ASTA 396 - ANTICHE ICONE ORTODOSSE DAL XVII AL XX SECOLO. Con un nucleo di importanti icone russe da viaggio in bronzo e smalti

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martedì 29 settembre 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)
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  •  Icona pettorale raffigurante San Giorgio - XVIII secolo
    Lotto 217

    Icona pettorale raffigurante San Giorgio - XVIII secolo
    Altezza x larghezza: 10,5 x 7 cm Peso: 128.9 gr.
    Fusione in bronzo
    secondo il canone tradizionale che vuole San Giorgio come un giovane guerriero a cavallo, con un mantello rosso, simbolo del suo martirio, che vola al vento. Una creatura serpentiforme ai piedi del cavallo, rappresenta il male o il paganesimo sconfitto. Il dettaglio più significativo, che permette di collocare l'icona nel contesto dei Vecchi Credenti, è la posizione delle dita della mano di Dio che spunta dall'angolo destro in alto per benedire lo stesso Giorgio. Nelle icone dei Vecchi Credenti, la mano è sempre raffigurata con due dita tese, simbolo della doppia natura di Cristo, in opposizione alle tre dita introdotte dalle riforme. Oltre a ciò, le icone ascrivibili a questo gruppo religioso erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona pettorale raffigurante il Battesimo di Cristo - XVII secolo
    Lotto 218

    Icona pettorale raffigurante il Battesimo di Cristo - XVII secolo
    Altezza x larghezza: 5x4.5 cm Peso: 39.8 gr.
    Fusione in bronzo
    Questo oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Trittico da viaggio raffigurante San Nicolae le sue feste - XIX secolo
    Lotto 219

    Trittico da viaggio raffigurante San Nicolae le sue feste - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 10 x 14 cm Peso: 167,8 gr.
    Fusione in bronzo
    Trittici di questo tipo erano particolarmente diffusi tra i Vecchi Credenti. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona pettorale raffigurante la Natività - XIX secolo
    Lotto 220

    Icona pettorale raffigurante la Natività - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 7 x 5 cm Peso: 30.2 gr.
    Fusione in bronzo
    un tema che era già pienamente formato nella tradizione bizantina, ma che nel conteso dei Vecchi Credenti assume caratteristiche peculiari: in particolare il Cristo Bambino è avvolto in fasce che ricordano bende funerarie e spesso è deposto in una mangiatoia simile a un sarcofago, mentre la Vergine raffigurata distesa o reclinata, spesso con atteggiamento distante: non guarda il Bambino, sottolineando che la nascita è un evento cosmico e teologico, non domestico. L'icona, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. La superficie appare consumata perché i Vecchi Credenti consideravano la tarnish (ossidazione o annerimento) un segno di corruzione, e per questo volevano che le icone in metallo rimanessero sempre lucide; quando un’icona cominciava a ossidarsi, bastava strofinarla rapidamente con un panno, talvolta leggermente cosparso di gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone, riportandola subito al suo splendore originale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona da viaggio raffigurante la protezione del velo (Pokrov) della madre di Dio - XIX secolo
    Lotto 221

    Icona da viaggio raffigurante la protezione del velo (Pokrov) della madre di Dio - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 13 x 7 cm Peso: 80.5 gr.
    Fusione in bronzo
    Un'iconografia che trova le sue origini nella Costantinopoli del X secolo, nella chiesa delle Blacherne, dove era custodita la preziosa reliquia del manto della Vergine. Durante un'invasione (probabilmente dei russi pagani o dei saraceni), la popolazione era riunita in preghiera. Sant'Andrea il folle ebbe una visione: vide la Madre di Dio entrare in chiesa scortata da angeli e santi. Lei si inginocchiò in preghiera e poi, levatosi il velo dal capo (maphorion), lo stese sopra i fedeli in segno di protezione. La scena si articola in due registri sovrapposti. Nel registro inferiore esattamente al centro si trova Romano il Melode, alla sua destra è raffigurato Sant'Andrea il Folle mentre indica con il braccio verso l'alto la visione al suo discepolo Epifanio; alle sue spalle, si trova l'imperatrice Zoe Carbonopsina la quarta moglie dell'imperatore Leone VI il Saggio. Alla sinistra di Romano invece si collocano Il Patriarca di Costantinopoli Tarasio, seguito dall'imperatore Leone VI il Saggio identificato dagli abiti regali e la corona. Sullo sfondo si vedono spesso le cupole e le strutture delle Blacherne, mentre la Vergine affiancata dalle schiere celesti domina la scena. Nella cimasa è raffigurato il Pantocratore, sovrastato una triade di serafini. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona pettorale raffigurante l'allegoria della Trinità - XIX secolo
    Lotto 222

    Icona pettorale raffigurante l'allegoria della Trinità - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 9,5 x 6,5 cm Peso: 87.7 gr.
    Fusione in bronzo
    nella scena dell'ospitalità di Abramo posta all'interno di un clipeo. Infatti la scena simboleggia la visita degli angeli ad Abramo, ma viene reinterpretata in chiave simbolica come rappresentazione veterotestamentaria della Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo). L'esempio più celebre è costituito dalla Trinità di di Andrej Rublëv, realizzata negli anni intorno al 1422 e conservata presso la Galleria statale di Tret'jakov a Mosca. Nella linguetta superiore è raffigurato il Mandylion di Edessa, un'icona considerata il più antico e importante ritratto di Gesù della tradizione cristiana. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. La superficie dell'oggetto si presenta particolarmente abrasa poiché i Vecchi Credenti consideravano l’ossidazione e l’annerimento un segno di corruzione; per questo motivo, esigevano che le icone in metallo rimanessero sempre specchianti. Quando un’icona iniziava a scurirsi, veniva strofinata con gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone per restituirle l'originaria brillantezza. Questa continua e devota levigazione, lungi dal costituire un danno, rende oggi queste icone testimoni ancora più preziose e cariche di fascino, poiché l'usura del metallo racconta visivamente secoli di cura e di preghiera incessante.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona da viaggio raffigurante la protezione del velo (Pokrov) della madre di Dio - Inizio XX secolo
    Lotto 223

    Icona da viaggio raffigurante la protezione del velo (Pokrov) della madre di Dio - Inizio XX secolo
    Altezza x larghezza: 19,5 x 11 cm Peso: 3268.1 gr.
    Fusione in bronzo
    Un'iconografia che trova le sue origini nella Costantinopoli del X secolo, nella chiesa delle Blacherne, dove era custodita la preziosa reliquia del manto della Vergine. Durante un'invasione (probabilmente dei russi pagani o dei saraceni), la popolazione era riunita in preghiera. Sant'Andrea il folle ebbe una visione: vide la Madre di Dio entrare in chiesa scortata da angeli e santi. Lei si inginocchiò in preghiera e poi, levatosi il velo dal capo (maphorion), lo stese sopra i fedeli in segno di protezione. La scena si articola in due registri sovrapposti. Nel registro inferiore esattamente al centro si trova Romano il Melode, alla sua destra è raffigurato Sant'Andrea il Folle mentre indica con il braccio verso l'alto la visione al suo discepolo Epifanio. Alla sinistra di Romano invece si collocano Il Patriarca di Costantinopoli Tarasio, seguito dall'imperatore Leone VI il Saggio identificato dagli abiti regali e la corona, mentre in prospettiva alle loro spalle, e al di sotto di un'edicola, si trova l'imperatrice Zoe Carbonopsina, quarta moglie dell'imperatore Leone VI il Saggio. Sullo sfondo si vedono spesso le cupole e le strutture delle Blacherne, mentre la Vergine affiancata dalle schiere celesti domina la scena. Nella cimasa è raffigurata la Trinità, con Dio Padre e Gesù Cristo seduti in trono che reggono il globo del mondo, mentre sopra di loro discende la colomba dello Spirito Santo. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Una schiera di serafini sigilla in alto la composizione. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona pettorale raffigurante l'allegoria della Trinità - XIX secolo
    Lotto 224

    Icona pettorale raffigurante l'allegoria della Trinità - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 6.8 x 5 cm Peso: 56 gr.
    Fusione in bronzo
    nella scena dell'ospitalità di Abramo. Infatti la scena simboleggia la visita degli angeli ad Abramo, ma viene reinterpretata in chiave simbolica come rappresentazione veterotestamentaria della Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo). L'esempio più celebre è costituito dalla Trinità di di Andrej Rublëv, realizzata negli anni intorno al 1422 e conservata presso la Galleria statale di Tret'jakov a Mosca. Nella linguetta superiore è raffigurato il Mandylion di Edessa, un'icona considerata il più antico e importante ritratto di Gesù della tradizione cristiana. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. La superficie dell'oggetto si presenta particolarmente abrasa poiché i Vecchi Credenti consideravano l’ossidazione e l’annerimento un segno di corruzione; per questo motivo, esigevano che le icone in metallo rimanessero sempre specchianti. Quando un’icona iniziava a scurirsi, veniva strofinata con gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone per restituirle l'originaria brillantezza. Questa continua e devota levigazione, lungi dal costituire un danno, rende oggi queste icone testimoni ancora più preziose e cariche di fascino, poiché l'usura del metallo racconta visivamente secoli di cura e di preghiera incessante.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Croce da kiot  - XIX secolo
    Lotto 225

    Croce da kiot - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 18 x 11 cm Peso: 300 gr.
    Fusione in bronzo
    L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Ai piedi della croce, la scena del Calvario è completata dalle quattro figure canoniche dei testimoni: a sinistra la Vergine Maria accompagnata da Santa Maria di Cleofa, mentre a destra si stagliano San Giovanni Evangelista e il Centurione Longino, identificabile dall’armatura romana. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Croce da kiot  - XIX secolo
    Lotto 226

    Croce da kiot - XIX secolo
    Altezza x larghezza x profondità: 17,3 x 10,6 x 0,3 cm Peso: 286 gr
    Fusione in bronzo
    L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Ai piedi della croce, la scena del Calvario è completata dalle quattro figure canoniche dei testimoni: a sinistra la Vergine Maria accompagnata da Santa Maria di Cleofa, mentre a destra si stagliano San Giovanni Evangelista e il Centurione Longino, identificabile dall’armatura romana. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Piccola icona da viaggio raffigurante la Deesis - XIX secolo
    Lotto 227

    Piccola icona da viaggio raffigurante la Deesis - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 5 x 4,5 cm Peso: 33.0 gr.
    Fusione in bronzo e smalti policromi
    secondo lo schema tradizionale che prevede  il Pantocratore, mentre ai lati si dispongono in atteggiamento di intercessione la Vergine Maria e San Giovanni il Battista. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Piccola croce da kit - Inizio XX secolo
    Lotto 228

    Piccola croce da kit - Inizio XX secolo
    Altezza x larghezza: 10x6 cm Peso: 62.4 gr
    fusione in bronzo e smalti policromi
    La croce raffigurata presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte (con tre traverse), in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Ai lati del braccio centrale si trovano la Vergine e Giovanni Battista, formando una Deesis, mentre in cima un serafino, sormontato dal Mandylion, il “volto acheropita” di Edessa miracolosamente impresso sul velo, completa la composizione.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Trittico da viaggio raffigurante la Madonna di Kazan - XIX secolo
    Lotto 229

    Trittico da viaggio raffigurante la Madonna di Kazan - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 11 x 15 cm. Peso: 155.1 gr
    Fusione in bronzo e smalti policromi
    accompagnata nelle valve laterali dalla rappresentazione di quattro feste mariane. Nella cimasa trova posto invece il Pantocratore affiancato nelle valve laterali dall'Arcangelo e dalla Vergine in preghiera mentre riceve la notizia dell'Annunciazione. Secondo la tradizione, nel 1579 a Kazan una bambina di nome Matrona ricevette la visione della Vergine, che le indicò il luogo dove era sepolta un’icona perduta. L’icona fu ritrovata e portata in città, diventando subito oggetto di culto popolare per miracoli attribuiti alla sua protezione. L’icona originale fu custodita nella cattedrale di Kazan e venerata sia dai cittadini che dai militari. La Madonna di Kazan divenne simbolo di protezione in particolare in periodi di guerra e calamità naturali. Icone-copia furono diffuse rapidamente in tutta la Russia, anche nelle case private e tra i Vecchi Credenti, come strumento di devozione domestica. L’icona originale è stata rubata e distrutta più volte: nel 1904 fu trafugata durante la rivoluzione; altre copie furono distrutte durante guerre e rivoluzioni, ma il culto continuò attraverso repliche. Nel XX secolo, la Madonna di Kazan rimase uno dei simboli religiosi più venerati, sia nella Chiesa ortodossa russa sia tra la diaspora russa. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Trittico da viaggio raffigurante la Madre della Consolazione - XIX secolo
    Lotto 230

    Trittico da viaggio raffigurante la Madre della Consolazione - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 10,5 x 15 cm Peso: 160.5 gr.
    Fusione in bronzo e smalti policromi
    Il manufatto si presenta come un altarolo portatile a tre valve apribili in bronzo fuso, tipico della produzione metallurgica russa dei Vecchi Credenti. La valva centrale ospita l'iconografia della Madre di Dio della Consolazione, un culto la cui origine la tradizione fa risalire al miracoloso salvataggio da un naufragio del figlio di Teodosio I, Arcadio, attribuito all'intervento della Vergine Maria. Sul luogo del ritrovamento di Arcadio, sulla spiaggia di Vatopedi nei pressi del Monte Athos, il patriarca Nettario eresse un santuario e vi collocò l’icona dell’Otrada, sul cui modello furono dipinte copie poi inviate in Russia. Nella parte superiore di questa scena centrale emerge Dio Padre dalle nubi, sovrastato da una schera di cherubini. Nelle valve laterali il programma iconografico si sviluppa attraverso quattro delle Grandi Feste dell’anno liturgico: l’Entrata a Gerusalemme e la Presentazione al Tempio, seguite dalle scene pasquali dell’Anastasis (la Discesa agli Inferi) e dell’Ascensione. Il ciclo si conclude nelle cimase delle ali laterali, dove è raffigurato il mistero dell’Annunciazione, rigidamente ripartito tra la figura dell’arcangelo Gabriele e quella della Vergine. Tali manufatti erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona da viaggio raffigurante San Giorgio - XIX secolo
    Lotto 231

    Icona da viaggio raffigurante San Giorgio - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 5.5 x 5 cm Peso: 70.0 gr.
    Fusione in bronzo e smalti policromi
    secondo il canone tradizionale che vuole San Giorgio come un giovane guerriero a cavallo, con un mantello rosso, simbolo del suo martirio, che vola al vento. Una creatura serpentiforme ai piedi del cavallo, rappresenta il male o il paganesimo sconfitto. Il dettaglio più significativo, che permette di collocare l'icona nel contesto dei Vecchi Credenti, è la posizione delle dita della mano di Dio che spunta dall'angolo destro in alto per benedire lo stesso Giorgio. Nelle icone dei Vecchi Credenti, la mano è sempre raffigurata con due dita tese, simbolo della doppia natura di Cristo, in opposizione alle tre dita introdotte dalle riforme. Oltre a ciò, le icone ascrivibili a questo gruppo religioso erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.iale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona da viaggio raffigurante Sant'Antipa - XIX secolo
    Lotto 232

    Icona da viaggio raffigurante Sant'Antipa - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 6.5 x 5.5 cm Peso: 78.6 gr.
    Fusione in bronzo e smalti policromi
    un vescovo di Pergamo che subì il martirio sotto Domiziano o Nerone. La tradizione narra che fu bruciato vivo dentro un toro di bronzo arroventato nel tempio di Diana. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona da viaggio raffigurante la protezione del velo (Pokrov) della madre di Dio - XIX secolo
    Lotto 233

    Icona da viaggio raffigurante la protezione del velo (Pokrov) della madre di Dio - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 18 x 10 cm. Peso: 431.8 gr
    Fusione in bronzo e smalti policromi
    Un'iconografia che trova le sue origini nella Costantinopoli del X secolo, nella chiesa delle Blacherne, dove era custodita la preziosa reliquia del manto della Vergine. Durante un'invasione (probabilmente dei russi pagani o dei saraceni), la popolazione era riunita in preghiera. Sant'Andrea il folle ebbe una visione: vide la Madre di Dio entrare in chiesa scortata da angeli e santi. Lei si inginocchiò in preghiera e poi, levatosi il velo dal capo (maphorion), lo stese sopra i fedeli in segno di protezione. La scena si articola in due registri sovrapposti. Nel registro inferiore esattamente al centro si trova Romano il Melode, alla sua destra è raffigurato Sant'Andrea il Folle mentre indica con il braccio verso l'alto la visione al suo discepolo Epifanio; alle sue spalle, si trova l'imperatrice Zoe Carbonopsina la quarta moglie dell'imperatore Leone VI il Saggio. Alla sinistra di Romano invece si collocano Il Patriarca di Costantinopoli Tarasio, seguito dall'imperatore Leone VI il Saggio identificato dagli abiti regali e la corona. Sullo sfondo si vedono spesso le cupole e le strutture delle Blacherne, mentre la Vergine affiancata dalle schiere celesti domina la scena. Nella cimasa è raffigurata la Trinità, con Dio Padre e Gesù Cristo seduti in trono che reggono il globo del mondo, mentre sopra di loro discende la colomba dello Spirito Santo. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona da viaggio raffigurante la Madre della Consolazione  - XIX secolo
    Lotto 234

    Icona da viaggio raffigurante la Madre della Consolazione - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 12 x 8 cm Peso: 183.1 gr.
    Fusione in bronzo e smalti policromi
    La tradizione fa risalire l'origine del culto al miracoloso salvataggio da un naufragio del figlio di Teodosio I, Arcadio, attribuito all'intervento della Vergine Maria. Sul luogo del ritrovamento di Arcadio, sulla spiaggia di Vatopedi nei pressi del Monte Athos, il patriarca Nettario eresse un santuario e vi collocò l’icona dell’Otrada, sul cui modello furono dipinte copie poi inviate in Russia. Inoltre, nella parte superiore della scena emerge Dio Padre dalle nubi, sovrastato da un schera di cherubini. Questo oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona da viaggio raffigurante San Giorgio - XIX secolo
    Lotto 235

    Icona da viaggio raffigurante San Giorgio - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 8 x 6,5 cm Peso: 126 gr
    Fusione in bronzo e smalti policromi
    secondo il canone tradizionale che vuole San Giorgio come un giovane guerriero a cavallo, con un mantello rosso, simbolo del suo martirio, che vola al vento. Una creatura serpentiforme ai piedi del cavallo, rappresenta il male o il paganesimo sconfitto. Il dettaglio più significativo, che permette di collocare l'icona nel contesto dei Vecchi Credenti, è la posizione delle dita della mano di Dio che spunta dall'angolo destro in alto per benedire lo stesso Giorgio. Nelle icone dei Vecchi Credenti, la mano è sempre raffigurata con due dita tese, simbolo della doppia natura di Cristo, in opposizione alle tre dita introdotte dalle riforme. Oltre a ciò, le icone ascrivibili a questo gruppo religioso erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona da viaggio raffigurante il Ciclo Pasquale (Anastasis e Risurrezione dal Sepolcro) - XIX secolo
    Lotto 236

    Icona da viaggio raffigurante il Ciclo Pasquale (Anastasis e Risurrezione dal Sepolcro) - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 10.5 x 10 cm Peso: 195.5 gr.
    Fusione in bronzo e smalti policromi
    Nelle icone dei Vecchi Credenti, la raffigurazione della Pasqua non segue la cronologia umana, ma quella divina: per questo motivo lo spettatore vede due volte la figura di Cristo all’interno della stessa tavola. Questo sdoppiamento serve a narrare il Ciclo Pasquale come un evento totale, che abbraccia contemporaneamente la terra, il cielo e l'abisso. Nella parte superiore, l’icona mostra il momento della Risurrezione fisica: Cristo sorge dal sepolcro scoperchiato, avvolto in una mandorla di luce dorata. Spostando lo sguardo verso il basso, lo stesso Cristo appare una seconda volta, ma in un contesto diverso: la Discesa agli Inferi (Anastasis). Qui la mandorla di luce squarcia il buio profondo dell'abisso. Cristo, con un gesto di forza e tenerezza, afferra per il polso Adamo ed Eva, trascinandoli fuori dai loro sarcofagi. Per i Vecchi Credenti, mantenere questa narrazione simultanea era fondamentale per riaffermare la completezza del dogma cristiano contro ogni semplificazione moderna. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Trittico da viaggio - XIX secolo
    Lotto 237

    Trittico da viaggio - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 14,5 x 37 cm Peso: 702,8 gr.
    Fusione in bronzo e smalti policromi
    Tipico della produzione dei Vecchi Credenti tra il XVIII e il XIX secolo, questo oggetto costituisce un compendio portatile della fede e della resistenza di una comunità perseguitata dopo lo scisma noto come Raskol. Il percorso devozionale si apre con la venerazione del Pokrov (la Protezione della Madre di Dio), prosegue al centro con il Pantocratore affiancato da santi, e si conclude con la Madre della Consolazione. L’intera opera, pur nelle sue dimensioni ridotte, riflette il rigore estetico e la profondità teologica dei Vecchi Credenti, trasformando un oggetto d’uso quotidiano in un potente strumento di identità religiosa.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona da viaggio raffigurante San Giorgio  - XIX secolo
    Lotto 238

    Icona da viaggio raffigurante San Giorgio - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 11.5 x 10 cm Peso: 454.1 gr.
    Fusione in bronzo e smalti policromi
    secondo il canone tradizionale, San Giorgio è raffigurato come un giovane guerriero a cavallo, avvolto in un mantello rosso, simbolo del suo martirio, che si apre e fluttua al vento. Ai piedi del cavallo, una creatura serpentiforme rappresenta il male o il paganesimo sconfitto. La composizione è arricchita da una cornice devozionale in cui compaiono altri santi attorno alla scena principale, secondo schemi tipici delle icone di tradizione russa. Elemento particolarmente significativo, utile a collocare l’opera nel contesto dei Vecchi Credenti, è la presenza della mano di Dio che emerge dall’angolo superiore destro per benedire San Giorgio. Nelle icone dei Vecchi Credenti, la mano divina è raffigurata con due dita tese, simbolo della doppia natura di Cristo, in opposizione alla gestualità trinitaria introdotta dalle riforme patriarcali. La scena centrale di San Giorgio è inoltre accompagnata dalla presenza del Mandylion di Edessa, collocato secondo uno schema devozionale che sottolinea la dimensione cristologica dell’immagine e la sua funzione salvifica. Attorno alla composizione principale sono disposti ulteriori santi, raffigurati come figure intercessorie che ampliano il significato teologico e liturgico dell’insieme. In linea con la tradizione dei Vecchi Credenti, tali icone sono generalmente di piccole dimensioni e destinate alla devozione privata. La loro portabilità ne consentiva il trasporto agevole e, all’occorrenza, la possibilità di occultamento, rispondendo alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona da viaggio raffigurante i Tre Santi Gerarchi - XIX secolo
    Lotto 239

    Icona da viaggio raffigurante i Tre Santi Gerarchi - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 10.5 x 7.5 cm Peso: 97 gr.
    Fusione in bronzo e smalti policromi
    San Basilio Magno, San Gregorio il Teologo e San Giovanni Crisostomo sono onorati nella tradizione ortodossa come patroni dell’istruzione e della conoscenza. Sopra la scena principale si trova una cimasa in cui Dio emerge dalle nubi. Questa icona appartiene inoltre al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Trittico da viaggio raffigurante San Nicola di Mira - XIX secolo
    Lotto 240

    Trittico da viaggio raffigurante San Nicola di Mira - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 9 x 10,5 cm Peso: 78,4 gr.
    Fusione in bronzo e smalti policromi
    Nella placca centrale campeggia la figura a mezzo busto di San Nicola, ritratto in maestà secondo i canoni della tradizione orientale. Il Santo è affiancato, in alto tra le nubi, dalle figure di Gesù Cristo e della Vergine Maria: il Salvatore porge il Vangelo, mentre la Madre di Dio reca l'omoforio vescovile. Questa iconografia, nota come il 'Miracolo di Nicea', simboleggia l'investitura divina di Nicola e la restaurazione della sua dignità episcopale per mano celeste. Al di sopra della valva centrale è presente una cimasa in cui trova posto la raffigurazione della Trinità del Vecchio Testamento, affiancata simmetricamente da due serafini; la composizione è coronata, al vertice, dal Mandylion di Edessa, l'immagine acheropita del volto di Cristo che suggella l'intera opera come segno di protezione e suprema autorità divina. Nelle valve laterali compaiono quattro dei principali misteri dell'anno liturgico: l’Entrata a Gerusalemme e la Presentazione al Tempio, seguite dalle scene pasquali dell’Anastasis (la Discesa agli Inferi) e dell’Ascensione. Queste rappresentazioni incorniciano la figura centrale di San Nicola, inserendo la sua devozione nel più ampio ciclo della Salvezza e della vittoria di Cristo sulla morte. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

Lotti dal 217 al 240 di 380
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ASTA 396 - ANTICHE ICONE ORTODOSSE DAL XVII AL XX SECOLO. Con un nucleo di importanti icone russe da viaggio in bronzo e smalti

L’asta sarà battuta il 29 settembre 2026 a partire dalle ore 15:00 CET presso la sede di Bertolami Fine Art S.r.l. in Piazza Lovatelli, 1 – Roma



1. Modalità di partecipazione

Sono previste le seguenti modalità di partecipazione: di persona presso i locali in cui l’asta sarà battuta; telefonica; online previa registrazione sul nostro sito www.bertolamifineart.com o sui portali partner (vedi elenco sotto riportato); tramite offerta scritta fatta pervenire entro le 12:30 CET di martedì 29 settembre.   


a. Partecipazione in sala

I clienti non conosciuti e che non si fossero già registrati dovranno essere provvisti di un valido documento di identità.


b. Partecipazione telefonica

É possibile fare le proprie offerte durante l’asta tramite telefono guidati da un nostro operatore. Per accedere a questa modalità di partecipazione sarà necessario prenotarsi entro le 12:30 CET di martedì 29 settembre specificando i lotti per i quali si intende entrare in gara e un recapito telefonico. I clienti così prenotati saranno chiamati al numero di telefono da loro indicato alcuni lotti prima di quelli per cui avranno manifestato interesse

La prenotazione per la partecipazione telefonica ha il valore di un’offerta scritta alla base d’asta indicata in catalogo.

Per prenotare la partecipazione telefonica compilare l’apposito modulo di offerta (Per info: T +39 06.32609795 - +39 06.3218464 - info@bertolamifineart.com)


c. Partecipazione online attraverso il nostro sito o i portali partner

È possibile fare le proprie offerte durante l’asta registrandosi sul nostro sito www.bertolamifineart.com oppure sui seguenti portali partner:

Arsvalue (www.arsvalue.com)

Bidspirit (www.bidspirit.com)

Drouot (www.drouot.com)

Invaluable (www.invaluable.com)

Bidinside (www.bidinside.com)

OneBid (www.onebid.it)


L’iter di registrazione sul sito www.bertolamifineart.com richiede l’inserimento delle copie dei documenti d’identità così come richiesto dal sistema operativo e può ritenersi completato solo dopo aver ricevuto una e-mail di convalida da parte della casa d’aste.


Richiesta assistenza

In caso di difficoltà nel portare a termine il processo di registrazione oppure in caso di mancata ricezione del messaggio mail di convalida, richiedere assistenza ai seguenti recapiti:

info@bertolamifineart.com - +39 06 32609795

 

d. Partecipazione tramite offerta scritta

È infine possibile formulare le proprie offerte per iscritto compilando l’apposito modulo di offerta per procura o anche tramite testo libero. Le offerte scritte dovranno essere ricevute da Bertolami Fine Art entro le 12,30 CEST di martedì 29 settembre e potranno essere trasmesse tramite e-mail (info@bertolamifineart.com), per posta o consegnate presso i nostri uffici di Piazza Lovatelli 1 – 00186 Roma. L’offerta scritta ha il valore di autorizzazione al banditore ad effettuare offerte per conto del firmatario.

 

2. Visione dei lotti

Per informazioni sulla visione dei lotti:

f.moroni@bertolamifineart.com

c.cipriani@bertolamifineart.com

 

3. Offerte pre asta

Dalla data di pubblicazione del catalogo online sino alle 12,30 CET di martedì 29 settembre sarà possibile:

- cominciare a effettuare offerte sul sito www.bertolamifineart.com  o sui portali partner come elencati al punto c del paragrafo 1

- inviare le offerte scritte di cui al punto d del paragrafo 1


Nel caso di:

- unica offerta pre asta su un lotto

in assenza di offerte di rilancio durante l’asta, il lotto sarà aggiudicato alla base d’asta anche ove l’unica offerta pervenuta fosse di importo superiore (l’importo dell’offerta pre asta indica infatti l’offerta massima che l’offerente è disposto ad effettuare)

Esempio: base d’asta € 1.000 – Unica offerta pre-asta € 1.500 – Aggiudicazione a € 1.000


 - offerte pre asta multiple dello stesso importo su uno stesso lotto

 in assenza di offerte di rilancio durante l’asta, il lotto sarà aggiudicato all’autore dell’offerta con data anteriore.


- offerte pre asta multiple dello stesso importo su uno stesso lotto effettuate su portali diversi

in assenza di offerte di rilancio durante l’asta, se le offerte dello stesso importo sono state effettuate su portali diversi, il lotto sarà aggiudicato all’autore dell’offerta pervenuta sul sito www.bertolamifineart.com anche se tale offerta fosse stata effettuata in data posteriore alle offerte effettuate sul portale partner Bidinside.


 - offerte pre asta multiple di importi diversi su un medesimo lotto

in assenza di offerte di rilancio durante l’asta, il lotto sarà aggiudicato all’autore dell’offerta più alta a un prezzo di aggiudicazione calcolato aggiungendo all’importo dell’offerta immediatamente inferiore un incremento prestabilito nella tabella pubblicata in calce (Tabella A)

Esempio: offerta cliente A €1.270, offerta cliente B € 1800. Vince il cliente B non al prezzo di aggiudicazione di € 1.800 ma di € 1.370. Viene cioè applicato all’importo dell’offerta immediatamente inferiore l’incremento automatico di € 100 previsto dalla tabella quando le offerte sono comprese nello scaglione € 1.000-1.999.


4. Modalità e tempi di pagamento

Gli acquirenti dei lotti vincenti potranno scegliere tra le seguenti modalità di pagamento:

- carta di credito (Visa, MasterCard e American Express);

- Paypal

- Bonifico bancario a favore di Bertolami Fine Art S.r.l.

(nel caso di pagamenti effettuati tramite bonifico extra-europeo aggiungere €10 all’importo della fattura)

- contanti (entro il limite legalmente consentito);

- solo per i clienti conosciuti:

 assegno bancario non trasferibile o assegno circolare intestato a Bertolami Fine Art s.r.l.

- assegno bancario non trasferibile o circolare intestato a Bertolami Fine Art s.r.l. 

 (nel caso di pagamenti  effettuati tramite assegni esteri aggiungere € 10 all’importo della fattura);


Il pagamento dei lotti acquistati dovrà essere effettuato entro 5 giorni dalla ricezione della fattura.


In caso di ritardato pagamento, dal trentunesimo giorno dalla data dell’aggiudicazione sarà applicata una penale pari all’1%/mese sull'importo della fattura non pagata.


Nota bene:

le fatture pagate tramite assegno, contanti o bonifico bancario sono esenti dal pagamento delle tasse amministrative applicate invece sui pagamenti effettuati tramite carta di credito (+1,5%) o Paypal (+3,5%).


5. Diritti d’asta

L’acquirente corrisponderà a Bertolami Fine Art una commissione calcolata in percentuale sul prezzo di aggiudicazione di ogni singolo lotto. Tale commissione viene così calcolata:

quanto al 28% per la parte di prezzo sino a € 10.000;

quanto al 26% per la parte di prezzo da € 10.001 a € 400.000;

quanto al 24% per la parte di prezzo da € 400.001 in su.


Sui lotti acquistati tramite partecipazione on line sul sito www.bertolamifineart.com o sui portali partner si applicherà un’ulteriore commissione così quantificata:

Arsvalue + 0 % del prezzo di aggiudicazione

BidInside + 2,5 % del prezzo di aggiudicazione

Bidspirit + 1,5 % del prezzo di aggiudicazione

Drouot + 3 % del prezzo di aggiudicazione

Invaluable + 5 % del prezzo di aggiudicazione

OneBid + 1,5 % del prezzo di aggiudicazione


6. Costi ulteriori

I costi di spedizione, eventuali costi doganali, nonché i costi relativi alle pratiche da istruire per il rilascio dell’attestato di Libera Circolazione o di qualsiasi autorizzazione ministeriale preventiva richiesta per l’esportazione dei lotti aggiudicati sono a carico del compratore.

Nel caso in cui, per contestazioni ingiustificate, i beni dovessero essere restituiti a Bertolami Fine Art, le spese doganali e di spedizione sono a carico del cliente.


7. Descrizione dei lotti

Agendo in qualità di mandataria del venditore, Bertolami Fine Art s.r.l. è esente da qualsiasi responsabilità in ordine alla provenienza e alle descrizioni e valutazioni dei lotti nel catalogo, nei condition report e in qualsiasi altro materiale illustrativo. Tali descrizioni hanno valore puramente indicativo e vanno intese come parere personale dei nostri esperti.


8. Rilascio dell’attestato di Libera Circolazione o di altra autorizzazione ministeriale necessaria per l’esportazione dei beni aggiudicati

La consegna dei lotti al di fuori dei confini italiani potrebbe essere soggetta alle norme stabilite dal Codice dei Beni Culturali (Dlgs. 42/2004 e ss.mm.ii.) in materia di esportazione dei beni di interesse culturale. Pertanto, nel caso in cui il bene acquistato presentasse caratteristiche tali da richiedere per la sua uscita definitiva dal territorio della Repubblica Italiana una qualsiasi forma di autorizzazione ministeriale, i tempi di rilascio di tale autorizzazione saranno regolati dall’Ufficio Esportazione oggetti d’antichità e d’arte del Ministero della Cultura.

Tali tempi di rilascio vanno mediamente calcolati nell’ordine di 60/90 giorni dal giorno dell’apertura della pratica per un Attestato di Libera Circolazione (art.68 del Codice dei Beni Culturali) e di 30 giorni per un’Autocertificazione. La casa d’aste declina ogni responsabilità per eventuali ritardi nella chiusura della pratica, ritardi addebitabili soltanto alle autorità ministeriali competenti. La pratica viene aperta solo all’avvenuto pagamento del bene e dietro esplicita autorizzazione dell’acquirente.


9. Condizioni di vendita

Le condizioni di vendita che regolano il rapporto tra Bertolami Fine Art e la gentile clientela che prenderà parte alle aste sono pubblicate in ogni catalogo. Poiché esse si intendono automaticamente accettate dal momento della partecipazione all’asta, si prega di leggerle con attenzione

In caso di discordanza tra la versione delle condizioni di vendita pubblicata su catalogo cartaceo e quella pubblicata su catalogo online, prevale la versione online. 

 

10. Pubblicazione dei risultati d’asta

L’elenco delle aggiudicazioni sarà pubblicato da Bertolami Fine Art sul proprio sito, www.bertolamifineart.com, a soli fini informativi, entro dieci giorni dalla chiusura dell’asta.


11. Consegna dei lotti aggiudicati

I lotti aggiudicati entrano in consegna dal momento del pagamento dell’intero prezzo.

Le modalità di consegna vanno concordate con la Responsabile dell’Ufficio Logistica: a.tabacco@bertolamifineart.com

 

Ritiro in sede

Il ritiro in sede è possibile solo su appuntamento da concordare con la Responsabile dell’Ufficio Logistica: Alessandra Tabacco (a.tabacco@bertolamifineart.com).

Gli appuntamenti vengono fissati nei giorni e negli orari lavorativi. Sono pertanto esclusi il sabato, la domenica e i giorni festivi.

 

Si precisa che Bertolami Fine Art non dispone di un autonomo servizio di spedizione dei lotti.

È però in grado di assistere l’acquirente mettendolo in contatto con corrieri specializzati, già sperimentati dalla casa d’aste con risultati soddisfacenti, a cui l’acquirente potrà richiedere un preventivo gratuito e senza impegno.


L’acquirente è comunque libero di affidare la spedizione a corrieri di sua fiducia.


Bertolami Fine Art non risponde dell’operato del corriere.

Sessioni

  • 29 settembre 2026 ore 15:00 Sessione unica (1 - 380)

Esposizione

Per informazioni sulla visione dei lotti:

f.moroni@bertolamifineart.com

c.cipriani@bertolamifineart.com

Pagamenti e Spedizioni

Consegna dei lotti aggiudicati

I lotti aggiudicati entrano in consegna dal momento del pagamento dell’intero prezzo.

Le modalità di consegna vanno concordate con la Responsabile dell’Ufficio Logistica: a.tabacco@bertolamifineart.com

 

Ritiro in sede

Il ritiro in sede è possibile solo su appuntamento da concordare con la Responsabile dell’Ufficio Logistica: Alessandra Tabacco (a.tabacco@bertolamifineart.com).

Gli appuntamenti vengono fissati nei giorni e negli orari lavorativi. Sono pertanto esclusi il sabato, la domenica e i giorni festivi.

 

Si precisa che Bertolami Fine Art non dispone di un autonomo servizio di spedizione dei lotti.

È però in grado di assistere l’acquirente mettendolo in contatto con corrieri specializzati, già sperimentati dalla casa d’aste con risultati soddisfacenti, a cui l’acquirente potrà richiedere un preventivo gratuito e senza impegno.


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Bertolami Fine Art non risponde dell’operato del corriere.

Condizioni di vendita

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Rilanci

  • da 0 a 100 rilancio di 5
  • da 100 a 200 rilancio di 10
  • da 200 a 500 rilancio di 20
  • da 500 a 1000 rilancio di 50
  • da 1000 a 2000 rilancio di 100
  • da 2000 a 5000 rilancio di 200
  • da 5000 a 10000 rilancio di 500
  • da 10000 a 20000 rilancio di 1000
  • da 20000 a 50000 rilancio di 2000
  • da 50000 in avanti rilancio di 5000