Pre-Asta ASTA 396 - ANTICHE ICONE ORTODOSSE DAL XVII AL XX SECOLO. Con un nucleo di importanti icone russe da viaggio in bronzo e smalti
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Lotto 121 Icona da viaggio raffigurante il Pantocratore - XVIII secolo
Altezza x larghezza: 12,5 x 7,5 cm Peso: 233.2 gr.
Fusione in bronzo
colto nella sua classica iconografia ieratica. Il volto del Salvatore, caratterizzato da tratti sottili e uno sguardo penetrante che invita al raccoglimento, è incorniciato da un'aureola finemente cesellata. Con la mano destra sollevata nel gesto della benedizione alla greca , Egli tiene con la sinistra il Vangelo aperto, le cui scritte in antico slavo ecclesiastico richiamano la Parola come luce del mondo. In corrispondenza del foro dell'appiccagnolo per la sospensione, è ricavata l'immagine del Mandylion di Edessa. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 122 Icona pettorale raffigurante l'allegoria della Trinità - XIX secolo
Altezza x larghezza: 9,5 x 6,5 cm Peso: 103,8 gr.
Fusione in bronzo
nella scena dell'ospitalità di Abramo posta all'interno di un clipeo. Infatti la scena simboleggia la visita degli angeli ad Abramo, ma viene reinterpretata in chiave simbolica come rappresentazione veterotestamentaria della Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo). L'esempio più celebre è costituito dalla Trinità di di Andrej Rublëv, realizzata negli anni intorno al 1422 e conservata presso la Galleria statale di Tret'jakov a Mosca. Nella linguetta superiore è raffigurato il Mandylion di Edessa, un'icona considerata il più antico e importante ritratto di Gesù della tradizione cristiana. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. La superficie dell'oggetto si presenta particolarmente abrasa poiché i Vecchi Credenti consideravano l’ossidazione e l’annerimento un segno di corruzione; per questo motivo, esigevano che le icone in metallo rimanessero sempre specchianti. Quando un’icona iniziava a scurirsi, veniva strofinata con gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone per restituirle l'originaria brillantezza. Questa continua e devota levigazione, lungi dal costituire un danno, rende oggi queste icone testimoni ancora più preziose e cariche di fascino, poiché l'usura del metallo racconta visivamente secoli di cura e di preghiera incessante.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 123 Croce da kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza x profondità: 22,5 x 14,7 x 0,3 cm Peso: 549 gr.
Fusione in bronzo e doratura
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Ai piedi della croce, la scena del Calvario è completata dalle quattro figure canoniche dei testimoni: a sinistra la Vergine Maria accompagnata da Santa Maria di Cleofa, mentre a destra si stagliano San Giovanni Evangelista e il Centurione Longino, identificabile dall’armatura romana. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 124 Icona da viaggio raffigurante la Madonna di Smolensk e Santi - inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 11,5 x 9,5 cm. Peso: 364.2 gr
Fusione in bronzo e smalti policromi
Quest'icona è un'immagine di Maria, che prende il nome dalla città di Smolensk. La tradizione riporta che l'icona, era stata impiegata per benedire le vie di Costantinopoli da Costantino IX Monomaco, in occasione del matrimonio di sua figlia Anna con il principe Vsevolod di Jaroslavl' ed arrivò in Russia nell'XI secolo. Vladimiro II Monomaco la donò solennemente alla città di Smolensk nel XII secolo e l'immagine fu posta nella Cattedrale della Dormizione, ma poi andò perduta durante la Seconda guerra mondiale. L’icona è racchiusa in una cornice interna ad arco che ospita nella cuspide la Deesis tra gli arcangeli e lungo i lati una teoria di santi, il tutto inserito in un ulteriore perimetro rettangolare decorato con tralci di vite intrecciati. Questo oggetto, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 125 Icona da viaggio raffigurante San Giorgio e la Deesis - XIX secolo
Altezza x larghezza: 14,5 x 12 cm Peso: 409 gr
Fusione in bronzo e smalti policromi
secondo il canone tradizionale che vuole San Giorgio come un giovane guerriero a cavallo, con un mantello rosso, simbolo del suo martirio, che vola al vento. Una creatura serpentiforme ai piedi del cavallo, rappresenta il male o il paganesimo sconfitto. Il dettaglio più significativo, che permette di collocare l'icona nel contesto dei Vecchi Credenti, è la posizione delle dita della mano di Dio che spunta dall'angolo destro in alto per benedire lo stesso Giorgio. Nelle icone dei Vecchi Credenti, la mano è sempre raffigurata con due dita tese, simbolo della doppia natura di Cristo, in opposizione alle tre dita introdotte dalle riforme. La composizione centrale è delimitata da una serie di clipei che ne scandiscono il perimetro: il registro superiore ospita la Deesis affiancata dagli arcangeli, mentre lungo i restanti tre lati si susseguono i santi a figura intera. Oltre a ciò, le icone ascrivibili al religioso dei Vecchi Credenti erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 126 Icona da viaggio raffigurante la Vergine Eleousa - XIX secolo
Altezza x larghezza: 14.5 x 12.5 cm Peso: 393.6 gr
Fusione in bronzo e smalti policromi
detta anche “Vergine della Tenerezza”, un tipo iconografico in cui la Madre di Dio tiene il Bambino accostando la propria guancia alla sua in un gesto di intima vicinanza affettiva. Questa composizione introduce una dimensione emotiva particolarmente intensa, che distingue l’Eleousa da altri modelli mariani della tradizione bizantina, come la Hodegetria o la Vergine Orante. Proprio per la sua forte carica sentimentale e meditativa, tale iconografia si prestava in modo particolare alla pratica devozionale personale. Lo schema iconografico si sviluppò in ambito bizantino tra XI e XII secolo e si diffuse ampiamente nel mondo ortodosso. Un esempio celebre è la Madonna di Vladimir, oggi conservata presso la Galleria Tret'jakov di Mosca e generalmente attribuita alla tradizione bizantina del XII secolo. Nel caso specifico di questa icona, realizzata in metallo e di formato ridotto, l’immagine sacra è inserita in un apparato decorativo elaborato.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 127 Icona da viaggio raffigurante la Madonna Bogolubskaja - XIX secolo
Altezza x larghezza: 11 x 9,5 cm Peso: 255.8 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa raffinata icona dei Vecchi Credenti rielabora il prototipo della Madonna Bogoljubskaja del XII secolo, trasformando l’evento storico in una visione celeste di profonda intensità spirituale. Al centro della composizione, la Vergine è raffigurata su una nube sorretta da Arcangeli, una scelta iconografica che ne sottolinea il ruolo di Regina dei Cieli e mediatrice tra l'umano e il divino. Ella volge lo sguardo e le mani verso l'alto, dove da un angolo di cielo appare la figura di Cristo in atto di ascolto. In basso, a testimoniare l’origine del miracolo avvenuto nel 1157, si trova il principe Andrej Bogoljubskij. Raffigurato con il capo cinto dal nimbo e in ginocchio sulla terra, il principe regge un rotolo aperto: è il testo della sua supplica, che Maria raccoglie e presenta graficamente nel proprio rotolo rivolto verso il Figlio. L'opera non è solo la memoria di un'apparizione, ma una solenne rappresentazione dell’intercessione, dove la preghiera dell'uomo sale attraverso la Madre di Dio fino alla sorgente della Grazia. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 128 Icona da viaggio raffigurante i santi Quirico e Giulitta - Inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 13 x 10 cm Peso: 320.3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
martirizzati sotto Diocleziano, affiancati da una serie di Santi Scelti. Nella parte superiore, Cristo emerge dalle nubi a sorvegliare la scena. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 129 Icona da viaggio raffigurante San Sergio - XIX secolo
Altezza x larghezza: 10 x 9 cm Peso: 183.3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
il più venerato dei santi russi. ll santo è raffigurato frontalmente: indossa l’abito monastico con mantello, porta una lunga barba e regge un rotolo , simbolo della sua autorità spirituale e del suo insegnamento. Sopra la sua figura, all'interno di una cornice decorata da tralci vegetali, compare una piccola scena con la Santa Trinità, normalmente rappresentata come la Trinità dell’Ospitalità di Abramo, cioè i tre angeli seduti attorno alla mensa. Questa scelta non è casuale: San Sergio fu il fondatore del monastero dedicato alla Trinità di Lavra e la devozione alla Trinità era centrale nella sua spiritualità. Questa icona, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 130 Icona da viaggio con San Nicola di Mira - XIX secolo
Altezza x larghezza: 11 x 10 cm. Peso: 251,8 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. L’icona raffigura il Vescovo di Myra (IV secolo) a mezzo busto, vestito con il mantello e l’omophorion, simboli della sua autorità e responsabilità pastorale. La mano destra è alzata nel gesto di benedizione, mentre la sinistra regge il Vangelo, evidenziando la funzione di guida spirituale e di intercessore dei fedeli. Ai lati, entro due nuvole, compaiono Cristo e la Vergine in miniatura, testimoni della scena e simbolo della protezione divina.
Antichità Manasse - Roma
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 131 Icona da viaggio raffigurante la Madonna di Smolensk e Santi Eletti - XIX secolo
Altezza x larghezza: 11 x 9 cm Peso: 352.3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
un'immagine di Maria prende il nome dalla città di Smolensk. La tradizione riporta che l'icona, era stata impiegata per benedire le vie di Costantinopoli da Costantino IX Monomaco, in occasione del matrimonio di sua figlia Anna con il principe Vsevolod di Jaroslavl' ed arrivò in Russia nell'XI secolo. Vladimiro II Monomaco la donò solennemente alla città di Smolensk nel XII secolo e l'immagine fu posta nella Cattedrale della Dormizione, ma poi andò perduta durante la Seconda guerra mondiale. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 132 Icona da viaggio raffigurante i santi Quirico e Giulitta - Inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 13.5 x 10 cm Peso: 362.2 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
martirizzati sotto Diocleziano, affiancati da una serie di Santi Scelti. Nella parte superiore, Cristo emerge dalle nubi a sorvegliare la scena. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 133 Icona da viaggio raffigurante i santi Quirico e Giulitta - Inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 13 x 9,5 cm Peso: 402.8 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
martirizzati sotto Diocleziano, affiancati da una serie di Santi Scelti. Nella parte superiore, Cristo emerge dalle nubi a sorvegliare la scena. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 134 Icona da viaggio raffigurante la Crocifissione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 9 x 7,5 cm Peso: 152,1 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Al centro della scena, ai piedi della Croce, sostano in preghiera la Vergine Maria e San Giovanni Battista. L'intera composizione è racchiusa da una cornice di clipei che espandono il significato teologico dell'opera. Nel registro superiore, al vertice della struttura, ricompare la Deesis, ai lati si dispongono i due Arcangeli, mentre lungo il resto del perimetro della cornice si susseguono altri Santi Scelti. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 135 Icona da viaggio raffigurante il Salvatore di Smolensk - XIX secolo
Altezza x larghezza: 10.5 x 9 cm Peso: 198.2 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
il quale commemora la protezione divina durante l'assedio della città nel 1514. Questa specifica iconografia divenne celebre quando fu affrescata sopra la Porta Spasskaja del Cremlino di Mosca, assumendo un valore di protezione statale e militare per l'intera Russia. Ai lati del Cristo in basso sono rappresentati i i santi Sergio e Varlaam simboleggia l'intercessione perpetua della Chiesa russa per la salvezza del popolo davanti a Dio. Mentre nella parte alta della composizione due angeli recanti i simboli della passione fluttuano nel cielo. Questo oggetto, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 136 Icona da viaggio raffigurante San Giorgio - XIX secolo
Altezza x larghezza: 11 x 6 cm Peso: 98.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
secondo il canone tradizionale che vuole San Giorgio come un giovane guerriero a cavallo, con un mantello rosso, simbolo del suo martirio, che vola al vento. Una creatura serpentiforme ai piedi del cavallo, rappresenta il male o il paganesimo sconfitto. Il dettaglio più significativo, che permette di collocare l'icona nel contesto dei Vecchi Credenti, è la posizione delle dita della mano di Dio che spunta dall'angolo destro in alto per benedire lo stesso Giorgio. Nelle icone dei Vecchi Credenti, la mano è sempre raffigurata con due dita tese, simbolo della doppia natura di Cristo, in opposizione alle tre dita introdotte dalle riforme. Al di sopra di San Giorgio compare il Mandylion di Edessa, affiancato da arcangeli e sormontato da tre serafini, a sottolineare la dimensione celeste della composizione. Oltre a ciò, le icone ascrivibili a questo gruppo religioso erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 137 Icona da viaggio raffigurante il Salvatore di Smolensk - XIX secolo
Altezza x larghezza: 12 x 10 cm Peso: 306.7 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
il quale commemora la protezione divina durante l'assedio della città nel 1514. Questa specifica iconografia divenne celebre quando fu affrescata sopra la Porta Spasskaja del Cremlino di Mosca, assumendo un valore di protezione statale e militare per l'intera Russia. Ai lati del Cristo in basso sono rappresentati i i santi Sergio e Varlaam simboleggia l'intercessione perpetua della Chiesa russa per la salvezza del popolo davanti a Dio. Mentre nella parte alta della composizione due angeli recanti i simboli della passione fluttuano nel cielo. Questo oggetto, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 138 Polittico da viaggio raffigurante le dodici feste ortodosse e quattro miracolose apparizioni della Vergine - XIX secolo
Altezza x larghezza: 17.5 x 40 cm Peso: 1290.6 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Il manufatto, pregevole esempio della produzione metallurgica dei Vecchi Credenti, si presenta come un polittico portatile in quattro valve. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. Le prime tre valve del polittico illustrano il ciclo delle Dodici Grandi Feste della Chiesa Ortodossa, asse portante dell'anno liturgico. Ciascuna anta è sormontata da una cimasa a forma di kokoshnik, le quali raffigurano, da sinistra a destra: la Crocifissione di Cristo, la Trinità del Nuovo Testamento e l’Esaltazione della Croce. La quarta valva si distacca tematicamente dalle precedenti, configurandosi come un'unitaria glorificazione della Theotokos. In essa sono riprodotte quattro tra le più venerate effigi mariane della tradizione russa: la Madre di Dio di Tikhvin; la Madre di Dio di Vladimir; la Madre di Dio di Smolensk; la Madre di Dio del Segno (Znamenie). La cimasa di quest'ultima anta è dedicata alla Lode alla Madre di Dio: la Vergine è assisa in trono al centro, circondata dai profeti dell'Antico Testamento. Nella parte superiore campeggia il Cristo Emanuele a mezzo busto, mentre nel registro inferiore è raffigurato il profeta mesopotamico Balaam. Quest'ultimo è colto in posizione genuflessa, con la mano tesa a indicare la stella, simbolo della sua celebre profezia messianica. Il piatto esterno presenta una cornice fitomorfa, composta da densi intrecci di elementi vegetali che si fondono armoniosamente con strutture architettoniche stilizzate. Al centro della composizione, entro una sobria riserva ovale, campeggia l'immagine della Croce del Golgota. Il simbolo della Passione si staglia su uno sfondo scenografico di grande dettaglio, dove sono delineate le mura turrite di Gerusalemme e i complessi volumi di edifici che evocano la città santa secondo l'estetica visionaria della tradizione russa.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 139 Icona da viaggio raffigurante i SS. Boris e Gleb - XIX secolo
Altezza x larghezza: 13 x 9 cm Peso: 260 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
tra i primi santi canonizzati della Rus’ di Kiev e venerati come martiri della fede e protettori della terra russa. Erano fratelli, figli del gran principe Vladimiro I di Kiev (colui che convertì la Rus' al cristianesimo) e di Anna Porfirogenita. Dopo la morte del padre, nel 1015 d.C. furono assassinati dal fratellastro maggiore, Svjatopolk il Maledetto, che voleva eliminare i rivali per il trono di Kiev. Nonostante fossero comandanti militari usualmente raffigurati a cavallo, scelsero di non alzare le armi, accettando la morte per imitare il sacrificio di Cristo. Dunque, appartengono a una categoria di santi tipicamente russa, gli strastotèrpzi ("soffritori della passione"). Essi non sono martiri nel senso classico (uccisi per l'odio verso la fede), ma testimoni cristiani che accettano una morte ingiusta con umiltà e spirito di non-violenza. Al di sopra dei due santi e all'interno di un clipeo, compare la raffigurazione della Trinità del Vecchio Testamento, che benedice il loro sacrificio. Inoltre, questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 140 Icona da viaggio raffigurante i SS. Boris e Gleb - XIX secolo
Altezza x larghezza: 10.5 x 9.5 cm Peso: 203 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
tra i primi santi canonizzati della Rus’ di Kiev e venerati come martiri della fede e protettori della terra russa. Erano fratelli, figli del gran principe Vladimiro I di Kiev (colui che convertì la Rus' al cristianesimo) e di Anna Porfirogenita. Dopo la morte del padre, nel 1015 d.C. furono assassinati dal fratellastro maggiore, Svjatopolk il Maledetto, che voleva eliminare i rivali per il trono di Kiev. Nonostante fossero comandanti militari usualmente raffigurati a cavallo, scelsero di non alzare le armi, accettando la morte per imitare il sacrificio di Cristo. Dunque, appartengono a una categoria di santi tipicamente russa, gli strastotèrpzi ("soffritori della passione"). Essi non sono martiri nel senso classico (uccisi per l'odio verso la fede), ma testimoni cristiani che accettano una morte ingiusta con umiltà e spirito di non-violenza. Inoltre, questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Antichità Manasse - Roma
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 141 Icona da viaggio raffigurante i SS. Boris e Gleb - XIX secolo
Altezza x larghezza: 13 x 8,5 cm Peso: 217 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
tra i primi santi canonizzati della Rus’ di Kiev e venerati come martiri della fede e protettori della terra russa. Erano fratelli, figli del gran principe Vladimiro I di Kiev (colui che convertì la Rus' al cristianesimo) e di Anna Porfirogenita. Dopo la morte del padre, nel 1015 d.C. furono assassinati dal fratellastro maggiore, Svjatopolk il Maledetto, che voleva eliminare i rivali per il trono di Kiev. Nonostante fossero comandanti militari usualmente raffigurati a cavallo, scelsero di non alzare le armi, accettando la morte per imitare il sacrificio di Cristo. Dunque, appartengono a una categoria di santi tipicamente russa, gli strastotèrpzi ("soffritori della passione"). Essi non sono martiri nel senso classico (uccisi per l'odio verso la fede), ma testimoni cristiani che accettano una morte ingiusta con umiltà e spirito di non-violenza. Al di sopra dei due santi e all'interno di un clipeo, compare la raffigurazione della Trinità del Vecchio Testamento, che benedice il loro sacrificio. Inoltre, questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 142 Icona da viaggio raffigurante Sant'Antipa e la Deesis - XIX secolo
Altezza x larghezza: 10 x 9 cm Peso: 233,3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Sant' Antipa fu un vescovo di Pergamo che subì il martirio sotto Domiziano o Nerone. La tradizione narra che fu bruciato vivo dentro un toro di bronzo arroventato nel tempio di Diana. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 143 Trittico da viaggio raffigurante la Deesis allargata - XIX secolo
Altezza x larghezza: 7 x 17,5 cm Peso: 234.4 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Nel pannello centrale compare il Pantocratore,affiancato dalla Vergine Maria e San Giovanni il Battistas, mentre nei pannelli laterali la composizione si amplia ulteriormente con la presenza di altri santi, dando luogo ad un corteo di intercessori allargato, secondo una tipologia molto diffusa nelle icone portatili russe. Il piatto di chiusura del dittico reca la Croce del Golgota racchiusa in una cornice lineare, a sua volta contornata da una raffinata fascia perimetrale a motivi vegetali astratti. Trittici di questo tipo erano particolarmente diffusi tra i Vecchi Credenti. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 144 Icona da viaggio raffigurante l'Odighitria con i simboli della passione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 8.5 x 10.5 cm Peso: 163.1 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. L’icona rappresenta una variante tarda del tipo tradizionale dell’Odighitria. Il Bambino, raffigurato come un piccolo adulto, guarda al cielo verso gli strumenti della Passione, apparendo consapevole del suo destino salvifico. L’immagine fonde così la tenerezza materna della Vergine Eleusa con la coscienza profetica della missione redentrice del Cristo. Tra i riferimenti più noti di questa tipologia iconografica si annovera la Madonna del Perpetuo Soccorso, di ambito cretese, questa variante dell’Odighitria poi, si diffuse ampiamente nel XVII secolo. Durante il regno dello zar Michail Fëdorovič, un’icona miracolosa della Madre di Dio della Passione fu traslata solennemente da Niznij Novgorod a Mosca; sul luogo dell’accoglienza sorse il Monastero della Passione, che divenne un centro di intensa devozione popolare.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.