Pre-Asta Arredi e Dipinti | l'Eleganza senza Tempo di un'Importante Dimora Romana
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Lotto 49 Alessandro Magnasco (attribuito a) (Genova 1667 - Genova 1749) Scena d'interno con figure Ampia scena d’interno ambientata in uno spazio architettonico severo e monumentale, animato da una folla di figure colte in atteggiamenti disordinati e talvolta violenti. I personaggi, distribuiti su più piani, sono rappresentati con una pennellata rapida ed espressiva, che accentua il senso di movimento e di tensione. La luce, intermittente e drammatica, isola gruppi di figure e contribuisce a creare un’atmosfera cupa e teatrale, tipica delle composizioni di Alessandro Magnasco dedicate a luoghi di marginalità e disagio sociale. olio su tela cm 117x147,5 -- con cornice cm 137,5x168
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Lotto 50 Giovanni Battista Marcola (Verona 1711 - 1780) a) Madonna col Bambino e i tre Magi b) Madonna col Bambino e Santo Vescovo Uno firmato in basso a sinistra J. B. Marcola F.
Entrambe le opere sono state concepite come dipinti pendant, coerenti per formato, impostazione compositiva e impianto architettonico. I dipinti rivelano una pittura fluida e armoniosa, tipica della scuola veronese del Settecento, con colori caldi, una gamma cromatica equilibrata e una sapiente resa dei panneggi.
L’impostazione compositiva, il tono intimo ma narrativamente ricco e la qualità esecutiva rimandano con chiarezza all’ambito di Giovanni Battista Marcola, pittore attivo a Verona e legato alla tradizione tardo barocca locale con aperture rococò. La presenza della firma in uno dei due dipinti conferma l’attribuzione e consente di riferire l’intera coppia con sicurezza alla sua produzione matura. coppia di olii su tela entrambi cm 81x46 - con cornice cm 98x63
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Lotto 51 Coppia di vasi in porcellana blu di Sèvres e bronzo dorato, XIX secolo decorati da scene galanti su sfondo di paesaggio e vedute fluviali racchiuse da cornici dorate; coperchio a cupolino mancante della finitura superiore; manici incurvati collegati al corpo centrale di ogni vaso da un mascherone caprino; piede circolare racchiuso da una ghirlanda in bronzo su base quadrangolare altezza cm 63
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Lotto 52 Cofanetto in legno ebanizzato con placche in porcellana policroma, Francia, XIX secolo di forma rettangolare sagomata, reca coperchio incernierato decorato da placche in porcellana bianca con decorazione dipinta in vivace policromia, racchiuse da cornici in bronzo dorato; al centro figure in abiti settecenteschi ambientate in un paesaggio alla maniera di Jean-Antoine Watteau; tutt'intorno composizioni di fiori. La facciata, di linea sagomata, è decorata da scudi in porcellana con scene galanti ed è suddivisa in due ante delimitate da lesene semicircolari che celano un cassetto. Maniglie laterali in bronzo dorato, piedi a mensola. Lievi difetti cm 25x40x28
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Lotto 53 Console Luigi XVI in legno dorato, fine del XVIII secolo piano lastronato in marmo giallo antico, fascia lineare delimitata da corolle angolari, percorsa da scanalature verticali interrotte da profili classici contrapposti e da un mascherone centrale affiancato da girali vegetali. Gambe rastremate scanalate con attacchi in forma di vaso ricoperto da due ordini foglie lanceolate in parte sovrapposte cm 102x155,5x77
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Lotto 54 Coppia di girandoles in bronzo dorato e cristallo a sei luci, XIX secolo stelo centrale emergente da un supporto circolare sorretto da tre elementi incurvati poggianti su base triangolare con profilo sagomato e modanato, centrata da un piccolo pinnacolo e sorretta da piedi ferini. La sommità è coronata da una sfera e l'intera struttura è arricchita da collane con sfere incolore arricchite da pendenti a goccia e sfaccettati altezza cm 71
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Lotto 55 Tavolino Luigi XVI in noce con intarsi in legni di frutto, Toscana, fine del XVIII secolo piano circolare in marmo bianco incassato racchiuso da profilo ad anello, fascia decorata da tarsie in forma di fasci littori semplificati disposti in sequenza, interrotti da specchiature con caduceo stilizzato sotto cui si innestano le gambe; queste, di linea rastremata, presentano tarsia a nastro pieghettato cm 74x70
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Lotto 56 Tavolino circolare d'epoca Luigi XVI in ciliegio, fine del XVIII secolo con specchiature impiallacciate a spina di pesce entro sottili filettature in legno a contrasto; tre cassetti nella fascia, gambe rastremate cm 76x92
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Lotto 57 Coppia di grandi obelischi in marmi pregiati, manifattura romana su commissione sabauda, fine del XVII/inizi del XVIII secolo Gli slanciati fusti piramidali a sezione quadrangolare realizzati in breccia africana, poggiano su basi architettoniche a più ordini, scandite da pannelli riquadrati che ospitano lo stemma sabaudo con croce bianca su scudo convesso in marmo rosso antico inserito su specchiature in marmo giallo antico. Le basi sono ulteriormente arricchite da applicazioni in bronzo dorato finemente cesellato, con volute e fogliami.
Questa coppia di obelischi può essere verosimilmente ricondotta a una committenza nobiliare legata all’ambiente sabaudo tra la fine del XVII e il XVIII secolo, in un momento storico in cui la Casa di Savoia stava consolidando il proprio ruolo politico e simbolico nello scenario europeo. In questo contesto, numerose famiglie aristocratiche, funzionari di corte, militari di alto rango o dignitari ecclesiastici operanti nei territori sabaudi adottarono elementi iconografici riconducibili alla dinastia regnante come segno di fedeltà, appartenenza e legittimazione sociale. L’uso della croce bianca in campo rosso, emblema distintivo dei Savoia, compare qui in una forma volutamente semplificata e isolata, priva di corona, collari cavallereschi o altri attributi dinastici ufficiali. Questa scelta suggerisce un impiego simbolico, non un’affermazione di appartenenza alla Casa regnante, ma una dichiarazione di lealtà e vicinanza politica. È plausibile che la famiglia committente, attiva in Piemonte o in altri territori soggetti ai Savoia, si sia rivolta a una bottega di alto livello, forse romana, dove la lavorazione dei marmi policromi “all’antica” era particolarmente raffinata. Roma rappresentava infatti il centro privilegiato per questo tipo di produzione, e molte opere destinate alle residenze sabaude venivano eseguite lì per poi essere trasportate a Torino o in altre sedi nobiliari.
In questa prospettiva, gli obelischi si configurano come un manifesto visivo di fedeltà dinastica e di adesione culturale al linguaggio della magnificenza barocca, in cui il richiamo alla classicità, l’uso di materiali preziosi e la presenza di un emblema chiaramente riconoscibile concorrono a definire l’identità e le ambizioni della committenza. La croce sabauda, ridotta al suo segno essenziale, diventa così non solo un simbolo araldico, ma un segnale politico e culturale, discreto ma inequivocabile. cm 117x27x27 -
Lotto 58 Due sfere in marmi diversi con piedistalli in legno tornito una di onice ed una di avventurina
altezza complessiva cm 17 - piedistallo cm 9,5 -
Lotto 59 Tre sfere in marmo diverse con piedistalli in legno tornito
altezza complessiva cm 18 - piedistallo cm 8,5 -
Lotto 60 Tre sfere diverse con piedistalli in legno tornito una nera, altezza complessiva cm 14 - piedistallo cm 8; una in cristallo, altezza complessiva cm 17,5 - piedistallo cm 9,3; una di pirite, altezza complessiva cm 20 - piedistallo cm 11,7 misure diverse
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Lotto 61 Due sfere diverse con piedistalli in legno tornito una in sodalite ed una in pietra arenaria con inclusioni dorate altezza complessiva cm 20 - piedistallo cm 11
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Lotto 62 Tre sfere in marmi diversi, XIX secolo piedistalli torniti in legno ebanizzato altezza complessiva cm 27 - il piedistallo cm 16,5 - la coppia cm 30 - piedistallo cm 15,5
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Lotto 63 Due sfere in diaspro e marmo rosso con piedistalli in legno tornito altezza complessiva cm 21 - piedistallo cm 13,5
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Lotto 64 Coppia di alzatine in marmo giallo antico, XIX secolo vaschetta circolare con orlo sottolineato da inserto in marmo verde, su sostegno a balaustro; base quadrangolare cm 20x13,5
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Lotto 65 Tavolino Luigi XVI in noce e ciliegio con intarsi in legni di frutto, fine del XVIII secolo piano rettangolare, un cassetto al centro della fascia, gambe rastremate cm 78x93x69,5
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Lotto 66 Tavolino in legno scolpito e dorato con piano in marmo intarsiato, botteghe granducali fiorentine, seconda metà del XIX secolo piano circolare incassato in marmo nero racchiuso da profilo ad unghiature; al centro tarsia raffigurante le colombe di Plinio e lungo il perimetro una cornice costituita da piccole composizioni floreali collegate fra loro da brevi nastri in svolazzanti in lapislazuli alternati a piccole sfere simulanti perle. Sostegno a forma di colonna emergente da un cespo fogliaceo su rocchetto sostenuto da quattro piedi sagomati terminanti a ricciolo, di cui due diametralmente opposti sormontati da figure di grifone cm 75x69x52
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Lotto 67 Divano e quattro poltrone in legno intagliato e dorato, Roma, XVIII secolo cornici sagomate centrate da un cartiglio asimmetrico affiancato da brevi tralci che impreziosiscono il profilo superiore dello schienale; quest'ultimo, così come il sedile, è imbottito e rivestito in damasco di seta avorio; braccioli sagomati terminanti a ricciolo, gambe mosse cm 125x210x60 e cm 118x82x55 rispettivamente
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Lotto 68 Coppia di cornucopie in cristallo e bronzo dorato, Francia, XIX secolo emergenti da una testa di cinghiale finemente cesellata, recano parte superiore con tagli geometrici e sfaccettati, imboccatura svasata e orlo a palmette; basi architettoniche in cristallo e bronzo dorato, con piedi angolari e cornici modanate cm 42x26x15,5
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Lotto 69 Alzata in bronzo dorato con figure di delfino, XIX secolo concepita come un modello di fontana, è composta da tre piatti con profilo lobato e di diametro a scalare; tre figure di delfino affiancano il montante centrale che raccorda le due corolle principali. Sommità coronata da pignetta, base circolare impreziosita da palmette altezza cm 55
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Lotto 70 Coppia di candelabri in bronzo dorato a quattro luci con gocce in cristallo color ametista, XIX secolometista, la struttura presenta un fusto centrale scandito da elementi ovoidali in cristallo, culminante in bracci arcuati che sorreggono i portacandele, con bobèches impreziosite da pendenti a goccia in cristallo incolore e ametista. Piede costituito da quattro elementi incurvati terminanti a ricciolo, decorati da rilievi vegetali ed alternati a scudi con gemme color ametista, riuniti fra loro da un anello percorso da sferette incolore sfaccettate altezza cm 47
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Lotto 71 Coppia di monetieri lastronati in radica di sicomoro, su base scolpita in legno dorato, Roma, XVII secolo corpo parallelepipedo in radica disposta a macchie speculari, ognuno con due ante frontali che si differenziano nel riquadro centrale, centinato in un esemplare e squadrato nell'altro. All'interno sei cassetti con pannelli incorniciati a simulare otto tiretti disposti in colonna su coppie affiancate. Entrambe poggiano su uno scenografico piedistallo in legno scolpito ed intagliato a tutto tondo e dorato in forma di cespo con foglie d'acanto fortemente incurvate derivanti dal repertorio berniniano e post-berniniano, tipico delle botteghe romane tra fine Seicento e primo Settecento.
cm 59x82x46 - la base cm 88x95x60 -
Lotto 72 Girandole in vetro e cristallo a sei luci, XIX secolo fusto centrale composito con doppio balaustro dominato da un obelisco, bracci arcuati con reggicandele guarniti da pandenti poliedrici, piede circolare intagliato a losanghe altezza cm 88