Pre-Asta ASTA 396 - ANTICHE ICONE ORTODOSSE DAL XVII AL XX SECOLO. Con un nucleo di importanti icone russe da viaggio in bronzo e smalti
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Lotto 241 Piccola icona da viaggio raffigurante l'allegoria della Trinità - XIX secolo
Altezza x larghezza: 6 x 5.4 cm Peso: 96.2 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
nella scena dell'ospitalità di Abramo. Infatti la scena simboleggia la visita degli angeli ad Abramo, ma viene reinterpretata in chiave simbolica come rappresentazione veterotestamentaria della Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo). L'esempio più celebre è costituito dalla Trinità di di Andrej Rublëv, realizzata negli anni intorno al 1422 e conservata presso la Galleria statale di Tret'jakov a Mosca. Tali manufatti erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 242 Icona da viaggio raffigurante la Madre di Dio del Roveto Ardente - XIX secolo
Altezza x larghezza: 10 x 9,5 cm Peso: 295.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
nonché una delle immagini più complesse e simboliche dell'iconografia ortodossa, ricca di riferimenti biblici e teologici. L'icona si basa sul miracolo descritto nell'Esodo, dove Mosè vede un cespuglio che brucia senza consumarsi. Nella tradizione cristiana, questo è un simbolo della Vergine Maria: come il roveto conteneva il fuoco divino senza bruciare, così Maria ha portato in grembo il Figlio di Dio conservando la sua integrità. Oltre al suo profondo valore teologico, questa specifica icona è tradizionalmente venerata come protettrice contro gli incendi. In passato, in Russia, era consuetudine portarla in processione attorno alle case o ai villaggi per invocare la protezione divina contro il fuoco. Questa icona, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 243 Piccola icona da viaggio raffigurante l'allegoria della Trinità - XIX secolo
Altezza x larghezza: 6x5.5 cm Peso: 65.2 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
nella scena dell'ospitalità di Abramo. Infatti la scena simboleggia la visita degli angeli ad Abramo, ma viene reinterpretata in chiave simbolica come rappresentazione veterotestamentaria della Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo). L'esempio più celebre è costituito dalla Trinità di di Andrej Rublëv, realizzata negli anni intorno al 1422 e conservata presso la Galleria statale di Tret'jakov a Mosca. Tali manufatti erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 244 Icona da viaggio raffigurante la Deesis allargata - XIX secolo
Altezza x larghezza: 6 x 5,5 cm Peso: 78.8 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Al centro troneggia il Cristo Pantocratore, seduto sul trono regale, mentre tiene il Vangelo aperto e solleva la mano nel gesto della benedizione. Ai suoi lati, la Vergine Maria e San Giovanni Battista sono raffigurati in piedi, leggermente chinati verso di Lui in segno di preghiera per l'umanità. Completano il corteo di intercessione altre figure di Santi Eletti. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 245 Croce da kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 20x11.5 cm Peso: 239,5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Realizzate prevalentemente in bronzo e talvolta arricchite da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinate alla devozione privata. La loro portabilità permetteva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 246 Croce da kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 23.5 x 14 cm Peso: 359.3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 247 Icona da viaggio raffigurante Sant'Antipa - XIX secolo
Altezza x larghezza: 6 x 5 cm Peso: 77.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
un vescovo di Pergamo che subì il martirio sotto Domiziano o Nerone. La tradizione narra che fu bruciato vivo dentro un toro di bronzo arroventato nel tempio di Diana. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 248 Piccola icona da viaggio raffigurante la Madonna di Smolensk - XIX secolo
Altezza x larghezza: 7 x 5.5 cm Peso: 91.3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
un'immagine di Maria, che prende il nome dalla città di Smolensk. La tradizione riporta che l'icona, era stata impiegata per benedire le vie di Costantinopoli da Costantino IX Monomaco, in occasione del matrimonio di sua figlia Anna con il principe Vsevolod di Jaroslavl' ed arrivò in Russia nell'XI secolo. Vladimiro II Monomaco la donò solennemente alla città di Smolensk nel XII secolo e l'immagine fu posta nella Cattedrale della Dormizione, ma poi andò perduta durante la Seconda guerra mondiale. Questo oggetto, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 249 Piccola icona da viaggio raffigurante la Deesis - XIX secolo
Altezza x larghezza: 6,5 x 5,5 cm Peso: 86.1 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questo oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 250 Piccola icona da viaggio raffigurante San Giorgio - XIX secolo
Altezza x larghezza: 7 x 5.5 cm Peso: 78.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
secondo il canone tradizionale che vuole San Giorgio come un giovane guerriero a cavallo, con un mantello rosso, simbolo del suo martirio, che vola al vento. Una creatura serpentiforme ai piedi del cavallo, rappresenta il male o il paganesimo sconfitto. Il dettaglio più significativo, che permette di collocare l'icona nel contesto dei Vecchi Credenti, è la posizione delle dita della mano di Dio che spunta dall'angolo destro in alto per benedire lo stesso Giorgio. Nelle icone dei Vecchi Credenti, la mano è sempre raffigurata con due dita tese, simbolo della doppia natura di Cristo, in opposizione alle tre dita introdotte dalle riforme. Oltre a ciò, le icone ascrivibili a questo gruppo religioso erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 251 Icona da viaggio raffigurante San Giorgio - XIX secolo
Altezza x larghezza: 9 x 8 cm Peso: 145.9 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
secondo il canone tradizionale che vuole San Giorgio come un giovane guerriero a cavallo, con un mantello rosso, simbolo del suo martirio, che vola al vento. Una creatura serpentiforme ai piedi del cavallo, rappresenta il male o il paganesimo sconfitto. Il dettaglio più significativo, che permette di collocare l'icona nel contesto dei Vecchi Credenti, è la posizione delle dita della mano di Dio che spunta dall'angolo destro in alto per benedire lo stesso Giorgio. Nelle icone dei Vecchi Credenti, la mano è sempre raffigurata con due dita tese, simbolo della doppia natura di Cristo, in opposizione alle tre dita introdotte dalle riforme. Oltre a ciò, le icone ascrivibili a questo gruppo religioso erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 252 Icona da viaggio raffigurante la Deesis e Santi Eletti - XIX secolo
Altezza x larghezza: 8 x 6,5 cm Peso: 126 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona è un classico esempio di iconografia d'intercessione dei Vecchi Credenti, dove il registro superiore della Deesis (Cristo tra la Vergine e il Battista) funge da "udienza celeste" per le figure sottostanti. Nel registro inferiore, usualmente trovano posto i Santi Onomastici, ovvero i patroni dei membri della famiglia che ha commissionato l'opera ed un Angelo Custode. Questo oggetto, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 253 Icona da viaggio raffigurante la Madre della Consolazione - Inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 15,5 x 10 cm Peso: 355 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
La tradizione fa risalire l'origine del culto al miracoloso salvataggio da un naufragio del figlio di Teodosio I, Arcadio, attribuito all'intervento della Vergine Maria. Sul luogo del ritrovamento di Arcadio, sulla spiaggia di Vatopedi nei pressi del Monte Athos, il patriarca Nettario eresse un santuario e vi collocò l’icona dell’Otrada, sul cui modello furono dipinte copie poi inviate in Russia. Inoltre, nella parte superiore della scena emerge Dio Padre dalle nubi, sovrastato da un schera di cherubini. Questo oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 254 Icona raffigurante San Giovanni Battista - XIX secolo
Altezza x larghezza: 17.5 x 15 cm Peso: 488.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
rappresentato in una posizione che suggerisce come possa essere stato originariamente parte di un trittico. L’orientamento della figura, rivolta verso l’interno piuttosto che frontalmente verso lo spettatore, indica infatti che era probabilmente destinata a fungere da pannello laterale, affiancando una scena centrale di maggiore importanza. Lo sguardo e la postura, rivolti verso il centro della composizione, sono tipici delle figure di contorno nei complessi devozionali, dove i santi sono rappresentati in atteggiamento di contemplazione o testimonianza del mistero principale. Questo oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 255 Icona da viaggio raffigurante i Tre Santi Gerarchi - XIX secolo
Altezza x larghezza: 19,5 x 12 cm Peso: 440.0 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
San Basilio Magno, San Gregorio il Teologo e San Giovanni Crisostomo sono onorati nella tradizione ortodossa come patroni dell’istruzione e della conoscenza. Sopra la scena principale si trova una cimasa in cui Dio emerge dalle nubi, mentre una schiera di serafini corona la composizione nella parte superiore, completando la gerarchia celeste. Questa icona appartiene inoltre al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 256 Icona da viaggio raffigurante il Pantocratore - XIX secolo
Altezza x larghezza: 13.5x12 cm Peso: 411.2 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
raffigurato a mezzo busto secondo i canoni della tradizione russa più arcaica. Il Salvatore, con lo sguardo fisso e severo rivolto all’osservatore, solleva la mano destra nel gesto della benedizione (spesso caratterizzata dal dvuperstie, le due dita congiunte tipiche dei Vecchi Credenti), mentre con la sinistra sostiene il Vangelo aperto, simbolo della Legge divina. A impreziosire il manufatto è il contrasto cromatico dello sfondo, campito con smalti opachi nei toni del blu e del bianco. La scena è incorniciata da una bordura a motivi vegetali stilizzati che corre lungo tutto il perimetro. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 257 Icona da viaggio la Deesis allargata - XIX secolo
Altezza x larghezza: 13 x 10 cm Peso: 303.3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Al centro troneggia il Cristo Pantocratore, seduto sul trono regale, mentre tiene il Vangelo aperto e solleva la mano nel gesto della benedizione. Ai suoi lati, la Vergine Maria e San Giovanni Battista sono raffigurati in piedi, leggermente chinati verso di Lui in segno di preghiera per l'umanità. Completano il corteo di intercessione altre figure di Santi. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 258 Icona da viaggio raffigurante la Madre della Consolazione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 12 x 8 cm Peso: 163.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
La tradizione fa risalire l'origine del culto al miracoloso salvataggio da un naufragio del figlio di Teodosio I, Arcadio, attribuito all'intervento della Vergine Maria. Sul luogo del ritrovamento di Arcadio, sulla spiaggia di Vatopedi nei pressi del Monte Athos, il patriarca Nettario eresse un santuario e vi collocò l’icona dell’Otrada, sul cui modello furono dipinte copie poi inviate in Russia. Inoltre, nella parte superiore della scena emerge Dio Padre dalle nubi, sovrastato da un schiera di cherubini. Questo oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 259 Icona da viaggio raffigurante San Giovanni teologo - XIX secolo
Altezza x larghezza: 14.5 x 8.5 cm Peso: 160.2 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’icona raffigura l’evangelista Giovanni, riconoscibile dal suo attributo iconografico tradizionale: l’aquila, simbolo della sua elevazione teologica e della profondità del suo Vangelo. La figura è presentata nella variante detta “teologo del silenzio”, poiché il santo si chiude la bocca con le mani, gesto che allude al mistero ineffabile della parola divina e alla contemplazione interiore. Nella parte superiore, entro la cimasa, è raffigurato Dio Padre emergente dalle nubi, mentre una schiera di serafini completa la composizione nella zona sommitale, accentuando il carattere celeste e trascendente dell’immagine. Questo oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 260 Valva di un trittico raffigurante la Madre della Consolazione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 12,5 x 9 cm Peso: 133.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
La tradizione fa risalire l'origine del culto al miracoloso salvataggio da un naufragio del figlio di Teodosio I, Arcadio, attribuito all'intervento della Vergine Maria. Sul luogo del ritrovamento di Arcadio, sulla spiaggia di Vatopedi nei pressi del Monte Athos, il patriarca Nettario eresse un santuario e vi collocò l’icona dell’Otrada, sul cui modello furono dipinte copie poi inviate in Russia. Attorno alla Vergine sono rappresentate figure senza nimbo, che rafforzano il ruolo della Madonna come mediatrice e intercessora, accogliendo spiritualmente i fedeli sotto la sua protezione. Nella cimasa, invece, compare la Trinità del Nuovo Testamento, composta dalle figure sedute di Gesù Cristo e Dio Padre che reggono tra loro il globo crucigero, simbolo del dominio divino sul creato, mentre al vertice della composizione appare la colomba dello Spirito Santo a suggellare l’unione delle tre persone divine.Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 261 Icona da viaggio raffigurante la Madre di Dio del Roveto Ardente - XIX secolo
Altezza x larghezza: 10 x 9 cm Peso: 204.3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
nonché una delle immagini più complesse e simboliche dell'iconografia ortodossa, ricca di riferimenti biblici e teologici. L'icona si basa sul miracolo descritto nell'Esodo, dove Mosè vede un cespuglio che brucia senza consumarsi. Nella tradizione cristiana, questo è un simbolo della Vergine Maria: come il roveto conteneva il fuoco divino senza bruciare, così Maria ha portato in grembo il Figlio di Dio conservando la sua integrità. Oltre al suo profondo valore teologico, questa specifica icona è tradizionalmente venerata come protettrice contro gli incendi. In passato, in Russia, era consuetudine portarla in processione attorno alle case o ai villaggi per invocare la protezione divina contro il fuoco. Questa icona, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Carlo Maria Biagiarelli Antiquario - Roma
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 262 Icona da viaggio raffigurante la Dormizione della Vergine - XIX secolo
Altezza x larghezza: 10 x 9 cm Peso: 285.3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Al centro della scena, Maria è distesa su un alto catafalco, Dietro il letto funebre campeggia il Cristo, che regge tra le braccia una piccola figura in fasce bianche, che rappresenta l'anima pura della Vergine, nata a nuova vita in cielo. Attorno al letto si stringono i dodici apostoli, divisi in due gruppi. In primo piano si distinguono solitamente Pietro (che incensa il corpo) e Paolo (chinato in segno di profonda venerazione). In basso, davanti al catafalco, è presente la scena del fanatico ebreo che tentò di rovesciare il letto funebre e le cui mani furono mozzate dalla spada dell'Arcangelo Michele. In secondo piano, alle spalle del collegio apostolico, si stagliano Padri della Chiesa e Arcangeli in atteggiamento di venerazione al transito della Vergine. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 263 Icona da viaggio raffigurante la Natività della Vergine - XIX secolo
Altezza x larghezza: 9.5 x 9 cm Peso: 172.0 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
La scena si focalizza sulla madre, Sant'Anna. Il nucleo iconografico mostra Anna distesa a letto, in un interno ricco sotto un baldacchino, circondata da ancelle che si occupano di lei (portando cibo o bevande) e si dedicano al lavaggio e alla cura della neonata. San Gioacchino è raffigurato in disparte in basso a destra. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 264 Trittico da viaggio raffigurante l'Odighitria con i simboli della passione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 11 x 15 cm Peso: 159.7 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
La valva centrale presenta una variante del tipo tradizionale dell’Odigitria, in cui il Bambino, raffigurato con le fattezze di un piccolo adulto, volge lo sguardo al cielo verso gli strumenti della Passione, manifestando la piena consapevolezza del proprio destino salvifico. Questa iconografia fonde la solennità greca con la tenerezza della Vergine Eleusa, richiamando modelli celebri come la Madonna del Perpetuo Soccorso di ambito cretese, diffusisi ampiamente in Russia nel XVII secolo. Proprio sotto il regno dello zar Michail Fëdorovič, la traslazione di un’immagine miracolosa della Madre di Dio della Passione da Nižnij Novgorod a Mosca portò alla fondazione del Monastero della Passione, cuore di una profonda devozione popolare. La composizione è coronata da una cimasa dove, tra le nubi, emerge la figura benedicente di Dio Padre, mentre nelle sommità delle valve laterali si dispiega il mistero dell’Annunciazione, con l’arcangelo Gabriele da un lato e Maria dall’altro a riceverne il messaggio. Il corpo delle ali laterali accoglie inoltre quattro fondamentali misteri dell'anno liturgico: la Presentazione al Tempio e l’Entrata a Gerusalemme, seguite dalle solenni scene pasquali dell’Anastasis (la Discesa agli Inferi) e dell’Ascensione, che completano il ciclo redentivo attorno alla figura centrale della Vergine. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.