Pre-Asta ASTA 396 - ANTICHE ICONE ORTODOSSE DAL XVII AL XX SECOLO. Con un nucleo di importanti icone russe da viaggio in bronzo e smalti
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Lotto 25 Icona russa raffigurante Cristo Pantocratore - XIX secolo
Altezza x larghezza: 47 x 38 cm.
Tempera su tavola
secondo la tradizione iconografica della Chiesa ortodossa. La figura di Cristo è rappresentata a mezzo busto in posizione frontale, secondo uno schema di derivazione bizantina che ne sottolinea la dimensione divina e la funzione di giudice universale. Il volto è solenne e ieratico, lo sguardo diretto verso l’osservatore in un rapporto di immediata intercessione e autorità spirituale. Cristo è raffigurato nell’atto di benedire con la mano destra, mentre nella sinistra sostiene il Vangelo aperto o chiuso, simbolo della Parola divina e della Legge. L’insieme è impostato secondo una rigorosa simmetria compositiva, propria dell’iconografia del Pantocratore, in cui la rappresentazione non ha intento naturalistico ma teologico, esprimendo la natura divina e la sovranità cosmica di Cristo. L’opera si inserisce nella tradizione post-bizantina delle icone devozionali, destinate sia alla venerazione liturgica sia alla devozione privata, e rappresenta una delle tipologie più diffuse e significative dell’arte sacra ortodossa.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo; cadute di colore. -
Lotto 26 Icona russa raffigurante Cristo Pantocratore - metà XX secolo (circa 1930–1950)
Altezza x larghezza: 35,5 x 26,5 cm
tempera su tavola
Icona su tavola raffigurante Cristo Pantocratore (Christos Pantokrator), una delle immagini più solenni e rappresentative della tradizione iconografica ortodossa, nella quale Cristo è raffigurato quale Signore dell'universo, Giudice e Salvatore dell'umanità.
La composizione presenta il Redentore a mezzo busto, frontalmente, con il volto perfettamente simmetrico e lo sguardo intenso rivolto direttamente all'osservatore. La mano destra è sollevata nel tradizionale gesto di benedizione secondo il rito orientale, mentre la sinistra sostiene il Vangelo aperto, sul quale compare un'iscrizione in caratteri slavonici tratta dal testo evangelico.
L'aureola crucigera è realizzata in foglia d'oro e reca le tradizionali lettere greche Ὁ ὬΝ ("Colui che È"), mentre ai lati del capo compaiono le abbreviazioni IC XC, identificative del nome di Gesù Cristo. Le vesti, caratterizzate da una tunica ocra dorata e da un himation modellato mediante sottili lumeggiature lineari, richiamano la tradizione pittorica delle scuole russe di ispirazione antica.
Ai lati della figura principale sono raffigurati due santi in posizione stante: San Pietro Apostolo sulla sinistra e San Giovanni Evangelista sulla destra, rappresentati come testimoni della rivelazione evangelica e della natura divina di Cristo.
Lo sfondo, di colore azzurro intenso, crea un efficace contrasto cromatico con la doratura dell'aureola e con le calde tonalità delle vesti, mentre l'ampia bordura nera profilata in rosso conferisce equilibrio e monumentalità all'intera composizione. Nell'angolo inferiore destro compare la firma "Augustinou", probabilmente riferibile all'iconografo o al laboratorio che ha realizzato l'opera.
L'iconografia del Cristo Pantocratore costituisce il soggetto fondamentale dell'arte sacra bizantina e ortodossa fin dal VI secolo, divenendo il modello iconografico più diffuso nelle icone devozionali destinate tanto alle chiese quanto all'uso privato.
Per caratteristiche stilistiche, impostazione compositiva e tecnica esecutiva, la presente icona appare riconducibile ad una produzione del XX secolo, realizzata secondo i modelli della tradizione russa ma con un linguaggio pittorico più moderno e semplificato.
Sul verso è applicato un certificato commerciale di autenticità relativo all'importazione dell'opera, oltre ai normali segni d'uso e del tempo.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. La superficie pittorica si presenta in buono stato generale di conservazione, con diffuse craquelure fisiologiche della preparazione e della pellicola pittorica compatibili con l'età dell'opera. Si osservano leggere abrasioni superficiali, modeste usure lungo i margini e limitati ritocchi o piccole perdite cromatiche, che non compromettono la leggibilità dell'immagine. La foglia d'oro conserva una buona brillantezza originaria. Il supporto ligneo appare stabile e coerente con la tecnica costruttiva adottata. -
Lotto 27 Icona russa raffigurante la Madre di Dio della Passione (Strastnaja) - XIX secolo
Altezza x larghezza: 31 x 25,5 cm.
Tempera su tavola
variante orientale del celebre archetipo occidentale della Madonna del Perpetuo Soccorso. La Vergine è ritratta a mezzo busto, con il capo reclinato verso il Bambino Gesù. Il Bambino, seduto sul braccio della Madre, volge la testa all'indietro con un'espressione di timore, guardando verso gli strumenti della sua futura Passione. Nei due angoli superiori, inseriti entro clipei circolari spiccano le figure di due arcangeli a mezzo busto che recano i simboli della Passione: l'Arcangelo Michele (a sinistra) reca la lancia e la spugna, mentre l'Arcangelo Gabriele (a destra) sorregge la Santa Croce.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo; cadute di colore. -
Lotto 28 Icona russa raffigurante i Santi Martiri di Edessa (Gurio, Samona e Abibo) con Santa Eufemia - XIX secolo
Altezza x larghezza: 34,5 x 28 cm.
Tempera su tavola
Si tratta di un'icona caratterizzata da un soggetto fortemente legato alla devozione familiare e alla protezione della casa. La composizione presenta in primo piano una teoria di quattro figure stanti, colte in posa di solenne preghiera e intercessione verso l'alto. Da sinistra a destra si riconoscono i tre Santi Martiri di Edessa: San Samona, San Gurio e Sant'Abibo, ritratti con le vesti tradizionali . Accanto a loro, sulla destra, chiude la linea dei protettori Santa Eufemia con il capo velato di bianco e il manto rosso, raffigurata con le mani sollevate nel gesto della supplica. I volti dei personaggi sacri, dipinti con tratti minuti e ieratici, risaltano sullo sfondo dorato. Nella parte superiore della tavola, entro una riserva ogivale rossa che simula l'apertura dei cieli e sorretta da una cortina di nubi scure, emerge a mezzo busto la figura di Dio Padre che stende le mani per benedire i santi e l'ideale devoto. L'opera si distingue per una fitta e suggestiva craquelure della preparazione (levkas) e del colore, unita a una patina d'epoca calda e uniforme che ne esalta il fascino collezionistico.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo; restauri. -
Lotto 29 Icona russa multiquadro con San Nicola, la Decollazione di San Giovanni Battista, Santi Martiri di Edessa, Santa Eufemia e Mandylion di Edessa - XIX secolo
Altezza x larghezza: 31 x 27 cm.
Tempera su tavola
Interessante e complessa icona russa d'epoca ottocentesca, articolata in una struttura narrativa a più scomparti (multiriquadro), tradizionalmente legata a committenze familiari e alla devozione per i santi protettori del nucleo domestico. La superficie è ripartita in tre scomparti principali . La linea verticale mediana, che divide simmetricamente la parte superiore della tavola in due metà, è coronata sulla sommità da una riserva di forma irregolare contenente il Mandylion, ovvero il "Salvatore Non Dipinto da Mano Umana".
Il registro superiore sinistro mostra la figura ieratica di San Nicola Taumaturgo di Myra, raffigurato a mezzo busto con i paramenti vescovili (omoforion), mentre solleva la mano destra nel gesto della benedizione e regge con la sinistra il libro dei Vangeli chiuso. Il registro superiore destro propone la drammatica iconografia della Decollazione di San Giovanni Battista, con la testa del Precursore adagiata sul piatto sacrificale, simbolo del suo martirio. Infine il registro inferiore ospita i Santi Martiri di Edessa: San Samona, San Gurio, Sant'Abibo e Santa Eufemia, identificabili tramite le iscrizioni calligrafiche in caratteri cirillici sovrastanti i nimbi. L'opera mostra una fine stesura pittorica condotta secondo i canoni della tradizione antica, con una tavolozza cromatica calda dominata dai toni del bruno, del rosso mattone e dell'ocra.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 30 Icona russa raffigurante la Madre di Dio di Tichvin - fine XIX secolo
Altezza x largezza: 13,2 x 11 cm
Tempera su tavola
L'icona propone la celebre iconografia della Madre di Dio di Tichvin, una delle varianti più venerate del tipo Odigitria (colei che indica la via). La Vergine è raffigurata a mezzo busto con il capo leggermente inclinato verso il Bambino Gesù, seduto sul suo braccio sinistro. Con la mano destra, Maria compie il tipico gesto di indicare il Figlio come Salvatore. Il Cristo Salvatore è ritratto con il busto eretto, la mano destra sollevata nell'atto di benedire e la sinistra che stringe un rotolo di pergamena sigillato. I volti dei personaggi sacri sono caratterizzati da una profonda intensità espressiva e da tonalità calde e brune, in linea con la migliore tradizione pittorica devozionale russa. Lo sfondo e i nimbi sono interamente realizzati in foglia d'oro.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 31 Icona tonda russa raffigurante San Giovanni Evangelista - fine XIX secolo
Diametro: 21 cm
tempera su tavola
Piccola icona su tavola circolare raffigurante San Giovanni Evangelista, uno dei Dodici Apostoli, autore del quarto Vangelo e figura centrale della tradizione cristiana orientale.
Il santo è rappresentato a mezzo busto, con il volto leggermente inclinato e lo sguardo assorto, secondo una tipologia iconografica che sottolinea il suo carattere contemplativo e la profondità della sua ispirazione teologica. La mano destra è portata al petto in gesto di meditazione, mentre la sinistra sostiene il libro del Vangelo, simbolo della sua missione evangelizzatrice e della rivelazione del Verbo divino.
L'Evangelista è raffigurato come un uomo anziano, con ampia fronte, lunga barba bianca e capelli radi, secondo il tradizionale modello iconografico bizantino e russo. Indossa una tunica verde, parzialmente ricoperta da un ampio mantello rosso, modellato mediante morbide lumeggiature che conferiscono profondità plastica ai panneggi senza alterare il rigoroso linguaggio della pittura iconica.
Lo sfondo è interamente rivestito in foglia d'oro, mentre l'aureola è finemente decorata mediante una ricca punzonatura e incisione a motivi concentrici, composta da raggi sottili e file di piccoli cerchi impressi, soluzione ornamentale tipica delle migliori produzioni russe della seconda metà del XIX secolo. Un'ampia fascia perimetrale dorata incornicia la figura, accentuandone la monumentalità pur nelle ridotte dimensioni dell'opera.
Tra la seconda metà dell'Ottocento e i primi anni del Novecento le principali botteghe della Russia centrale, in particolare quelle di Mosca, Mstëra, Palekh e Choluj, produssero numerose icone di piccolo formato caratterizzate da un raffinato equilibrio tra il recupero dei modelli della scuola moscovita del XVII secolo e un linguaggio pittorico più naturalistico e accademico sviluppatosi durante il periodo imperiale.
L'icona è oggi conservata entro una cornice lignea esagonale con fondo rivestito in velluto rosso, realizzata probabilmente nel corso del XX secolo con finalità espositive o devozionali.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. La superficie pittorica si presenta in buono stato generale di conservazione, con fisiologiche craquelure della preparazione e della pellicola pittorica compatibili con l'età dell'opera. Si osservano leggere abrasioni superficiali e modeste usure localizzate lungo il bordo della tavola e nella fascia perimetrale dorata, senza compromettere la leggibilità dell'immagine. La doratura conserva gran parte della brillantezza originaria e la tavola lignea appare stabile. -
Lotto 32 Icona russa raffigurante un Arcangelo e Santi - inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 10,5 cm x 9 cm Peso: 431 gr.
Tempera su tavola
La scena è impostata secondo uno schema devozionale di chiara derivazione post-bizantina, in cui le figure sono disposte frontalmente e concepite come intercessori presso la sfera divina. Sopra le figure, il Cristo Pantocratore emerge dalle nubi entro un clipeo luminoso, secondo la tradizionale iconografia della sua manifestazione celeste.
L’insieme si inserisce nella produzione iconografica ortodossa devozionale, in cui le figure sacre sono rappresentate secondo schemi codificati e simbolici, destinati alla venerazione privata e liturgica. La rigidità compositiva e la frontalità delle figure riflettono la funzione teologica dell’icona, intesa come immagine di intercessione e presenza spirituale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 33 Icona russa raffigurante la Madre di Dio di Kazan - XIX secolo
Altezza x larghezza x profondità: 22,3 x 17,2 x 1,7 cm.
Tempera su tavola
L'icona raffigura la celeberrima Madre di Dio di Kazan (Kazanskaja), una delle immagini mariane più venerate e replicate dell'ortodossia russa, tradizionalmente considerata la protettrice della nazione e della famiglia. Dal punto di vista tipologico, questa iconografia si distingue come una variante peculiare della tesi dell'Odigitria (colei che mostra la via), ma condensata in un taglio ravvicinato ed essenziale: la Vergine è infatti ritratta non a mezzo busto, bensì a "mezzo petto" (più corta rispetto ad altre varianti), focalizzando tutta la tensione spirituale sul volto. La composizione mostra la Vergine con il capo teneramente inclinato verso il Bambino Gesù, in un gesto che ammorbidisce la tradizionale severità bizantina. Il Cristo è raffigurato in posizione stante e rigorosamente frontale, con la mano destra sollevata nel gesto della benedizione e la sinistra nascosta dai paramenti sacri rivestiti dalla lamina. A differenza di altre icone mariane, il Bambino è qui dipinto eretto, a figura intera fino alle ginocchia, apparendo quasi sospeso davanti alla Madre, mentre le mani di Maria restano interamente celate sotto le vesti, lasciando che il Figlio sia l'unico fulcro visibile dell'azione salvifica.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo; cadute di colore. -
Lotto 34 Icona russa raffigurante i Santi Anargiri Cosma, Damiano e Pantaleone - XIX secolo
Altezza x larghezza: 11 cm x 6,5 cm Peso: 420.4 gr.
Tempera su tavola
un gruppo di santi guaritori della tradizione cristiana bizantina venerati per aver esercitato la medicina senza richiedere alcun compenso, motivo per cui sono definiti Anargyroi (“senza denaro”). I tre santi sono rappresentati frontalmente con aureole e abiti tradizionali. Al centro è raffigurato San Cosma, riconoscibile dalla barba scura e dall’abbigliamento composto da tunica e mantello; alla destra San Damiano, raffigurato con un abito che richiama la dignità ecclesiastica; alla sinistra San Pantaleone, giovane imberbe, secondo la tradizione iconografica, associato alla figura del medico e spesso rappresentato con gli strumenti della professione. La raffigurazione dei Santi Anargiri ebbe ampia diffusione nel mondo ortodosso greco e slavo, in particolare nelle icone destinate alla devozione privata. La presenza congiunta di Cosma, Damiano e Pantaleone sottolinea il tema della guarigione spirituale e fisica attraverso l’intercessione dei santi medici.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 35 Icona russa raffigurante San Serafino di Sarov - inizio XX secolo
altezza x larghezza: 12 cm x 10,5 cm Peso: 605.4 gr.
Tempera su tavola
uno dei mistici e asceti più amati e venerati della Russia moderna. Il Santo è raffigurato a mezzo busto, orientato di tre quarti verso sinistra in atteggiamento di profonda e sommessa preghiera. I tratti del volto sono resi con estrema finezza pittorica: la fisionomia è caratterizzata da una corta e folta barba canuta, capelli bianchi e uno sguardo mite e profondamente benevolo, volto a trasmettere la sua nota accoglienza spirituale e la pace interiore. Il Santo indossa i tipici e sobri abiti monastici russi: una tunica scura coperta dalla stola sacerdotale (epitrachelion) e l'abito da eremita. La mano destra è delicatamente appoggiata sul petto, all'altezza del cuore, in un gesto tipico dell'esicasmo e della preghiera incessante del cuore, mentre la mano sinistra stringe un rosario monastico tradizionale (lestovka), simbolo della costante ascesi spirituale nel deserto di Sarov. Lo sfondo e l'aureola circolare sono interamente impreziositi da una luminosa stesura in foglia d'oro, che isola la figura sacra in una dimensione di gloria atemporale. Lungo il margine superiore o ai lati del nimbo è presente l'iscrizione calligrafica identificativa in caratteri cirillici slavo-ecclesiastici. Dal punto di vista storico-cronologico, questa iconografia si colloca rigidamente a partire dai primissimi anni del XX secolo. San Serafino fu infatti canonizzato ufficialmente dalla Chiesa Ortodossa Russa nel 1903, sotto il regno dell'ultimo zar Nicola II; l'evento scatenò una vastissima ondata di devozione popolare e la conseguente produzione di immagini sacre destinate sia alle iconostasi delle chiese che all'angolo bello (krasnyj ugol) delle dimore private.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 36 Icona russa raffigurante la Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti" con monete - inizio XX secolo
altezza x larghezza: 5 cm x 4,5 cm Peso: 97.8 gr.
Tempera su tavola
Questa icona mariana è strettamente legata al celebre evento prodigioso avvenuto a San Pietroburgo il 23 luglio 1888. In quella data, un violento fulmine colpì la cappella di vetro nel distretto di Shlisselburg, provocando un devastante incendio che rase al suolo l’edificio. Tra le macerie, l’icona della Madre di Dio rimase miracolosamente intatta; lo scoppio della cassetta delle offerte, causato dalla saetta, proiettò undici piccole monete di rame (i tipici groshiki) che rimasero inspiegabilmente e permanentemente impresse sulla superficie della tavola e sul manto della Vergine. Inoltre, secondo le cronache dell'epoca, la pellicola pittorica, prima annerita dal tempo e dai fumi, apparve prodigiosamente rischiarata e rinnovata. L’episodio, rapidamente ribattezzato "il miracolo delle monete", suscitò un'intensa ondata di venerazione popolare e un incessante afflusso di pellegrini, attirati anche dai numerosi racconti di guarigioni miracolose. L'evento codificò una celebre e fortunata variante della tradizionale iconografia della "Gioia di tutti gli afflitti" (Vseh skorbyashchikh Radost), denominata appunto "con le monete" (s groshikami). La composizione mostra la Vergine a figura intera, circondata da malati, poveri e supplicanti assistiti dagli angeli, a testimonianza del suo ruolo di suprema consolatrice e intercessora. La raffigurazione pittorica delle piccole monete sparse intorno alla figura mariana costituisce la memoria visiva e il fulcro identitario di questo specifico prototipo pietroburghese. Il culto, commemorato ufficialmente il 5 agosto, sopravvisse indenne alle requisizioni sovietiche e alle drammatiche vicende della seconda guerra mondiale, continuando a rappresentare un saldo punto di riferimento spirituale per la comunità ortodossa.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 37 Icona russa raffigurante un Santo Monaco Eremita e una Santa Regina (Santa Barbara o Santa Caterina d'Alessandria) - Balcani, inizio XX secolo
Altezza x larghezza x profondità: 19,5 x 16 x 1,5 cm.
Tempera su tavola
caratterizzata da una composizione bi-frontale a figura intera che risponde alle tipiche committenze private di carattere eponimo o familiare (Semejnye). La tavola mette in scena due importanti figure della tradizione agiografica cristiana, colte in posa stante e ieratica su un fondo interamente rivestito in foglia d'oro. La figura di sinistra rappresenta un Santo asceta o eremita appartenente alla categoria dei "Venerabili" (Prepodobnye). È raffigurato con una lunga e folta barba scura, il capo coperto dal tipico cappuccio monastico (koukoulion) bluastro e indossa l'abito monacale cinto da un manto marrone-aranciato. Con la mano destra sollevata compie il tradizionale gesto della benedizione, mentre con la sinistra stringe un bastone da viandante spirituale sormontato da un'impugnatura a tau, simbolo di autorità ascetica e costante pellegrinaggio. La figura di destra raffigura una Santa di nobile stirpe, identificabile dalla corona regale dorata che le cinge il capo sopra i lunghi capelli sciolti. Indossa paramenti sfarzosi composti da una tunica blu, un ampio stolone centrale dorato e un leggero manto maphorion azzurro-grigio finemente panneggiato. Nella mano sinistra regge una sottile palma del martirio o uno scettro filiforme. L'iconografia è fortemente compatibile con figure di grandi martiri di stirpe reale molto venerate in Russia, come Santa Caterina d'Alessandria o Santa Barbara.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 38 Icona russa raffigurante San Giovanni Battista "Angelo del Deserto" con riza in argento - Mosca, 1896-1908
Altezza x larghazze: 18 x 14,5 cm.
Tempera su tavola con riza in argento
L'icona propone la ricercata e suggestiva iconografia di San Giovanni Battista raffigurato come "Angelo del Deserto", secondo la tradizione teologica ortodossa che assimila il Precursore a un messaggero celeste (cfr. Mt 11,10). Il Santo è dipinto a figura intera e stante, munito di grandi ali piumate dorate. Indossa la tipica veste in pelle di cammello coperta da un manto rosso, mentre regge con la mano sinistra un cartiglio arrotolato e una coppa contenente la sua testa decollata, simbolo del suo martirio. La composizione pittorica è racchiusa entro un'insolita e raffinata riserva di forma ovale. L'opera è impreziosita da una splendida riza interamente lavorata a sbalzo, cesello e bulino. Il rivestimento presenta una fitta texture geometrica a nido d'ape sullo sfondo, un'ampia bordura interna dorata e una ricca decorazione angolare a volute fogliacee e motivi vegetali d'ispirazione barocca.
L'opera presenta una riza in argento, punzonata con la serie completa di marchi per l'argento al titolo di 84 zolotniks (875/1000) in uso a Mosca dal 1896 al 1908, assaggiatore Ivan Sergeevich Lebedkin, e con il marchio di un argentiere non identificato.
Classificazione dello stato di conservazione: *** discreto.
La riza conserva integralmente la propria struttura originale mostrando fisiologica ossidazione dell'argentatura, leggere abrasioni superficiali, difetti lungo alcuni margini, piccoli sollevamenti e minime usure localizzate; molte cadute di colore.
Il supporto ligneo appare stabile e coerente con l'età dell'icona, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. -
Lotto 39 Icona russa raffigurante la Vergine Eleusa con riza in metallo - inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 12 cm x 10 cm. Peso: 881.4 g
Tempera su tavola con riza
Icona su tavola raffigurante la Vergine Eleusa secondo la tradizione iconografica della Chiesa ortodossa. La Madre di Dio è rappresentata a mezzo busto con il Bambino Gesù stretto a sé in un gesto di intima tenerezza, con i volti accostati e lievemente inclinati l’uno verso l’altro, a sottolineare il profondo legame affettivo tra Madre e Figlio e il mistero dell’Incarnazione. Il Bambino è raffigurato nell’atto di abbracciare la Vergine, secondo uno schema devozionale di origine bizantina ampiamente diffuso nella produzione post-bizantina. L’insieme si inserisce nella tradizione iconografica ortodossa, in cui la tipologia della Vergine Eleusa occupa un ruolo centrale nella devozione privata e liturgica, esprimendo in forma visiva il tema della compassione e dell’intercessione materna della Theotokos.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 40 PYOTR ABRASIMOV
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Coppia di icone mariane russe con riza - fine XIX secolo
Altezza x larghezza maggiore: 13,5 x 11,5 cm. Altezza x larghezza minore: 9 x 7 cm. Peso: 206.4 gr
tempera su tavola con riza metallica
Lotto composto da due icone mariane russe di diverse dimensioni e iconografie, entrambe caratterizzate dal tipico rivestimento metallico protettivo.
L'cona di sinistra (Maggiore): Raffigura la Madre di Dio di Kazan (Kazanskaja), la protettrice della Russia. La Vergine è dipinta a mezzo busto con lo sguardo rivolto verso l'osservatore, mentre il Bambino Gesù è stante e benedicente. L'opera è impreziosita da una riza in ottone dorato finemente lavorata a bulino e cesello, con uno sfondo a raggiera fittamente punzonata e una ricca cornice perimetrale a motivi geometrici d'ispirazione neorussa. Nella parte inferiore della lamina è presente l'iscrizione identificativa sbalzata in caratteri cirillici.
L'icona di destra (Minore): Raffigura la Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti" (Vseh skorbyashchikh Radost) o variante della Vergine del Segno. Maria è ritratta a mezzo busto mentre sorregge il Bambino Gesù sul braccio destro. L'opera è rivestita da una riza in metallo argentato interamente sbalzata a motivi floreali ed elementi geometrici continui, con nimbi perlati che incorniciano i volti sacri.
La riza dell'icona di sinistra (Maggiore), in rame dorato, è punzonata il marchio dell'argentiere di Mosca Pyotr Abrosimov.
La riza dell'icona di destra (Minore) punzonata con la serie completa di marchi per l'argento al titolo di 84 zolotniks (875/1000) in uso a Mosca tra il 1882 ed il 1889, e con il marchio di un argentiere non identificato.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 41 Icona russa raffigurante la Madre di Dio di Kazan con riza - XX secolo
Altezza x larghezza x profondità: 28,5 x 24 x 6 cm (teca compresa)
Tempera su tavola con riza
Icona su tavola raffigurante la Madre di Dio di Kazan (Kazanskaja Bogomater'), una delle più venerate immagini mariane della tradizione ortodossa russa, considerata protettrice del popolo russo e simbolo di intercessione della Vergine.
La superficie pittorica è quasi interamente rivestita da una riza in metallo dorato, sbalzata e cesellata, che lascia scoperti esclusivamente i volti e le mani della Vergine e del Bambino. La Madre di Dio è rappresentata a mezzo busto, con il capo leggermente inclinato verso il Figlio e lo sguardo rivolto frontalmente all'osservatore, secondo il tradizionale schema iconografico della Vergine di Kazan. Il Bambino Gesù, raffigurato frontalmente sul braccio sinistro della Madre, benedice con la mano destra mentre con la sinistra regge il rotolo delle Sacre Scritture.
La riza è caratterizzata da un ricco apparato ornamentale ottenuto mediante sbalzo e cesello, con ampie aureole raggiate, motivi floreali e decorazioni geometriche che conferiscono notevole luminosità all'insieme. Lungo il bordo inferiore sono visibili iscrizioni identificative in caratteri cirillici, mentre la pittura sottostante, limitatamente alle parti lasciate a vista, presenta un'esecuzione accurata con incarnati delicatamente modellati.
L'iconografia della Madre di Dio di Kazan trae origine dall'omonima icona miracolosa rinvenuta nel 1579 nella città di Kazan e costituisce uno dei soggetti più diffusi della devozione ortodossa. Nel corso del XX secolo questa tipologia continuò ad essere ampiamente prodotta secondo i modelli tradizionali della pittura russa, spesso arricchita da rize metalliche decorative destinate sia alla venerazione privata sia agli oratori domestici.
L'icona è conservata entro una teca lignea tinta, dotata di sportello frontale vetrato, realizzata per la protezione dell'opera e destinata probabilmente alla devozione privata domestica.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. La riza in metallo dorato conserva la propria struttura originale e presenta una naturale ossidazione della superficie, accompagnata da diffuse abrasioni, usure e alterazioni della doratura, compatibili con l'età e l'utilizzo del manufatto. I volti e le mani, lasciati scoperti dalla copertura metallica, conservano una buona leggibilità della pittura originale.
La teca lignea presenta evidenti segni d'uso, con abrasioni della finitura, fessurazioni, piccoli distacchi, difetti costruttivi e alcune mancanze lungo gli spigoli e la cornice interna. Sono inoltre presenti lesioni e scheggiature del rivestimento, oltre a normali segni del tempo. Nel complesso l'opera si presenta in discreto stato generale di conservazione, pur evidenziando difetti e mancanze compatibili con l'età e con la destinazione devozionale dell'insieme. -
Lotto 42 Icona russa raffigurante l'Hodegetria con riza - Inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 30,5 x 25,5 cm
tempera su tavola con riza metallica
Icona su tavola raffigurante la Vergine Hodegetria secondo la tradizione iconografica della Chiesa ortodossa russa. La Madre di Dio è rappresentata a mezzo busto con il Bambino Gesù seduto sul suo braccio sinistro, mentre con la mano destra indica il Figlio quale “via della salvezza”, secondo il consueto schema iconografico di origine bizantina. L’icona è completata da una riza metallica che ricopre parzialmente la superficie pittorica, lasciando visibili i volti e le mani delle figure sacre. L’insieme si inserisce nella produzione iconografica ortodossa di ambito russo, in cui la tipologia della Hodegetria riveste un ruolo centrale nella devozione mariana, esprimendo il tema della Vergine come guida che conduce al Cristo e alla salvezza.
L'opera presenta una riza in rame argentato, sbalzato e cesellato.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
La riza conserva integralmente la propria struttura originale mostrando fisiologica ossidazione dell'argentatura, leggere abrasioni superficiali e minime usure localizzate.
Il supporto ligneo appare stabile e coerente con l'età dell'icona, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. -
Lotto 43 Icona russa raffigurante il Cristo Pantocratore con riza in argento - Mosca, 1908-1926
Altezza x larghezza x profondità: 22,5 x 18 x 3 cm Peso: 440 gr.
Tempera su tavola con riza in argento
L'opera raffigura il Cristo Pantocratore secondo l'iconografia della tradizione bizantina e post-bizantina. Cristo è rappresentato frontalmente, a mezzo busto, con il volto solenne e lo sguardo diretto verso l'osservatore, elementi che sottolineano la sua natura di giudice e sovrano dell'universo. La mano destra è sollevata nel gesto della benedizione, mentre la sinistra sostiene il Vangelo, simbolo della Parola divina e della sapienza eterna. La tavola è rivestita da una riza in argento, realizzata mediante lavorazione a sbalzo e cesello. La copertura metallica lascia scoperti il volto e le mani del Cristo, secondo una consuetudine diffusa nella produzione iconica ortodossa, proteggendo al contempo la superficie pittorica e conferendo maggiore solennità all'immagine sacra.
La riza è punzonata con la serie completa di marchi per l'argento al titolo di 84 zolotniks (875/1000) in uso a Mosca dal 1908 al 1926 e con il marchio di un argentiere non identificato.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
La riza conserva integralmente la propria struttura originale mostrando fisiologica ossidazione dell'argentatura, leggere abrasioni superficiali, modeste deformazioni lungo alcuni margini e piccoli sollevamenti e minime usure localizzate.
Il supporto ligneo appare stabile e coerente con l'età dell'icona, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. -
Lotto 44 NIK. FED. STRULEV
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Icona russa raffigurante il Cristo Pantocratore con riza in argento - Mosca, 1886
Altezza x larghezza x profondità: 22.5 x 17,5 x 3 cm Peso: 422 gr.
Tempera su tavola con riza in argento
L'opera raffigura il Cristo Pantocratore secondo l'iconografia della tradizione bizantina e post-bizantina. Cristo è rappresentato frontalmente, a mezzo busto, con il volto solenne e lo sguardo diretto verso l'osservatore, elementi che sottolineano la sua natura di giudice e sovrano dell'universo. La mano destra è sollevata nel gesto della benedizione, mentre la sinistra sostiene il Vangelo, simbolo della Parola divina e della sapienza eterna. La tavola è rivestita da una riza in argento, realizzata mediante lavorazione a sbalzo e cesello. La copertura metallica lascia scoperti il volto e le mani del Cristo, secondo una consuetudine diffusa nella produzione iconica ortodossa, proteggendo al contempo la superficie pittorica e conferendo maggiore solennità all'immagine sacra.
La riza è punzonata con la serie completa di marchi per l'argento al titolo di 84 zolotniks (875/1000) in uso a Mosca nel 1886, assaggiatore Romanov A. e con il marchio dell'argentiere Strulev Nik. Fed.
Ref. Postnikova-Loseva "Gold and silver manufacture in Russia XV-XX century", pag. 223 n. 2747-2748.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
La riza conserva integralmente la propria struttura originale mostrando fisiologica ossidazione dell'argentatura, leggere abrasioni superficiali, modeste deformazioni lungo alcuni margini e piccoli sollevamenti e minime usure localizzate.
Il supporto ligneo appare stabile e coerente con l'età dell'icona, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. -
Lotto 45 VLADIMIR IVANOVICH MOROZOV
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Icona russa raffigurante la Vergine di Kazan con riza in argento - San Pietroburgo, 1908-1926
Altezza x larghezza: 26.5 x 22 cm Peso: 1638 gr.
Tempera su tavola con riza in argento
L'opera riproduce fedelmente l'iconografia della Madre di Dio di Kazan’, considerata storicamente il supremo palladio spirituale della nazione russa e il simbolo stesso della sua identità nei momenti di massima crisi bellica. La composizione trae origine dal leggendario ritrovamento del 1579 tra le ceneri di un incendio a Kazan’, quando la Vergine apparve in sogno alla piccola Matrona indicandole il punto esatto in cui scavare. Da protettrice locale contro le incursioni tartare, l'immagine di Kazan' si trasformò nel fulcro della riscossa nazionale: guidò le milizie popolari che liberarono Mosca dai Polacchi nel 1612, fu invocata da Pietro il Grande prima della battaglia di Poltava (1709) e divenne il simbolo della resistenza contro l'invasione napoleonica nel 1812, evento che portò all'edificazione della celebre cattedrale omonima a San Pietroburgo. Il soggetto, caratterizzato dal volto severo ma consolatorio della Vergine a mezzo busto e dal Bambino Gesù stante in posizione rigidamente frontale nell'atto di benedire, evoca le copie devozionali realizzate per l'aristocrazia russa prima del misterioso furto dell'originale avvenuto nel 1904. La riza in argento, che lascia scoperti solo i volti e le mani (i liki), funge da ideale barriera protettiva e riflettente, esaltando la sacralità dell'immagine secondo la tradizione bizantino-russa. L'esemplare qui presentato testimonia la persistenza di questo profondo culto storico e patriottico nel corso del ventesimo secolo, preservando intatto il fascino di una delle immagini più venerate della cristianità ortodossa.
La riza è punzonata con la serie completa di marchi per l'argento al titolo di 84 zolotniks (875/1000) in uso a San Pietroburgo dal 1908 al 1926 e con il marchio dell'argentiere Morozov Valdimir Ivanovich.
Ref. Postnikova-Loseva "Gold and silver manufacture in Russia XV-XX century", pag. 181 n. 1250-1251.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
La riza conserva integralmente la propria struttura originale mostrando fisiologica ossidazione dell'argentatura e leggere abrasioni superficiali.
Il supporto ligneo appare stabile e coerente con l'età dell'icona, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. -
Lotto 46 Icona russa raffigurante l’Incoronazione della Vergine con riza - XIX secolo
Altezza x larghezza: 30 x 25 cm. Peso: 1131 gr
Tempera su tavola con riza in argento
L’icona raffigura il tema dell’Incoronazione della Vergine, una delle rappresentazioni mariane più diffuse nella tradizione cristiana orientale e occidentale. La scena presenta la Vergine Maria inginocchiata al centro della composizione, in atteggiamento di umiltà e adorazione, mentre riceve la corona come simbolo della sua glorificazione celeste. Ai lati della Vergine sono raffigurate due figure divine, tradizionalmente identificate con Cristo e Dio Padre, che partecipano al rito dell’incoronazione. Al centro superiore della composizione compare lo Spirito Santo in forma di colomba, completando la rappresentazione della Trinità e sottolineando il carattere sacro dell’evento. La scena è arricchita dalla presenza di cherubini disposti nello spazio celeste, simboli della gloria divina e della dimensione paradisiaca dell’episodio. La composizione, caratterizzata da una forte impostazione devozionale e simbolica, segue i modelli dell’iconografia ortodossa russa dedicata alla Madre di Dio. La presenza della riza metallica, lavorata a protezione della superficie pittorica e spesso arricchita da elementi ornamentali, conferisce all’immagine un ulteriore valore liturgico e cultuale. Le icone raffiguranti l’Incoronazione della Vergine erano destinate alla devozione privata e alla venerazione domestica, con particolare diffusione nel mondo ortodosso russo tra il XVIII e il XIX secolo. La combinazione tra pittura sacra e riza testimonia la tradizione delle icone rivestite, dove il rivestimento prezioso enfatizza la sacralità del soggetto rappresentato.
L'opera presenta una riza in rame argentato, punzonata con del falsi marchi russi per l'argento.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
La riza conserva integralmente la propria struttura originale mostrando fisiologica ossidazione dell'argentatura, leggere abrasioni superficiali, modeste deformazioni lungo alcuni margini e piccoli sollevamenti e minime usure localizzate.
Il supporto ligneo appare stabile e coerente con l'età dell'icona, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. -
Lotto 47 Icona russa raffigurante la Madre di Dio di Kazan con riza - fine XIX secolo (circa 1880–1900)
Altezza x larghezza: 34 x 28 cm
Tempera su tavola
Icona su tavola raffigurante la Madre di Dio di Kazan (Kazanskaja Bogomater'), una delle immagini mariane più venerate dell'intera tradizione ortodossa russa e considerata, fin dal XVII secolo, la principale protettrice spirituale della Russia.
La Vergine è rappresentata a mezzo busto secondo l'iconografia tradizionale della Kazanskaja Bogomater', con il volto leggermente inclinato verso il Bambino e lo sguardo rivolto direttamente all'osservatore. Il Cristo Bambino compare frontalmente, benedicente, con la mano destra sollevata secondo il rito orientale, mentre con la sinistra sostiene il rotolo delle Sacre Scritture.
La superficie pittorica è quasi interamente rivestita da una riza in ottone argentato finemente sbalzata e cesellata, che lascia visibili esclusivamente i volti e parte delle mani delle figure sacre. L'aureola della Vergine è realizzata con un elegante motivo raggiato ottenuto mediante profonde nervature radiali, mentre quella del Bambino riprende lo stesso schema decorativo in scala ridotta. Le vesti sono rese attraverso un raffinato lavoro di sbalzo che riproduce pieghe, bordure e ricami secondo la tradizione delle officine russe della seconda metà del XIX secolo.
La cornice della riza presenta una ricca decorazione floreale agli angoli e una fascia perimetrale punzonata che conferisce equilibrio e monumentalità alla composizione. Nella parte inferiore compare l'iscrizione slavonica identificativa della Madre di Dio di Kazan.
L'immagine appartiene alla tipologia iconografica derivata dal celebre prototipo miracoloso rinvenuto a Kazan nel 1579 e rapidamente diffusosi in tutta la Russia come simbolo della protezione della Vergine sul popolo russo. Nel corso del XIX secolo questa iconografia divenne una delle più richieste sia per la devozione privata sia per gli ambienti domestici, favorendo una produzione di elevata qualità da parte delle principali botteghe di Mosca e della Russia centrale.
La qualità dell'esecuzione pittorica, la corretta impostazione dei volti, il raffinato trattamento delle lumeggiature e la buona qualità della riza consentono di attribuire l'opera a una produzione della Russia centrale, realizzata negli ultimi decenni del XIX secolo.
L'icona è oggi conservata entro una teca lignea con sportello vetrato incernierato, probabilmente aggiunta nel corso del XX secolo per finalità conservative e devozionali.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. La riza conserva integralmente la propria struttura originale, mostrando fisiologica ossidazione dell'argentatura, leggere abrasioni superficiali e modesti segni d'uso compatibili con l'età del manufatto. La superficie pittorica, visibile nei volti e nelle mani, presenta naturali craquelure e lievi usure localizzate. Il supporto ligneo appare stabile e coerente con la tecnica costruttiva tradizionale, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. La teca lignea è in buono stato di conservazione, con normali segni d'uso. -
Lotto 48 Icona russa raffigurante la Madre di Dio di Vladimir (Vladimirskaja) con riza - XIX secolo
Altezza x larghezza: 33 x 27,5 cm.
Tempera su tavola con riza
L'icona presenta una delle immagini più venerate della cristianità ortodossa: la Madre di Dio di Vladimir (Vladimirskaja), sublime espressione del tipo iconografico Eleusa (della Tenerezza). Il Bambino Gesù è ritratto sul braccio destro della Vergine, con il volto teneramente accostato a quello della Madre e il braccio sinistro cinto intorno al suo collo. Questo intimo abbraccio racchiude un profondo significato teologico: mentre il contatto tra le guance simboleggia l'unione mistica tra Dio e l'umanità, la mano sinistra della Vergine indica con discrezione il Figlio, assimiliando la scena al tipo dell'Odigitria (colei che mostra la via della Salvezza). Lo sguardo di Maria, profondo e malinconico, non si rivolge al Bambino ma è proiettato verso l'osservatore, rivelando un intimo e drammatico presagio della Passione e della futura sofferenza del Figlio sulla croce.Un dettaglio peculiare che codifica rigidamente questo specifico prototipo bizantino del XII secolo, distinguendolo da altre varianti della Tenerezza, è la postura del Bambino, il quale mostra la pianta del piede sinistro rivolta verso chi guarda. I volti emergono con forte intensità espressiva dalle aperture della lamina, mostrando l'accurata stesura pittorica a tempera attraverso strati sovrapposti di lumeggiature. L'opera è rivestita da una ricca e scenografica riza in metallo argentato e dorato di eccezionale impatto plastico. Agli angoli superiori e lungo i lati si sviluppa una sontuosa decorazione barocca a grandi volute fogliacee, cartigli e motivi floreali ad altorilievo che incorniciano solennemente la sacra immagine.
L'opera presenta una riza in metallo argentato, sbalzato e cesellato.
Classificazione dello stato di conservazione: *** discreto.
La riza conserva integralmente la propria struttura originale mostrando fisiologica ossidazione dell'argentatura, abrasioni superficiali, deformazioni e mancanze lungo alcuni margini, piccoli sollevamenti e usure diffuse.
Il supporto ligneo appare stabile e coerente con l'età dell'icona, senza evidenza di restauri strutturali invasivi.