Pre-Asta ASTA 396 - ANTICHE ICONE ORTODOSSE DAL XVII AL XX SECOLO. Con un nucleo di importanti icone russe da viaggio in bronzo e smalti
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Lotto 313 Croce pettorale - XVIII secolo
Altezza x larghezza: 8,5 x 5,5 cm Peso: 24.2 gr
Fusione in bronzo
Il manufatto, decorato su entrambi i lati, presenta un’iconografia complessa sebbene gravemente compromessa. Sul recto, al centro, è raffigurata la Crocifissione, sovrastata nella parte superiore dalla rappresentazione veterotestamentaria della Trinità (l’Ospitalità di Abramo). Nella parte inferiore è visibile una figura intenta nell'atto di abbattere un’entità maligna, verosimilmente San Niceta. Le figure poste alle estremità dei bracci della croce non sono identificabili a causa dell'avanzato stato di degrado. La superficie dell'oggetto appare profondamente corrosa su entrambi i lati, rendendo illeggibili i dettagli plastici e le figure del verso. Tale perdita di definizione è riconducibile sia all’uso devozionale prolungato, sia alle frequenti e vigorose pulizie a cui i Vecchi Credenti sottoponevano questi oggetti: l'avversione per l'ossidazione scura del metallo spingeva i fedeli a lucidare costantemente la croce con metodi abrasivi, finendo per obliterare progressivamente i rilievi e le incisioni originali.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 314 Icona pettorale raffigurante la Crocifissione - XVIII secolo
Altezza x larghezza: 6.5 x 4.5 cm Peso: 29.6 gr.
Fusione in bronzo
con quattro figure aggiuntive: la Madre di Dio e San Giovanni Evangelista ai lati in basso, accompagnati nella parte superiore da un angelo annunciante e dal centurione Longino o altro santo testimone. La superficie mostra evidenti segni di consumazione dovuti all’uso devozionale, poiché i Vecchi Credenti consideravano la tarnish (ossidazione o annerimento) un segno di corruzione e desideravano che le icone in metallo rimanessero sempre lucide; quando cominciavano a ossidarsi, venivano rapidamente strofinate con un panno, talvolta leggermente cosparso di gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone, riportandole immediatamente allo splendore originale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 315 Icona da viaggio raffigurante il Beato Silenzio - XIX secolo
Altezza x larghezza: 8 x 6.5 cm Peso: 107.1 gr.
Fusione in bronzo
una delle raffigurazioni più affascinanti e mistiche della tradizione russa. È l'immagine del Logos (il Verbo) nel silenzio dell'eternità, prima di farsi uomo e rivelarsi al mondo. Cristo è raffigurato con le sembianze di un giovane angelo (senza barba), con le ali, a simboleggiare la sua natura di messaggero divino. Ha le mani conserte sul petto, un segno di umiltà e accettazione, mentre invece della classica aureola cruciforme, presenta una stella a otto punte che simboleggia la Gloria della Divinità prima della creazione del mondo e l'ottavo giorno (l'eternità). Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 316 Icona pettorale raffigurante la Natività - XIX secolo
Altezza x larghezza: 7.5 x 5.5 cm Peso: 71.1 gr.
Fusione in bronzo
un tema che era già pienamente formato nella tradizione bizantina, ma che nel conteso dei Vecchi Credenti assume caratteristiche peculiari: in particolare il Cristo Bambino è avvolto in fasce che ricordano bende funerarie e spesso è deposto in una mangiatoia simile a un sarcofago, mentre la Vergine raffigurata distesa o reclinata, spesso con atteggiamento distante: non guarda il Bambino, sottolineando che la nascita è un evento cosmico e teologico, non domestico. L'icona, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Carlo Teardo Antiquario in Milano
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 317 Icona da viaggio raffigurante la Madre della Consolazione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 13 x 8 cm Peso: 126,2 gr.
Fusione in bronzo
La tradizione fa risalire l'origine del culto al miracoloso salvataggio da un naufragio del figlio di Teodosio I, Arcadio, attribuito all'intervento della Vergine Maria. Sul luogo del ritrovamento di Arcadio, sulla spiaggia di Vatopedi nei pressi del Monte Athos, il patriarca Nettario eresse un santuario e vi collocò l’icona dell’Otrada, sul cui modello furono dipinte copie poi inviate in Russia. Inoltre, nella parte superiore della scena emerge Dio Padre dalle nubi, sovrastato da un schera di cherubini. Questo oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 318 Icona pettorale con episodi della vita del Profeta Elia - XIX secolo
Altezza x larghezza: 7 x 5 cm Peso: 50,4 gr.
Fusione in bronzo
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo, caratterizzate da un’estrema cura nella conservazione dei canoni bizantini e spesso realizzate in bronzo con smalti colorati. Di piccole dimensioni, l’oggetto era destinato alla devozione privata, facilmente trasportabile e nascondibile, rispondendo alle esigenze di una comunità perseguitata dalla Chiesa di Stato. Il soggetto raffigurato è il profeta Elia, tra i santi più venerati in Russia sin dalla cristianizzazione nel X secolo. La scena rappresenta diversi episodi della vita del profeta tratti dall’Antico Testamento, integrati in un unico paesaggio continuo, in cui gli elementi coesistono senza riquadri separati come nella tradizione bizantina e russa più antica, probabilmente influenzati dalla pittura occidentale del XVII secolo. La narrazione procede in senso antiorario a partire dal basso a sinistra, dove si vede Elia rifugiato presso le rive del fiume Kerit, nutrito dai corvi con due grappoli d’uva (1Re 17, 2-6). Al centro in basso appare l’angelo che invita il profeta addormentato a nutrirsi e a mettersi in cammino verso il monte Oreb (1Re 19, 5-7), mentre a destra la vita di Elia si unisce a quella di Eliseo: quest’ultimo, diventato discepolo, segue il maestro che, per attraversare il fiume Giordano, divide le acque con il suo mantello, subito prima che il Signore rapisca Elia su un carro di fuoco trainato da cavalli infuocati, lasciando il mantello miracoloso a Eliseo (2Re 2, 7-8). Elia è rappresentato con lunghi capelli e barba, avvolto nel mantello di pelliccia e con il bastone dell’eremita, elementi tipici degli asceti e dei profeti. La venerazione del profeta, celebrata per i miracoli che coinvolgono gli elementi della natura e per la misteriosa ascesa al cielo, evidenzia una continuità con i culti del dio pagano Perun, il cui culto fu formalmente proibito dal principe Vladimir (980- 1015 d.C.) ma che sopravvisse nell’anima popolare.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 319 Icona pettorale raffigurante la vergine del Segno - XIX secolo
Altezza x larghezza: 7 x 5 cm Peso 126.5 gr.
Fusione in bronzo
la Madre di Dio è ritratta in atteggiamento orante con le braccia levate, mentre davanti a lei, sul busto, compare l'effige del Cristo Emmanuele, potente simbolo dell'Incarnazione del Verbo caro alla tradizione dei Vecchi Credenti. Negli spazi di risulta tra i lati del quadrato che incornicia la Vergine e gli angoli dell'icona stessa, si collocano i simboli dei quattro evangelisti. Infine nella linguetta che nasconde l'anello di sospensione è raffigurato il Mandylion di Edessa, l'immagine acheropita del volto di Cristo che suggella l'intera opera come segno di protezione e suprema autorità divina. La superficie dell'icona, inoltre, si presenta piuttosto levigata, questo poiché i Vecchi Credenti consideravano la tarnish (ossidazione, annerimento) un segno di corruzione, quindi volevano che le icone in metallo rimanessero lucide. Quando un’icona in metallo cominciava a ossidarsi, bastava strofinarla rapidamente con un panno, magari leggermente cosparso di gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone, e l’icona tornava subito brillante.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 320 Icona pettorale raffigurante San Nicola di Mozajsk - XIX secolo
Altezza x larghezza: 7,5 x 5,5 cm Peso: 50,3 gr.
Fusione in bronzo
In questa versione, San Nicola non è raffigurato come un anziano vescovo che benedice, ma come un difensore della città. Questa iconografia deriva da una leggenda del XIV secolo: si dice che il Santo apparve in cielo durante un assedio alla città di Mozhajsk, brandendo una spada e terrorizzando gli invasori, che si ritirarono. Nella linguetta superiore è raffigurato il Mandylion di Edessa, un'icona considerata il più antico e importante ritratto di Gesù della tradizione cristiana.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 321 Croce pettorale raffigurante la Crocifissione - XVIII secolo
Altezza x larghezza: 10.5 x 6.5 cm Peso: 55.2 gr.
Fusione in bronzo
ll manufatto presenta una superficie profondamente corrosa e alterata, condizione che rende difficoltosa l’identificazione univoca delle figure iconografiche effigiate su entrambi i lati. La perdita di leggibilità dei rilievi è dovuta a una combinazione di fattori: all’intensa usura meccanica derivante dal prolungato uso devozionale si sommano le consuetudini dei Vecchi Credenti, i quali, per avversione estetica e simbolica verso la naturale ossidazione scura del metallo, sottoponevano l'oggetto a frequenti e vigorose pulizie domestiche per mantenerlo lucido; questo trattamento abrasivo, ripetuto nel tempo, ha finito per obliterare i dettagli più minuti delle effigi.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 322 Croce pettorale raffigurante la Croce sul Golgota, la Lancia di Longino e la spugna della Passione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 7.5 x 4 cm Peso: 54.6 gr.
Fusione in bronzo
L’immagine richiama il momento culminante della Passione narrato nei Vangeli, quando Cristo, ormai morto sulla croce, viene trafitto al costato dalla lancia del soldato Longino e gli viene offerta una spugna intrisa di aceto. La presenza congiunta della lancia e della spugna sottolinea il carattere narrativo e devozionale dell’oggetto: da un lato il gesto della ferita che conferma la morte di Cristo, dall’altro l’umiliazione subita durante la Passione. Questi simboli assumono inoltre un valore teologico, richiamando il sangue e l’acqua scaturiti dal costato trafitto, interpretati dalla tradizione cristiana come simboli dei sacramenti e della nascita della Chiesa. Sul verso della croce è presente un’iscrizione in caratteri cirillici di estensione significativa, probabilmente di carattere devozionale, riferibile alla tradizione religiosa dei Vecchi Credenti russi.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 323 Icona pettorale raffigurante la Natività - XVIII secolo
Altezza x larghezza: 6 x 4.5 cm Peso: 52 gr.
Fusione in bronzo
un tema che era già pienamente formato nella tradizione bizantina, ma che nel conteso dei Vecchi Credenti assume caratteristiche peculiari: in particolare il Cristo Bambino è avvolto in fasce che ricordano bende funerarie e spesso è deposto in una mangiatoia simile a un sarcofago, mentre la Vergine raffigurata distesa o reclinata, spesso con atteggiamento distante: non guarda il Bambino, sottolineando che la nascita è un evento cosmico e teologico, non domestico. L'icona, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. La superficie appare consumata perché i Vecchi Credenti consideravano la tarnish (ossidazione o annerimento) un segno di corruzione, e per questo volevano che le icone in metallo rimanessero sempre lucide; quando un’icona cominciava a ossidarsi, bastava strofinarla rapidamente con un panno, talvolta leggermente cosparso di gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone, riportandola subito al suo splendore originale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 324 Icona pettorale raffigurante Santi Eletti - XVIII secolo
Altezza x larghezza: 5 x 5 cm Peso: 44.2 gr.
Fusione in bronzo
Questo oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. La superficie appare consumata poiché le icone metalliche, soggette a ossidazione, venivano regolarmente lucidate con panni e sostanze come gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone perché, nel contesto dei Vecchi Credenti, la tarnish (ossidazione o annerimento) era considerata un segno di corruzione.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 325 Icona da viaggio raffigurante Arcangeli e Santi - XIX secolo
Altezza x larghezza: 7 x 4.5 cm Peso: 58.6 gr.
Fusione in bronzo
sovrastati dal Mandylion di Edessa nella linguetta superiore. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 326 Icona da viaggio raffigurante San Giorgio - Inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 7 x 5.5 cm Peso: 83.5 gr.
Fusione in bronzo
secondo il canone tradizionale che vuole San Giorgio come un giovane guerriero a cavallo, con un mantello rosso, simbolo del suo martirio, che vola al vento. Una creatura serpentiforme ai piedi del cavallo, rappresenta il male o il paganesimo sconfitto. Il dettaglio più significativo, che permette di collocare l'icona nel contesto dei Vecchi Credenti, è la posizione delle dita della mano di Dio che spunta dall'angolo destro in alto per benedire lo stesso Giorgio. Nelle icone dei Vecchi Credenti, la mano è sempre raffigurata con due dita tese, simbolo della doppia natura di Cristo, in opposizione alle tre dita introdotte dalle riforme. Oltre a ciò, le icone ascrivibili a questo gruppo religioso erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 327 Trittico da viaggio raffigurante la Deesis allargata - XIX secolo
Altezza x larghezza: 7.5 x 9 cm Peso: 82.9 gr.,
Fusione in bronzo
Nel pannello centrale compare il Pantocratore, mentre ai lati si dispongono in atteggiamento di intercessione la Vergine Maria e San Giovanni il Battista, secondo lo schema classico della Deesis. La composizione si amplia ulteriormente con la presenza di altri santi nelle valve laterali, formando un corteo di intercessori allargato, secondo una tipologia molto diffusa nelle icone portatili russe. Trittici di questo tipo erano particolarmente diffusi tra i Vecchi Credenti. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 328 Trittico da viaggio raffigurante San Nicola di Mozajsk - XIX secolo
Altezza x larghezza: 10 x 14 cm Peso: 158 gr.
Fusione in bronzo
Secondo la tradizione, durante un assedio della città intorno al 1302, gli abitanti si riunirono in preghiera invocando San Nicola di Myra. Il santo sarebbe allora apparso sopra la città con una spada nella mano destra e con il modello della città o della cattedrale nella sinistra, spaventando gli assedianti e salvando Mozhaisk. Questa visione miracolosa diede origine a una nuova tipologia iconografica che si diffuse soprattutto nell’area di Mosca dal XIV secolo in avanti. Questo oggetto, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 329 Icona da viaggio raffigurante i Tre Santi Gerarchi - XIX secolo
Altezza x larghezza: 13 x 9 cm Peso: 139 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
San Basilio Magno, San Gregorio il Teologo e San Giovanni Crisostomo sono onorati nella tradizione ortodossa come patroni dell’istruzione e della conoscenza. Sopra la scena principale si trova una cimasa in cui Dio emerge dalle nubi. Questa icona appartiene inoltre al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 330 Valva Centrale di un trittico da viaggio raffigurante la Vergine del Segno - XIX secolo
Altezza x larghezza: 9,5 x 5 cm Peso: 56.6 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
la Madre di Dio è ritratta in atteggiamento orante con le braccia levate, mentre reca sul busto un clipeo contenente il Cristo Emmanuele, potente simbolo dell'Incarnazione del Verbo caro alla tradizione dei Vecchi Credenti. Al di sopra della valva centrale è presente una cimasa in cui trova posto la raffigurazione della Trinità del Vecchio Testamento, affiancata simmetricamente da due serafini dalle sei ali; la composizione è coronata, al vertice, dal Mandylion di Edessa, l'immagine acheropita del volto di Cristo che suggella l'intera opera come segno di protezione e suprema autorità divina. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 331 Valva Centrale di un trittico da viaggio raffigurante la Vergine del Segno - XIX secolo
Altezza x larghezza: 9 x 5 cm Peso: 49.7 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
la Madre di Dio è ritratta in atteggiamento orante con le braccia levate, mentre reca sul busto un clipeo contenente il Cristo Emmanuele, potente simbolo dell'Incarnazione del Verbo caro alla tradizione dei Vecchi Credenti. Al di sopra della valva centrale è presente una cimasa in cui trova posto la raffigurazione della Trinità del Vecchio Testamento, affiancata simmetricamente da due serafini dalle sei ali; la composizione è coronata, al vertice, dal Mandylion di Edessa, l'immagine acheropita del volto di Cristo che suggella l'intera opera come segno di protezione e suprema autorità divina. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 332 Icona da viaggio raffigurante la Madre della Consolazione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 12.5 x 8 cm Peso: 160.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
La tradizione fa risalire l'origine del culto al miracoloso salvataggio da un naufragio del figlio di Teodosio I, Arcadio, attribuito all'intervento della Vergine Maria. Sul luogo del ritrovamento di Arcadio, sulla spiaggia di Vatopedi nei pressi del Monte Athos, il patriarca Nettario eresse un santuario e vi collocò l’icona dell’Otrada, sul cui modello furono dipinte copie poi inviate in Russia. Inoltre, nella parte superiore della scena emerge Dio Padre dalle nubi, sovrastato da un schera di cherubini. Questo oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 333 Croce pettorale raffigurante la Crocifissione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 16 x 10 cm Peso: 127. 5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte (tre traverse), dove il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro della fusione campeggia il Cristo Crocifisso. Il registro superiore eleva il dramma verso la dimensione celeste con due angeli in volo adoranti, sovrastati da Dio padre su una coltre di nubi. Queste croci venivano indossate con solennità sopra le vesti durante le processioni comunitarie, fungendo da vero e proprio vessillo della fede per i Vecchi Credenti. Inoltre la superficie si presenta particolarmente abrasa poiché i Vecchi Credenti consideravano la tarnish (ossidazione, annerimento) un segno di corruzione, quindi volevano che le icone in metallo rimanessero lucide. Quando un’icona cominciava a ossidarsi, bastava strofinarla rapidamente con un panno leggermente cosparso di gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone, e l’icona tornava subito brillante.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 334 Piccola icona da viaggio raffigurante l'Ascensione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 4,5 x 4,5 cm Peso: 80.2 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 335 Piccola icona da viaggio raffigurante la Natività - inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 6,5 x 5,5 cm Peso: 58.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
un tema che era già pienamente formato nella tradizione bizantina, ma che nel conteso dei Vecchi Credenti assume caratteristiche peculiari: in particolare il Cristo Bambino è avvolto in fasce che ricordano bende funerarie e spesso è deposto in una mangiatoia simile a un sarcofago, mentre la Vergine raffigurata distesa o reclinata, spesso con atteggiamento distante: non guarda il Bambino, sottolineando che la nascita è un evento cosmico e teologico, non domestico. L'icona, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 336 Icona da viaggio raffigurante la Dormizione della Vergine - XIX secolo
Altezza x larghezza: 5 x 4,5 cm Peso: 32.2 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Al centro della scena, Maria è distesa su un alto catafalco, Dietro il letto funebre campeggia il Cristo, che regge tra le braccia una piccola figura in fasce bianche, che rappresenta l'anima pura della Vergine, nata a nuova vita in cielo. Attorno al letto si stringono i dodici apostoli, divisi in due gruppi. In primo piano si distinguono solitamente Pietro (che incensa il corpo) e Paolo (chinato in segno di profonda venerazione). In basso, davanti al catafalco, è presente la scena del fanatico ebreo che tentò di rovesciare il letto funebre e le cui mani furono mozzate dalla spada dell'Arcangelo Michele. In secondo piano, alle spalle del collegio apostolico, si stagliano Padri della Chiesa e Arcangeli in atteggiamento di venerazione al transito della Vergine. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Carlo Maria Biagiarelli Antiquario - Roma
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.