Pre-Asta LA GRAZIA E LA FORZA. PARTE II. FASE III. BASI D'ASTA ULTERIORMENTE RIDOTTE
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Lotto 157 Paolo da San Lorenzo (1935)
Lui e lei (landscape), 2006
Olio su tela
70,4 x 49,5 cm
Firma: “Paolo da San Lorenzo” al recto
Elementi distintivi: una etichetta anonima con numero di inventario ed una seconda etichetta con riferimento alla corniceria
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: sul verso, certificato di garanzia dell’artista con titolo e data
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp) -
Lotto 160 Mikail Ciomakov (1900 - 1999)
Donna che suona, 1991
Olio su masonite
58,2 x 49 cm (luce)
Firma: al recto e sul verso, “М Чомаков”
Data: al recto, “1991”
Altre iscrizioni: titolo dell'opera in caratteri cirillici, al verso
Elementi distintivi: sul verso, etichetta anonima con dati dell'opera; etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)
Pittore, e oggi accademico, bulgaro, Mikail Chomakov (in cirillico, Михаил Чомаков) emigrò in Italia nei primi anni '90, divenendo un autore di punta della Galleria Sterling, con attività prima a Roma e poi ad Ancona, per rientrare in Bulgaria alla fine del decennio ed interessarsi prevalentemente a problematiche teoriche, come l'origine e le caratteristiche della creatività. -
Lotto 161 Ibrahim Kodra (1918 - 2006)
Battaglia
Matita, tempera, carboncino e pastelli su carta
69 x 99 cm (luce)
Firma: al recto, “Ibrahim Kodra”
Elementi distintivi: sul verso, etichetta anonima con dati dell'opera; etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp) -
Lotto 162 Willem van Herp (1614 ca. - 1677), bottega di
Allegoria dei Cinque Sensi
Olio su tela
120 x 169 x 5 cm
Elementi distintivi: al verso, sul telaio, scritta a gessetto scuro "4081" e etichetta recente "WILLEM VAN HERP", con dati dell'opera e valore "€ 85.000"; altre tre etichette recenti, di cui due con riferimenti di inventario; residui di colla di una ulteriore etichetta
Provenienza: collezione privata; Semenzato, Venezia, 02.12.2001, l. 25 (con stima Lire 220.000.000-260.000.000); Finarte, Roma, 27.10.2004, l. 149 (con stima: € 70.000-80.000)
Bibliografia: Jahel Sanzsalazar, "Dissertation on Willem van Herp", s.d. (come copia n. 2 dal dipinto conservato presso il Franz Mayer Museum, Città del Messico)
Certificati: scheda critica di Mario Scippa del 16 dicembre 2024 (come attribuito a van Herp), in copia digitale
Stato di conservazione. Supporto: 80% (reintelo e telaio sostituito)
Stato di conservazione. Superficie: 60% (cadute di colore, integrazioni e presenza di vernice opacizzante)
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)
Willem van Herp, prolifico pittore barocco fiammingo, si distinse per le sue scene religiose, mitologiche e di genere, non di rado realizzate su rame e su tavola e destinate al mercato internazionale. Formatosi tra il 1625 e il 1629 con Damiaan Wortelmans II e Hans Biermans, è registrato come artista indipendente nella Gilda di San Luca di Anversa all’inizio del 1637. Pur non essendo stato allievo di Rubens, Van Herp riprese molti motivi rubensiani e fu impiegato da Matthijs Musson per ritoccare copie commissionate da Rubens, contribuendo alla diffusione dello stile barocco fiammingo. La sua produzione è molto ampia, quasi industriale, con numerose repliche autografe o di bottega, destinate principalmente alla Spagna. Tra esse, le opere in rame, predilette per la loro durata e brillantezza, ebbero grande successo anche nei territori spagnoli d’oltreoceano.
Lo stile di Van Herp è caratterizzato da una figurazione espressiva e manierata, spesso influenzata non solo da Rubens ma anche da Anthony van Dyck, Jacob Jordaens, Gerard Seghers, Jan Boeckhorst, Hendrick van Balen, Erasmus Quellinus il Giovane, Gaspar de Crayer and Artus Wolffort, nonché da maestri italiani come Raffaello e Guido Reni, di cui eseguiva copie e pastiches.
La tela in esame raffigura uno dei suoi soggetti più fortunati, la “Allegoria dei cinque sensi”, qui tradotta in una vivace scena di osteria. Ogni personaggio, o gruppo di figure, incarna uno dei sensi: gli scambi di sguardi alludono alla vista; l’uomo che tira la veste alla cameriera e la coppia sullo sfondo al tatto; il cane a sinistra all’olfatto; i commensali alla tavola al gusto; il bambino che richiama l’attenzione dell’adulto all’udito. La composizione, estremamente riuscita nel suo impianto teatrale, si inserisce nella tradizione secentesca dell’ambientazione in interno, testimoniata, ad esempio, anche da Gregorio e Mattia Preti nella tela di analogo soggetto conservata a Palazzo Barberini, e da Pietro Paolini nella tela conservata al Walters Art Museum, di Baltimora.
Di questo soggetto, nella produzione di Van Herp, in bibliografia sono, pur in modo non unanime, ritenuti autografi: la grande tela conservata presso il Museo Nazionale di Varsavia (176x229,5 cm, inv. no. M.Ob.569), datata gli anni sessanta del Seicento; il rame, 80x113 cm, già nella collezione dello Earl of Bute (insieme ad un pendant, con cui è stato riprodotto in incisione con il titolo “A Flemish Entertainment”: vedi i paragoni fotografici); la tela conservata nella collezione Wemyss, a Gosford House, in Scozia (89 x 117 cm, iscritta "La Harpe" in basso a sinistra). Autografo anche un disegno preparatorio apparso in asta a Dusseldorf nel 1962.
Sono note, poi, numerose repliche di bottega e copie. Tra le repliche si segnalano: una tela, dipendente da quella in collezione Bute, oggi conservata al Franz Mayer Museum di Città del Messico; una composizione con presenza minima di edera sul muro, registrata presso Agnew’s, Londra, nel 1929 (montatura della Witt Library, Courtauld Institute); un esemplare, 87,5 × 115,5 cm, venduto alla XLV Asta dello Ernst Museum di Budapest, nel 1930 (lot 162); un'altra versione venduta a Bonhams, Londra, il 13 aprile 1972 (lotto 224); una replica – o forse un bozzetto – offerta come autografa presso BÁV ART Auction House, a Budapest, il 17 maggio 2017 (lotto 282) e nuovamente nell'autunno 2024; una composizione, 62×78 cm, con differenze nel gruppo di figure, venduta all'asta del Four Seasons Hotel George V, a Parigi, il 19 dicembre 2001 (lotto 52), riapparsa successivamente a Dorotheum, Vienna il 23 ottobre 2018 (lotto 179) ed il 22 ottobre 2019 (lotto 247); una composizione, venduta da Bernaerts Auctioneers, ad Anversa, il 21 febbraio 2001 (lotto 191). Tra le copie si segnalano: un esemplare, 79 × 117 cm, apparso a Bonhams, Londra, il 13 dicembre 1990 (tela già registrata nel castello di Berkeley nel 1946 e dal 1963 nella collezione di H. Parkin Smith, a Bath); una copia accreditata ad un anonimo seguace di Van Herp apparsa da Sotheby’s, Londra, il 30 aprile 2014 (lotto 764); una copia genericamente indicata come "Scuola fiamminga del XVII secolo" apparsa presso Cambi, Genova, il 13 dicembre 2019 (lotto 143); una copia antica, modesta, 66,5 x 80,5 cm, conservata presso la Gemäldegalerie di Dresda (inv. 53/93); ed infine, una copia dipinta dal paesaggista Henry Brokmann-Knudsen (1868–1933).
In questo complesso panorama di opere autografe, repliche con e senza varianti, copie, sulla base di foto ad alta definizione la dr.ssa Jahel Sanzsalazar – specialista di riferimento per Van Herp – colloca la nostra tela, già passata in asta nel 2001 e nel 2004 con stime di rilievo (rispettivamente Lire 220.000.000-260.000.000 e € 70.000-80.000), piuttosto vicina all’artista, considerandola una replica di bottega della versione Wemyss ("dependent from the Wemyss version and could be classified as a studio repetition", comunicazione del 21 maggio 2025).
All’esame visivo diretto, svolto dalla casa d’aste, il livello qualitativo dell’opera, appare elevato: al punto da aver indotto in passato a ritenerla ascrivibile direttamente a Willem van Herp, da ultimo nella approfondita scheda di Mario Scippa (con valutazione di € 20.000-25.000). La pittura di Van Herp, soprattutto negli anni Sessanta, è in genere più pastosa, in emulazione dello stile di Rembrandt, mentre nel dipinto in esame, la stesura appare in generale più liquida. Inoltre, le anatomie sono semplificate, attraverso una riduzione della volumetria (forse accentuata dalla spulitura delle sfumature) e dei dettagli (volti, arti, mani) mentre la composizione si concentra sulla scena centrale, accentuando l’ombreggiatura delle zone marginali fino a rendere quasi non riconoscibili i rilevanti elementi – per esempio, la sedia a sinistra, il personaggio accosto al muro a destra, che sono invece perfettamente visibili nella incisione della tela ex Bute. Vi sono tuttavia dettagli come la testa del cane di sinistra, o alcuni dettagli dei vasi in ceramica e dei vetri che mostrano uno stacco di stile rispetto alle figure e confermano l’intervento di più mani, di diversa abilità, confermando l’ipotesi di una opera eseguita nella struttura collaborativa della bottega.
Si ringrazia la dr.ssa Jahel Sanzsalazar per il prezioso contributo alla catalogazione dell’opera. -
Lotto 163 Josè Guevara (1926 - 2010)
La Corrida
Litografia e serigrafia su carta
49 x 69 cm (luce)
Firma: “Guevara” a matita al recto
Altre iscrizioni: tiratura “P.A.”; “Alla Cassa di Risparmio con affetto” a matita al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Sterling Europea; Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: certificato di garanzia Galleria Sterling Europea
Stato di conservazione. Supporto: 85% (macchie)
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 165 Roberto Moschini (1937 - 2023)
Pomeriggio caldo, 1985
Serigrafia su carta
50 x 35,4 cm (luce)
Firma: “R. Moschini” a matita al recto
Data: “”85” a matita al recto
Altre iscrizioni: tiratura “9/50”; “Pomeriggio caldo” a matita al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 166 Franco Zingaretti (1939 - 2018)
Gruppo di quattro serigrafie, con una introduzione di Mariano Apa
Serigrafia su carta
59,4 x 44,4 cm (il foglio)
Firma: "F. Zingaretti" a matita, su ogni foglio
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 90%
Stato di conservazione. Superficie: 80% (danni da frizione e da piegatura, soprattutto ai margini; lievi danni da umidità - gore - in un solo esemplare)
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)
Franco Zingaretti ha lavorato sull'antica tradizione della carta fabrianese, lavorata a mano dal XIII secolo, facendo lunga esperienza presso le Cartiere Miliani di Fabriano, tra l'altro ricoprendo per dieci anni il ruolo di "disegnatore filigranista". Nei suoi quadri Zingaretti intesse con l'uso di tecnica mista e di sabbia di fiume forme grafiche a rilievo, libri d'artista, pittura, scultura. Partecipa dal 1974 a numerose mostre collettive e personali in Italia e all'estero: Austria, Croazia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Isola di Malta, Israele, Libia, Slovenia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Taipei, Taiwan, U. S. A.
Le quattro serigrafie in asta sono raccolte in una cartella dedicata a Pirandello, e raffigurano, oltre al grande scrittore siciliano, Ungaretti, dei soldati in trincea e dei cammelli. -
Lotto 168 Ardengo Soffici (1879 - 1964), attribuito a
Mais qu’est-ce que tu entends au juste par flirt ? Tout, excepté tout, 1903 circa
Inchiosto litografico, pastelli e matita su carta
295 x 24 cm (luce)
Firma: "SOFFICI" in inchiostro litografico; forse un monogramma a matita
Data: al recto: a matita, "-Mais qu’est-ce que tu entends au jouste par flirt ? Tout, excepté tout': a penna "40u"; a pastello "Car 6 'pa", "CP" cancellato e "Rousset"
Stato di conservazione. Supporto: 80% (superficie in adesione a supporto)
Stato di conservazione. Superficie: 90% (lieve foto-ossidazione)
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Il disegno sembra completare a pastello un tratto litografico, che risponde allo stile grafico di Soffici all'inizio del '900, durante i suoi anni parigini (1900-1906), cui è stata di recente dedicata una mostra a cura di Luigi Cavallo, presso le Scuderie Medicee di Poggio a Caiano ("Parigi 1900-1906. Il primo Soffici", 22 aprile-25 giugno 2023, con catalogo edito a Pisa).
Nasce forse come una illustrazione satirica il cui senso è dichiarato nell'appunto a matita, la battuta secca e spiritosa nel puro stile di Soffici: "Mais qu’est-ce que tu entends au juste par flirt ? Tout, excepté tout" ("Ma cosa intendi esattamente per flirt? Tutto, tranne tutto"). Si noti che l'autore fa un piccolo errore di scrittura nella parola "juste", il che suggerisce le difficoltà linguistiche del giovane italiano alle prese con la nuova lingua.
Il paragone più stretto, sul piano stilistico così come per la firma a stampatello e gli appunti in pastello azzurro, è offerto da un disegno raffigurante due figure sedute, 32,5x25 cm, realizzato da Soffici nel 1903 per le riviste umoristiche di Parigi, oggi conservato al fondo Luigi Corsetti (Luigi Cavallo, a cura di, "Parigi 1900-1906. Il primo Soffici", Pisa, 2023, p. 75). -
Lotto 169 Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Viareggio, 1958
Inchiostro su carta
48 x 63 cm
Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto
Data: “1958” al recto
Altre iscrizioni: “Viareggio” al recto
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 170 Stamperia Remondini (1657 - 1860)
Prospectus areae S. Marci versus S. Geminiano in Venetia, 1780
Acquaforte su carta
32,8 x 44,4 cm (luce)
Altre iscrizioni: descrizione estesa in lastra
Provenienza: Bottega Delle Arti, Padova; Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: certificato della Bottega Delle Arti, con dati sintetici dell'opera, al verso
Stato di conservazione. Supporto: 85% (ondulatura)
Stato di conservazione. Superficie: 85%
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I Remondini furono una famiglia di stampatori che operarono a Bassano del Grappa da metà del XVII a metà del XIX secolo. -
Lotto 171 Paolo da San Lorenzo (1935)
Battaglia tra cavalli
Pastelli su carta pressoformata
49,7 x 73 cm
Firma: “Paolo da San Lorenzo” a matita al recto e a pressione
Elementi distintivi: una etichetta con riferimenti di inventario della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana ed una seconda etichetta anonima
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp) -
Lotto 172 Remo Brindisi (1918 - 1996)
Venezia
Litografia su carta
65,6 x 46 cm (lastra)
Firma: “Brindisi” al recto a matita
Altre iscrizioni: tiratura “44/150” al recto a matita
Elementi distintivi: sul verso, una etichetta anonima con dati dell’opera; etichetta della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti inventariali
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp) -
Lotto 174 Francesco Sartorelli (1856 - 1939)
Venezia. La Salute da Sant’Elena
Olio su tela
126,5 x 192 cm
Firma: “F Sartorelli” al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Galleria Pesaro di Milano; etichetta della XXII Esposizione internazionale d’arte di Venezia (1940); etichetta della Galleria Nuova Arcadia di Padova con dati relativi all’opera
Provenienza: Finarte, Milano (come "Marina di Grado", 27.11.2008, l.142, € 11.000); Galleria Pesaro, Milano; Galleria Nuova Arcadia, Padova; Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: “XXII Esposizione internazionale d’arte - Biennale”, catalogo della mostra, Venezia 1940, n. 51
Esposizioni: “XXII Esposizione internazionale d’arte - Biennale”, Venezia 1940
Stato di conservazione. Supporto: 70% (buchi)
Stato di conservazione. Superficie: 70% (crepe, sollevamenti)
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp) -
Lotto 175 Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Leptis Magna. La Basilica di Settimio Severo tra le dune, 1937
Acquaforte su carta
35,5 x 47,5 cm (lastra)
Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto a matita e in lastra
Data: “1937” al recto a matita e in lastra
Altre iscrizioni: tiratura “17/50”, “Leptis Magna. La Basilica di Settimio Severo tra le dune” al recto a matita; “Leptis Magna” in lastra
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: Marco Goldin, a cura di, "Cento incisioni di Lino Bianchi Barriviera", Villorba, 1993, p. 55; Silvia Bianchi con Francesca Ghersetti, a cura di, “Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, Treviso, 2010, cat. 6, p. 22 e 69 (ill.)
Esposizioni: Marco Goldin, a cura di, "Cento incisioni di Lino Bianchi Barriviera", Casa dei Carraresi, Treviso, 16 dicembre 1993 - 16 gennaio 1994 (altro esemplare); Silvia Bianchi con Francesca Ghersetti, a cura di, “Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, Fondazione Benetton Studi Ricerche, Treviso, 13 febbraio – 4 aprile 2010
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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L'opera, di cui esiste anche uno studio ad acquerello (“Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, cat. 2), appartiene al nucleo di opere grafiche - incisioni e disegni - realizzate da Bianchi Barriviera durante la sua permanenza in Libia e nell'Africa Orientale Italiana, tra il 1937 e il 1939. Come ricorda Silvia Bianchi, nella introduzione alla mostra monografica tenuta a Treviso nel 2010 (pp. 6-8), "I disegni e le incisioni africane costituiscono una presenza importante nella vasta opera grafica di Lino Bianchi Barriviera - un artista che nella scelta dei soggetti ha sempre prediletto la veduta e il paesaggio - sia per il loro inconfutabile pregio artistico sia in quanto testimonianza di un capitolo fondamentale nell'esperienza di vita del maestro (...) un vero e proprio diario di viaggio". "Bianchi Barriviera si era recato una prima volta in Libia nel 1927 al termine degli studi superiori, dopo aver conseguito il diploma di perito e ragioniere commerciale". "Nella primavera del 1937 Bianchi Barriviera effettuò una seconda, più lunga, escursione in Libia spingendosi nell'interno, lungo la fascia occidentale della Tripolitania al confine con la Tunisia, sino alla città-oasi di Gadàmes alle soglie del deserto, quindi lungo la costa fino al sito archeologico di Leptis Magna. Da questo viaggio riportò un gruppo di disegni, alcuni più finiti, altri più nudi e schematici, fatti esclusivamente per essere tradotti in acquaforte, dai quali al ritorno ricavò una cartella di tredici incisioni condotte con raffinata e sapiente tecnica, dedicata al governatore di Libia, Italo Balbo, che aveva favorito e sostenuto il progetto. Nel dicembre del 1938, dietro invito del duca d'Aosta, viceré d'Etiopia, l'artista si recò nell'Africa Orientale Italiana dove fino al luglio del 1939 percorse l'Eritrea dalla costa sul mar Rosso fino alle regioni dell'interno al confine col Sudan, e parte dell'Etiopia giungendo ad Addis Abeba". "Dal viaggio nell'Africa Orientale l'artista riportò oltre trecento disegni e una trentina di rami incisi: i disegni per la maggior parte condotti a fondo, fine a se stessi, le lastre incise direttamente sul posto con la punta sulla matrice incerata e trattate con la morsura all'acquaforte in occasione del ritorno alla base provvisoria. In queste opere si avvicendano esattezza descrittiva e concisione interpretativa: vi sono puntuali descrizioni di monumenti, di villaggi tipici a volte animati dalla presenza degli indigeni e vi sono paesaggi sconfinati dove tutto è riassunto in sintesi che paiono non indagare, non indugiare nella ricerca di particolari per aumentare il mistero e la vastità del paese". "Tra le prime mostre che hanno ospitato opere africane di Bianchi Barriviera vanno ricordate la XXI Biennale di Venezia del 1938, la mostra personale allestita dall'artista stesso ad Asmara nel giugno 1939, la III Quadriennale di Roma del 1939, la Prima Mostra Triennale d'Oltremare di Napoli del 1940, la XXII Biennale di Venezia del 1940, la XXIX mostra della Galleria di Roma del 1942". -
Lotto 176 Biagio Castilletti (1966)
Roma panoramica, 2008
Acrilico su tela
50 x 140 cm
Firma: sul verso, “Biagio Castilletti”
Data: sul verso, “2008”
Altre iscrizioni: sul verso, “‘Roma panoramica’”
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Castilletti reinterpreta il paesaggio urbano, lavorandovi come un pittore di vedute, ma a partire da stampe o foto antiche. Restituisce così di Roma,in particolare delle sue prospettive più famose, un'immagine poetica e inusitata. -
Lotto 177 Carlo De Roberto (1915 - 2003)
Rovigno, 1982
Inchiostro su carta
50 x 70 cm
Firma: "CdeRoberto" al recto
Data: “1982” al recto
Altre iscrizioni: “Rovigno” al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Carlo De Roberto - autore estremamente raro sul mercato - apprende giovanissimo gli elementi del disegno da Giulio Ettore Erler e della pittura da Nando Coletti, ma a quindici anni un trauma alla spina dorsale, durante un gioco da ragazzi, gli provoca una paraplegia che lo costringe a interrompere gli studi scolastici che proseguirà da autodidatta. Comincia a esporre alle mostre del Sindacato Belle Arti nel 1933 e nel 1936 l’amico Giovanni Barbisan lo spinge a incidere all’acquaforte. La prima mostra personale risale al 1940 quando a organizzarla fu il Sindacato Provinciale Belle Arti di Treviso, con presentazione di Giuseppe Mazzotti. Prima e durante la guerra partecipa alla III e IV Quadriennale di Roma e alla XXIII Biennale di Venezia.
Dopo la guerra, oltre alla partecipazione alla V e IX Quadriennale di Roma e alla XXVIII Biennale di Venezia, allestisce oltre trenta mostre personali in Italia, da quella della Galleria L’Isola del 1947 a Genova a quella alla Galleria del Cavallino di Venezia nel 1951, da quella alla Libreria Paesi Nuovi a Roma nel 1964 a quella della Fondazione Querini Stampalia di Venezia nel 1972, con presentazione di Giuseppe Marchiori.
Nel 1948 illustra per l’editore Arnoldo Mondadori il romanzo di Virginia Woolf "La camera di Giacobbe". Dagli anni Cinquanta affianca all’impegno artistico anche l’attività pubblicistica, dedicandosi alla critica d’arte e alla traduzione di saggi e libri per le Edizioni di Comunità, oltre a dirigere l’Ufficio Studi della Provincia di Treviso.
Nel 1985 esce la monografia "Disegni di Carlo De Roberto", con una nota introduttiva di Guido Perocco. Nello stesso anno esce la cartella "Ritorni di luce" con poesie di Andrea Zanzotto e acqueforti di Carlo De Roberto.
Nel 1990 ha luogo a Ca’ dei Carraresi a Treviso la personale "Carlo De Roberto – Dipinti 1939-1989", con la presentazione di Marco Goldin.
L'opera in asta rappresenta il profilo di Rovigno, splendida città istriana, vista dal mare.
Ringraziamo per i contenuti della nota, che offre una sintesi della biografia dell'artista proposta sul sito istituzionale, gli eredi di Carlo De Roberto. -
Lotto 178 Luigi Casoni (1926 - 2016), per Cartiere Miliani, Fabriano
La fontana Sturinalto di Fabriano, 1954
Filigrana in chiaroscuro retroilluminata
37,5 x 43,6 cm (foglio)
Firma: "L. Casoni" in lastra
Altre iscrizioni: "CARTIERE MILIANI FABRIANO"
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 30% (lacerazioni e strappi; foglio libero; assenza di vetro; apparato elettrico non verificato)
Stato di conservazione. Superficie: 30%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)
In asta, un esemplare di filigrana artistica in chiaroscuro, realizzata da Luigi Casoni, per la storica Cartiera Miliani, di Fabriano, sul disegno, rielaborato, della Fontana Sturinalto di Fabriano. Come ricorda Annarita Librari, "Con Giuseppe Miliani (1816 - 1890), nipote di Pietro (1744 - 1817), fondatore della ditta Miliani, la cartiera si ingrandisce, la carta da disegno si afferma come la migliore, tanto che alla esposizione di Londra nel 1851 viene premiata, e la carta valori comincia ad essere la specialità della fabbrica fabrianese. Alla morte di Giuseppe la cartiera era già un grande complesso, ma sarà il figlio Giambattista (1856-1937) ad operare l’effettiva trasformazione da azienda artigianale ad industriale (...). Giambattista alle conoscenze tecniche unisce un’ampia visione dell’organizzazione industriale grazie ai frequenti viaggi che, fin da giovanissimo, compie in diverse nazioni europee e in Nord America. Nel 1889 riceve la Legion d’onore per aver presentato, all’esposizione di Parigi, le migliori filigrane per i biglietti di banca. Per le filigrane di Fabriano, ancor prima del riconoscimento parigino, esisteva un vero e proprio entusiasmo. Nel 1886 Ernst Kirchner di Francoforte sul Meno scrive: “Le vostre carte filigrane sono le più belle che io abbia mai veduto fino ad ora. Da quando posseggo questi veramente artistici fogli non oso più nemmeno guardare gli stessi prodotti della Germania. I ritratti, come pure i dettagli che li ornano sono di una finezza ammirabile, perfetta e formano ora il punto essenziale di questa modesta collezione che io curo con molto amor proprio”. Nel settore della Filigrana artistica in chiaro-scuro per banconote Giambattista, in un primo momento, per l’incisione su cera si avvalse del prof. Bianchi di Roma, medaglista dei Sacri Palazzi Apostolici, che direttamente da Roma inviava a Fabriano le cere commissionate. Successivamente, la sua lungimiranza e previdenza lo spinsero a dotare l’Officina Filigrane delle cartiere di Fabriano della sezione di incisione su cera, dove destinò giovani e abili artisti che riuscirono a soddisfare appieno le esigenze aziendali. Capostipite di questa scuola fu Serafino Cilotti (1868-1943), che realizzò opere di notevole impatto artistico, da considerare come una nuova forma di espressione d’arte figurativa su cera, Angelo Bellocchi (1880-1939) e Virgilio Brozzesi (1869-1946). Allievi di Cilotti possono considerarsi Aldo Frezzi (1885-1972), (...) Eraldo Librari (1907-1988) e Luigi Filomena. Luigi Casoni fu incisore delle Miliani fino al 1958, quando fu chiamato dalla Banca d’Italia per incidere le “testine” delle banconote." ( Annarita Librari, "Cera una volta... la Filigrana Artistica in chiaroscuro"). La storia della cartiera Miliani è stata ricostruita da Bruno Bravetti, nella monografia “Giambattista Miliani”, Affinità Elettive, 2010.
La datazione, 1954, si riferisce alla matrice. -
Lotto 179 Hubert Robert (1733 - 1808), da
Elevation d'un Temple que l'on pense avoir été dedié a Jupiter Serapis à Pouzzols près de Naples
Litografia su carta
26,8 x 38,7 cm
Firma: indicazione degli incisori in lastra ("Germain", "Lienard"); indicazione del numero della tavola ("6")
Elementi distintivi: al verso, due etichette anonime con riferimenti inventariali
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 85% (ondulature, pieghe)
Stato di conservazione. Superficie: 85% (residui rugginosi)
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Tavola predisposta, a partire da un disegno di Hubert Robert, da un incisore noto solo per la firma "Germain" e da Jean-Baptiste Liénard (1758-1810) tra il 1781 e il 1786 per il "Voyage Pittoresque ou Description des Royaumes de Naples et de Sicile" organizzato da Jean-Claude Richard de Saint-Non, abate di Saint-Non (1727-1791). -
Lotto 181 Paolo da San Lorenzo (1935)
Vele, 1999
Olio su tela
80 x 99,5 cm
Firma: “Paolo da San Lorenzo”, al recto
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp) -
Lotto 185 Autore non riconosciuto (XIX secolo)
Nave “Il Cesare l’Augusto”
Acquatinta
40,5 x 54,2 cm (Battuta )
Firma: illeggibile, in lastra al recto
Elementi distintivi: etichetta della Banca Popolare di Intra con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Intra; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 190 Louis-Joseph Mondhare (1734 - 1799)
Vue de la Superbe Place de St Marc à Venise. Veduta ottica
Acquaforte acquarellata a mano
26 x 42 cm (luce)
Firma: "chez Mondhard" in lastra
Altre iscrizioni: descrizione estesa in lastra
Provenienza: Bottega Delle Arti, Padova; Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: certificato della Bottega Delle Arti, con dati sintetici dell'opera, al verso
Stato di conservazione. Supporto: 90%
Stato di conservazione. Superficie: 80% (ingiallimento)
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Noto anche con le grafie alternative "Mondard", "Mondhar", "Mondharre", fu incisore, editore e mercante di stampe e di carte geografiche. Nativo di Bougy (Calvados), fu in attività a Parigi dal 1759. A partire dal giugno 1784, lavora in associazione con il genero Pierre Jean (1754-1829), mercante di stampe originario di Mesnilbus (Manche), che gli succedette nella conduzione dell'azienda. -
Lotto 191 Paolo da San Lorenzo (1935)
Acquario, 1999
Olio su tela
49,8 x 69,8 cm
Firma: “Paolo di San Lorenzo” al recto
Elementi distintivi: etichetta della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimento di inventario ed altra etichetta analoga anonima
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: sul verso, certificato di garanzia dell’artista con titolo e data
Stato di conservazione. Supporto: 85%
Stato di conservazione. Superficie: 90%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp) -
Lotto 193 Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Leptis Magna. L’abside del Ninfeo crollata, 1937
Acquaforte su carta
36,5 x 48 cm (lastra)
Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto a matita e in lastra
Data: “1937” al recto a matita e in lastra
Altre iscrizioni: tiratura “13/50” al recto a matita, “Libia. Leptis Magna. L’abside del Ninfeo crollata” al recto a matita; “L’abside del Ninfeo crollata” in lastra
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: Marco Goldin, a cura di, "Cento incisioni di Lino Bianchi Barriviera", Villorba, 1993, p. 58; Silvia Bianchi con Francesca Ghersetti, a cura di, “Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, Treviso, 2010, cat. 7, p. 69 (ill.)
Esposizioni: Marco Goldin, a cura di, "Cento incisioni di Lino Bianchi Barriviera", Casa dei Carraresi, Treviso, 16 dicembre 1993 - 16 gennaio 1994 (altro esemplare); Silvia Bianchi con Francesca Ghersetti, a cura di, “Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, Fondazione Benetton Studi Ricerche, Treviso, 13 febbraio – 4 aprile 2010
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)
L'opera appartiene al nucleo di opere grafiche - incisioni e disegni - realizzate da Bianchi Barriviera durante la sua permanenza in Libia e nell'Africa Orientale Italiana, tra il 1937 e il 1939. Come ricorda Silvia Bianchi, nella introduzione alla mostra monografica tenuta a Treviso nel 2010 (pp. 6-8), "I disegni e le incisioni africane costituiscono una presenza importante nella vasta opera grafica di Lino Bianchi Barriviera - un artista che nella scelta dei soggetti ha sempre prediletto la veduta e il paesaggio - sia per il loro inconfutabile pregio artistico sia in quanto testimonianza di un capitolo fondamentale nell'esperienza di vita del maestro (...) un vero e proprio diario di viaggio". "Bianchi Barriviera si era recato una prima volta in Libia nel 1927 al termine degli studi superiori, dopo aver conseguito il diploma di perito e ragioniere commerciale". "Nella primavera del 1937 Bianchi Barriviera effettuò una seconda, più lunga, escursione in Libia spingendosi nell'interno, lungo la fascia occidentale della Tripolitania al confine con la Tunisia, sino alla città-oasi di Gadàmes alle soglie del deserto, quindi lungo la costa fino al sito archeologico di Leptis Magna. Da questo viaggio riportò un gruppo di disegni, alcuni più finiti, altri più nudi e schematici, fatti esclusivamente per essere tradotti in acquaforte, dai quali al ritorno ricavò una cartella di tredici incisioni condotte con raffinata e sapiente tecnica, dedicata al governatore di Libia, Italo Balbo, che aveva favorito e sostenuto il progetto. Nel dicembre del 1938, dietro invito del duca d'Aosta, viceré d'Etiopia, l'artista si recò nell'Africa Orientale Italiana dove fino al luglio del 1939 percorse l'Eritrea dalla costa sul mar Rosso fino alle regioni dell'interno al confine col Sudan, e parte dell'Etiopia giungendo ad Addis Abeba". "Dal viaggio nell'Africa Orientale l'artista riportò oltre trecento disegni e una trentina di rami incisi: i disegni per la maggior parte condotti a fondo, fine a se stessi, le lastre incise direttamente sul posto con la punta sulla matrice incerata e trattate con la morsura all'acquaforte in occasione del ritorno alla base provvisoria. In queste opere si avvicendano esattezza descrittiva e concisione interpretativa: vi sono puntuali descrizioni di monumenti, di villaggi tipici a volte animati dalla presenza degli indigeni e vi sono paesaggi sconfinati dove tutto è riassunto in sintesi che paiono non indagare, non indugiare nella ricerca di particolari per aumentare il mistero e la vastità del paese". "Tra le prime mostre che hanno ospitato opere africane di Bianchi Barriviera vanno ricordate la XXI Biennale di Venezia del 1938, la mostra personale allestita dall'artista stesso ad Asmara nel giugno 1939, la III Quadriennale di Roma del 1939, la Prima Mostra Triennale d'Oltremare di Napoli del 1940, la XXII Biennale di Venezia del 1940, la XXIX mostra della Galleria di Roma del 1942". -
Lotto 194 Guido Onofri (1932)
Case di Serra, 1976
Olio su tela
60 x 80 cm
Elementi distintivi: sul verso, timbro illeggibile con data 7 agosto 1977
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 90% (danni da pressione)
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)