Pre-Asta ASTA N.8 Dipinti antichi e XIX XX secolo
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Lotto 73 Nicolas De Corsi (Odessa 1882 - Napoli 1956)
Misure:cm.11,5 x 17,5 senza cornice
Misure:cm.28 x 34 con cornice
Olio su cartoncino
Marina
Firma in basso a dx De Corsi 1913
Spedizione Italia € 27
Europa UE € 39 -
Lotto 74 Vincenzo Franceschini (Casandrino, 1812 – 1884)
Misure: cm.16 x 21 senza cornice
Misure: cm.32,5 x 38,5 con cornice
Olio su carta su tela
Marina di Napoli con Castel dell'Ovo
Firma in basso a sinistra V.Franceschini
Spedizione Italia € 32
Europa UE € 42 -
Lotto 75 Vincenzo Migliaro ( Napoli 1858 - 1938)
Misure:cm.10 x 13,5 senza cornice
Misure: cm.31 x 35 con cornice
Olio su pannello
Passeggiata a Napoli
Firma in basso a dx Migliaro
Spedizione Italia € 27
Europa UE € 33 -
Lotto 76 Hermann David Salomon Corrodi (Frascati, 23 luglio 1844 – Roma, 30 gennaio 1905)
Misure: cm.18 x 26 senza cornice
Misure: cm.28 x 36 con cornice
Olio su tavola
Marina
Firma in basso a sclx H.Corrodi
Spedizione Italia € 29
Europa UE € 37 -
Lotto 77 Giuseppe Casciaro
Misure: cm.24 x 29 senza cornice
Misure: cm.44 x 46 con cornice
Pastello su carta
Vaso con fiori
Firma in basso a sinistra Casciaro
Spedizione Italia € 29
Europa UE € 39 -
Lotto 78 Pittore napoletano XVII secolo
Misure:cm.93,5 x 125
Olio su tela
San Girolamo orante
Pittore napoletano XVII secolo
Attivo a Napoli nel primo '600
NoTE:
Opera con Attestato di Libera Circolazione;
Presentiamo nel catalogo dell'asta un interessante dipinto ad olio su tela di suprema qualità, ove raffigura una scena biblica rappresentato dal San Girolamo orante
Il dipinto qui presentato è fortemente influenzato dal naturalismo caravaggesco e dal tenebri- smo, con un potente contrasto di chiaroscuro che scolpisce la muscolatura asciutta e realistica del corpo del santo anziano
1a rappresentazione di questa mezza figura, investigata con crudo realismo e con un intenso sapore tenebroso, viene presentato in primo piano in un momento di intensa contemplazione o estasi, con lo sguardo rivolto verso l'aito verso una fonte di luce divina,
Il santo tiene in mano un libro aperto, che simboleggia la sua celebre traduzione della Bibbia ( a Vulgata), mentre in basso a sinistra si scorge un teschio (simbolo del memento mori e della sua vita cremitica nel deserto) -
Lotto 79 Filosofo in meditazione
Misure:cm.56 x 67
Filosofo in meditazione
Pittore napoletano XVII secolo
Attivo a Napoli nel XVII secolo
Ringraziamo il prof. Nicola Spinosa per aver suggerito l’attribuzione del dipinto come opera
giovanile di Salvator Rosa (Napoli, 1615 - 1673).
Note:
Opera con Attestato di Libera Circolazione
Il dipinto è accompagnato da un expertise della Dott.ssa Arabella Cifani (as Agostino Scilla)
Pubblicazione: • A. Cifani, in LA SICILIA DI CARAVAGGIO, catalogo mostra (Noto, Convitto delle
Arti di Noto, 29 marzo – 3 novembre 2024) a cura di Pierluigi Carofano in collaborazione con
Nicosetta Roio, maggio 2024, n. 32, pp 140-141 (as Agostino Scilla).
Esposizione: • Noto, Convitto delle Arti, LA SICILIA DI CARAVAGGIO, a cura di Pierluigi Carofano
in collaborazione con Nicosetta Roio, 30 marzo – 3 novembre 2024 (as Agostino Scilla).
Il dipinto, proveniente dalla mostra La Sicilia di Caravaggio, allestita negli spazi del Convitto delle
Arti di Noto (organizzata da Gianni Filippini e Florinda Vicari per Mediatica - World Company
Ideas, e curata da Pierluigi Carofano in collaborazione con Nicosetta Roio, dal 29 marzo al 3
novembre 2024), raffigura un Filosofo in meditazione. Già attribuito al corpus di opere del pittore
siciliano Agostino Scilla (Messina 1629 – Roma 1700) dalla storica dell’arte Dott.ssa Cav. Ara-belli Cifani, è stato recentemente visionato dallo storico Nicola Spinosa, con l’attribuzione al
giovane Salvator Rosa (Napoli, 1615 - Roma, 1673) -
Lotto 80 Achille Vianelli
Misure: cm.14,5 x 22 senza cornice
Misure: cm.25 x 31 con cornice
China su carta
Camposanto di Napoli dal convento dei Cappuccini
Firma in basso a destra Vianelli
Datato 1845
Spedizione Italia € 29
Europa € 39 -
Lotto 81 FRANCESCO MONTELATICI, detto CECCO BRAVO
(Firenze, 1601 – Innsbruck, 1661)
Scena di tentazione
Olio su tela, cm. 116 x 166
Note:
Opera con Attestato di Libera Circolazione;
Il dipinto è accompagnato da un expertise del Prof. Sandro Bellesi.
Il dipinto è corredato da expertise di Sandro Bellesi che riportiamo integralmente:
“ … Selezionata su tinte dai toni fortemente bruniti, la tela, in buono stato di conservazione, mostra una scena ricca di fascino per l’enigmatica formulazione dell’episodio illustrato, la cui interpretazione iconografica o iconologica risulta tuttora un mistero per la mancanza di appropriate chiavi di lettera, perdute, purtroppo, con il passare del tempo. Nota al momento alla critica d’arte in altre due redazioni sulle quali torneremo a parlare in seguito, l’opera mostra in primissimo piano, entro un ambiente non meglio definito dominato da un ampio tendaggio, due figure femminili in prossimità di un tavolo. Una donna giovane e avvenente, probabilmente una regina per la presenza di una corona tra le sue chiome, è posizionata su un’elegante sedia dall’alto schienale e di fronte a questa compare una vecchia, il cui volto è citato in gran parte nell’ombra, effigiata in atto di sostenere nella mano destra un sacchetto di pelle e numerose collane d’oro o altri metalli pregiati. Legata sicuramente a un messaggio morale non privo di accezioni escatologiche cristiane, l’opera allude con probabilità a una scena di tentazione connessa ai beni terreni, simboleggiati, come valori effimeri dell’esistenza umana, dalla cupidigia e dal potere della ricchezza nel mondo terreno. La presenza di un cagnolino, accucciato e quasi spaventato posto accanto al sacchetto e alle collane, vuole alludere con probabilità all’unico terreno al quale mostrano fedeltà le due donne: la ricchezza. Il cane, in effetti, è per tradizione popolare e iconografica simbolo di fedeltà, fedeltà connessa, in questo caso, ai soli beni materiali terreni.
In base al confronto con altri due esemplari pittorici oggi noti raffiguranti la stessa composizione e ai caratteri stilistici ed esecutivi, l’opera risulta assegnabile al catalogo di Francesco Montelatici, meglio noto come Cecco Bravo, pittore tra i più originali ed estroversi attivi a Firenze alla metà del Seicento.
Nato nella Città del Giglio nel 1604, l’artista, educato allo studio della pittura inizialmente nella scuola di Giovanni Bilivert e poi sotto la guida di Sigismondo Coccapani, iniziò a lavorare a partire dai primi anni venti, tempo nel quale è documentata la sua presenza in alcune imprese medicee allogate a Matteo Rosselli. Nell’ambiente di questo apprezzato maestro, Montelatici ebbe modo di accostarsi alle estrosità e alle bizzarrie di Domenico Pugliano e di Giovanni da San Giovanni, artisti con i quali evidenziò, soprattutto nella fase più avanzata dalla sua attività, notevoli punti di contatto. Dopo probabili viaggi di studio effettuati in Emilia e a Venezia, il pittore dette il via, a Firenze, a una serrata attività autonoma contraddistinta da un numero rilevante di opere, improntate, essenzialmente, su un linguaggio stilistico libero, privo di regole fisse, dove spiccano figure definite per lo più in modo bizzarro e dalla forte carica empatica. Attento alle sperimentazioni pittoriche del suo tempo, l’artista, che raggiunge un posto d’onore presso l’Accademia del Disegno nel 1638, si accostò nel corso degli anni Quaranta alla poetica sensuale di matrice furiniana e manifestò, in seguito, contatti diretti con le tendenze anti-accademiche d’impronta veneziana, comuni ad artisti come Strozzi e Mazzoni, pittore, quest’ultimo, confuso spesso con il Nostro. Dopo anni di buoni riconoscimenti artistici in terra toscana, l’artista fu convocato nel 1660 alla corte di Innsbruck, dove morì l’anno successivo (per l’artista si veda soprattutto Cecco Bravo. Firenze 1601-Innsbruck 1661. Pittore senza regola, catalogo della mostra a cura di A. Barsanti e R. Contini, Milano, Firenze, 1999 e, più recentemente, S. Bellesi, Catalogo dei pittori fiorentini del ‘600 e ‘700. Biografie e opere, Firenze, 2009, I, pp. 203-205 e III, figg. 1090-1106).
Come già indicato, l’opera in esame è da porre in stretta relazione ad altre due pitture autografe dello stesso artista, note da tempo alla critica d’arte. Si tratta di due tele conservate, rispettivamente, presso Mina Gregori a Firenze e in collezione privata (per queste si veda distintamente A. Barsanti in Cecco Bravo. Firenze 1601-Innsbruck 1661. Pittore senza regola, catalogo della mostra a cura di A. Barsanti e R. Contini, Firenze, Milano, 1999, p. 33, come collezione privata e F. Baldassari, La Pittura del Seicento a Firenze. Indice degli Artisti e delle Loro Opere, Torino, 2009, p. 571 fig. 330). Rispetto a queste il nostro esemplare si differenzia comunque per una pittura più secca e compatta, imputabile sicuramente a un tempo diverso di esecuzione. Caratteri analoghi alla nostra pittura ricorrono in effetti nella produzione giovanile del pittore, come si evince dal confronto lessicale con dipinti dello stesso come la coppia di quadretti con Esaù e Giacobbe e Giuditta con la testa di Oloferne e l’ancella Abra nella collezione Rosselli del Turco a Firenze, Santa Chiara che respinse l’attacco dei Saraceni ad Assisi in collezione privata o, ancora, San Giorgio con il drago già presso Sergio Scatizzi a Firenze (per queste opere si veda Cecco Bravo, op. cit., 1999, pp. 58-59 nn. 7-8, 68-69 n. 13): databili agli anni Venti e Trenta del Seicento.
La scelta di un tema iconografico misterioso intriso di forti valenze etiche e morali, avvicina il dipinto al mondo elitario della più sofisticata cultura fiorentina legata alle “accademie”, ovvero esclusivi circoli privati, all’interno delle quali venivano discussi e commentati argomenti di studio di vari tipo connessi alla scienza, alla filosofia, alla lettura e, addirittura, all’esoterismo. Soggetti come quello trattato da Cecco Bravo in questa realizzazione risultano molto rari nella pittura italiana del tempo e trovano riscontri appropriati solo in commissioni private, sulle quali oggi sappiamo ben poco, come testimonia ad esempio, tra gli esemplari più noti, una delle composizioni pittoriche di Cesare Dandini più apprezzate, ovvero la Giovane donna con fattucchiera, conosciuta al momento in varie redazioni autografe dell’artista oppure afferibili alla sua bottega (a tal riguardo si veda S. Bellesi in Luce e Ombra. Caravaggismo e naturalismo nella pittura toscana del Seicento, catalogo della mostra a cura di P. Carofano, Pontedera, Pisa, 2005, pp. 42-45 n. 14; con bibliografia precedente).
In merito al suo stato conservativo, l’opera si presenta con una tela foderata in antico con una tela di recupero che mostra una mancanza di tessuto nel quadrante in alto a sinistra permettendo di vedere la tela originale senza pregiudicarne la conservazione. Il film-pittorico si presenta molto sporca, con la vernice ossidata e non più uniforme e con qualche rifacimento. Si notano – a luce di Wood – una vernice spessa e dei piccoli ritocchi sparse nel fondo.
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Lotto 82 Gennaro Irolli ( Attivo a Napoli nel XX secolo)
Misure: cm.23 x 24,5 senza cornice
Misure: cm.38 x 43 con cornice
Olio su pannello
Nonna e nipote in cortile
Firma in basso a destra G.Irolli
Spedizione Italia € 27
Europa € 35 -
Lotto 83 Eugenio Bonivento, detto Zeno (Chioggia, 1880 - Milano, 1956)
Misure: cm.27 x 32 senza cornice
Misure: cm.46 x 51 con cornice
Olio su tela,senza telaio
Scorcio veneziano
Firma in basso a destra E.Zeno
Spedizione Italia € 29
Europa UE € 39 -
Lotto 84 Eugenio Bonivento, detto Zeno (Chioggia, 1880 - Milano, 1956)
Misure: cm.27 x 32 senza cornice
Misure: cm.46 x 51 con cornice
Olio su tela,senza telaio
Scorcio veneziano
Firma in basso a destra E.Zeno
Spedizione Italia € 29
Europa UE € 39 -
Lotto 85 Misure: cm.29 x 43 senza cornice
Misure: cm.35 x 49 con cornice
Olio su tavola
Tivoli,Villa Adriana
Pittore russo XIX secolo
Spedizione Italia € 29
Europa UE € 39 -
Lotto 86 Scuola italiana XIX secolo
Misure: cm.21,5 x 26 senza cornice
Misure: cm.28 x 32 con cornice
Olio su tela su cartoncino
Roma,il Pincio
Scuola italiana XIX secolo
Non firmato
Spedizione Italia € 28
Europa UE € 36 -
Lotto 87 Augusto Ferri ( Bologna 1829 - Pesaro 1895)
Misure: cm.34 x 60 senza cornice
Misure: cm.40 x 65 con cornice
Olio su cartoncino
Paesaggio
Monogramma in basso a sinistra A F e data 1844
Spedizione Italia € 34
Europa UE € 42 -
Lotto 88 Pavel Petrovitch TRUBETSKOY (1866-1938)
Misure: cm.9 x 13
Misure: cm.26 x 31 con cornice
Olio su tavoletta
Ritratto
Firma in basso a dx Trubetskoy
Spedizione Italia € 28
Europa UE € 34
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Lotto 89 Pavel Petrovitch TRUBETSKOY (1866-1938)
Misure: cm.9 x 13
Misure: cm.25 x 31 con cornice
Olio su tavoletta
Marina con barche
Firma in basso a sinistra Troubetskoy
Spedizione Italia € 28
Europa UE € 34
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Lotto 90 Scuola italiana XVIII secolo
Misure : cm.7 x 8,5 senza cornice
Misure: cm.12 x 20 con cornice
Olio su rame
Ritratto di nobildonna
Scuola italiana XIX secolo
Parte di una coppia
Spedizione Italia € 27
Europa UE € 35
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Lotto 91 Scuola italiana XIX secolo
Misure : cm.7 x 8,5 senza cornice
Misure: cm.12 x 20 con cornice
Olio su rame
Ritratto di nobildonna
Scuola italiana XVIII secolo
Parte di una coppia
Spedizione Italia € 27
Europa UE € 35
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Lotto 92 Achille Carrillo ( Avellino 1818 - Napoli 1880)
Misure: cm.9 x 11
Misure: cm.12 x 15 con cornici
Olio sottovetri
Vedute di Napoli
Uno firmato A.Carrillo
Spedizione Italia € 33
Europa UE € 44 -
Lotto 93 Francesco Vassetti ( Napoli 1936 -2020)
Misure: cm.60 x 60 senza cornice
Misure: cm.82 x 82 con cornice
Olio su pannello
Marechiaro,Napoli
Firma in basso a sinistra F.Vassetti
Spedizione Italia € 40
Europa UE € 55 -
Lotto 94 Luca Giordano (Napoli 1632-1705)
Misure: cm.60,5 x 73,5
Olio su tela
LUCA GIORDANO
(Napoli, 1632 – 1705)
Filosofo
Note:
Opera con Attestato di Libera Cicolazione
Il dipinto è accompagnato da un expertise del Prof. Nicola Spinosa
Il dipinto è accompagnato da una breve scheda del Prof. Stefano Causa
Il dipinto qui presentato è stato ricondotto al giovane Luca Giordano (Napoli, 1632 – 1705), da
Stefano Causa e Nicola Spinosa, con expertise che riportiamo integralmente:
“… Inedita e in ottimo stato di conservazione, questa figura di saggio e filosofo dell’Antichità
ripresa “di tre quarti” (difficile, se non impossibile, per evidente assenza di attributi o altri segni
un suo sicuro riconoscimento) è opera certa del giovane Luca Giordano. Il dipinto si colloca
nella consistente e stilisticamente omogenea produzione di apparenti ‘ritratti dal vero’ di scien-ziati, geografi e filosofi dell’antichità greca con diverse inclinazioni etiche e comportamentali in
direzione prevalentemente neo-stoica. Corrente, questa, che in pittura si concretizza in soluzio-ni che nel caso specifico di Giordano si collocano sia tra il 1650 e il 1654, quando quest’ultimo
ancora operava in chiave vigorosamente naturalista e su modelli soprattutto di Ribera intorno al
1630, sia negli anni della sua raggiunta maturità in chiave neo-veneta e prebarocca, subito dopo
il 1660 e fino alla metà dello stesso decennio (Ferrari – Scavizzi 2000, vol. I, pp. 9-104; vol. II,
pp.470 sgg.; Pagano in Napoli 2001, pp. 76-93).
Per delicata resa cromatica, ormai di inclinazione ‘neo-veneta’, di panni, particolari anatomici
e tratti somatici, pur conservando la concretezza naturalista delle figure di santi o soprattutto
di filosofi dipinte da Giordano agli inizi degli anni Cinquanta, la tela qui in argomento sembra
collocarsi subito dopo il 1660 e in stretta concordanza stilistica e cronologica con il Gusto del
Museo di Vienna (Gruber in Napoli 2001, pp. 80-81, n. 3) e con il Santippe che versa l’acqua nel
collo di Socrate della raccolta Molinari Pradelli di Marano di Castenaso presso Bologna (Pagano
in Napoli 2001,pp 92-93 n.9 -
Lotto 95 Ascanio Luciani (Napoli 1621 - 1706)
Misure:cm.50 x 74
Resurrezione di San Lazzaro
Olio su tela
Ascanio Luciani (Napoli 1621 - 1706)
Note:
Il dipinto è accompagnato da una scheda del Prof. Stefano Causa.
Bibbliografia: • D. Marshall, Ascanio Luciano: a neapolitan Follower of Viviano Codazzi, in “Paragone”,
XXXIX, 466, 1988, pp. 23-43.
Già riferito al pittore partenopeo Ascanio Luciani (Napoli, 1621 - 1706) nella collezione di
provenienza, è stato successivamente confermato dallo studioso Stefano Causa che riportiamo
interamente:
“ … In ottime condizioni il dipinto in esame, orchestrato con sapienza a dispetto delle dimen-sioni, è un prodotto caratteristico di un maestro napoletano di secondo ‘600 su cui la critica si
è intrattenuta con esiti convincenti e autorevolmente (a finire con gli studi di David Marshall.
Discepolo del bergamasco Viviano Codazzi, Luciani costeggia con intelligenza e autonomia,
anche nei piccoli formati, le novità di maestri di cultura caravaggesca, ma a passo ridotto, cioè a
figure terzine come Aniello Falcone e soprattutto Micco Spadaro. Ma il dipinto, oltre a rivelar-ne schiettamente le caratteristiche di stile, questa “Resurrezione di Lazzaro” è preziosa perché
rivela la facies di Luciano di pittore sacro; e, qui, con particolare interesse verso il lavoro coevo
di Salvator Rosa e di pittori francesi tra Roma e Napoli. Tutto lascia credere che l’opera vada
inquadrata nel corso degli anni ’60. Da non perdere la citazione del gesto di Cristo mutata dalla
“Vocazione di San Matteo” del Caravaggio. -
Lotto 96 Francesco Solimena (Canale 1657 - Napoli 1747)
Misure:cm.77 x 97
Olio su tela
Francesco Solimena (Canale 1657 - Napoli 1747)
San Simeone
Opera pubblicata nella monografia di "Francesco Solimena e le Arti a Napoli"a cura di Nicola Spinosa,Roma 2018,p286 Ugo Bozzi Editore
Note:
Opera pubblicata nella monografia di Francesco Solimena (1657-1747) e le Arti a Napoli, a cura di
N. Spinosa, Roma 2018, p. 286.
Pubblicazione: • Nicola Spinosa, Francesco Solimena (1657-1747) e le Arti a Napoli, monografia, Ugo
Bozzi Editore Srl, Roma 2018, p. 286.
Si riporta qui di seguito la scheda redatta in occasione della monografia del 2018:
“ ... Inedito, si colloca per qualità stilistiche in prossimità delle due tele con La tunica di Giusep-pe e con Abramo che scaccia Agar e Ismaele, e degli altri dipinti, a fresco e su tela, che Solimena
realizzò dopo l’intervento nella sagrestia di San paolo Maggiore, in una fase d’incipiente e poi
crescente avvicinamento al ‘fare tenebroso’, barocco e monumentale di Mattia Preti a Napoli.
Una datazione della tela in argomento può essere fissata alla metà degli anni Novanta del Sei- cento