CUPRUM. Un'importante collezione di antichi bronzetti - In collaborazione con IL Labirinto Fine Art

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venerdì 26 giugno 2026 ore 16:00 (UTC +01:00)
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Cristo alla colonna. Scuola Toscana? XVII-XVIII secolo. Bronzo a patina marrone  
 cm 31 x 11 x 8
    Lotto 25


    Cristo alla colonna. Scuola Toscana? XVII-XVIII secolo. Bronzo a patina marrone
    cm 31 x 11 x 8

    Bella scultura raffigurante Cristo alla colonna. Il soggetto fu trattato dal Giambologna e dalla sua scuola nel corso del XVII secolo. 

    Ne esistono esemplari non identici, ma abbastanza simili nella composizione, attribuiti a giovani seguaci del Giambologna. 

    I modelli attribuiti al Giambologna sono al Bargello (Firenze) e al Bode Museum (Berlino), ma hanno una Posa talmente classica e monumentale da discostarsi completamente dagli altri esempi attribuiti alla scuola. Infatti questi presentano una torsione più drammatica ed espressionista, che allude al barocco.

    Come esempi ricordiamo quelli pubblicati da Avery (op.cit.pag. 138-139)
    e quello in collezione Michael Hall ( op. cit. pagg.132-133). Quest'ultimo viene attribuiti all'atelier di Antonio Susini o di Barthelemy Prieur. Il bronzo qui presentato presenta assonanze con queste fusioni, nella torsione un po' esagerata e nel tono della patina marrone chiaro.

    Bibliografia 
    Charles Avery-Anthony Radcliffe, Giambologna Sculptor to the Medici,
    Catalogo della mostra, Westerham Press, England, 1978, pp. 138-139.

    Charles Avery-Michael Hall, Giambologna, catalogo della mostra della collezione di Michael Hall, Somogy Editions d'art, Parigi, 1999, pagg.132-134.

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Venere che si leva una spina dal piede. Barthelemy Prieur (Berzieux, 1536- Parigi 1611). Bronzo, patina rossastra traslucida, tracce di patinatura più scura. Bella montatura neoclassica in marmi misti e bronzo dorato
    Lotto 26


    Venere che si leva una spina dal piede. Barthelemy Prieur (Berzieux, 1536- Parigi 1611). Bronzo, patina rossastra traslucida, tracce di patinatura più scura. Bella montatura neoclassica in marmi misti e bronzo dorato
    Complessivamente cm 28,5 x 10 x 10 Il bronzo cm 19,7 x 9 x 6

    Provenienza: Barone Hippolyte Boissel de Monville(1794-1873), collezionista e agente per i Rothschild. BM (Baron de Monville) incusso nel tronco.

    Si ringrazia il Dott. Charles Avery per l'attribuzione e relativo expertise.

    Esame lega metallica eseguito presso i laboratori dell' Università di Ingegneria, Milano.

    Corredata da attestato di libera circolazione col nome dell'autore e relativo valore.

    Barthelemy Prieur fu lo scultore di corte per Enrico IV e Maria de Medici. Viaggiò in Italia e lavorò per i Savoia.

    Alle realizzazioni monumentali per la famiglia reale francese accostò la produzione di incantevoli figure femminili in bronzo. Donnine nude che si lavano, asciugano o pettinato, per un raffinato collezionismo da studiolo. Vagamente voyeuristico secondo me.

    La connotazione visiva, tattile  e sensuale insita nel collezionare piccoli bronzi,  comunque, non deve mai essere trascurata, a costo di non capire uno degli elementi fondanti del possesso di questi oggetti.

    Passaggi sul mercato internazionale attestano l'interesse per le sculturine realizzate dalla fonderia di Prieur che, se ritenute di prima mano e non tarde repliche, raggiungo quotazioni rilevanti.

    Alcuni esempi:

    Mercurio che suona il flauto, Christie's, 28/01/2015, stima 600.000,00-1000.000,00 euro.
    Prezzo realizzato 605.000,00 euro.

    Madre inginocchiata con il figlio, Sotheby's, giugno 2018, stima 50.000,00-70.000,00 euro.
    Prezzo realizzato 187.000,00 euro.


    Donna seduta al bagno, Sotheby's, 04/06/2022, stima 120.000,00-180.000,00.
    Prezzo realizzato 138.600,00 euro.


    Donna seduta che si pettina i capelli, Christie' s, gennaio 2023, stima 400.000,00-500.000,00 USD.
    Prezzo realizzato 403.000,00 USD.

    Al di sotto di questi top lot molti passaggi di bronzetti ritenuti di scuola, o non valorizzati da provenienze illustri, che si attestano sempre su buoni risultati.

    La Venere qui proposta ha Provenienza illustre, attestata dalla stampigliatura sul tronco BM (Baron de Monville), studio e attribuzione da parte di Charles Avery, esami scientifici della lega metallica e certificato di libera circolazione con il nome dell'autore con adeguata valutazione (100.000,00 euro).

    Viene proposta con una valutazione adeguata, ma che può stimolare l'interesse per la gara.

    Bibliografia: 
    Anthony Radcliffe-Nicholas Penny,
    Renaissance Bronze, 1500-1650, The Robert H.Smith Collection, Philip Wilson Publishers, London, 2004, scheda 38, pp 220-21.

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Ercole e Anteo. Galeazzo Mondella detto Moderno (Verona, 1464- Roma, 1528). Placchetta 
 mm 85 x 66 x 5
    Lotto 27


    Ercole e Anteo. Galeazzo Mondella detto Moderno (Verona, 1464- Roma, 1528). Placchetta
    mm 85 x 66 x 5

    Il Moderno fu uno dei più importanti produttori di placchette del Rinascimento.  Inizia la sua attività a Verona influenzato dall'opera di artisti veneti e lombardi quali Mantegna e di Pier Jacopo Allari Bonacolsi, detto l'Antico.

    La placchetta in esame è uno dei suoi lavori più affascinanti, legato alla tematica delle Fatiche d'Ercole.

    Presente in vari musei e con diverse varianti, la nostra può essere confrontata con quella della collezione Carrand conservata al Bargello, Firenze. La cornice della placchetta è leggermente più grande rispetto alla nostra da cui una leggera diversità nelle misure.
    Quella del Bargello misura mm 78,8 x 58,5.

    Bibliografia:
    G.Toderi-F.V.Toderi, Placchette nel Museo Nazionale del Bargello, S.P.E.S., Firenze, 1996, scheda 154, p. 87.

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Venere. Giambologna (Douai, 1529- Firenze,  1608) Dal modello di. Firenze, probabilmente XVII secolo. Bronzo patinato con tracce verdognole. Base in diaspro 
 Misure con base cm 16,5 x 5 x 5 Il bronzo cm 12,5 x 5 x 6
    Lotto 28


    Venere. Giambologna (Douai, 1529- Firenze, 1608) Dal modello di. Firenze, probabilmente XVII secolo. Bronzo patinato con tracce verdognole. Base in diaspro
    Misure con base cm 16,5 x 5 x 5 Il bronzo cm 12,5 x 5 x 6

    Il modello di questa rarissima Venere si pensa sia stato realizzato nella bottega del Giambologna (Avery-Radcliffe).

    Ne esiste una versione molto simile alla nostra nel Museo di Belle Arti, Dijon, con l' unica differenza che quella poggia su una base piatta circolare, mentre la nostra no.

    Stesso soggetto, ma con l'aggiunta di un bambino, al Metropolitan Museum of Art,  New York, attribuito alla mano di Antonio Susini. Un altro all'Ashmolean Museum, Oxford, considerato di scuola.

    Il nostro bronzetto poggia su una bella base antica a forma di cubo, lastronata in diaspro rosso, forse siciliano. 

    Vista la rarità di questa fusione, si può azzardare che sia stata realizzata a Firenze in ambiente vicino ai modelli del Giambologna.

    Bibliografia:
    Charles Avery-Anthony Radcliffe, Giambologna Sculptor to the Medici-Catalogo della mostra, (Edimburgo, Londra e Vienna), 1978-79, pp. 66-67.

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Uomo Bacchico. Adriaen de Vries (l'Aia, 1556- Praga, 1626) Dal modello di. XVI-XVII secolo? Accompagnato da esami della lega 
 cm 21 X 26 X 15
    Lotto 29


    Uomo Bacchico. Adriaen de Vries (l'Aia, 1556- Praga, 1626) Dal modello di. XVI-XVII secolo? Accompagnato da esami della lega
    cm 21 X 26 X 15

    Questo rarissimo busto è tratto da una scultura a corpo intero ora in Collezione Hill.

    Si apre un capitolo molto interessante legato alla cultura (iniziatica) rinascimentale lombarda.

    Quando apparve alla Sotheby's, i primi decenni del secolo scorso, questo Satiro-Bacco in bronzo fu subito attribuito ad un alievo nordico del Giambologna. 

    Inizialmente fu Susanna Zanuso a collegarlo al ninfeo della pioggia in Villa Litta a Lainate, Milano. Si trattava di un dispersione avvenuta I primi anni del 900. Il Bacco era collocato su un'alta colonna e schizzava acqua da vari fori sui visitatori, scherzi tipici dei giardini rinascimentali italiani.

    Prima attribuzione fu al Pelliccioni, scultore lombardo operante nella fabbrica del Duomo.

    Questo bronzo, passato in asta internazionale ed entrato in Collezione Hill, fu attribuito da Claudia Kryza Gersch ad Adriaen de Vries, uno dei maggiori allievi del Giambologna e pubblicato.

    Ora, l'interesse del nostro busto risiede nel fatto che non esistono copie antiche del soggetto, che era posizionato su una alta colonna dal XVII secolo. Inoltre, non si tratta di una copia pedissequa ma presenta alcune diversità dall'originale, quindi non è un calco, ma opera originale.

    Sono in corso esami metallurgici per stabilire l'epoca di realizzazione, che cambierebbe completamente la valutazione.

    Bibliografia:
    Patricia Wengraf, AA.VV., Renaissance & Baroque Bronzes from the Hill Collection, Paul Holberton Publishing, London, 2014, pagg.248-261.

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Donna che fa il bagno. Giambologna (Douai, 1529- Firenze, 1608) da un modello di. XVII-XVIII secolo. Bronzo patinato, consunzioni 
 cm 12,5 x 6 x 4,5
    Lotto 30


    Donna che fa il bagno. Giambologna (Douai, 1529- Firenze, 1608) da un modello di. XVII-XVIII secolo. Bronzo patinato, consunzioni
    cm 12,5 x 6 x 4,5

    Per questo bronzetto bisogna fare riferimento al modello originale realizzato dal Giambologna, ora custodito nel Museo Nazionale del Bargello, Firenze. Unanimamente la critica considera questo ed altri due bronzi, l'Apollino e la Venerina accosciata sempre nella collezione del Bargello, "bozzetti" realizzati dal maestro verso la metà del '500 e poi gettati in bronzo.

    Tutti e tre mantengono l'aspetto bel bozzetto, con poca rifinitura a freddo. Si pensa siano idee buttate giù per essere usate successivamente in composizioni di maggior importanza.

    Sicuramente furono replicate in bottega ed anche successivamente nelle fonderie che ereditarono i modelli del maestro. Sicuramente anche altri fonditori replicarono questi bronzetti per averle a disposizione nella loro collezione di modelli.

    Impossibile addentrarsi nel ginepraio delle attribuzioni legate ai modelli del Giambologna, si puo collocare la nostra Venere prudentemente nel XVII-XVIII secolo, facente parte del gusto artistico di cui si è accennato sopra. La buona qualità della fusione e la bella patina consunta la collocano, secondo me, fra le versioni antiche del soggetto.

    Bibliografia di riferimento:
    Charles Avery-Anthony Radcliffe, Giambologna Sculptor to the Medici, catalogo della mostra, Weserham Press, England, 1978.

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Coppia di candelieri. Niccolò Roccatagliata (1560 - 1636 ) Scuola di. XVI-XVII sec. Bronzo patina nera  
 Ciascuno cm 14 x 14,5 x 12
    Lotto 31


    Coppia di candelieri. Niccolò Roccatagliata (1560 - 1636 ) Scuola di. XVI-XVII sec. Bronzo patina nera
    Ciascuno cm 14 x 14,5 x 12

    Coppia di candelieri in bronzo patinato poggianti su basi tripodi a guisa di satiretti reggenti una bobege recante mascheroni grotteschi.

    Modello tradizionalmente attribuito alla scuola padovana rinascimentale e spesso riferito alla produzione di Niccolò Roccatagliata (1560- 1636) ed alla sua scuola. Questo motivo decorativo, che immagina tre satiretti reggenti un portacandele seduti su volute, può essere rinvenuto in altri oggetti della stessa scuola ma di diversa funzione. Si confronti ad esempio il calamaio esitato in asta Sotheby's, 17 dicembre 2008, New York, US.

    Per modelli analoghi si confronti la coppia di candelieri custodita nella collezione del Museo Miniscalchi-Erizzo a Verona, anch'essa attribuita alla scuola di Niccolò Roccatagliata.

    Bibliografia Piero Gazzola, La Fondazione Miniscalchi Erizzo,  Stamperia Valdonega, Verona 1962.

    Nelle immagini, candelieri Miniscalchi Erizzo, attr. Niccolò Roccatagliata, primo XVII sec.

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Ninfa inginocchiata. Giambologna (Douai 1529, Firenze 1608) Dal modello di. Possibilmente XVII-XVIII secolo. Bronzo patinato 
 cm 10 x 7 x 5
    Lotto 32


    Ninfa inginocchiata. Giambologna (Douai 1529, Firenze 1608) Dal modello di. Possibilmente XVII-XVIII secolo. Bronzo patinato
    cm 10 x 7 x 5

    Questo delizioso bronzetto ripete il noto modello del Giambologna custodito nel Museo Nazionale del Bargello, Firenze. Alcuni storici (kneuter) ritengono questo genere di composizione sia tratta da modelli elaborati dall'artista durante il suo periodo di permanenza romana, in cera o terracotta, poi fusi in bronzo a Firenze.

    Il bronzetto ha caratteristiche antiche e fa pensare a una derivazione  sei-settecentesca ma, come per tutte le derivazioni dai modelli giambologneschi, il dogmatismo è da escludere.
    Da studiare.

    Bibliografia:
    Charles Avery-Mchael Hall, Giambologna, Somogy Editions d'art, Paris, 1999, pp 40-42.

    Segue immagine bronzetto del Bargello.

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Venere seduta. Barthelemy Prieur (1536-1611) Bottega di. Bronzo dorato al mercurio 
 cm 14,3 x 9,5 x 7
    Lotto 33


    Venere seduta. Barthelemy Prieur (1536-1611) Bottega di. Bronzo dorato al mercurio
    cm 14,3 x 9,5 x 7

    Barthelemy Prieur fu scultore ufficiale di Enrico IV re di Francia. 

    Oltre a realizzare progetti monumentali per la corona, quali le tombe dei reali, diresse una prolifica fonderia dedita a fondere deliziosi, e sensuali bronzetti. Donnine nude che si asciugano, che si pettinano o che si "cavano" spine dai calcagni furono i soggetti preferiti dal maestro. Questi andavano ad arricchire gli studioli dei collezionisti, con spunti vagamente voyeuristici.

    La Venere qui presentata fa parte di questo gruppo ed alcune versioni, oltre a quella di Berlino, sono conservate in collezioni private e musei.

    Anche dopo la morte dello scultore, la fonderia proseguì a fondere queste incantevoli venerine, oltre ai noti busti encomiastici che riproducevano il re Enrico IV e la consorte, Maria de' Medici.

    Trattandosi quasi sempre di collaborazioni in fonderia, l'autografia di qualsiasi bronzetto antico è sempre soggetta a documentazione certa o ai pareri dei grandi esperti di turno.

    Il nostro bronzetto è senz'altro di ottima qualità sua per la meticolosa cesellatura dei particolari che per la vibrante doratura antica, perfettamente conservata.

    Riteniamo venga fuori dalla bottega del Prieur, magari nel XVII secolo.

    Bibliografia :
    Volker Krahn,  Von Allen Seiten Schon, catalogo della mostra, Berlin, Edition Volker Huber, 1996, p.420-21.

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Bacco con pantera. Barthelemy Prieur (1536-1611) Ambito di. XVII secolo. Bronzo con patina trasparente  
 cm 21,5 x 5,5 x 4,5
    Lotto 34


    Bacco con pantera. Barthelemy Prieur (1536-1611) Ambito di. XVII secolo. Bronzo con patina trasparente
    cm 21,5 x 5,5 x 4,5

    Il soggetto di questo intrigante bronzetto viene tradizionalmente associato ad un marmo classico precedentemente nella collezione della Valle in Roma, attualmente a Firenze.

    Diverse repliche antiche sono conosciute di varia qualità e con piccole varianti.

    Varie attribuzioni antiche, fra le quali ricordiamo quella dell' orafo padovano Francesco da Sant'Agata. 
    Attualmente questo bronzetto viene associato alla bottega del grande scultore francese Barthélemy Prieur.

    A questa ci atteniamo noi catalogandolo come fusione risalente probabilmente al XVII secolo.

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Dafne. Abraham Jamnitzer, dall'originale di. XVII secolo. Bronzo patinato e corallo di sciacca. Accompagnato da certificato CITES
    Lotto 35


    Dafne. Abraham Jamnitzer, dall'originale di. XVII secolo. Bronzo patinato e corallo di sciacca. Accompagnato da certificato CITES


    Questa originalissima invenzione rappresenta Dafne che si sta tramutato in albero, per sfuggire alle lusinghe di Apollo.

    Il capolavoro originale del grande orafo rinascimentale Jamnitzer è custodito a Dresda nella Grunes Gewolbe e raffigura Dafne a corpo intero in argento dorato, le braccia che si stanno trasformando in rami di corallo: si tratta evidentemente di una invenzione straordinaria di altissima oreficeria. Un'altra versione realizzata da Wantzel Jamnitzer è custodita nel Museo Nazionale del Rinascimento a Ecouen.

    La nostra replica è realizzata in bronzo patinato ed a mezzo busto.
    Non si può neanche parlare di copia pedissequa in quanto il soggetto è realizzato seguendo le dinamiche del bronzo e non dell'Argentina. Risulta semplificato e molto materico.

    Dalla patina e dalla qualità del materiale risulta lavorazione antica, probabilmente risalente al XVII secolo.

    Bronzo veramente più che raro, anzi mai visto sul mercato, per quanto sia nelle nostre conoscenze.

    Nelle immagini l'originale in argento dorato e corallo.

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Leone rampante. Arte fiorentina, XVI-XVII secolo. Bronzo, patina rossastra trasparente. Su basamento in marmo verde decorato da altorilievo raffigurante Ratto delle Sabine  
 cm 33,5 x 30 x 13,5
    Lotto 36


    Leone rampante. Arte fiorentina, XVI-XVII secolo. Bronzo, patina rossastra trasparente. Su basamento in marmo verde decorato da altorilievo raffigurante Ratto delle Sabine
    cm 33,5 x 30 x 13,5

    Questa potente fusione raffigura un leone stante, con la zampa sinistra sollevata pronta a ghermire.

    Può ricordare lontanamente modelli presenti a Firenze sotto la Loggia, quello archeologico denominato "Medici", e quello realizzato nel Rinascimento come pendant da Flaminio Vacca.

    Anche tutta una serie di possenti leoni usciti dell'immaginazione del Giambologna, e dalla sua prolifica bottega, potrebbero essere gli archetipi di questo grande felino.

    Da questi modelli però si discosta per la zampa alzata, pronta a colpire, e per il movimento repentino della testa, che sembra accorgersi di noi all' improvviso.

    Sul basamento un altorilievo raffigurante il Ratto delle Sabine, tratto dal modello del Giambologna.

    Questo elemento, unito al possente modellato ed alla preziosa patina trasparente, ci portano verso una produzione fiorentina, senz'altro di grande qualità, risalente al XVI-XVII secolo.

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Ercole e il leone di Nemea. Arte fiorentina, XVI-XVII secolo. Bronzo patinato, splendida patina rossastra trasparente  
 Solo il bronzo cm 36 x 21 x 15
    Lotto 37


    Ercole e il leone di Nemea. Arte fiorentina, XVI-XVII secolo. Bronzo patinato, splendida patina rossastra trasparente
    Solo il bronzo cm 36 x 21 x 15

    Il gruppo qui presentato rappresenta la prima fatica di Ercole.
    Il re Euristeo incarico' l'eroe di uccidere il leone invincibile che terrorizzata la zona di Nemea.

    Creatura nata dall' incrocio di divinità, possedeva una pelliccia impenetrabile da armi tradizionali. Ercole riuscì a vincerlo, infatti, strozzandolo nella sua tana, dopo un feroce combattimento.

    Scuoiatolo, Ercole usò la sua pelliccia impenetrabile per proteggersi; da questo episodio, la pelle di leone entrò a far parte dei segni distintivi dell'eroe greco.

    Questo bel bronzo, di notevoli dimensioni, è un' inedita versione del soggetto.

    Spesso rappresentato nel ciclo delle fatiche di Ercole, le più note fusioni in bronzo sono quelle realizzate dalla fantasia del Giambologna e della sua scuola, a cui la nostra scultura sembra ispirarsi. Soprattutto  nel gesto del braccio che brandisce la clava riscontriamo assonanze con alcune sculture del grande artista fiorentino d'adozione.

    La splendida patina rossastra trasparente ed il trattamento dei particolari lo avvicinano alla scuola toscana rinascimentale. In particolare il trattamento delle unghie, quadrate come nella migliore tradizione giambolognesca, la capigliatura a folte ciocche e la possanza della muscolatura ci portano verso quella scuola.

    Scultura passibile di successivi approfondimenti, per un collezionismo colto che non disdegna la grande decorazione.

    Bibliografia:
    Beatrice Paolozzi Strozzi-Dimitrios Zikos, Giambologna  gli Dei gli Eroi, catalogo della mostra, Giunti Editori S.P.A, Firenze, 2006, 2009, pp. 184-185.

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Cristo risorto. Arte fiorentina, XVI-XVII secolo. Bronzo patinato  
 cm 33
    Lotto 38


    Cristo risorto. Arte fiorentina, XVI-XVII secolo. Bronzo patinato
    cm 33

    Il prototipo di questo Cristo risorto va ricercato in un' opera in marmo di Michelangelo, realizzata nel 1515 ed attualmente collocata nella chiesa romana di Santa Maria Sopra Minerva.

    Non si tratta di una copia pedissequa in quanto l' originale, pur essendo stato concepito completamente nudo, fu da subito "braghettonato" con panneggi vari, diversi da quello presente nella nostra versione.

    Anche il piccolo perizoma attuale,  coprente il sesso e non i glutei dell' opera in marmo, è aggiunta del 900.

    I panneggi antichi imposti al capolavoro di Michelangelo sono più simili a quello del nostro Cristo e danno indicazioni sulla produzione antica del nostro bronzetto, che altrimenti presenterebbe un perizoma più succinto, come quello attuale.

    Altra curiosità è legata al calzare, presente solo nel piede destro, in quanto fu aggiunto quasi subito in bronzo per proteggere il marmo dagli sfregamenti dei devoti ed eliminato nel 900.  Anche questo particolare testimonia che la nostra fusione è stata realizzata in antico, quando il calzare era ancora al suo posto.

    Il nostro bronzo è caratterizzato da una splendida rifinitura al cesello, da notare soprattutto nella bellissima testa inanellata da lunghi capelli. Anche altri particolari anatomici sono molto lavorati, quali i piedi ed il generoso panneggio.

    Il nostro fonditore ha lavorato sul prototipo michelangiolesco creando una scultura originale. Si ha memoria di una copia realizzata a Firenze da Pietro da Barga all' interno del ciclo di riproduzione di statue dell' antichità classica.

    Per l' elevata qualità e levigatezza del nostro bronzetto, non sarebbe troppo sbagliato indagare sul solco di Guglielmo della Porta, ma si tratta solo di suggestioni.

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Venere inginocchiata. Dal modello di Giambologna. Toscana, XVII-XVIII secolo. Bronzo patinato nero rossastro montato su antica base in marmi misti 
 Solo il bronzo cm 23 x 15 x 13
    Lotto 39


    Venere inginocchiata. Dal modello di Giambologna. Toscana, XVII-XVIII secolo. Bronzo patinato nero rossastro montato su antica base in marmi misti
    Solo il bronzo cm 23 x 15 x 13

    Questa bella Venere inginocchiata che si asciuga è una derivazione antica del bronzo attribuito al Giambologna nell' inventario della collezione Medici nel 1580, ora custodita al Museo Nazionale del Bargello, Firenze.

    Molte repliche furono fatte in antico, primo fra tutti l'alievo del maestro Antonio Susini ne realizzò delle splendide fusioni ora nei maggiori musei del mondo.

    Quella del MET proviene dalla Smith collection, ed attribuita al Susini dal modello di Giambologna, misura 24,9 cm. Tutte le versioni più belle presentano più o meno queste dimensioni, ed un piedistallo geometrico rotondo, circa 2-3 cm  di altezza.

    La nostra versione, senza inoltrarsi in attribuzioni spericolate, misura 23 cm e non presenta lo zoccolo circolare, quindi è simile nelle dimensioni alla versione del MET.

    I tratti fisiognomici, la superficie del corpo specchiante ed il cesello dei capelli e delle unghie (squadrate, nel solco della migliore tradizione giambolognesca) ci fanno presupporre che si tratti di una versione antica del soggetto sei-settecentesca.

    Bibliografia:
    Anthony Radcliffe-Nicholas Penny, Art of the Renaissance Bronze the Robert H. Smith Collection, Philip Wilson Publishers, London, 2004, pp.188, 189.

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Lucerna composita. Arte veneta, XVII secolo. Bronzo patina bituminosa 
 cm 8,5 x 16 x 8
    Lotto 40


    Lucerna composita. Arte veneta, XVII secolo. Bronzo patina bituminosa
    cm 8,5 x 16 x 8

    Questa curiosa lucerna, apparentemente a forma di cigno, va osservata con attenzione, in quanto nasconde un segreto.

    Sulla schiena, con le fauci spalancate, un mascherone grottesco.

    La "coda" del cigno nasconde addirittura la testa di un elefante con la proboscide puntata verso l' alto, da cui esce lo stoppino.

    Se la mettiamo in verticale ecco che la bocca del mascherone diventa la bocca dentata di un delfino.

    Questa lucerna ad olio è custodita da alcuni dei musei più importanti al mondo, fra cui il Bargello a Firenze, il Bode Museum a Berlino, la galleria Estense a Modena ed il Fitzwilliam museum a Cambridge.

    Tutte presentano piccole varianti, in particolare quella di Cambridge nasconde nella base la maschera di un satiro ghignante.

    Questo oggetto rinascimentale è stato attribuito a vari artisti, fra cui il ""Riccio"", ma senza certezza.

    Ricorda i "grilli" medievali, creature composite ed improbabili.

    La nostra lucerna è una replica, con leggere varianti, di quelle conosciute e per questo sembra corretto collocarla in epoca posteriore, forse nel XVII secolo.

    Bella la patina tipicamente veneta, bituminosa dove ha resistito, più trasparente dove sia stata consumata da incessanti sfregamenti.

    Bibliografia:
    Volker Krahn, Bronzetti Veneziani, SMB-DUMONT, Germany, 2003, pp.104-107.

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Cristo vivo nudo. Francesco Mochi (Montevarchi,1580-Roma 1654) Attribuito. XVII secolo. Bronzo patinato  
 cm 28 x 21 x 4,5
    Lotto 41


    Cristo vivo nudo. Francesco Mochi (Montevarchi,1580-Roma 1654) Attribuito. XVII secolo. Bronzo patinato
    cm 28 x 21 x 4,5

    Il Cristo crocifisso qui studiato rappresenta un ""unicum"" nel suo genere.

    Si tratta infatti di una rappresentazione rarissima del Cristo,  proposta quasi esclusivamente nel corso del Rinascimento e realizzata da geni assoluti come Michelangelo, Giambologna o Cellini. Il Cristo colto nella sua nudità in croce.

    Pochissimi gli esempi in bronzo sopravvissuti. Nella seconda metà del XVI secolo Giambologna ne realizzò due: 
    - Wullenstetten, Svezia, Chiesa parrocchiale 
    - Geistliche Schatzkammer, Vienna.

    Va ricordato che sarà il concilio tridentino (1545-1560) a riformulare le regole dell' iconografia cristiana. La funzione pedagogica dell' arte fu messa al primo posto. Tutto ciò che poteva sviare dalla drammatizzazione dei testi sacri e dal loro relativo insegnamento, in primis la nudità, veniva bandito dall' iconografia ufficiale.

    Quindi il limite cronologico per la realizzazione dei Cristi nudi è quello del Concilio di Trento.

    Il nostro Crocifisso risente dell' influenza dei modelli del Giambologna, ma una scultura identica viene catalogata dalla soprintendenza come opera di Francesco Mochi, quindi oltre i dettami stabiliti dal Concilio.

    Anche il crocifisso catalogato dalla soprintendenza presenta un panneggio molto succinto, simile al nostro però, colpo di scena, girando su un cardine, il nostro ruota mostrando il Cristo nudo e sessuato.

    Possiamo solo immaginare si trattasse di un desiderio espresso da una committenza privata moto colta e legata al vero significato della nudità nel Crocifisso. Il Cristo, figlio di Dio, totalmente uomo, colto nella sua integrità fisica.

    Non stiamo qui a ricordare le "bagarre" accadute intorno al Cristo nudo (Gallino) attribuito anni fa a Michelangelo, acquisito dallo stato e poi contestato.

    Bibliografia:
    Beatrice Paolozzi Strozzi-Dimitrios Zikos, Giambologna gli Dei gli Eroi, catalogo della mostra,Giunti ed., Firenze, 2006, p. 118.

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Cavallo rampante. Francesco Fanelli (Firenze, 1577- Parigi? 1663) Ambito di. XVII-XVIII secolo. Bronzo con patina trasparente rossastra 
 cm  37 x 45 x 15
    Lotto 42


    Cavallo rampante. Francesco Fanelli (Firenze, 1577- Parigi? 1663) Ambito di. XVII-XVIII secolo. Bronzo con patina trasparente rossastra
    cm 37 x 45 x 15

    Questo grande cavallo impennato deriva dai modelli dello scultore Francesco Fanelli. Nato a Firenze lavorò a Genova ed in seguito a Londra dove le sue opere furono molto apprezzate da Carlo I. Morì forse a Parigi.

    Bella fusione con patina trasparente rossastra tipica delle migliori produzioni fiorentine dal Rinascimento in poi. 

    Il corpo è molto lavorato e lucido e presenta in evidenza la possente muscolatura dell'animale. Il muso è ben modellato ed espressivo, stretto dai finimenti del morso che gli fanno spalancare la bocca e mostrare i denti.
     
    Notevolissime le dimensioni che ne fanno una scultura veramente di grande impatto anche da un punto di vista decorativo, oltre che qualitativo.

    Risulta d'obbligo Il riferimento ai cavalli impennati realizzati dal Giambologna e dalla sua scuola, a cui Fanelli è legato durante la sua permanenza a Firenze. Il nostro cavallo si volta verso chi lo guarda in uno scatto nervoso, quasi di stizza, mentre quelli del Giambologna sono bloccati e rivolti verso l'alto.

    Bibliografia:
    Charles Avery, Giambologna 's horses: questions and hypothesis, in Giambologna tra Firenze e l'Europa, atti del convegno, Centro Di, Firenze, 2000, pp 11-28.

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Amorino che cavalca un delfino. Francesco Fanelli (Firenze, 1577-Parigi ?, 1663) Scuola di. Probabilmente XVII secolo. Bronzo patina naturale trasparente marrone su patina artificiale nera.
    Lotto 43


    Amorino che cavalca un delfino. Francesco Fanelli (Firenze, 1577-Parigi ?, 1663) Scuola di. Probabilmente XVII secolo. Bronzo patina naturale trasparente marrone su patina artificiale nera.
    Complessivamente cm 14,5 x 14,5 x 10 Il bronzo cm 11 x 10,5 x 8,5

    Bronzetto dal soggetto incantevole, raffigura un Cupido che cavalca un delfino brandendo una piccola clava nella mano destra. Con la sinistra tiene spalancate le fauci del mammifero che, esibendo la dentatura, assomiglia più ad un feroce "mostro" acquatico che alle docili creature nei nostri pensieri.

    Splendida la patina trasparente color marrone con tracce di una patinatura artificiale nera.

    Un modello identico conservato nei Musei Civici di Padova viene attribuito ai modi di Niccolò Roccatagliata e quindi questa alternativa va tenuta in considerazione, anche se sempre piu spesso bronzetti simili sono assegnati alla bottega del Fanelli.

    Una coppia di bronzetti identica al nostro Cupido è passata in Asta Cambi nel 2019 con identica attribuzione.

    Bibliografia:
    Davide Banzato e Francesca Pellegrini, Musei Civici di Padova, Bronzi e Placchette, Editoriale Programma, Padova, 1989, p.110-111.

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Nereide con tridacna.  Bronzo argentato, Norimberga? Probabilmente XVI-XVII secolo  
 Complessivamente cm  27,5 x 20 x 13,5 Bronzo cm 15 x 11,5 x 8 Su base non coeva.
    Lotto 44


    Nereide con tridacna. Bronzo argentato, Norimberga? Probabilmente XVI-XVII secolo
    Complessivamente cm 27,5 x 20 x 13,5 Bronzo cm 15 x 11,5 x 8 Su base non coeva.

    Il bronzo qui proposto raffigura una sirena bifida a cavalcioni di un delfino. In equilibrio sulla testa la valva di una tridacna.

    Il bronzetto, in origine argentato, presenta ora una splendida patina nera sotto la quale traspare il lucore dell'argento, intatto.

    Non si comprende a fondo lo spirito del Rinascimento se non si conosce la Wunderkammer. Meraviglie naturali ed artificiali venivano esposte per creare stupore. L'oreficeria, assecondando tale spirito, realizzò opere che inglobavano oggetti naturali, ad esempio conchiglie rare, in fantasiose composizioni mitologiche.

    Nereidi e tritoni in oro e argento sostenevano Nautilus tempestati di diamanti, smeraldi e rubini. Custoditi nelle Wunderkammer dei regnanti d'Europa, spesso fungevano da regali diplomatici.

    Le corti medicee e quelle tedesche collezionavano in modo compulsivo queste meraviglie, segno di un potere che si celebrava con la raffinatezza dell'arte.

    Fra gli orafi eccellevano quelli di Norimberga ed Augsburg, in particolare le botteghe di Jamnitzer e di Gross.  Di questi ultimo, al Kunsthistorisches di Vienna, è custodito un bacile realizzato con valve di tridacna e nereidi.

    Ciò premesso, azzardo che il nostro bronzo possa appartenere a quel mondo. Un intrigante oggetto di oreficeria sospeso fra natura e artificio.

    Bibliografia: 
    Arciduca Geza von Habsburg, Tesori dei Principi, Silvana Editoriale, 1997, pp. 55, 81, 98, 128, 150, 207.

    Hugh Honour, Orafi e Argentieri, Arnoldo Mondadori editore, Verona, 1972, pp. 80, 86.

    Manfred Leithe-Jasper und Rudolf Distelberger, Kunsthistorisches Museum Wien, Philip Wilson Publishers Ltd, 1982, p.102."

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Coppia di putti. Niccolò Roccatagliata (1560 - 1636 ) Scuola di. XVII secolo. Bronzo patina trasparente rossastra su tracce di patina nera  
 Altezza di ciascuno cm 43
    Lotto 45


    Coppia di putti. Niccolò Roccatagliata (1560 - 1636 ) Scuola di. XVII secolo. Bronzo patina trasparente rossastra su tracce di patina nera
    Altezza di ciascuno cm 43

    I modelli di questa interessante coppia di putti vanno ascritti alla produzione del fonditore veneto Niccolò Roccatagliata.

    Soggetto diffuso in epoca rinascimentale e post, replicato in molte varianti con o senza strumenti musicali o faretra.

    Grande l' impatto decorativo e sentimentale di questi amorini con piccole ali, grandi teste inanellate di boccoli, occhi borsi e fusciacche legate sotto le ascelle che lasciano i corpi nudi, e sessuati, completamente liberi.

    Spesso, difficile trovarli ancora in coppia, adornano i puntali di grandi alari da camino, come riscontriamo in collezioni museali e private quali il Museo Nazionale del Bargello,  Firenze, o la Newhouse gallerie, New York.

    Vista la grande qualità del modellato di quelli qui presentati, possiamo distinguerli da certa produzione più "corsiva" realizzata in bottega per  vari usi decorativi. 

    L'espressività, il trattamento lucido delle superfici ed il bel gesto spigliato in" contrapposto", denotano fusioni di ottima qualità ed epoca.

    Bibliografia:
    Enrico Colle-Angela Griseri-Roberto Valeriani, I Bronzi Decorativi in Italia, Electa, Milano, 2001, pp.28-29.

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Satiro e ninfa, Arte veneta, XVII secolo,  Bronzo a patina nera bituminosa  
 cm 18,5 x 18 x 12
    Lotto 46


    Satiro e ninfa, Arte veneta, XVII secolo, Bronzo a patina nera bituminosa
    cm 18,5 x 18 x 12

    Il bronzetto qui presentato raffigura un satiro inginocchiato che sorregge una ninfa offrendole da bere con una coppa.

    Il significato erotico del soggetto è evidente ed ebbe varia fortuna sia in pittura che in scultura. Probabilmente all'origine ci si ispirò a qualche marmo archeologico riemerso negli scavi in epoca rinascimentale.

    Ricordiamo le versioni in bronzo del soggetto uscite dalla fantasia del Giambologna e replicate dalla sua scuola. In particolare il satiro che osserva una ninfa addormentata, replicato dal suo continuatore Antonio Susini.

    Altro soggetto analogo fu realizzato da Pietro Tacca, erede della fonderia granducale fiorentina, che replica il soggetto mettendo una siringa nella mano del satiro voglioso...

    Si tratta comunque di un soggetto estremamente raro ed affascinante nonché difficile da proporre per le evidenti allusioni erotiche.

    Il nostro bronzetto è un inedito che presenta tutte le caratteristiche  di una fusione antica, a partire dalla conduzione un po' rigida del soggetto, alla lavorazione dei particolari, quali i capelli, alla patina nera bituminosa spellata nei punti di usura. 

    Inoltre le riparazioni in piombo visibili sulla schiena del satiro, dovute ad errori di fusione, tipici delle fusioni antiche, ed in origine nascoste dalla patinatura artificiale, forniscono classici indizi per una datazione antica del manufatto.

    Per queste caratteristiche, meno spigliate delle versioni toscane, lo riconduciamo alla produzione veneta-padovana del tardo Rinascimento, collocandolo prudentemente nel XVII secolo, sulla scia dei noti satiri usciti dalle botteghe del Riccio e Severo da Ravenna.

    Bibliografia: 
    AAVV, a cura di Davide Banzato, Donatello e il suo Tempo, catalogo della mostra, Skira editore, Ginevra- Milano, 2001."

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Cavallo al passo,  Giambologna (Douai, 1529- Firenze, 1608) Bottega di. Bronzo, lacca rossa trasparente  
 cm 21 x 20 x 7,5
    Lotto 47


    Cavallo al passo, Giambologna (Douai, 1529- Firenze, 1608) Bottega di. Bronzo, lacca rossa trasparente
    cm 21 x 20 x 7,5

    Si ringrazia il Dott. Charles Avery per le indicazioni verbali fornite dopo aver visionato il bronzetto dal vivo.

    Il bronzetto viene presentato con esami della lega, realizzati presso i laboratori dell' Università di fisica di Milano, radiografie, e certificato di libera esportazione.

    Questo bel cavallino "andante" rientra nella produzione della stretta cerchia del Giambologna, scultore fiammingo naturalizzato a Firenze.

    Famosissimi i bronzi usciti dalla sua fonderia e da quelle dei suoi allievi - continuatori. Sia Antonio Susini che Pietro Tacca, eredi della fonderia e dei modelli del maestro, replicarono dopo la sua morte le invenzioni del Giambologna, spesso uguagliandolo e superando nel cesello; questo è il caso del susini che, nascendo orafo, rifiniva i bronzetti in modo straordinario (ed è questa la sua cifra stilistica) distinguendosi dalle opere del maestro spesso più di "getto" e "cerose".

    Il nostro modello, con la criniera corta da modelli archeologici, somiglia molto a quello custodito al Victoria and Albert Museum, Londra, lì attribuito al Susini.

    La straordinaria lacca trasparente dai toni rossastri, tipica delle migliori produzioni fiorentine, impreziosisce l' opera è fornisce preziose informazioni.

    La relativa, e limitata, rifinitura dei particolari lo arricchiscono di un ulteriore fascino.

    La potenza e dignità del piccolo quadrupede al passo esplodono nella definizione dell'anatomia e nel lucore del mantello.

    Inoltre, il dott. Charles Avery ci faceva generosamente notare che il nostro esemplare presenta la tipica base ovale delle fusioni realizzate dalla fonderia del Giambologna, lui vivente.

    Impossibile addentrarsi oltre nella descrizione di questa, potenzialmente, importante fusione. Lasciamo idealmente lo studio ai grandi collezionisti o mercanti connoisseur che potrebbero essere affascinati dalla scoperta ed accetteranno la sfida dell' attribuzione.

    Gli esami scientifici correlati, ormai così utili nella diagnostica delle opere d' arte, possano aiutare nella scelta.

    Bibliografia 
    Charles Avery, Giambologna's horses: questions and hypothesis, in Giambologna fra Firenze e l'Europa, atti del convegno, Centro Di, Firenze, 2000, pp 11-28."

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Leone e gazzella. Barthelemy Prieur (Berzieux, 1536 circa- 1611), Bottega. XVII secolo  Bronzo con patina rossastra su tracce di patina nera. 
 cm 12 x 25,5 x 10
    Lotto 48


    Leone e gazzella. Barthelemy Prieur (Berzieux, 1536 circa- 1611), Bottega. XVII secolo Bronzo con patina rossastra su tracce di patina nera.
    cm 12 x 25,5 x 10

    Opera correlata di esami della lega realizzati presso I laboratori dell 'Università di Fisica di Milano e certificato di libera circolazione.

    Questa rarissima fusione viene ormai attribuita allo scultore di corte di Enrico IV, Barthelemy Prieur.

    Noto per le opere monumentali realizzate per la corte francese, sono altrettanto apprezzate le piccole, incantevoli, fusioni in bronzo uscite dalla sua bottega, che si protrasse nei primi decenni del XVII secolo.

    Le fusioni più note sono quelle relative a donnine nude che si "cavano" spine dal piede o si pettinano o si asciugano...con una vena leggermente voyeuristica.

    Questo raro soggetto qui presentato era originariamente attribuito al Giambologna, ma ora è comunemente rientrato nella produzione di Barthelemy Prieur.

    Se ne conoscono pochissime repliche di misura decisamente superiore alla nostra e che presentano leggere varianti.

    Ricordiamo le versioni della Robert H.Smith Collection e della Thyssen Bornemisza, entrambe intorno ai 16 cm di altezza, 34 di lunghezza e provenienti dallo stesso modello bozzetto. 

    La nostra versione è decisamente più piccola (10 cm circa meno in lunghezza) e sembra provenire da un altro modello, con leggere differenze. Non presenta segni di montaggio sotto le zampe.

    Notoriamente, le repliche successive ad una fusione si riducono di poco. Nel nostro caso, confrontando le misure, per ridurre di quasi 10 cm dovremmo avere molte copie del soggetto che in realtà non esistono.

    La nostra fusione si presenta con le tipiche caratteristiche materiche e patinature di una fusione antica, coeva alla fonderia del maestro.

    Scultura rara e affascinante, per studiosi e collezionisti interessati a svilupparne l'attribuzione.

    Bibliografia:
    Anthony Radcliffe-Nicholas Penny, Renaissance Bronze, the Robert H.Smith Collection, Philip Wilson Publishers, London, 2014, pp.212-215.

    Anthony Radcliffe-Malcolm Baker-Michael Maek-Gèrard, Scultura Europea la collezione Thyssen Bornemisza, Electa, Milano, pp.300-303.

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CUPRUM. Un'importante collezione di antichi bronzetti - In collaborazione con IL Labirinto Fine Art

L’asta sarà battuta il 26 giugno 2026 a partire dalle ore 16:00 CEST presso la sede di Bertolami Fine Art S.r.l. in Piazza Lovatelli, 1 – Roma

1. Modalità di partecipazione

Sono previste le seguenti modalità di partecipazione: di persona presso i locali in cui l’asta sarà battuta; telefonica; online previa registrazione sul nostro sito www.bertolamifineart.com o sui portali partner (vedi elenco sotto riportato); tramite offerta scritta fatta pervenire entro le 13:00 CEST di venerdì 26 giugno.    

a.     Partecipazione in sala

I clienti non conosciuti e che non si fossero già registrati dovranno essere provvisti di un valido documento di identità.

 

b.     Partecipazione telefonica

É possibile fare le proprie offerte durante l’asta tramite telefono guidati da un nostro operatore. Per accedere a questa modalità di partecipazione sarà necessario prenotarsi entro le 13:00 CET di venerdì 26 giugno specificando i lotti per i quali si intende entrare in gara e un recapito telefonico. I clienti così prenotati saranno chiamati al numero di telefono da loro indicato alcuni lotti prima di quelli per cui avranno manifestato interesse

La prenotazione per la partecipazione telefonica ha il valore di un’offerta scritta alla base d’asta indicata in catalogo.

Per prenotare la partecipazione telefonica compilare l’apposito modulo di offerta (Per info: T +39 06.32609795 - +39 06.3218464 - info@bertolamifineart.com)

 

c.     Partecipazione online attraverso il nostro sito o i portali partner

È possibile fare le proprie offerte durante l’asta registrandosi sul nostro sito www.bertolamifineart.com oppure sui seguenti portali partner:

 

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d.     Partecipazione tramite offerta scritta

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2. Esposizione

Lotti visibili su richiesta presso

Il Labirinto Antichità

Via Maggiore, 3

26010 Casale Cremasco Vidolasco

(Cremona)


Per fissare un appuntamento:

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3. Offerte pre asta

Dalla data di pubblicazione del catalogo online sino alle 13:00 CEST di venerdì 26 giugno sarà possibile:

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Esempio: base d’asta € 1.000 – Unica offerta pre-asta € 1.500 – Aggiudicazione a € 1.000

 

 - offerte pre asta multiple dello stesso importo su uno stesso lotto

 in assenza di offerte di rilancio durante l’asta, il lotto sarà aggiudicato all’autore dell’offerta con data anteriore.

- offerte pre asta multiple dello stesso importo su uno stesso lotto effettuate su portali diversi

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 - offerte pre asta multiple di importi diversi su un medesimo lotto

in assenza di offerte di rilancio durante l’asta, il lotto sarà aggiudicato all’autore dell’offerta più alta a un prezzo di aggiudicazione calcolato aggiungendo all’importo dell’offerta immediatamente inferiore un incremento prestabilito nella tabella pubblicata in calce (Tabella A)

Esempio: offerta cliente A €1.270, offerta cliente B € 1800. Vince il cliente B non al prezzo di aggiudicazione di € 1.800 ma di € 1.370. Viene cioè applicato all’importo dell’offerta immediatamente inferiore l’incremento automatico di € 100 previsto dalla tabella quando le offerte sono comprese nello scaglione € 1.000-1.999.

 

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Nota bene:

le fatture pagate tramite assegno, contanti o bonifico bancario sono esenti dal pagamento delle tasse amministrative applicate invece sui pagamenti effettuati tramite carta di credito (+1,5%) o Paypal (+3,5%)

 

5. Diritti d’asta

 

L’acquirente corrisponderà a Bertolami Fine Art una commissione calcolata in percentuale sul prezzo di aggiudicazione di ogni singolo lotto. Tale commissione viene così calcolata:

quanto al 28% per la parte di prezzo sino a € 10.000;

quanto al 26% per la parte di prezzo da € 10.001 a € 400.000;

quanto al 24% per la parte di prezzo da € 400.001 in su.

 

Sui lotti acquistati tramite partecipazione on line sul sito www.bertolamifineart.com o sui portali partner si applicherà un’ulteriore commissione così quantificata:

 

www.bertolamifineart.com +1 % del prezzo di aggiudicazione

 

Arsvalue + 0 % del prezzo di aggiudicazione

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Drouot + 3 % del prezzo di aggiudicazione

Invaluable + 5 % del prezzo di aggiudicazione

OneBid + 1,5 % del prezzo di aggiudicazione


 

6. Costi ulteriori

 

I costi di spedizione, eventuali costi doganali, nonché i costi relativi alle pratiche da istruire per il rilascio dell’attestato di Libera Circolazione o di qualsiasi autorizzazione ministeriale preventiva richiesta per l’esportazione dei lotti aggiudicati sono a carico del compratore.

Nel caso in cui, per contestazioni ingiustificate, i beni dovessero essere restituiti a Bertolami Fine Art, le spese doganali e di spedizione sono a carico del cliente.

 

7. Descrizione dei lotti

Agendo in qualità di mandataria del venditore, Bertolami Fine Art s.r.l. è esente da qualsiasi responsabilità in ordine alla provenienza e alle descrizioni e valutazioni dei lotti nel catalogo, nei condition report e in qualsiasi altro materiale illustrativo. Tali descrizioni hanno valore puramente indicativo e vanno intese come parere personale dei nostri esperti.

8. Rilascio dell’attestato di Libera Circolazione o di altra autorizzazione ministeriale necessaria per l’esportazione dei beni aggiudicati

 

La consegna dei lotti al di fuori dei confini italiani potrebbe essere soggetta alle norme stabilite dal Codice dei Beni Culturali (Dlgs. 42/2004 e ss.mm.ii.) in materia di esportazione dei beni di interesse culturale. Pertanto, nel caso in cui il bene acquistato presentasse caratteristiche tali da richiedere per la sua uscita definitiva dal territorio della Repubblica Italiana una qualsiasi forma di autorizzazione ministeriale, i tempi di rilascio di tale autorizzazione saranno regolati dall’Ufficio Esportazione oggetti d’antichità e d’arte del Ministero della Cultura.

Tali tempi di rilascio vanno mediamente calcolati nell’ordine di 60/90 giorni dal giorno dell’apertura della pratica per un Attestato di Libera Circolazione (art.68 del Codice dei Beni Culturali) e di 30 giorni per un’Autocertificazione. La casa d’aste declina ogni responsabilità per eventuali ritardi nella chiusura della pratica, ritardi addebitabili soltanto alle autorità ministeriali competenti. La pratica viene aperta solo all’avvenuto pagamento del bene e dietro esplicita autorizzazione dell’acquirente.

 

 

9. Condizioni di vendita

 

Le condizioni di vendita che regolano il rapporto tra Bertolami Fine Art e la gentile clientela che prenderà parte alle aste sono pubblicate in ogni catalogo. Poiché esse si intendono automaticamente accettate dal momento della partecipazione all’asta, si prega di leggerle con attenzione

In caso di discordanza tra la versione delle condizioni di vendita pubblicata su catalogo cartaceo e quella pubblicata su catalogo online, prevale la versione online. 

 

 

10. Pubblicazione dei risultati d’asta

 

L’elenco delle aggiudicazioni sarà pubblicato da Bertolami Fine Art sul proprio sito, www.bertolamifineart.com, a soli fini informativi, entro dieci giorni dalla chiusura dell’asta.

 

11. Consegna dei lotti aggiudicati

 

I lotti aggiudicati entrano in consegna dal momento del pagamento dell’intero prezzo.

Le modalità di consegna vanno concordate con la responsabile dell’Ufficio Logistica: a.tabacco@bertolamifineart.com

 

Ritiro in sede

Il ritiro in sede è possibile solo su appuntamento da concordare con la responsabile dell’Ufficio Logistica: Alessandra Tabacco (a.tabacco@bertolamifineart.com).

Gli appuntamenti vengono fissati nei giorni e negli orari lavorativi. Sono pertanto esclusi il sabato, la domenica e i giorni festivi.

 

 

Si precisa che Bertolami Fine Art non dispone di un autonomo servizio di spedizione dei lotti.

È però in grado di assistere l’acquirente mettendolo in contatto con corrieri specializzati, già sperimentati dalla casa d’aste con risultati soddisfacenti, a cui l’acquirente potrà richiedere un preventivo gratuito e senza impegno.

L’acquirente è comunque libero di affidare la spedizione a corrieri di sua fiducia.

Bertolami Fine Art non risponde dell’operato del corriere.

 

 

 

TABELLA A

INCREMENTI AUTOMATICI

Importo offerta €

Incremento automatico prestabilito €

0-99

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100-199

10

200-499

20

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50

1.000-1.999

100

2.000-4.999

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5.000-9.999

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1.000

20.000-49.999

2.000

50.000+

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INGLESE

 

The auction will take place on 26 June, starting at 04:00 pm CEST, at

Bertolami Fine Art S.r.l.

Piazza Lovatelli, 1 – 00186 Rome

1. How to participate

You may participate in one of the following ways:

–       in person;

–       by telephone;

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–       by submitting a written absentee bid, to be received no later than 1:00 pm CEST on Friday 26th  June 2026

 

a.      Saleroom

Unacquainted customers who have not previosly registered must provide a valid identity document.

b.     Telephone

You may bid by telephone during the auction, with the assistance of one of our staff members. To participate by telephone, you must register by 1:00 pm CEST on Friday, 26 June, specifying the lots you intend to bid on and providing a contact telephone number. Registered clients will be called on the number provided shortly before the lots of interest are due to be auctioned.

 

Please note: Telephone registration shall be deemed a written bid at the lot’s starting price, as indicated in the catalogue.

 

To register for telephone bidding, please fill out the appropriate bid form

 

(For further info: T +39 06.32609795 - +39 06.3218464 - info@bertolamifineart.com)

 

c.      Online

You can participate in real time by registering on our website www.bertolamifineart.com

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info@bertolamifineart.com - +39 06 32609795

 

d.     Absentee

Absentee bids may be submitted by filling out the appropriate absentee bid form, or also by means of a free text. Absentee bids must be submitted by 1:00 pm CEST on Friday 26th 2026. Bids may be sent via e-mail (info@bertolamifineart.com), by post, or delivered to our offices in Piazza Lovatelli 1 – 00186 Rome. The written bid constitutes authorisation for the auctioneer to place bids on behalf of the signatory.

2. Lot Viewing

Lots will be available for viewing from 5 to 7 June 2023, between 10:30 am – 1:30 pm and 03:00 pm – 06:30 pm CEST at

Palazzo Caetani Lovatelli – Piazza Lovatelli, 1 – 00186 Rome

 

Se non è prevista l’esposizione

2. Lot Viewing

Lots can be viewed upon request at

Il Labirinto Antichità

Via Maggiore, 3

26010 Casale Cremasco Vidolasco

(Cremona)

 

To schedule an appointment:

g.graziosi@bertolamifineart.com

 

3. Pre-bidding

From the publication of the online catalogue until 1:00 pm CEST of Friday 27th June, you may:

- place online bids on www.bertolamifineart.com  or via the partner portals as listed in Section 1 c;

- submit absentee bids as outlined in Section 1 d.

In the event of:

 

One single pre-auction bid on a lot

In the absence of additional bids during the auction, the lot will be awarded at the starting price even if the sole bid received is higher (the pre-auction bid represents the maximum amount the bidder is willing to pay).

Example: Starting price € 1,000 – Single pre-auction bid € 1,500 – Lot awarded at € 1,000

Multiple pre-auction bids of the same amount on the same lot

In the absence of additional bids during the auction, the lot will be awarded to the earlier bidder.

Multiple pre-auction bids of the same amount on the same lot submitted via different portals

In the absence of additional bids during the auction, if bids of the same amount have been placed through different portals, the lot will be awarded to the bidder who placed the bid on www.bertolamifineart.com, even if this bid was submitted after those placed on the partner portal Bidinside.

Multiple pre-auction bids of different amounts on the same lot

In the absence of additional bids during the auction, the lot will be awarded to the highest pre-auction bidder. The hammer price will be calculated by adding a predetermined increment, as set out in the table below (Table A), to the amount of the next lowest bid.

Example: Bidder A €1,270, Bidder B €1,800. Bidder B wins, not at €1,800, but at €1,370. The automatic increment of €100 for bids within the €1,000–1,999 range is applied to the immediately lower bid.

4. Payment

Successful bidders may choose from the following payment methods:

–       Credit card (Visa, MasterCard, American Express);

–       PayPal;

–       Bank transfer to: Bertolami Fine Art S.r.l. (for non-EU bank transfers, please add €10 to the total invoice amount);

–       Cash (within the legal limit);

–       For known clients only: non-transferable bank cheque or banker’s draft payable to Bertolami Fine Art S.r.l. (for foreign cheques, please add €10 to the invoice total)

 

Settlement of the invoice must be made within five (5) days of its receipt.

 

Late payment penalty: beginning on the 31st day after the auction, overdue invoices will incur an interest charge of 1% per month on the unpaid balance.

 

Note:

Invoices paid via cheque, cash, or bank transfer are exempt from administrative fees.

Payments made via credit card and PayPal are subject to additional charges:

 

Credit card: +1.5%

PayPal: +3.5%

 

5. Buyer’s Premium

 

The buyer shall pay Bertolami Fine Art a commission calculated on the final hammer price of each lot, as follows:

 

28% on the portion of the price up to €10,000;

26% on the portion of the price from €10,001 to €400,000;

24% on the portion of the price exceeding €400,000.

 

An additional commission applies to lots purchased online via www.bertolamifineart.com or partner platforms, as detailed below:

www.bertolamifineart.com: +1 %

Arsvalue: 0% (no additional commission)

Bidspirit: +1.5%

Drouot: +3%

Invaluable: +5%

OneBid: +1.5%

 

 

6. Additional Charges

 

Shipping costs, any applicable customs duties, and fees associated with the issuance of export permits (such as the Certificate of Free Circulation or other ministerial authorisations) are the sole responsibility of the purchaser.

 

In the event of unwarranted returns, the buyer shall also bear all resulting customs and shipping costs.

 

7. Lot Description

Acting as an agent on behalf of the seller, Bertolami Fine Art S.r.l. accepts no responsibility for the origin, descriptions, or valuations of the lots included in the catalogue, condition reports, or any other illustrative material. All such descriptions are purely indicative and should be regarded as the personal opinions of our experts.

 

8. Export Licences and Permits

 

The delivery of lots outside Italian territory may be subject to the provisions of the Italian Cultural Heritage Code (Legislative Decree 42/2004 and subsequent amendments), which regulates the export of items of cultural interest. Should an export licence be required, the relevant procedure will be managed by the Export Office of the Ministry of Culture.

 

On average, the processing time is approximately 60–90 days from the date the application is submitted for a Certificate of Free Circulation (Article 68 of the Cultural Heritage Code), and around 30 days for a Self-Certification.

 

Bertolami Fine Art accepts no responsibility for any delays in the issuance of export permits, which remain solely at the discretion of the competent authorities. The application process will commence only after full payment has been received and upon the buyer’s explicit authorisation.

 

9. Terms and Conditions of Sale

 

The full Terms and Conditions of Sale governing the relationship between Bertolami Fine Art and its clients are published in every catalogue.

 

Participation in the auction implies full acceptance of these terms, therefore we strongly advise all clients to read them carefully.

 

In case of any discrepancy between the printed and the online catalogue, the online version shall prevail.

 

 

10. Publication of Auction Results

Auction results will be published for information purposes on www.bertolamifineart.com within ten (10) days of the auction’s conclusion.

 

11. Lot Delivery

Lots will be released only upon receipt of full payment.

All delivery arrangements must be coordinated with our Head of Logistics, Ms Alessandra Tabacco: a.tabacco@bertolamifineart.com

 

On-site collection

Lots may be collected in person by appointment only, to be scheduled in advance with Ms Tabacco. Appointments are scheduled during regular business hours (excluding weekends and public holidays.

 

 

Shipping

Bertolami Fine Art does not provide in-house shipping services.

However, BFA is able to assist customers by recommending professional, reliable couriers, with a proven track record. Clients may request a non-binding quotation directly from these providers.

Clients remain free to appoint a courier of their own choosing.

Bertolami Fine Art accepts no liability for the actions of third-party shipping providers.

 

 

TABLE A

AUTOMATIC BIDDING INCREMENTS

Bid Amount €

Automatic Increment €

0-99

5

100-199

10

200-499

20

500-999

50

1.000-1.999

100

2.000-4.999

200

5.000-9.999

500

10.000-19.999

1.000

20.000-49.999

2.000

50.000+

5.000

 

 

Sessioni

  • 26 giugno 2026 ore 16:00 390 - CUPRUM. Un'importante collezione di antichi bronzetti in collaborazione con IL Labirinto Fine Art - (1 - 49)
  • 26 giugno 2026 ore 17:00 390 - Grand Tour. Bronzetti, sculture e dipinti di epoca neoclassica (50 - 84)

Esposizione

Lotti visibili su richiesta presso

Il Labirinto Antichità

Via Maggiore, 3

26010 Casale Cremasco Vidolasco

(Cremona)


Per fissare un appuntamento:

g.graziosi@bertolamifineart.com

Pagamenti e Spedizioni

L’elenco delle aggiudicazioni sarà pubblicato da Bertolami Fine Art sul proprio sito, www.bertolamifineart.com, a soli fini informativi, entro dieci giorni dalla chiusura dell’asta.

Condizioni di vendita

Scarica il documento di Condizioni di Vendita

Commissioni

L’acquirente corrisponderà a Bertolami Fine Art una commissione calcolata in percentuale sul prezzo di aggiudicazione di ogni singolo lotto. Tale commissione viene così calcolata:

quanto al 28% per la parte di prezzo sino a € 10.000;

quanto al 26% per la parte di prezzo da € 10.001 a € 400.000;

quanto al 24% per la parte di prezzo da € 400.001 in su.

 

Sui lotti acquistati tramite partecipazione on line sul sito www.bertolamifineart.com o sui portali partner si applicherà un’ulteriore commissione così quantificata:

 

www.bertolamifineart.com +1 % del prezzo di aggiudicazione

 

Arsvalue + 0 % del prezzo di aggiudicazione

Bidspirit + 1,5 % del prezzo di aggiudicazione

Drouot + 3 % del prezzo di aggiudicazione

Invaluable + 5 % del prezzo di aggiudicazione

OneBid + 1,5 % del prezzo di aggiudicazione

Rilanci

  • da 0 a 100 rilancio di 5
  • da 100 a 200 rilancio di 10
  • da 200 a 500 rilancio di 20
  • da 500 a 1000 rilancio di 50
  • da 1000 a 2000 rilancio di 100
  • da 2000 a 5000 rilancio di 200
  • da 5000 a 10000 rilancio di 500
  • da 10000 a 20000 rilancio di 1000
  • da 20000 a 50000 rilancio di 2000
  • da 50000 in avanti rilancio di 5000