore, mentre nei pannelli laterali si dispongono in atteggiamento di intercessione la Vergine Maria e San Giovanni il Battista, secondo lo schema tradizionale. In questo trittico tuttavia, il Battista, è raffigurato nelle vesti di 'Angelo del Deserto': un'iconografia orientale che lo dota di ali, simbolo della sua vita ascetica e del suo ruolo di messaggero divino. Il Bambino che egli regge tra le mani non è un infante terreno, ma l'antincipazione del Cristo-Agnello, presentato al mondo dal Precursore come sacrificio vivente per la salvezza dell'umanità. Il piatto esterno presenta una sobria riserva di forma circolare al centro della quale campeggia l'immagine della Croce del Golgota. Il simbolo della Passione si staglia su uno sfondo scenografico, dove sono delineate le mura turrite di Gerusalemme e i complessi volumi di edifici che evocano la Città Santa secondo l'estetica visionaria della tradizione russa. Negli angoli di risulta tra il clipeo centrale e il bordo esterno compaiono i simboli degli Evangelisti. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. Le prime tre valve del polittico illustrano il ciclo delle Dodici Grandi Feste della Chiesa Ortodossa, asse portante dell'anno liturgico.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 187 Icona da viaggio raffigurante San Giorgio e la Deesis - XIX secolo
Altezza x larghezza: 14 x 12 cm: Peso: 472 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
secondo il canone tradizionale che vuole San Giorgio come un giovane guerriero a cavallo, con un mantello rosso, simbolo del suo martirio, che vola al vento. Una creatura serpentiforme ai piedi del cavallo, rappresenta il male o il paganesimo sconfitto. Il dettaglio più significativo, che permette di collocare l'icona nel contesto dei Vecchi Credenti, è la posizione delle dita della mano di Dio che spunta dall'angolo destro in alto per benedire lo stesso Giorgio. Nelle icone dei Vecchi Credenti, la mano è sempre raffigurata con due dita tese, simbolo della doppia natura di Cristo, in opposizione alle tre dita introdotte dalle riforme. Oltre a ciò, le icone ascrivibili a questo gruppo religioso erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 188 Icona da viaggio raffigurante San Nicola di Mira - XIX secolo
Altezza x larghezza: 14 x 12 cm Peso: 396,9 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. L’icona raffigura il Vescovo di Myra (IV secolo) a mezzo busto, vestito con il mantello e l’omophorion, simboli della sua autorità e responsabilità pastorale. La mano destra è alzata nel gesto di benedizione, mentre la sinistra regge il Vangelo, evidenziando la funzione di guida spirituale e di intercessore dei fedeli. Ai lati, entro due nuvole, compaiono Cristo e la Vergine in miniatura, testimoni della scena e simbolo della protezione divina. La figura del Santo è incorniciata da una serie di clipei: nel registro superiore, sopra il capo di San Nicola, è raffigurata la Deesis con il Pantocratore affiancato dalla Vergine e dal Battista, seguiti da due Arcangeli. Lungo i restanti lati, una teoria di santi scelti completa la cornice, trasformando l'icona in una sorta di compendio della corte celeste.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 189 Icona da viaggio raffigurante San Nicola di Mira - XIX secolo
Altezza x larghezza: 14,5 x 12,5 cm Peso: 304 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. L’icona raffigura il Vescovo di Myra (IV secolo) a mezzo busto, vestito con il mantello e l’omophorion, simboli della sua autorità e responsabilità pastorale. La mano destra è alzata nel gesto di benedizione, mentre la sinistra regge il Vangelo, evidenziando la funzione di guida spirituale e di intercessore dei fedeli. Ai lati, entro due nuvole, compaiono Cristo e la Vergine in miniatura, testimoni della scena e simbolo della protezione divina. La figura del Santo è incorniciata da una serie di clipei: nel registro superiore, sopra il capo di San Nicola, è raffigurata la Deesis con il Pantocratore affiancato dalla Vergine e dal Battista, seguiti da due Arcangeli. Lungo i restanti lati, una teoria di santi scelti completa la cornice, trasformando l'icona in una sorta di compendio della corte celeste.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 190 Icona da viaggio raffigurante la Madre di Dio del Roveto Ardente - Inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 10,5 x 9 cm Peso: 261.9 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
nonché una delle immagini più complesse e simboliche dell'iconografia ortodossa, ricca di riferimenti biblici e teologici. L'icona si basa sul miracolo descritto nell'Esodo, dove Mosè vede un cespuglio che brucia senza consumarsi. Nella tradizione cristiana, questo è un simbolo della Vergine Maria: come il roveto conteneva il fuoco divino senza bruciare, così Maria ha portato in grembo il Figlio di Dio conservando la sua integrità. Oltre al suo profondo valore teologico, questa specifica icona è tradizionalmente venerata come protettrice contro gli incendi. In passato, in Russia, era consuetudine portarla in processione attorno alle case o ai villaggi per invocare la protezione divina contro il fuoco. Questa icona, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 191 Icona da viaggio raffigurante la Madre della Consolazione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 13.5 x 11.5 cm Peso: 359.0 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
La tradizione vuole che l’origine del culto risalga al miracoloso salvataggio da un naufragio di Arcadio, attribuito all’intervento della Vergine Maria. Sul luogo del ritrovamento di Arcadio, sulla spiaggia di Vatopedi nei pressi del Monte Athos, il patriarca Nettario fece erigere un santuario e vi collocò l’icona dell’Otrada, modello dal quale furono dipinte copie poi inviate in Russia. La scena dell’icona è splendidamente incorniciata da numerosi clipei: al centro, in alto, troneggia la Deesis, seguita da arcangeli e da Santi Eletti che compongono una gerarchia celeste protettiva. Quest’oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta impreziositi da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità ne permetteva un facile trasporto e, se necessario, la possibilità di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì lunghi periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 192 Icona da viaggio raffigurante la Madre della Consolazione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 15 x 10 cm Peso: 269 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
La tradizione fa risalire l'origine del culto al miracoloso salvataggio da un naufragio del figlio di Teodosio I, Arcadio, attribuito all'intervento della Vergine Maria. Sul luogo del ritrovamento di Arcadio, sulla spiaggia di Vatopedi nei pressi del Monte Athos, il patriarca Nettario eresse un santuario e vi collocò l’icona dell’Otrada, sul cui modello furono dipinte copie poi inviate in Russia. Nella parte superiore della scena emerge Dio Padre dalle nubi, affiancato da due arcangeli, mentre una schiera di serafini chiude la composizione, creando una gerarchia celeste che domina l’icona. La scena si completa con la presenza dei Santi Eletti e di altre figure celesti, che sottolineano la protezione divina e l’intercessione per l’umanità. Questo oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Carlo Maria Biagiarelli Antiquario - Roma
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.