Pre-Asta LA GRAZIA E LA FORZA. FASE IV. ULTIMO RIBASSO BASI D'ASTA
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Lotto 166 Franco Zingaretti (1939 - 2018)
Gruppo di quattro serigrafie, con una introduzione di Mariano Apa
Serigrafia su carta
59,4 x 44,4 cm (il foglio)
Firma: "F. Zingaretti" a matita, su ogni foglio
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 90%
Stato di conservazione. Superficie: 80% (danni da frizione e da piegatura, soprattutto ai margini; lievi danni da umidità - gore - in un solo esemplare)
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)
Franco Zingaretti ha lavorato sull'antica tradizione della carta fabrianese, lavorata a mano dal XIII secolo, facendo lunga esperienza presso le Cartiere Miliani di Fabriano, tra l'altro ricoprendo per dieci anni il ruolo di "disegnatore filigranista". Nei suoi quadri Zingaretti intesse con l'uso di tecnica mista e di sabbia di fiume forme grafiche a rilievo, libri d'artista, pittura, scultura. Partecipa dal 1974 a numerose mostre collettive e personali in Italia e all'estero: Austria, Croazia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Isola di Malta, Israele, Libia, Slovenia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Taipei, Taiwan, U. S. A.
Le quattro serigrafie in asta sono raccolte in una cartella dedicata a Pirandello, e raffigurano, oltre al grande scrittore siciliano, Ungaretti, dei soldati in trincea e dei cammelli. -
Lotto 169 Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Viareggio, 1958
Inchiostro su carta
48 x 63 cm
Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto
Data: “1958” al recto
Altre iscrizioni: “Viareggio” al recto
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp) -
Lotto 171 Paolo da San Lorenzo (1935)
Battaglia tra cavalli
Pastelli su carta pressoformata
49,7 x 73 cm
Firma: “Paolo da San Lorenzo” a matita al recto e a pressione
Elementi distintivi: una etichetta con riferimenti di inventario della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana ed una seconda etichetta anonima
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp) -
Lotto 172 Remo Brindisi (1918 - 1996)
Venezia
Litografia su carta
65,6 x 46 cm (lastra)
Firma: “Brindisi” al recto a matita
Altre iscrizioni: tiratura “44/150” al recto a matita
Elementi distintivi: sul verso, una etichetta anonima con dati dell’opera; etichetta della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti inventariali
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp) -
Lotto 174 Francesco Sartorelli (1856 - 1939)
Venezia. La Salute da Sant’Elena
Olio su tela
126,5 x 192 cm
Firma: “F Sartorelli” al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Galleria Pesaro di Milano; etichetta della XXII Esposizione internazionale d’arte di Venezia (1940); etichetta della Galleria Nuova Arcadia di Padova con dati relativi all’opera
Provenienza: Finarte, Milano (come "Marina di Grado", 27.11.2008, l.142, € 11.000); Galleria Pesaro, Milano; Galleria Nuova Arcadia, Padova; Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: “XXII Esposizione internazionale d’arte - Biennale”, catalogo della mostra, Venezia 1940, n. 51
Esposizioni: “XXII Esposizione internazionale d’arte - Biennale”, Venezia 1940
Stato di conservazione. Supporto: 70% (buchi)
Stato di conservazione. Superficie: 70% (crepe, sollevamenti)
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp) -
Lotto 175 Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Leptis Magna. La Basilica di Settimio Severo tra le dune, 1937
Acquaforte su carta
35,5 x 47,5 cm (lastra)
Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto a matita e in lastra
Data: “1937” al recto a matita e in lastra
Altre iscrizioni: tiratura “17/50”, “Leptis Magna. La Basilica di Settimio Severo tra le dune” al recto a matita; “Leptis Magna” in lastra
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: Marco Goldin, a cura di, "Cento incisioni di Lino Bianchi Barriviera", Villorba, 1993, p. 55; Silvia Bianchi con Francesca Ghersetti, a cura di, “Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, Treviso, 2010, cat. 6, p. 22 e 69 (ill.)
Esposizioni: Marco Goldin, a cura di, "Cento incisioni di Lino Bianchi Barriviera", Casa dei Carraresi, Treviso, 16 dicembre 1993 - 16 gennaio 1994 (altro esemplare); Silvia Bianchi con Francesca Ghersetti, a cura di, “Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, Fondazione Benetton Studi Ricerche, Treviso, 13 febbraio – 4 aprile 2010
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)
L'opera, di cui esiste anche uno studio ad acquerello (“Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, cat. 2), appartiene al nucleo di opere grafiche - incisioni e disegni - realizzate da Bianchi Barriviera durante la sua permanenza in Libia e nell'Africa Orientale Italiana, tra il 1937 e il 1939. Come ricorda Silvia Bianchi, nella introduzione alla mostra monografica tenuta a Treviso nel 2010 (pp. 6-8), "I disegni e le incisioni africane costituiscono una presenza importante nella vasta opera grafica di Lino Bianchi Barriviera - un artista che nella scelta dei soggetti ha sempre prediletto la veduta e il paesaggio - sia per il loro inconfutabile pregio artistico sia in quanto testimonianza di un capitolo fondamentale nell'esperienza di vita del maestro (...) un vero e proprio diario di viaggio". "Bianchi Barriviera si era recato una prima volta in Libia nel 1927 al termine degli studi superiori, dopo aver conseguito il diploma di perito e ragioniere commerciale". "Nella primavera del 1937 Bianchi Barriviera effettuò una seconda, più lunga, escursione in Libia spingendosi nell'interno, lungo la fascia occidentale della Tripolitania al confine con la Tunisia, sino alla città-oasi di Gadàmes alle soglie del deserto, quindi lungo la costa fino al sito archeologico di Leptis Magna. Da questo viaggio riportò un gruppo di disegni, alcuni più finiti, altri più nudi e schematici, fatti esclusivamente per essere tradotti in acquaforte, dai quali al ritorno ricavò una cartella di tredici incisioni condotte con raffinata e sapiente tecnica, dedicata al governatore di Libia, Italo Balbo, che aveva favorito e sostenuto il progetto. Nel dicembre del 1938, dietro invito del duca d'Aosta, viceré d'Etiopia, l'artista si recò nell'Africa Orientale Italiana dove fino al luglio del 1939 percorse l'Eritrea dalla costa sul mar Rosso fino alle regioni dell'interno al confine col Sudan, e parte dell'Etiopia giungendo ad Addis Abeba". "Dal viaggio nell'Africa Orientale l'artista riportò oltre trecento disegni e una trentina di rami incisi: i disegni per la maggior parte condotti a fondo, fine a se stessi, le lastre incise direttamente sul posto con la punta sulla matrice incerata e trattate con la morsura all'acquaforte in occasione del ritorno alla base provvisoria. In queste opere si avvicendano esattezza descrittiva e concisione interpretativa: vi sono puntuali descrizioni di monumenti, di villaggi tipici a volte animati dalla presenza degli indigeni e vi sono paesaggi sconfinati dove tutto è riassunto in sintesi che paiono non indagare, non indugiare nella ricerca di particolari per aumentare il mistero e la vastità del paese". "Tra le prime mostre che hanno ospitato opere africane di Bianchi Barriviera vanno ricordate la XXI Biennale di Venezia del 1938, la mostra personale allestita dall'artista stesso ad Asmara nel giugno 1939, la III Quadriennale di Roma del 1939, la Prima Mostra Triennale d'Oltremare di Napoli del 1940, la XXII Biennale di Venezia del 1940, la XXIX mostra della Galleria di Roma del 1942". -
Lotto 176 Biagio Castilletti (1966)
Roma panoramica, 2008
Acrilico su tela
50 x 140 cm
Firma: sul verso, “Biagio Castilletti”
Data: sul verso, “2008”
Altre iscrizioni: sul verso, “‘Roma panoramica’”
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)
Castilletti reinterpreta il paesaggio urbano, lavorandovi come un pittore di vedute, ma a partire da stampe o foto antiche. Restituisce così di Roma,in particolare delle sue prospettive più famose, un'immagine poetica e inusitata. -
Lotto 177 Carlo De Roberto (1915 - 2003)
Rovigno, 1982
Inchiostro su carta
50 x 70 cm
Firma: "CdeRoberto" al recto
Data: “1982” al recto
Altre iscrizioni: “Rovigno” al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)
Carlo De Roberto - autore estremamente raro sul mercato - apprende giovanissimo gli elementi del disegno da Giulio Ettore Erler e della pittura da Nando Coletti, ma a quindici anni un trauma alla spina dorsale, durante un gioco da ragazzi, gli provoca una paraplegia che lo costringe a interrompere gli studi scolastici che proseguirà da autodidatta. Comincia a esporre alle mostre del Sindacato Belle Arti nel 1933 e nel 1936 l’amico Giovanni Barbisan lo spinge a incidere all’acquaforte. La prima mostra personale risale al 1940 quando a organizzarla fu il Sindacato Provinciale Belle Arti di Treviso, con presentazione di Giuseppe Mazzotti. Prima e durante la guerra partecipa alla III e IV Quadriennale di Roma e alla XXIII Biennale di Venezia.
Dopo la guerra, oltre alla partecipazione alla V e IX Quadriennale di Roma e alla XXVIII Biennale di Venezia, allestisce oltre trenta mostre personali in Italia, da quella della Galleria L’Isola del 1947 a Genova a quella alla Galleria del Cavallino di Venezia nel 1951, da quella alla Libreria Paesi Nuovi a Roma nel 1964 a quella della Fondazione Querini Stampalia di Venezia nel 1972, con presentazione di Giuseppe Marchiori.
Nel 1948 illustra per l’editore Arnoldo Mondadori il romanzo di Virginia Woolf "La camera di Giacobbe". Dagli anni Cinquanta affianca all’impegno artistico anche l’attività pubblicistica, dedicandosi alla critica d’arte e alla traduzione di saggi e libri per le Edizioni di Comunità, oltre a dirigere l’Ufficio Studi della Provincia di Treviso.
Nel 1985 esce la monografia "Disegni di Carlo De Roberto", con una nota introduttiva di Guido Perocco. Nello stesso anno esce la cartella "Ritorni di luce" con poesie di Andrea Zanzotto e acqueforti di Carlo De Roberto.
Nel 1990 ha luogo a Ca’ dei Carraresi a Treviso la personale "Carlo De Roberto – Dipinti 1939-1989", con la presentazione di Marco Goldin.
L'opera in asta rappresenta il profilo di Rovigno, splendida città istriana, vista dal mare.
Ringraziamo per i contenuti della nota, che offre una sintesi della biografia dell'artista proposta sul sito istituzionale, gli eredi di Carlo De Roberto. -
Lotto 178 Luigi Casoni (1926 - 2016), per Cartiere Miliani, Fabriano
La fontana Sturinalto di Fabriano, 1954
Filigrana in chiaroscuro retroilluminata
37,5 x 43,6 cm (foglio)
Firma: "L. Casoni" in lastra
Altre iscrizioni: "CARTIERE MILIANI FABRIANO"
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 30% (lacerazioni e strappi; foglio libero; assenza di vetro; apparato elettrico non verificato)
Stato di conservazione. Superficie: 30%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)
In asta, un esemplare di filigrana artistica in chiaroscuro, realizzata da Luigi Casoni, per la storica Cartiera Miliani, di Fabriano, sul disegno, rielaborato, della Fontana Sturinalto di Fabriano. Come ricorda Annarita Librari, "Con Giuseppe Miliani (1816 - 1890), nipote di Pietro (1744 - 1817), fondatore della ditta Miliani, la cartiera si ingrandisce, la carta da disegno si afferma come la migliore, tanto che alla esposizione di Londra nel 1851 viene premiata, e la carta valori comincia ad essere la specialità della fabbrica fabrianese. Alla morte di Giuseppe la cartiera era già un grande complesso, ma sarà il figlio Giambattista (1856-1937) ad operare l’effettiva trasformazione da azienda artigianale ad industriale (...). Giambattista alle conoscenze tecniche unisce un’ampia visione dell’organizzazione industriale grazie ai frequenti viaggi che, fin da giovanissimo, compie in diverse nazioni europee e in Nord America. Nel 1889 riceve la Legion d’onore per aver presentato, all’esposizione di Parigi, le migliori filigrane per i biglietti di banca. Per le filigrane di Fabriano, ancor prima del riconoscimento parigino, esisteva un vero e proprio entusiasmo. Nel 1886 Ernst Kirchner di Francoforte sul Meno scrive: “Le vostre carte filigrane sono le più belle che io abbia mai veduto fino ad ora. Da quando posseggo questi veramente artistici fogli non oso più nemmeno guardare gli stessi prodotti della Germania. I ritratti, come pure i dettagli che li ornano sono di una finezza ammirabile, perfetta e formano ora il punto essenziale di questa modesta collezione che io curo con molto amor proprio”. Nel settore della Filigrana artistica in chiaro-scuro per banconote Giambattista, in un primo momento, per l’incisione su cera si avvalse del prof. Bianchi di Roma, medaglista dei Sacri Palazzi Apostolici, che direttamente da Roma inviava a Fabriano le cere commissionate. Successivamente, la sua lungimiranza e previdenza lo spinsero a dotare l’Officina Filigrane delle cartiere di Fabriano della sezione di incisione su cera, dove destinò giovani e abili artisti che riuscirono a soddisfare appieno le esigenze aziendali. Capostipite di questa scuola fu Serafino Cilotti (1868-1943), che realizzò opere di notevole impatto artistico, da considerare come una nuova forma di espressione d’arte figurativa su cera, Angelo Bellocchi (1880-1939) e Virgilio Brozzesi (1869-1946). Allievi di Cilotti possono considerarsi Aldo Frezzi (1885-1972), (...) Eraldo Librari (1907-1988) e Luigi Filomena. Luigi Casoni fu incisore delle Miliani fino al 1958, quando fu chiamato dalla Banca d’Italia per incidere le “testine” delle banconote." ( Annarita Librari, "Cera una volta... la Filigrana Artistica in chiaroscuro"). La storia della cartiera Miliani è stata ricostruita da Bruno Bravetti, nella monografia “Giambattista Miliani”, Affinità Elettive, 2010.
La datazione, 1954, si riferisce alla matrice. -
Lotto 181 Paolo da San Lorenzo (1935)
Vele, 1999
Olio su tela
80 x 99,5 cm
Firma: “Paolo da San Lorenzo”, al recto
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 193 Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Leptis Magna. L’abside del Ninfeo crollata, 1937
Acquaforte su carta
36,5 x 48 cm (lastra)
Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto a matita e in lastra
Data: “1937” al recto a matita e in lastra
Altre iscrizioni: tiratura “13/50” al recto a matita, “Libia. Leptis Magna. L’abside del Ninfeo crollata” al recto a matita; “L’abside del Ninfeo crollata” in lastra
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: Marco Goldin, a cura di, "Cento incisioni di Lino Bianchi Barriviera", Villorba, 1993, p. 58; Silvia Bianchi con Francesca Ghersetti, a cura di, “Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, Treviso, 2010, cat. 7, p. 69 (ill.)
Esposizioni: Marco Goldin, a cura di, "Cento incisioni di Lino Bianchi Barriviera", Casa dei Carraresi, Treviso, 16 dicembre 1993 - 16 gennaio 1994 (altro esemplare); Silvia Bianchi con Francesca Ghersetti, a cura di, “Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, Fondazione Benetton Studi Ricerche, Treviso, 13 febbraio – 4 aprile 2010
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)
L'opera appartiene al nucleo di opere grafiche - incisioni e disegni - realizzate da Bianchi Barriviera durante la sua permanenza in Libia e nell'Africa Orientale Italiana, tra il 1937 e il 1939. Come ricorda Silvia Bianchi, nella introduzione alla mostra monografica tenuta a Treviso nel 2010 (pp. 6-8), "I disegni e le incisioni africane costituiscono una presenza importante nella vasta opera grafica di Lino Bianchi Barriviera - un artista che nella scelta dei soggetti ha sempre prediletto la veduta e il paesaggio - sia per il loro inconfutabile pregio artistico sia in quanto testimonianza di un capitolo fondamentale nell'esperienza di vita del maestro (...) un vero e proprio diario di viaggio". "Bianchi Barriviera si era recato una prima volta in Libia nel 1927 al termine degli studi superiori, dopo aver conseguito il diploma di perito e ragioniere commerciale". "Nella primavera del 1937 Bianchi Barriviera effettuò una seconda, più lunga, escursione in Libia spingendosi nell'interno, lungo la fascia occidentale della Tripolitania al confine con la Tunisia, sino alla città-oasi di Gadàmes alle soglie del deserto, quindi lungo la costa fino al sito archeologico di Leptis Magna. Da questo viaggio riportò un gruppo di disegni, alcuni più finiti, altri più nudi e schematici, fatti esclusivamente per essere tradotti in acquaforte, dai quali al ritorno ricavò una cartella di tredici incisioni condotte con raffinata e sapiente tecnica, dedicata al governatore di Libia, Italo Balbo, che aveva favorito e sostenuto il progetto. Nel dicembre del 1938, dietro invito del duca d'Aosta, viceré d'Etiopia, l'artista si recò nell'Africa Orientale Italiana dove fino al luglio del 1939 percorse l'Eritrea dalla costa sul mar Rosso fino alle regioni dell'interno al confine col Sudan, e parte dell'Etiopia giungendo ad Addis Abeba". "Dal viaggio nell'Africa Orientale l'artista riportò oltre trecento disegni e una trentina di rami incisi: i disegni per la maggior parte condotti a fondo, fine a se stessi, le lastre incise direttamente sul posto con la punta sulla matrice incerata e trattate con la morsura all'acquaforte in occasione del ritorno alla base provvisoria. In queste opere si avvicendano esattezza descrittiva e concisione interpretativa: vi sono puntuali descrizioni di monumenti, di villaggi tipici a volte animati dalla presenza degli indigeni e vi sono paesaggi sconfinati dove tutto è riassunto in sintesi che paiono non indagare, non indugiare nella ricerca di particolari per aumentare il mistero e la vastità del paese". "Tra le prime mostre che hanno ospitato opere africane di Bianchi Barriviera vanno ricordate la XXI Biennale di Venezia del 1938, la mostra personale allestita dall'artista stesso ad Asmara nel giugno 1939, la III Quadriennale di Roma del 1939, la Prima Mostra Triennale d'Oltremare di Napoli del 1940, la XXII Biennale di Venezia del 1940, la XXIX mostra della Galleria di Roma del 1942". -
Lotto 194 Guido Onofri (1932)
Case di Serra, 1976
Olio su tela
60 x 80 cm
Elementi distintivi: sul verso, timbro illeggibile con data 7 agosto 1977
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 90% (danni da pressione)
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp) -
Lotto 195 Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Marina di Camerota, 1969
Sanguigna su carta
48 x 66,5 cm
Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto
Data: “19 luglio 1969” al recto
Altre iscrizioni: “Marina di Camerota” al recto
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 196 Temistocle Scola (1942)
Colori d'estate
Olio su tela
70 x 80 cm
Firma: "T. Scola" al recto
Elementi distintivi: al verso, etichetta di partecipazione ad una esposizione e timbro dell'artista
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 198 Eugenio Gignous (1850 - 1906)
Bosco, 1895, circa
Olio su tela
125,8 x 200,6 cm
Firma: “E. Gignous” al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta "Internationale Kunst-Ausstellung 1896", Berlino ("1918 Gemälde"); una terza etichetta della corniceria Pagnoni di Milano
Provenienza: Cambi, Genova, 16.03.2013, l. 106, € 32.240 ("A legna nel bosco"); Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: "Internationale Kunst-Ausstellung Berlin", Berlino, 1896, p. 43 n. 796 ("Wald")
Esposizioni: "Internationale Kunst-Ausstellung", Berlino, Königlichen Akademie der Künste, 1896
Stato di conservazione. Supporto: 75% (gore, piccolo foro)
Stato di conservazione. Superficie: 75% (craquelures, cadute di colore e integrazioni)
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)
Dal 1864 Eugenio Gignous studia a Milano all'Accademia di Brera, dove segue i corsi della scuola di paesaggio diretta da Luigi Riccardi che lo incoraggia allo studio 'en plein air'. Determinanti, per la sua formazione, sono tuttavia i contatti con l'ambiente della Scapigliatura, in particolare con Tranquillo Cremona, e con le esperienze naturalistiche dei pittori liguri e piemontesi della scuola di Rivara, con specifica attenzione alla produzione di Ernesto Rayper. Nel prima metà degli anni Settanta l'artista elabora dunque quei caratteri che renderanno inconfondibili i suoi paesaggi, per lo più di soggetto lombardo e piemontese, in cui la pennellata spezzata di matrice scapigliata a piccoli tocchi sovrapposti è sfruttata per cogliere la ricchezza delle variazioni cromatiche e luministiche. Si tratta soprattutto di ampie vedute o fitti boschi in cui la presenza umana, quando compare, è sempre di proporzioni ridotte e rapidamente definita, divenendo così parte integrante del contesto naturale. Esemplificativa di questa maniera, con la quale Gignous si affermerà con successo insieme a Carcano tra i principali protagonisti del naturalismo lombardo, è "Bosco", opera databile alla metà degli anni Novanta sulla base della sua esposizione all'Internationale Kunst-Ausstellung di Berlino nel 1896, come testimoniato dall'etichetta di esposizione sul verso. La tela, raffigurante una densa radura dove, sulla sinistra, si intravede una donna che porta sotto il braccio una fascina di legna, riprende un tema con il quale l'artista si era già confrontato negli anni giovanili. Nel 1871 aveva infatti esposto alla Promotrice di Firenze "In cerca di legna, ricordo della Brianza" (ripr. in Paul Nicholls, "Eugenio Gignous pittore a Stresa", Milano, 1986, p. 48-49 n. 3), un motivo a sua volta ripreso dall'opera di Ernesto Rayper, "In cerca di legna", presentata alla Promotrice di Genova del 1869. Rispetto alla tela del 1871, caratterizzata da una maggiore apertura spaziale, con il vasto cielo che si sviluppa dietro la collina, e una fattura più finita, in questo dipinto il bosco e il sottobosco occupano tutto lo spazio a disposizione, e solo pochi brani di cielo si intravedono dietro le fronde. Inoltre, a stento si riesce a identificare la figura femminile, di dimensioni innaturalmente piccole e totalmente riassorbita nel brulichio delle pennellate frante e dense che, impostate sulle tonalità gialle, brune e verdi della tavolozza, restituiscono efficacemente il movimento della luce e delle ombre tra le fronde e la consistenza materica di foglie e arbusti.
Il bosco è molto probabilmente ritratto nei dintorni di Stresa, località sul lago Maggiore frequentata a partire dal 1879 insieme a Carcano, e dove l'artista si trasferisce nel 1887, rimanendovi fino al termine della sua vita.
La firma, in basso a destra, mostra la 'E' dal profilo tondeggiante, in uso dal 1877, che sostituisce la 'E' dal profilo squadrato tipica della sua prima produzione.
Sabrina Spinazzé -
Lotto 200 Ilirjan Xhixha (1964)
Figura femminile
Calcestruzzo leggero intagliato
60 x 24,7 x 11,9 cm
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)
L'artista rende omaggio a Picasso. -
Lotto 201 Paolo da San Lorenzo (1935)
Senza titolo
Pastelli su carta
50,4 x 71 cm
Firma: “Paolo da San Lorenzo” impresso
Elementi distintivi: etichetta della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimento di inventario ed una seconda etichetta analoga anonima
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp) -
Lotto 202 Giuliano Crivelli (1935 - 2021)
Lo scarabeo, 1975
Olio su tela
60 x 50 cm
Firma: “G. Crivelli” al recto; “G. Crivelli” sul verso
Data: “75” al recto; “giugno 75” sul verso
Altre iscrizioni: “Lo scarabeo” sul verso
Elementi distintivi: sul telaio, timbro dell’artista
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95% (macchie di colore)
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp) -
Lotto 204 Mario Tozzi (1895 - 1979)
Figura
Pastello su carta
30 x 23 cm (luce)
Firma: al recto, “Tozzi”
Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Galleria d’Arte “La Virgola”, Fabriano; etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Galleria d’Arte “La Virgola”, Fabriano; Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 85% (si intravede fissaggio con nastro adesivo)
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)
Ringraziamo l'Archivio Mario Tozzi, Foiano della Chiana, per averci informato di ritenere l'opera autentica in base all'esame di una riproduzione digitale, con beneficio di ulteriore verifica dal vero in sede di rilascio del certificato di autenticità, da richiedersi secondo le modalità proprie dell'archivio.
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp) -
Lotto 209 Anna Laurenzi (XX secolo)
Paesaggio con fiori
Olio su tela
70,6 x 105,4 cm
Firma: “Anna Laurenzi” al recto
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 90%
Stato di conservazione. Superficie: 90%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp) -
Lotto 210 Giuseppe Amisani (1881 - 1941)
La raccolta del fieno
Olio su tela
87 x 151,7 cm
Firma: “GAmisani” al recto
Altre iscrizioni: annotazione delle misure sul telaio
Provenienza: collezione privata; Banca Popolare di Intra; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 60% (consunzione della tela, tagli e sfondamenti; cornice male assemblata e con danni)
Stato di conservazione. Superficie: 60% (cadute di colore, integrazioni)
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)
Giuseppe Amisani (Mede Lomellina 1881 – Portofino 1941) è noto soprattutto come ritrattista dell’aristocrazia e dell’alta borghesia milanese. Lavorò, tra l’altro, per i Savoia e i reali di Bulgaria, guadagnandosi l’appellativo di “pittore di principi e re”. Allievo di Cesare Tallone all’Accademia di Brera, esordì all’Esposizione di Brera con il dipinto simbolista Cleopatra lussuriosa, da cui traspariva l’ammirazione per Segantini e Previati, e riscosse un certo successo con il ritratto di Lyda Borelli, con cui vinse il premio di 3200 lire all’Esposizione nazionale di Milano del 1912, che gli permise di trasferirsi in Argentina. In Sud America si specializzò nel genere del ritratto e, rientrato in Italia, nel primo dopoguerra partecipò alla Biennale di Venezia del 1920, raggiungendo la notorietà sancita dall’articolo a firma di Raffaele Calzini comparso su Emporium (Raffaele Calzini, "Artisti contemporanei: Giuseppe Amisani", in "Emporium", LII, 1920, 312, pp. 283-293). Amisani è sostanzialmente un artista di gusto internazionale, che raccoglie l’eredità della post-romanticismo milanese, di Cremona, Bianchi, Carcano, Conconi, Gola, ma si confronta anche con maestri internazionali con Anders Zorn, Leo Pütz e Giovanni Boldini, alternando il ritratto a scene di vita quotidiana e a paesaggi realizzati durante le vacanze in Lomellina e Valtellina e sulle Alpi piemotesi. Il dipinto "La raccolta di fieno", databile agli anni Venti rientra, dunque, nella sua produzione 'estiva', debitrice anche dell’incontro con Carlo Fornara conosciuto in Val Vigezzo. Divisionista appare, infatti, la pennellata con cui è resa la luce che si riflette sul fieno, dipinto con una ricca varietà di gialli e verdi, e sui buoi, il cui manto bianco trascolora in toni violacei. È una pittura vibrante e luminosa come colto da Giorgio Nicodemi nella monografia, preziosa anche nella veste grafica, dedicata all’artista: «la sua retina sana raccoglie le vibrazioni della luce in un godimento fine e persuaso, la quale è determinata la scala cromatica che serve per chiarificare la sua visione quando deve esser tradotta nella realtà artistica dei dipinti, dove gli effetti sono ottenuti col determinare un’unità di colore per ogni soggetto in modo che tutti gli elementi che compongono il quadro riescono a svolgersi intorno ad un colore essenziale» (Giorgio Nicodemi, "Giuseppe Amisani", s.d. [1924?], p. 10). E proprio il colore, in effetti, dà forma alle figure, agli animali, ai dettagli del paesaggio, che appaiono geometrizzati, quasi astrattizzati, in una equilibratissima ricerca di forme e colori puri.
Teresa Sacchi Lodispoto -
Lotto 211 Guglielmo Veronesi (XX secolo)
Paesaggio, 1976
Olio su tela applicata su tavola
40 x 59,7 cm
Firma: “G. Veronesi” al recto
Data: “‘76” al recto
Elementi distintivi: sul telaio, etichetta della Banca Popolare di Intra con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Intra; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp) -
Lotto 213 Leonardo Dudreville (1885 - 1975)
Riserva di caccia a Cerano, 1948
Olio su tavola
27 x 37 cm
Firma: “L. D.” al recto; “L. Dudreville” sul verso
Data: “948” al recto
Altre iscrizioni: “Riserva di caccia a Cerano” sul verso
Elementi distintivi: sul verso, etichetta con numero “17”; etichetta de “La collezione Verbania-Pallanza” con dati relativi all’opera e numero “76”
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95% (macchie di colore e segni dei chiodi)
Stato di conservazione. Superficie: 95% (lievi cadute di colore alle estremità)
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp) -
Lotto 214 Karel Dujardin (1626 - 1678), da
Le Bocage, 1809
Acquaforte su carta
33,7 x 25,8 cm (luce)
Firma: "K Dujardin" in lastra
Altre iscrizioni: titolo e riferimenti del disegnatore ("Marchais") e degli incisori ("Masquellier" e "Liénard" in lastra) in lastra
Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario e una analoga etichetta anonima
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 80%
Stato di conservazione. Superficie: 50% (fioriture)
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)
La stampa, da un dipinto di Karel Dujardin, è stata incisa da Nicolas François Joseph Masquelier (1760-1809) e Jean-Baptiste Liénard (1750-1807?),e pubblicata da Robillard - Peronville et Laurent (1803-1809) in "Le Musée français" Parigi, 1803-1809, t. 3, p. 32.
Una stampa analoga è conservata al British Museum (inv. 1856,0712.393).