Pre-Asta L’ARTE È UN SOGNO. PARTE II
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Lotto 127 Gigino Falconi (1933)
Settembre in periferia, 1975
Olio su tela
98,4 x 98 cm (luce)
Firma: “Falconi” al recto; sul verso, “Gigino Falconi”
Data: “75” al recto
Altre iscrizioni: sul verso, “Titolo: settembre in periferia”
Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 90%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Gigino Falconi nasce a Giulianova (Teramo) e inizia a dipingere a sedici anni, frequentando contemporaneamente l’Istituto Tecnico per ragionieri, dove si diploma nel 1952. Nel 1954 ottiene la maturità presso il Liceo Artistico di Pescara. L’anno successivo, vincitore di concorso per la Cattedra di Disegno, assume l’incarico della docenza presso una scuola media di Giulianova, attività che abbandona definitivamente nel 1975, per dedicarsi interamente alla pittura. Tra il 1969 e il 1975, periodo cui afferisce l'opera in asta, rielabora immagini della vita quotidiana e della cronaca per un verso utilizzando una tecnica pittorica molto realistica e per l'altro componendo l'immagine in modo surreale, con effetti stranianti. -
Lotto 128 Eraldo Librari (1907 - 1988), per Cartiere Miliani, Fabriano
Il Mosé, da Michelangelo,1960
Filigrana in chiaroscuro retroilluminata
41 x 34,8 cm (luce)
Firma: "E. Librari" in lastra
Data: "1960" in lastra
Altre iscrizioni: "C. M. FABRIANO" in lastra
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 40% (mancanza del vetro posteriore; danni da umidità al passe-partout; una lampada mancante; apparato elettrico non verificato)
Stato di conservazione. Superficie: 80%
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In asta, un esemplare di filigrana artistica in chiaroscuro - la data "1960" si riferisce alla matrice - realizzata da Eraldo Librari, per la storica Cartiera Miliani, di Fabriano, sul modello celeberrimo del "Mosé" di Michelangelo. Come ricorda Annarita Librari, figlia dell'incisore in filigrana Franco Librari, "Con Giuseppe Miliani (1816 - 1890), nipote di Pietro (1744 - 1817), fondatore della ditta Miliani, la cartiera si ingrandisce, la carta da disegno si afferma come la migliore, tanto che alla esposizione di Londra nel 1851 viene premiata, e la carta valori comincia ad essere la specialità della fabbrica fabrianese. Alla morte di Giuseppe la cartiera era già un grande complesso, ma sarà il figlio Giambattista (1856-1937) ad operare l’effettiva trasformazione da azienda artigianale ad industriale (...). Giambattista alle conoscenze tecniche unisce un’ampia visione dell’organizzazione industriale grazie ai frequenti viaggi che, fin da giovanissimo, compie in diverse nazioni europee e in Nord America. Nel 1889 riceve la Legion d’onore per aver presentato, all’esposizione di Parigi, le migliori filigrane per i biglietti di banca. Per le filigrane di Fabriano, ancor prima del riconoscimento parigino, esisteva un vero e proprio entusiasmo. Nel 1886 Ernst Kirchner di Francoforte sul Meno scrive: “Le vostre carte filigrane sono le più belle che io abbia mai veduto fino ad ora. Da quando posseggo questi veramente artistici fogli non oso più nemmeno guardare gli stessi prodotti della Germania. I ritratti, come pure i dettagli che li ornano sono di una finezza ammirabile, perfetta e formano ora il punto essenziale di questa modesta collezione che io curo con molto amor proprio”. Nel settore della Filigrana artistica in chiaro-scuro per banconote Giambattista, in un primo momento, per l’incisione su cera si avvalse del prof. Bianchi di Roma, medaglista dei Sacri Palazzi Apostolici, che direttamente da Roma inviava a Fabriano le cere commissionate. Successivamente, la sua lungimiranza e previdenza lo spinsero a dotare l’Officina Filigrane delle cartiere di Fabriano della sezione di incisione su cera, dove destinò giovani e abili artisti che riuscirono a soddisfare appieno le esigenze aziendali. Capostipite di questa scuola fu Serafino Cilotti (1868-1943), che realizzò opere di notevole impatto artistico, da considerare come una nuova forma di espressione d’arte figurativa su cera, Angelo Bellocchi (1880-1939) e Virgilio Brozzesi (1869-1946). Allievi di Cilotti possono considerarsi Aldo Frezzi (1885-1972), (...) Eraldo Librari (1907-1988) e Luigi Filomena. ( Annarita Librari, "Cera una volta... la Filigrana Artistica in chiaroscuro"). La storia della cartiera Miliani è stata ricostruita da Bruno Bravetti, nella monografia “Giambattista Miliani”, Affinità Elettive, 2010. -
Lotto 129 Paolo da San Lorenzo (1935)
Mizöu, 1994
Olio su carta
76 x 56 cm
Firma: “Paolo da San Lorenzo” al recto
Elementi distintivi: etichetta della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimento inventariale e analoga etichetta anonima
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: certificato dell’artista con titolo e data, al verso
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 130 Roberto Moschini (1937 - 2023)
Profilo femminile, 1985
Acquaforte, acquatinta e serigrafia su carta
59,3 x 79,8 cm (luce)
Firma: “R. Moschini” a matita al recto
Data: “85” a matita al recto
Altre iscrizioni: “Dolena” (?) a matita al recto; tiratura “28/40” a matita al recto
Elementi distintivi: etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 131 Antonio Masini (1933 - 2018)
Volto di donna
Tempera, pastelli e carboncino su carta
49,4 x 46,8 cm (luce)
Firma: al recto, “A. Masini”
Elementi distintivi: etichetta anonima con dati dell'opera; etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 132 Luigi Serena (1855 - 1911)
La nonna del pittore, 1879
Olio su tela
95,5 x 72 cm
Firma: “L. Serena” al recto
Data: “79” al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Veneto Banca con riferimenti di inventario
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: O. Stefani, a cura di, "Luigi Serena. 1855-1911", Ponzano Veneto, 2006, pp. 116 e 123, ill. 87; E. Manzato, "Omaggio a Luigi Serena", Montebelluna, 2019, pp. 9-10
Esposizioni: "Omaggio a Luigi Serena (1855-1911)", Villa Romivo, Montebelluna, 2019
Certificati: Fotocertificato e scheda critica di Margherita Binotto dell'11 aprile 1994
Stato di conservazione. Supporto: 70% (reintelo)
Stato di conservazione. Superficie: 90%
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Luigi Serena, pittore d'elezione della borghesia trevigiana a cavallo tra '800 e '900, non ebbe allievi diretti, ma fu ammirato dagli artisti più giovani per il suo spirito bohémien e antiborghese, anche quale riferimento morale, diventando una pietra miliare nell'orizzonte artistico della Marca. Saranno proprio gli artisti dell'avanguardia, in testa Arturo Martini, a promuovere la mostra postuma di Serena poco dopo la sua morte nel 1911. Pur operando prevalentemente in provincia, l'artista partecipò con successo alle più importanti esposizioni del tempo: a Venezia (1881), Milano (1883), Torino (1884), Firenze (1886), Parigi (1888) e Monaco (1890). Fu tra gli invitati alla Biennale veneziana del 1897 (Eugenio Manzato, "Treviso", in "La Pittura in Italia. L'Ottocento", Milano, 1990, p. 213).
Il dipinto è datato al 1879, in adesione alla data iscritta nella tela, da Margaret Binotto, nella propria scheda, e da Ottorino Stefani, nella monografia del 2006. In precedenza, nella monografia del 1985, lo studioso aveva proposto una datazione al 1880-1882, ipotesi ripresa da Eugenio Manzato nella recente mostra montebellunese (2019). «Intorno agli anni 1880-82 circa, Serena compone alcuni ritratti con una tecnica abbastanza insolita che richiama, in parte, sia l'esperienza dei Macchiaioli toscani, sia quella degli Impressionisti francesi. Il colore è steso a piccoli tocchi, con sfrangiature che spezzano continuamente i contorni delle cose, conferendo alle immagini un senso di vibrazione interna, un particolare movimento luminoso ed atmosferico. Sotto tale aspetto il "Ritratto della nonna", ormai vecchissima, emerge in tutta la sua personalità di donna, un tempo forte e decisa, dai lineamenti piuttosto marcati, anche se non privi di una loro composta armonia (la forma del volto doveva essere un tempo un ovale quasi perfetto). Le tonalità bruno-scure del fondo, appena ravvivate da quel tocco di ocra e di rosso della poltrona, e delle maniche e dei capelli, mettono in rilievo la luminosità dei bianchi, valorizzati dalla calda trasparenza delle ombre e dai mezzi toni del volto e delle mani». (O. Stefani, a cura di, "Luigi Serena. 1855-1911", Ponzano Veneto, 2006, pp. 116). Del dipinto esiste un piccolo studio, in collezione privata (ibidem, p. 122, ill. 86).
Per il suo rilievo culturale, nel 2019 l'opera è stata richiesta in prestito permanente dal Comune di Montebelluna per esporlo nelle proprie sale. -
Lotto 133 Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Viterbo, 1935
Acquaforte su carta
28 x 45 cm (lastra)
Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto a matita e in lastra
Data: “1935” in lastra
Altre iscrizioni: tiratura “11/50”, “Viterbo” al recto a matita; “N65” in lastra
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: Marco Goldin, a cura di, "Cento incisioni di Lino Bianchi Barriviera", Villorba, 1993, p. 52
Esposizioni: Marco Goldin, a cura di, "Cento incisioni di Lino Bianchi Barriviera", Casa dei Carraresi, Treviso, 16 dicembre 1993 - 16 gennaio 1994 (altro esemplare)
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 134 Josè Guevara (1926 - 2010)
La corrida, 1990
Olio su masonite
81 x 100 cm (luce)
Firma: “Guevara” al recto e sul verso
Data: “1990” sul verso
Altre iscrizioni: sul verso, autentica dell'artista con dati relativi all'opera
Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario; etichetta anonima con dati dell'opera
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 80% (gore d’acqua)
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 135 Lino Dinetto (1927)
Dallo studio, 1966
Olio su tela
60,5 x 80,5 cm
Firma: “LINO DINETTO” sul verso
Data: “1966” sul verso
Altre iscrizioni: “Dallo studio” sul verso
Elementi distintivi: sul verso, etichetta “Premio Biennale di Pittura L. Serena”, Montebelluna, 1966, con dati relativi all’opera
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA; Veneto Banca SpA in LCA
Esposizioni: “Premio Biennale di Pittura L. Serena”, Montebelluna, 1966
Stato di conservazione. Supporto: 90%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 136 Cristina Selvetti (II metà del XX secolo)
Paesaggio urbinate
Litografia su carta
22,4 x 25,9 cm (luce)
Firma: "Cristina Selvetti" a matita al recto
Data: "1980" a matita al recto
Altre iscrizioni: titolo a matita al recto ("Paesaggio urbinate")
Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario ed analoga etichetta anonima; etichetta della XXX rassegna di Sassoferrato
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Esposizioni: XXX Rassegna grafica di pittura, scultura, grafica e libro d'artista "G.B. Salvi" e "Piccola Europa" e "Premio Calzaturificio Vainer", Sassoferrato, 20 luglio - 24 agosto 1980
Stato di conservazione. Supporto: 90%
Stato di conservazione. Superficie: 90%
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Lotto 137 Mario Manetti (XX secolo)
Paesaggio a Fabriano, 1985
Olio su cartone
47 x 68 cm
Firma: sul verso, “Manetti Mario”
Data: sul verso, “85”
Altre iscrizioni: sul verso, “Paesaggio a Fabriano” e indirizzo dell’artista
Elementi distintivi: sul verso, timbro "Ministero dei trasporti DLF Fabriano 1985 XXXIII conc. naz. pittura"
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Esposizioni: Fabriano, XXXIII Concorso nazionale di pittura, 1985
Stato di conservazione. Supporto: 90%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 138 Francesco Sartorelli (1856 - 1939)
Paesaggio con cipressi (Asolo)
Olio su tela
82 x 93,2 cm
Firma: "F. Sartorelli" al recto
Altre iscrizioni: al verso, numeri con riferimento a passaggi d'asta "71" e "Z-571"
Elementi distintivi: etichetta della Galleria Nuova Arcadia (con riferimento ad Asolo come soggetto) ed altra etichetta anonima (con riferimento a Fiesole); inoltre etichetta con numero "16" ed etichetta con numero "2191"
Provenienza: Finarte, Milano, 30.05.2006, l.77 (€ 5.000); Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 90%
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Lotto 139 Luigi Serena (1855 - 1911)
"Il Mercato in sosta", 1887-1889
Olio su tavola
16 x 25,2 cm
Firma: “L Serena” al recto
Altre iscrizioni: “mercato in paese” e numero “22” cerchiato sul verso
Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario
Provenienza: Galleria Martinazzo, Montebelluna; Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: O. Stefani, a cura di, "Luigi Serena. 1855-1911", Ponzano Veneto, 2006, pp. 61-62 (ill. 45; con erronea collocazione presso i Musei Civivi di Treviso)
Certificati: Fotocertificato di Ottorino Stefani del 10 aprile 1999
Stato di conservazione. Supporto: 95% (graffi superficiali)
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Luigi Serena, pittore d'elezione della borghesia trevigiana a cavallo tra '800 e '900, non ebbe allievi diretti, ma fu ammirato dagli artisti più giovani per il suo spirito bohémien e antiborghese, anche quale riferimento morale, diventando una pietra miliare nell'orizzonte artistico della Marca. Saranno proprio gli artisti dell'avanguardia, in testa Arturo Martini, a promuovere la mostra postuma di Serena poco dopo la sua morte nel 1911. Pur operando prevalentemente in provincia, l'artista partecipò con successo alle più importanti esposizioni del tempo: a Venezia (1881), Milano (1883), Torino (1884), Firenze (1886), Parigi (1888) e Monaco (1890). Fu tra gli invitati alla Biennale veneziana del 1897 (Eugenio Manzato, "Treviso", in "La Pittura in Italia. L'Ottocento", Milano, 1990, p. 213).
Il "Mercato in sosta" fa parte della produzione matura di Serena, di gusto naturalistico, ambientata in fiere, mercati e strade del Trevigiano, in cui il sicuro dominio della tecnica consente all'artista la libera espressione dei suoi sentimenti; ma al contempo si avverte una certa rigidezza dovuta forse alla artrite che colpì l'artista nel 1888. Come segnala Ottorino Stefani, nella monografia del 2006, «nel "Mercato in sosta" (un'opera dipinta tra 1887 e il 1889) Serena riesce a liberarsi da certe convinzioni di gusto accademico (personaggi messi in posa) per dar vita ad una scena che possiede una sua logica narrativa e atmosferica dettata da un'intelligente "presa diretta" della realtà. Una realtà ben consolidata da un "rituale" scambiato da puntuali e identici avvenimenti. La sosta dei cavalli consente una pacata riflessione sul tema del riposo degli animali, colti in una posa di grande naturalezza "discorsiva" con la figura che si avvicina al carro mentre le ruote sono come una struttura ideale che scandisce il ritmo compositivo dell'opera: soprattutto nell'eco ribadito dalle chiome dei grandi alberi, evidente richiamo degli impulsi emotivi dell'artista capace di esaltare la propria immagine del mondo in maniera positiva e solenne» ("Luigi Serena. 1855-1911", Ponzano Veneto, 2006, pp. 61-62: per una svista di impaginazione nella pubblicazione le collocazioni dell'opera alla tavola 45, di Veneto Banca, e alla tavola 46, dei Musei Civici di Treviso, sono scambiate).
Stefani rimarca, nella nota di certificazione, che «il quadro si fa notare per l'interno equilibrio tra materia pittorica e luminosa trasparenza atmosferica, che avvolge il mondo raffigurato con verità e con commossa poesia a carattere aneddotico-popolare». -
Lotto 140 Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Paesaggio all’Isolotto, 1932
Acquaforte su carta
14,6 x 44,2 cm (lastra)
Firma: “Lino Bianchi” al recto a matita e in lastra
Data: “932”, “1932” al recto a matita; “1932” in lastra
Altre iscrizioni: tiratura “1/50 op. 23”, “Paesaggio all’Isolotto”, “(esemplare per esposizione)” al recto a matita
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: Marco Goldin, a cura di, "Cento incisioni di Lino Bianchi Barriviera", Villorba, 1993, pp. 40-41
Esposizioni: Marco Goldin, a cura di, "Cento incisioni di Lino Bianchi Barriviera", Casa dei Carraresi, Treviso, 16 dicembre 1993 - 16 gennaio 1994 (altro esemplare)
Stato di conservazione. Supporto: 90% (foxing)
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 141 Domenico Purificato (1915 - 1984)
Paesaggio con figure
Litografia su carta
37,2 x 53,4 cm (luce)
Firma: “Purificato” a matita al recto
Altre iscrizioni: tiratura “P. A.” a matita al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario; etichetta anonima con dati dell'opera
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 142 Marcello Tommasi (1928 - 2008), per Fin. Edit. Art. Firenze
Don Chisciotte: otto tavole, 1976
Acquaforte su carta
63,7 x 47,1 cm (il foglio)
Firma: “Marcello Tommasi” nel colophon e in calce ad ogni pagina tavola
Data: "1976" in tiratura
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 90% (deformazioni da fermagli metallici, ancora presenti)
Stato di conservazione. Superficie: 90%
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La cartella contiene otto incisioni di Marcello Tommasi sul Don Chisciotte, presentate da Luigi Testaferrata e pubblicate da Fin Edit Art in una tiratura di 178 esemplari (12 fuori commercio, 16 contraddistinti da numeri romani e 150 contraddistinti da numeri arabi). L’esemplare in asta appartiene alla tiratura fuori commercio, la più pregiata. -
Lotto 143 Guelfo Bianchini, detto Guelfo (1937 - 1997)
Figura femminile e figura maschile, 1959
Acquaforte e acquatinta su carta
27,2 x 18,5 cm (luce)
Firma: “Guelfo” a matita al recto
Data: “59” a matita al recto
Altre iscrizioni: tiratura “XX/LX” a matita al recto
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Fra il 1957 e il 1963 Guelfo è a Roma e stringe rapporti con Francalancia, Bartolini, De Chirico e Cocteau. Nel 1961 è invitato da Oskar Kokoschka nel castello di Salisburgo, dove conosce Manzù. Esegue la serie di disegni "Viaggio in Austria" e ritrae Kokoschka ricevendo in cambio dall’artista austriaco il "Ritratto di Guelfo – Velfen". Conosce Marc Chagall che gli dona il disegno "Profilo di Guelfo" e in occasione del compleanno dell’artista russo Guelfo gli regalerà "Chagall ironico" (coll. Vence, Francia). Fra il 1965 e il 1973 compie numerosi viaggi in Francia dove incontra Magnelli, Picasso e Mirò. Grazie all’amicizia di George Visat, editore parigino, inizia una collezione di opere su carta. Dal 1957 il suo Studio dell’Orologio, situato all’ombra della torre dell’orologio del Borromini, è punto d’incontro e poi sede di un conciliabolo di stravaganti cultori della patafisica («scienza delle soluzioni immaginarie» che si propone di studiare «ciò che si aggiunge alla metafisica, estendendosi così lontano al di là di questa quanto questa al di là della fisica», secondo la definizione dello scrittore francese A. Jarry). Viaggia a Berlino, in Grecia e Parigi, dove incontra Ernst, Tanning, Matta, Ray, Bellmer. Questi due ultimi eseguiranno foto e disegni per Guelfo. Nel ’71 fonda il “Giornale invisibile TIC biografici” e il Museo Internazionale l’Orologio. Conosce Buñuel, Hans Richter, Masson che lo ritrae in un disegno. Conosce Hartung, invitato dalla sua scuola, e Lam a Parigi.
Nel 1974 viaggia attraverso Olanda, Danimarca, Francia. Guidi e Cagli disegnano un suo ritratto. A Parigi conosce Dalì che schizza un suo profilo e le Gallerie di Visat e Berggruen espongono le sue opere. Nel 1977 è Pericle Fazzini a eseguire un suo ritratto. Nel 1978 viene fondata l’Associazione Museo Internazionale d’Arte Moderna – l’Orologio a Fabriano e Guelfo è presidente. Madame Arp dona l’opera "Idol" di Jean Arp come simbolo del Museo di Guelfo. Nel 1979 entra come protagonista nel romanzo "La torre dell’Orologio" di Franco Simongini. Esce il filmato nella rassegna televisiva “Artisti d’oggi” "Guelfo e la torre dell’orologio" con un testo di Giuliano Briganti e intervista di Sergio Pautasso, musiche Alvin Curran. Il "Giornale Invisibile TIC (Diario di bordo biografico)" diventa visibile ed esce in edizione d’arte: "TIC di Guelfo, ovvero capricci a volo, Giorgio De Chirico, Guelfo e gli amici volanti", stampato a Roma da M. De Rossi, con la collaborazione di De Chirico, Arp, Dalì, Fazzini, Guidi, Kokoschka, Manzù, Mirò, Ray, Strazza, Turcato, poesie di Borges e altri. Al 1980 risalgono gli studi per un suo ritratto da parte di Riccardo Tommasi Ferroni. Angela Redini gli dedica un servizio televisivo: “Guelfo in bicicletta nei cortili barocchi di Roma”.
Nell'ultimo periodo della vita, si dedica anche alla produzione di vetrate. Tra le più prestigiose, quelle realizzate tra il 1983 e il 1997 per la chiesa di San Giuseppe Lavoratore di Fabriano.
Un importante nucleo di sue opere è conservato presso la Pinacoteca Civica Bruno Molajoli di Fabriano, città che ospita anche la casa-museo dell'artista, in cui è esposta la sua collezione. -
Lotto 144 Cesare Laurenti (1854 - 1936)
Brindisi in famiglia o L'ospite inatteso
Olio su tela
68,3 x 97,8 cm
Firma: al recto, "C. Laurenti"
Data: al recto, "1884"
Elementi distintivi: al verso, due etichette con riferimento all'autore, al soggetto e ad un numero di inventario
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 70% (rintelaiatura e rintelatura con bandelle di rinforzo in materiali sintetici)
Stato di conservazione. Superficie: 80% (sfondamenti suturati, per esempio nei due riquadri a destra; spuliture, cadute di colore e integrazioni)
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Lotto 145 Wladimiro Tulli (1922 - 2003)
Composizione astratta, 1987
Olio su tela
48,5 x 68,5 cm (luce)
Firma: al recto e sul verso sul telaio, “Tulli”
Data: sul verso sul telaio, "26.1.87"
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 146 Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Via Appia Antica, 1970
Acquaforte su carta
27 x 33 cm (lastra)
Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto a matita e in lastra
Data: “1970” al recto a matita e in lastra
Altre iscrizioni: tiratura “3/12 p.d’a.”, “Via Appia Antica” al recto a matita
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: Aa. Vv., "Lino Bianchi Barriviera (1906-1985). Acqueforti, disegni, dipinti 1924-1984", Treviso, 1989, cat. 61, p. 76; Marco Goldin, a cura di, "Cento incisioni di Lino Bianchi Barriviera", Villorba, 1993, p. 117
Esposizioni: "Lino Bianchi Barriviera (1906-1985). Acqueforti, disegni, dipinti 1924-1984", Palazzo della Loggia, Montebelluna, 11 giugno - 30 agosto 1989; Marco Goldin, a cura di, "Cento incisioni di Lino Bianchi Barriviera", Casa dei Carraresi, Treviso, 16 dicembre 1993 - 16 gennaio 1994 (altro esemplare)
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Come ricorda Ottorino Stefani, nella scheda di catalogo per la mostra del 1989, Via Appia è "un tema caro all'artista, sul quale ritorna con particolare insistenza creando una serie di autentici capolavori per l'alta resa atmosferica e per la straordinaria forza evocativa di tipo espressionistico". -
Lotto 147 Roberto Moschini (1937 - 2023)
Marina, 1985
Acquatinta, cera molle, litografia e serigrafia su carta
50 x 70 cm
Firma: “R. Moschini” a matita al recto
Data: “85” a matita al recto
Altre iscrizioni: “Marina” e tiratura 5/40 a matita al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 148 Luigi Bartolini (1892 - 1963)
Medolin (Istria), 1927
Sanguigna e inchiostro su carta
31,2 x 47,5 cm (luce)
Firma: al recto, “Bartolini”
Data: al recto, “1927”
Altre iscrizioni: sul verso, “Pola li febbraio 1927”
Elementi distintivi: etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 70% (strappi, pieghe)
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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La autenticità dell'opera è stata confermata su base fotografia da Luciana Bartolini, erede e specialista dell'artista (comunicazione del 7 ottobre 2021).
Ringraziamo la Professoressa Luciana Bartolini, Presidente dell'Archivio Luigi Bartolini, per il prezioso supporto nella schedatura dell'opera. -
Lotto 149 Enzo Roberti (1924 - 1990)
Paesaggio
olio su tela
60 x 70,5 cm
Firma: sul verso, “E Roberti”
Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 150 Francesco Sartorelli (1856 - 1939)
Pescatori in laguna
Olio su tela
94,5 x 140,5 cm
Altre iscrizioni: “26-2” sul telaio
Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Galleria Nuova Arcadia, Padova
Provenienza: eredi Sartorelli; Sotheby’s, "19th Century Painting and Sculpture" (Milano 12.06.2007, l. 20, € 15.000); Galleria Nuova Arcadia, Padova (fino al 2009); Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: Isabella Reale, a cura di, Valentina Bondi, schede e apparati documentari, "Francesco Sartorelli. Luci sull'alto Adriatico: protagonisti della pittura di paesaggio tra otto e novecento", Udine, 2007, tav. 30, pp. 39 (ill.), 55 (ill.)
Esposizioni: "Francesco Sartorelli. Luci sull'alto Adriatico: protagonisti della pittura di paesaggio tra otto e novecento", Galleria d'Arte Moderna di Udine, 6 luglio - ottobre 2007
Stato di conservazione. Supporto: 80% (lacerazione ricomposta con tela)
Stato di conservazione. Superficie: 80% (craquelures)
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Accostatosi alla pittura trentenne da autodidatta, dopo aver abbandonato gli studi di medicina e una decennale carriera di flautista attraverso l’Europa, Francesco Sartorelli (Cornuda 1856 – Udine 1939), trovò una collocazione nel panorama artistico veneziano di fine Ottocento tra gli eredi della lezione di Guglielmo Ciardi, prediligendo in particolare le luci mattutine e vespertine e i paesaggi, sia lagunari sia alpini con specchi d’acqua. Come indicato da Isabella Reale, il suo linguaggio va costruendosi attraverso le suggestioni segantiniane mediate da de Grubicy fino a giungere all’inizio del secolo alla definizione di un paesaggio «stato d’animo» (Isabella Reale, "Aggiunte al catalogo: Francesco Sartorelli, in Francesco Sartorelli. Luci sull'alto Adriatico: protagonisti della pittura di paesaggio tra otto e novecento", Udine, 2007). Si tratta, tuttavia, di un simbolismo che non stravolge la realtà, ma che piuttosto si caratterizza come una declinazione letteraria e sentimentale sulle tracce di Pietro Fragiacomo. "Pescatori in laguna" fa parte di una lunga serie di dipinti dedicati alla laguna veneta, realizzati attraverso un arco temporale che si dispiega dalla mostra personale alla Biennale del 1910 ("IX Esposizione internazionale d’arte della città di Venezia", Venezia 1910, pp. 112-114, nn. 4.-7, 9-12, 24, 37, 41) fino alla mostra personale Galleria Pesaro del 1925, che comprendeva un’ottantina di dipinti in parte pubblicati da Guido Marangoni nella rivista 'Emporium' (Guido Marangoni, "Mostra individuale del pittore Francesco Sartorelli", Galleria Pesaro, Milano 1925; Guido Marangoni, "Artisti contemporanei: Francesco Sartorelli", in 'Emporium', LXII, 1925, 370, pp. 244-257, p. 246). Proprio a questi ultimi risulta stilisticamente affine l’opera in esame, che può essere collocata negli anni Venti, periodo in cui, sotto l’influenza delle poetiche del ritorno all’ordine, il tratto di Sartorelli si fa più disegnativo e lo spazio viene costruito attraverso l’uso di campiture piatte di colore per contrasti di piani e masse denunciano lo studio del post-impressionismo. Nelle vedute dei canali di Caorle e dei dintorni di Chioggia e Torcello, ricorrono gli ampi orizzonti e i cieli corruschi di uno spazio naturale immobile e silente in cui si scorgono tracce dell’attività umana, steccati, capanni o le tipiche imbarcazioni lagunari manovrate, secondo quel gusto della ricerca della Venezia 'minore' che, insieme a Fragiacomo, Sartorelli aveva ereditato da Guglielmo Ciardi.
Teresa Sacchi Lodispoto