Pre-Asta ASTA 396 - ANTICHE ICONE ORTODOSSE DAL XVII AL XX SECOLO. Con un nucleo di importanti icone russe da viaggio in bronzo e smalti
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Lotto 289 Icona da viaggio raffigurante San Giorgio - XIX secolo
Altezza x larghezza: 9,5 x 8 cm Peso: 170 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
secondo il canone tradizionale che vuole San Giorgio come un giovane guerriero a cavallo, con un mantello rosso, simbolo del suo martirio, che vola al vento. Una creatura serpentiforme ai piedi del cavallo, rappresenta il male o il paganesimo sconfitto. Il dettaglio più significativo, che permette di collocare l'icona nel contesto dei Vecchi Credenti, è la posizione delle dita della mano di Dio che spunta dall'angolo destro in alto per benedire lo stesso Giorgio. Nelle icone dei Vecchi Credenti, la mano è sempre raffigurata con due dita tese, simbolo della doppia natura di Cristo, in opposizione alle tre dita introdotte dalle riforme. Oltre a ciò, le icone ascrivibili a questo gruppo religioso erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 290 Icona da viaggio raffigurante i Santi Boris e Gleb - inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 11,5 x 10 cm Peso: 311.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Tra i primi santi canonizzati della Rus’ di Kiev e venerati come martiri della fede e protettori della terra russa, Boris e Gleb erano fratelli, figli del gran principe Vladimiro I di Kiev (colui che convertì la Rus' al cristianesimo) e di Anna Porfirogenita. Dopo la morte del padre, nel 1015 d.C. furono assassinati dal fratellastro maggiore, Svjatopolk il Maledetto, che voleva eliminare i rivali per il trono di Kiev. Nonostante fossero comandanti militari, usualmente raffigurati a cavallo, scelsero di non alzare le armi, accettando la morte per imitare il sacrificio di Cristo. Dunque, appartengono a una categoria di santi tipicamente russa, gli strastotèrpzi ("soffritori della passione"). Essi non sono martiri nel senso classico (uccisi per odio verso la fede), ma testimoni cristiani che accettano una morte ingiusta con umiltà e spirito di non-violenza. La scena centrale è sovrastata, nella parte sommitale, dal Mandylion di Edessa, il volto acheropita di Cristo, che suggella l’opera come segno di autenticità e protezione divina. L’intera composizione è poi circondata da una teoria di santi, disposti lungo i lati della placca, a sottolineare la dimensione celeste e intercessoria della rappresentazione. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 291 Croce pettorale raffigurante la Crocifissione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 12.5 x 8 cm Peso: 88.2 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte (tre traverse), dove il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro della fusione campeggia il Cristo Crocifisso. Il registro superiore eleva il dramma verso la dimensione celeste con due angeli in volo adoranti, sovrastati da un Serafino dalle ali spiegate. La terminazione della croce, che integra una linguetta con l'occhiello di sospensione, è impreziosita dal Mandylion, il "volto acheropita" di Edessa impresso miracolosamente sul velo. Queste imponenti croci venivano indossate con solennità sopra le vesti durante le processioni comunitarie, fungendo da vero e proprio vessillo della fede per i Vecchi Credenti.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 292 Croce pettorale raffigurante la Crocifissione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 15 x 8.5 cm Peso: 84 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte (tre traverse), dove il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro della fusione campeggia il Cristo Crocifisso. Il registro superiore eleva il dramma verso la dimensione celeste con due angeli in volo adoranti. La terminazione della croce, che integra una linguetta con l'occhiello di sospensione, è impreziosita dal Mandylion, il "volto acheropita" di Edessa impresso miracolosamente sul velo. Queste imponenti croci venivano indossate con solennità sopra le vesti durante le processioni comunitarie, fungendo da vero e proprio vessillo della fede per i Vecchi Credenti. Inoltre la superficie si presenta particolarmente abrasa poiché i Vecchi Credenti consideravano la tarnish (ossidazione, annerimento) un segno di corruzione, quindi volevano che le icone in metallo rimanessero lucide. Quando un’icona cominciava a ossidarsi, bastava strofinarla rapidamente con un panno leggermente cosparso di gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone, e l’icona tornava subito brillante.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 293 Icona da viaggio raffigurante i Tre Santi Gerarchi - XIX secolo
Altezza x larghezza: 6 x 5 cm Peso: 62.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
San Basilio Magno, San Gregorio il Teologo e San Giovanni Crisostomo sono onorati nella tradizione ortodossa come patroni dell’istruzione e della conoscenza. Sopra la scena principale si trova una cimasa in cui Dio emerge dalle nubi. Questa icona appartiene inoltre al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 294 Croce da kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 19 x 10 cm Peso: 201.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 295 Croce da kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 17 x 11 cm Peso: 164 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione.Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 296 Croce da kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 16 x 10 cm. Peso: 133.5 gr.
Fusione in ottone con rifiniture a bulino e decorazioni in smalto policromo a fuoco
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Realizzate prevalentemente in bronzo e talvolta arricchite da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinate alla devozione privata. La loro portabilità permetteva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 297 Trittico da viaggio raffigurante la Madre della Consolazione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 11 x 15 cm Peso: 155 gr.
Fusione in bronzo
Il manufatto si presenta come un altarolo portatile a tre valve apribili in bronzo fuso, tipico della produzione metallurgica russa dei Vecchi Credenti. La valva centrale ospita l'iconografia della Madre di Dio della Consolazione, un culto la cui origine la tradizione fa risalire al miracoloso salvataggio da un naufragio del figlio di Teodosio I, Arcadio, attribuito all'intervento della Vergine Maria. Sul luogo del ritrovamento di Arcadio, sulla spiaggia di Vatopedi nei pressi del Monte Athos, il patriarca Nettario eresse un santuario e vi collocò l’icona dell’Otrada, sul cui modello furono dipinte copie poi inviate in Russia. Nella parte superiore di questa scena centrale emerge Dio Padre dalle nubi, sovrastato da una schera di cherubini. Nelle valve laterali il programma iconografico si sviluppa attraverso quattro delle Grandi Feste dell’anno liturgico: l’Entrata a Gerusalemme e la Presentazione al Tempio, seguite dalle scene pasquali dell’Anastasis (la Discesa agli Inferi) e dell’Ascensione. Il ciclo si conclude nelle cimase delle ali laterali, dove è raffigurato il mistero dell’Annunciazione, rigidamente ripartito tra la figura dell’arcangelo Gabriele e quella della Vergine. Tali manufatti erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 298 Grande croce pettorale raffigurante la Crocifissione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 19 x 10,5 cm Peso: 190.3 gr
Fusione in bronzo
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte (tre traverse), dove il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro della fusione campeggia il Cristo Crocifisso, mentre il registro superiore eleva il dramma verso la dimensione celeste con due angeli in volo adoranti, sovrastati da un Serafino dalle ali spiegate. La terminazione della croce, che integra una linguetta con l'occhiello di sospensione, è impreziosita dal Mandylion, il "volto acheropita" di Edessa impresso miracolosamente sul velo. Queste imponenti croci venivano indossate con solennità sopra le vesti durante le processioni comunitarie, fungendo da vero e proprio vessillo della fede per i Vecchi Credenti. Inoltre la superficie si presenta particolarmente abrasa poiché i Vecchi Credenti consideravano la tarnish (ossidazione, annerimento) un segno di corruzione, quindi volevano che le icone in metallo rimanessero lucide. Quando un’icona cominciava a ossidarsi, bastava strofinarla rapidamente con un panno leggermente cosparso di gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone, e l’icona tornava subito brillante.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 299 Trittico da viaggio - XIX secolo
Altezza x larghezza: 5.5 x 16 cm Peso: 140.2 gr.
Fusione in bronzo
tipico della produzione dei Vecchi Credenti tra il XVIII e il XIX secolo, costituisce un compendio portatile della fede e della resistenza di una comunità perseguitata dopo lo scisma noto come Raskol. Il percorso devozionale inizia con la venerazione di un'icona mariana, al centro del trittico splende l'Anastasis, la Discesa agli Inferi, cuore pulsante della Pasqua russa ed infine il Il ciclo si chiude con una complessa e poetica Natività. L'intera opera, pur nelle sue dimensioni ridotte, riflette il rigore estetico e la profondità teologica dei Vecchi Credenti, trasformando un oggetto d'uso quotidiano in un potente strumento di identità religiosa.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 300 Icona pettorale raffigurante il Pantocratore - XIX secolo
Altezza x larghezza: 7 x 5 cm Peso: 77.3 gr.
Fusione in bronzo
raffigurato a mezzo busto secondo i canoni della tradizione russa più arcaica. Il Salvatore, con lo sguardo fisso e severo rivolto all’osservatore, solleva la mano destra nel gesto della benedizione (spesso caratterizzata dal dvuperstie, le due dita congiunte tipiche dei Vecchi Credenti), mentre con la sinistra sostiene il Vangelo aperto, simbolo della Legge divina.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 301 Croce da kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 13 x 8 cm Peso: 127.5 gr.
Fusione in bronzo
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Ai piedi della croce, la scena del Calvario è completata dalle quattro figure canoniche dei testimoni: a sinistra la Vergine Maria accompagnata da Santa Maria di Cleofa, mentre a destra si stagliano San Giovanni Evangelista e il Centurione Longino, identificabile dall’armatura romana. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 302 Icona da viaggio raffigurante Arcangeli e Santi - XVIII secolo
Altezza x larghezza: 8 x 4.5 cm Peso: 45.9 gr.
Fusione in bronzo
sovrastati dal Mandylion di Edessa nella linguetta superiore. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 303 Croce pettorale raffigurante la Crociffisione - XVIII secolo
Altezza x larghezza: 7 x 6 cm Peso: 30.4 gr
Fusione in bronzo
Alle estremità dei bracci, entro formelle terminali, si distinguono figure verosimilmente identificabili con due arcangeli (in alto e in basso) e, ai lati, con il Battista e la Vergine Maria. La superficie si presenta intensamente levigata: i Vecchi Credenti, infatti, consideravano l’ossidazione un segno di corruzione e sottoponevano le icone metalliche a frequenti puliture con materiali abrasivi (panni, talvolta con gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone), pratica che nel tempo ha progressivamente attenuato i dettagli originari.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 304 Croce pettorale raffigurante la Crociffisione - XVIII secolo
Altezza x larghezza: 8.5 x 6 cm Peso: 78.0 gr.
Fusione in bronzo
Arricchita da due pannelli laterali raffiguranti le quattro figure dolenti della tradizione: la Vergine e Santa Marta a sinistra, e l’evangelista Giovanni e il centurione Longino a destra. La terminazione della croce, che integra una piccola linguetta con un occhiello di sospensione, reca due angeli in volo adoranti e il Mandylion, il “volto acheropita” di Edessa impresso miracolosamente sul velo. La superficie appare particolarmente abrasa, poiché i Vecchi Credenti consideravano la tarnish (ossidazione, annerimento) un segno di corruzione e preferivano che le icone metalliche rimanessero lucide. Quando un’icona cominciava a ossidarsi, bastava strofinarla rapidamente con un panno leggermente cosparso di gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone per riportarla subito al brillante splendore originario. Sebbene sulla croce sia evidente che fosse prevista l’installazione di un occhiello, indicata da una piccola sporgenza in metallo, sul retro non è presente alcun foro per appenderla.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 305 Icona pettorale raffigurante la Madonna di Smolensk e Santi Eletti - XIX secolo
Altezza x larghezza: 9 x 6.5 cm Peso: 97.6 gr.
Fusione in bronzo
La Madonna di Smolensk è un’immagine della Vergine, che prende il nome dalla città di Smolensk. La tradizione riporta che l’icona fu impiegata per benedire le vie di Costantinopoli da Costantino IX Monomaco, in occasione del matrimonio di sua figlia Anna con il principe Vsevolod di Jaroslavl’, e che giunse in Russia nell’XI secolo. Vladimiro II Monomaco la donò solennemente alla città di Smolensk nel XII secolo; l’immagine fu quindi collocata nella Cattedrale della Dormizione, ma andò perduta durante la Seconda guerra mondiale. La raffigurazione della Vergine è circondata dalla Deesis, seguita da arcangeli e santi. L’oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata; la loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 306 Icona pettorale raffigurante Cristo in trono - XVIII secolo
Altezza x larghezza: 7.5 x 5 cm Peso: 40.8 gr.
Fusione in bronzo
Questo oggetto, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 307 Icona pettorale raffigurante San Nicola di Mozajsk - XVIII secolo
Altezza x larghezza: 7.5x6 cm Peso: 55.0gr.
Fusione in bronzo
Secondo la tradizione, durante un assedio della città intorno al 1302, gli abitanti si riunirono in preghiera invocando San Nicola di Myra. Il santo sarebbe allora apparso sopra la città con una spada nella mano destra e con il modello della città o della cattedrale nella sinistra, spaventando gli assedianti e salvando Mozhaisk. Questa visione miracolosa diede origine a una nuova tipologia iconografica che si diffuse soprattutto nell’area di Mosca dal XIV secolo in avanti. L'icona, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 308 Croce pettorale raffigurante la Crocifissione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 12 x 6 cm Peso: 57.6 gr.
Fusione in bronzo
Accompagnata nella parte inferiore dalla scena del Compianto sul Cristo morto, nella parte superiore dall’Ospitalità di Abramo e ai lati da quattro altre figure, verosimilmente la Vergine Maria, San Giovanni Battista, Maria Maddalena e il centurione Longino. La superficie dell’oggetto appare particolarmente levigata, poiché i Vecchi Credenti consideravano la tarnish (ossidazione, annerimento) un segno di corruzione e desideravano che le icone metalliche rimanessero lucide. Quando un’icona iniziava a ossidarsi, era sufficiente strofinarla rapidamente con un panno, talvolta leggermente cosparso di gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone, per restituirle immediatamente il suo splendore originario.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 309 Icona pettorale raffigurante l'Anastasis - XIX secolo
Altezza x larghezza: 6 x 4 cm Peso: 39.1 gr.
Fusione in bronzo
La scena raffigura il momento in cui Cristo, discendendo negli inferi, con un gesto insieme di forza e di tenerezza, afferra Adamo ed Eva per il polso, traendoli fuori dai loro sarcofagi e restituendoli alla vita. Nella linguetta superiore, dietro la quale si trova il foro per la sospensione, è raffigurato il Mandylion di Edessa, un’immagine considerata dalla tradizione cristiana il più antico e autorevole ritratto di Cristo, ritenuto non realizzato da mano umana. L’icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Questi manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta impreziositi da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità ne consentiva un facile trasporto e, all’occorrenza, la possibilità di essere celati, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, fu soggetta a periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. La superficie dell’oggetto si presenta oggi abrasa: i Vecchi Credenti, infatti, consideravano la tarnish (l’ossidazione e l’annerimento) segni di corruzione e richiedevano che le icone metalliche mantenessero una costante lucentezza. Quando la superficie iniziava a scurirsi, veniva energicamente strofinata con materiali abrasivi quali gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone, così da restituirle l’originario splendore. Questa pratica, ripetuta nel tempo con devozione, lungi dal costituire un danno, conferisce oggi all’icona un fascino particolare: l’usura del metallo si fa testimonianza visibile di secoli di cura, fede e preghiera incessante.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 310 Icona da viaggio raffigurante i SS. Boris e Gleb - XIX secolo
Altezza x larghezza: 5,5 x 5,5 cm Peso: 61,3 gr.
Fusione in bronzo
tra i primi santi canonizzati della Rus’ di Kiev e venerati come martiri della fede e protettori della terra russa. Erano fratelli, figli del gran principe Vladimiro I di Kiev (colui che convertì la Rus' al cristianesimo) e di Anna Porfirogenita. Dopo la morte del padre, nel 1015 d.C. furono assassinati dal fratellastro maggiore, Svjatopolk il Maledetto, che voleva eliminare i rivali per il trono di Kiev. Nonostante fossero comandanti militari usualmente raffigurati a cavallo, scelsero di non alzare le armi, accettando la morte per imitare il sacrificio di Cristo. Dunque, appartengono a una categoria di santi tipicamente russa, gli strastotèrpzi ("soffritori della passione"). Essi non sono martiri nel senso classico (uccisi per l'odio verso la fede), ma testimoni cristiani che accettano una morte ingiusta con umiltà e spirito di non-violenza. Inoltre, questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 311 Icona pettorale raffigurante Cristo in trono - XVIII secolo
Altezza x larghezza: 7 x 4.5 cm Peso: 73.0 gr.
Fusione in bronzo
Questo oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 312 Dittico da viaggio raffigurante la Deesis allargata - XVIII secolo
Altezza x larghezza: 3 x 5,5 cm Peso: 16 gr.
Fusione in bronzo
Dittici di questo tipo erano particolarmente diffusi tra i Vecchi Credenti. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. La superficie appare consumata perché i Vecchi Credenti consideravano la tarnish (ossidazione o annerimento) un segno di corruzione, e per questo volevano che le icone in metallo rimanessero sempre lucide; quando un’icona cominciava a ossidarsi, bastava strofinarla rapidamente con un panno, talvolta leggermente cosparso di gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone, riportandola subito al suo splendore originale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.