Arredi e Dipinti | l'Eleganza senza Tempo di un'Importante Dimora Romana

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mercoledì 4 marzo 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)
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  • Centrotavola "jatte" in argento 800/000 corpo a navicella baccellata con...
    Lotto 97

    Centrotavola "jatte" in argento 800/000 corpo a navicella baccellata con profilo centinato arricchito nella parte mediana da applicazioni vegetali fuse e cesellate; al centro composizione vegetale incisa. Profilo inferiore sottolineato da elementi vegetali disposti in sequenza interrotta da conchiglie su cui si innestano i sostegni. Anse plastiche sagomate terminanti a ricciolo. cm 20x53x26,5 - gr. 2060

  • Alzatina ovale in argento sbalzato, Birmingham 1901 con profili di Carlo I...
    Lotto 98

    Alzatina ovale in argento sbalzato, Birmingham 1901 con profili di Carlo I Stuart ed Enrichetta di Francia entro medaglioni lobati affiancati da cartigli con nomi e date iscritte. In basso un nastro svolazzante recita motto "Dieu et mon droit". Profilo baccellato decorato da composizioni di frutta con melagrane; anse traforate costituite da volute  cm 3x29x16,5 - gr. 284

  • Coppia di candelieri in argento, Londra, 1745, argentiere Thomas Whipham...
    Lotto 99

    Coppia di candelieri in argento, Londra, 1745, argentiere Thomas Whipham fusti decorati da busti in rilievo, piede quadrilobato modanato con volti in rilievo altezza cm 23 - 2.206

  • Coppia di candelabri in argento 800/000 dorato, a cinque luci con bracci...
    Lotto 100

    Coppia di candelabri in argento 800/000 dorato, a cinque luci con bracci arcuati e reggicandela a vaso emergenti dalla sommità di una cornucopia sorretta da figure scultoree di fanciulli danzanti; base squadrata gradinata sorretta da mascheroni zoomorfi altezza cm 45,5 - peso complessivo gr. 5.270

  • Coppia di surtout in argento e specchio, Parigi 1890 ca. centritavola di...
    Lotto 101

    Coppia di surtout in argento e specchio, Parigi 1890 ca. centritavola di forma circolare racchiusi da cornice con mascheroni affiancati da palmette, sormontati da ringhiera costituita da festoni sorretti da figure di Cupido in corteo. Recano entrambi etichetta cartacea della "Collezione Bulgari, Roma", indicante l'anno 1890 ca. e le iniziali dell'orafo "M.S." cm 12x46

  • Tre porta bastoncini da incenso figurativi e due Immortali in porcellana...
    Lotto 102

    Tre porta bastoncini da incenso figurativi e due Immortali in porcellana policroma, Cina, dinastia Qing due magots inginocchiati, un giovane con coniglio applicato su una basetta in legno e i due immortali ridenti "Hé Hé Er Xian" decorati nei toni della Famiglia Rosa applicate su base in legno altezza cm 15,5 - cm 16,5 e cm 20; il gruppo cm 24x17,5x10,5

  • Quattro figure di Immortali in porcellana policroma, Cina, dinastia Qing,...
    Lotto 103

    Quattro figure di Immortali in porcellana policroma, Cina, dinastia Qing, epoca Qianlong, fine del XVIII secolo, ogni figura è smaltata in vivace policromia, prevalentemente turchese, rosa e giallo, nello stile della Famiglia Rosa. Difetti, restauri e mancanze altezza cm 22

  • Sei figure di Immortali in porcellana policroma, Cina, dinastia Qing, epoca...
    Lotto 104

    Sei figure di Immortali in porcellana policroma, Cina, dinastia Qing, epoca Qianlong, fine del XVIII secolo, ogni figura è smaltata in vivace policromia, prevalentemente turchese, rosa e giallo, nello stile della Famiglia Rosa. Difetti, restauri e mancanze altezza cm 22

  • Due figure femminili in porcellana policroma, Cina, dinastia Qing, XIX secolo...
    Lotto 105

    Due figure femminili in porcellana policroma, Cina, dinastia Qing, XIX secolo entrambe ritratte in posizione sdraiata col gomito posato su un libro, abbigliate con una tunica turchese con decori circolari  cm 11x17x8

  • Coppia di figure femminili in porcellana blanc de Chine, Dehua, dinastia Qing...
    Lotto 106

    Coppia di figure femminili in porcellana blanc de Chine, Dehua, dinastia Qing base in terracotta non smaltata altezza cm 18

  • Due figure diverse in ceramica e porcellana policroma, Cina una guanjin con...
    Lotto 107

    Due figure diverse in ceramica e porcellana policroma, Cina una guanjin con ventaglio e tunica rosa (rotture e restauri) ed una dama di corte in ceramica "Sancai" smaltata a tre colori (verde, giallo e marrone) con volto privo di invetriatura caratteristico della manifattura Sancai della dinastia Tang   altezza cm 18 e cm 28 rispettivamente

  • Coppia di leoni guardiani porta incenso in ceramica Sancai, Cina, dinastia...
    Lotto 108

    Coppia di leoni guardiani porta incenso in ceramica Sancai, Cina, dinastia Qing, fine del XVIII secolo basi rettangolari traforate. Difetti e mancanze (occhi) cm 20,5x9x5

  • Coppia di leoni guardiani in ceramica smaltata in monocromia verde, Cina,...
    Lotto 109

    Coppia di leoni guardiani in ceramica smaltata in monocromia verde, Cina, dinastia Qing, XIX secolo ritratti in piedi su basi rettangolari. Mancanti i supporti reggi bastoncino da incenso posti sulla groppa. cm 17x11x6

  • Coppia di leoni guardiani in gres smaltato verde, manganese e giallo, Cina,...
    Lotto 110

    Coppia di leoni guardiani in gres smaltato verde, manganese e giallo, Cina, dinastia Qing, XIX secolo rispettivamente femmina con un cucciolo a rappresentare la protezione materna e maschio con una sfera sotto la zampa come simbolo di supremazia sul mondo. Lievi difetti cm 43x25x14

  • Grande gruppo in porcellana blanc de Chine raffigurante Budai, Cina, dinastia...
    Lotto 111

    Grande gruppo in porcellana blanc de Chine raffigurante Budai, Cina, dinastia Qing, XIX secolo la figura è sorridente, seduta in atteggiamento rilassato, con il ventre prominente e il volto aperto in una risata benevola. Attorno a lui, alcuni fanciulli si arrampicano, giocano e si stringono alla sua figura, creando una composizione vivace e affettuosa.  L’insieme trasmette un senso di gioia, prosperità e protezione, valori tradizionalmente associati alla figura di Budai. cm 54x42x30

  • Coppia di piccole credenze in legno ebanizzato con ricca ornamentazione di...
    Lotto 112

    Coppia di piccole credenze in legno ebanizzato con ricca ornamentazione di bronzi e placche in commesso di marmi, attribuibili ad Adam Weisweiler, Francia, fine del XVIII secolo Struttura architettonica rifinita superiormente da piano in marmo verde, ognuna reca fascia decorata da incrostazioni alla maniera di Boulle, centrata da un cassetto con placca musiva raffigurante una veduta paesaggistica con architetture classiche provenienti dalle officine granducali fiorentine. La facciata di ciascun mobile reca uno sportello centrato da un ampio medaglione circolare in bronzo brunito raffigurante rispettivamente una ninfa che suona una doppia zampogna, con un bimbo alle sue spalle, ad un satiro bambino che danza e suona le nacchere, ed una baccante con Dioniso bambino che cavalca un giovane fauno, entrambe da Claude Michel Clodion (Nancy 1738 - Parigi 1814). I soggetti, differenti ma coerenti, sono concepiti in modo complementare e pensati per dialogare visivamente secondo il principio del pendant. Colonne angolari scanalate con manicotti in bronzo dorato, piedi troncoconici con terminali dorati.


    Per la rigorosa impostazione architettonica, per l’inserimento di pannelli figurativi in marmo e la sobria eleganza decorativa, questa coppia di "meubles d’appui" richiama modelli affini a quelli realizzati da Adam Weisweiler (1744 - 1820) con la collaborazione del "marchand-mercier" parigino Dominique Daguerre ( ? - 1796) per l’aristocrazia francese e per la corte. La loro sinergia rappresenta uno degli esempi più emblematici del funzionamento del lusso artistico nella Parigi di fine Settecento, un sistema fondato sull’interazione strettissima tra progettazione, manifattura e commercio.
    Adam Weisweiler, attivo soprattutto dagli anni Ottanta del XVIII secolo (ottenne la maitrise nel 1778), fu uno dei più raffinati ebanisti del periodo di transizione tra Luigi XVI e Direttorio. Come molti grandi ebanisti del tempo, non lavorava in isolamento: una parte fondamentale del suo successo derivò dal rapporto con i marchand-merciers, intermediari di lusso che commissionavano, finanziavano, assemblavano e soprattutto vendevano le opere ai clienti più prestigiosi. Tra questi, Dominique Daguerre occupa un posto centrale. Successore di Simon-Philippe Poirier, Daguerre fu uno dei più potenti marchand-merciers della sua generazione, con una clientela che spaziava dall’aristocrazia francese alla nobiltà britannica, fino alla corte spagnola. Stabilitosi anche a Londra negli anni turbolenti della Rivoluzione francese, Daguerre seppe adattare il gusto parigino ai mercati internazionali, diventando un vero ambasciatore dello stile francese.  Non è quindi da escludere che le finiture ed applicazioni in bronzo siano opera di François Rémond (Parigi 1747 ca. - Parigi 1812) uno dei più stimati doratori, intagliatori e fonditori di bronzo del suo tempo che produsse opere molto richieste dalla corte reale accettando numerose commissioni da Daguerre. cm 93x69x38 Bibliografia di confronto:
    P. Lemonnier, Weisweiler, Parigi, 1983, p. 69, cat. 69
    S. Bennett e C. Sargentson ed., "Arte francese del diciottesimo secolo all'Huntington", New Haven, 2008, pp. 112-3
    W. Koeppe ed., "Arte della corte reale", Metropolitan Museum of Art, cat. mostra, New Haven, 2008, pp. 91-2, fig. 100-101

  • Giacomo Van Lint (Roma 1723 - Roma 1790) Coppia di vedute costiere a) Firma...
    Lotto 113

    Giacomo Van Lint (Roma 1723 - Roma 1790) Coppia di vedute costiere a) Firma in basso a destra G. van Lint  
    b) Firma in basso al centro G. van Lint

    Questo pendant di vedute costiere rappresenta un episodio particolarmente significativo all’interno della produzione di Giacomo van Lint, rivelando l’influsso esercitato dal padre Hendrik in un genere che rimane, per l’artista, relativamente atipico. L’impostazione compositiva e l’attenzione al paesaggio marino rimandano infatti alla tradizione familiare, reinterpretata con sensibilità personale.
    In una delle due tele, il raggruppamento di edifici lungo la costa si distingue per l’equilibrio e la naturalezza della disposizione, tanto da suggerire che non si tratti di una veduta di fantasia, bensì della rappresentazione di un luogo reale esistente nel Settecento, verosimilmente individuabile lungo la costa laziale. L’insieme architettonico, integrato armoniosamente nel paesaggio, contribuisce a rafforzare il carattere di verosimiglianza e la qualità narrativa della scena.
    Le opere, firmate dall’artista e pubblicate da A. Busiri Vici, costituiscono una rara e significativa testimonianza dell’attività di Giacomo van Lint nel genere della veduta costiera. coppia di olii su tela entrambi cm 23x28,5 - con cornice cm 32,5x38,5 A. Busiri Vici, Peter, Hendrik e Giacomo Van Lint, Tre pittori di Anversa del '600 e '700 lavorano a Roma, Ugo Bozzi Editore, 1987, Roma, pp. 306 n. 361, 307 n. 362 (ripr.)
    C. Gasparrini, Gasparrini Antiquari, Certificato d’autenticità, 1984, riguardante quattro vedute costiere (Lot n. 114) Galleria Gasparrini, Roma (1984), da cui acquisiti dall’attuale proprietario

  • Giacomo Van Lint (attribuito a) (Roma 1723 - Roma 1790) Copia di vedute...
    Lotto 114

    Giacomo Van Lint (attribuito a) (Roma 1723 - Roma 1790) Copia di vedute costiere Questa coppia di vedute costiere presenta affinità stilistiche con l’opera di Giacomo van Lint, pur evidenziando caratteristiche tecniche e formali che lasciano aperta la possibilità di un’esecuzione da parte di un altro artista della sua cerchia. Le composizioni mantengono il ritmo architettonico e l’attenzione al paesaggio marino tipici della tradizione della famiglia Van Lint, suggerendo comunque un legame con la produzione dell’artista.
    Queste vedute costituiscono una testimonianza significativa del genere della veduta costiera nell’ambito romano del XVIII secolo, completando il panorama della produzione di Giacomo van Lint e del suo contesto artistico. coppia di olii su tela entrambi cm 23x28,5 - con cornice cm 32,5x38,5 C. Gasparrini, Gasparrini Antiquari, Certificato d’autenticità, 1984, riguardante quattro vedute costiere (Lot n. 113) Galleria Gasparrini, Roma (1984), da cui acquisiti dall’attuale proprietario

  • Pittore lombardo del XVI secolo Derivazione della Vergine delle rocce L’opera...
    Lotto 115

    Pittore lombardo del XVI secolo Derivazione della Vergine delle rocce L’opera riprende la celebre composizione della Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci, uno dei modelli iconografici più influenti del Rinascimento lombardo. Il dipinto presenta la Madonna con il Bambino, san Giovannino e un angelo, inseriti in un ambiente roccioso di ascendenza leonardesca, con evidenti richiami alla cultura figurativa sviluppatasi attorno alla bottega del maestro. In basso a sinistra è raffigurata una figura maschile a mezzo busto, con le mani giunte in atteggiamento di preghiera, verosimilmente interpretabile come committente.
    La morbidezza dei passaggi chiaroscurali, l’impostazione piramidale delle figure e l’attenzione alla resa atmosferica del paesaggio rimandano alla tradizione leonardesca diffusa a Milano nei primi decenni del XVI secolo. L’opera si configura come una derivazione con varianti rispetto al prototipo, secondo una prassi ampiamente attestata tra i seguaci e gli interpreti del linguaggio di Leonardo.
    Il dipinto è pubblicato nella Fototeca della Fondazione Federico Zeri con attribuzione ad ambito di Leonardo da Vinci (scheda n. 34221). olio su tavola cm 132,5x104 - con cornice cm 161,5x132 Fondazione Federico Zeri, Università di Bologna, Fototeca, scheda n. 34221.

  • Guido Reni (bottega di) (Bologna 1575 - Bologna 1642) Cupido addormentato La...
    Lotto 116

    Guido Reni (bottega di) (Bologna 1575 - Bologna 1642) Cupido addormentato La morbidezza dell’incarnato, la resa levigata delle superfici e il tono lirico dell’insieme rimandano alla cultura figurativa sviluppatasi attorno a Guido Reni. Il paesaggio, delicatamente modellato, contribuisce a creare un’atmosfera armoniosa e poetica.
    Il soggetto del Cupido addormentato era frequente nella produzione della bottega del Reni e tra i suoi seguaci. Opere analoghe, diffuse tra discepoli e allievi, testimoniano la fortuna di questo motivo, spesso reinterpretato con variazioni nella posa, nel paesaggio o nella resa dei materiali. In questo dipinto, alcune abbreviazioni nelle lumeggiature del materasso e nello sviluppo delle ciocche dei capelli suggeriscono l’intervento di un artista della cerchia reniana, impegnato a replicare modelli e composizioni tipiche della bottega.
    Il dipinto rivela una solida conoscenza del linguaggio della scuola di Reni e una qualità pittorica significativa, particolarmente evidente nella morbidezza dell’incarnato e nell’armonia complessiva della composizione. olio su tela cm 106x140,5 - con cornice cm 110,5x145 Bibliografia di riferimento:
    Stephen Pepper, Guido Reni, l'opera completa, Istituto Geografico De Agostini, Officine Grafiche, Novara 1988

  • Eberhard o Bernhard Keilhau, detto Monsù Bernardo (Helsingør 1624 - Roma...
    Lotto 117

    Eberhard o Bernhard Keilhau, detto Monsù Bernardo (Helsingør 1624 - Roma 1687) Occupazioni domestiche - Allegoria della Vita Noto in Italia come Monsù Bernardo, pittore danese e discepolo di Rembrandt, operò in numerosi centri artistici europei, assimilando suggestioni provenienti da diverse scuole figurative. Formatosi ad Amsterdam nella bottega del maestro olandese, fece proprio il gusto per il chiaroscuro e per l’indagine psicologica delle figure, rielaborandoli in Italia in una produzione originale, a metà tra tradizione nordica e cultura figurativa italiana, che lo rese uno dei più importanti pittori di genere del Seicento.
    Questa scena, ambientata all’aperto, raffigura un gruppo familiare in cui le figure femminili sono protagoniste delle attività domestiche – filatura, lavoro a maglia e lettura – mentre le presenze maschili e infantili equilibrano la composizione. L’articolata disposizione dei personaggi conferisce alla scena un chiaro valore allegorico, alludendo alle diverse età della vita, rappresentate da figure di età differente raccolte attorno alla più anziana, identificabile come la nonna.
    Il dipinto è pubblicato da Minna Heimbürger nella monografia del 1988 ed è riconosciuto quale variante della composizione conservata presso il Museum Boymans van Beuningen di Rotterdam (cat. n. 165), dalla quale si distingue per l’ambientazione all’aperto e l’aggiunta di un personaggio.
    L’opera manifesta pienamente i caratteri stilistici di Monsù Bernardo: una pennellata ampia e generosa, raffinati effetti di chiaroscuro, la luce che rischiara selettivamente alcuni volti, ricchezza dei drappeggi e cielo mosso, elementi che conferiscono alla scena un’atmosfera ariosa e vibrante. Confronti pertinenti si riscontrano nel Mercante di ortaggi e nel Taglialegna (Boston, Museum of Fine Arts). olio su tela cm 111x144 - con cornice cm 133x166 M. Heimburger, Keilhau, Eberhart, Bernardo Keilhau detto Monsu Bernardo, U. Bozzi, Roma 1988, monografia, p. 236, n. 166 (ripr.); D. Bodart, (a cura di), La conversazione. Dipinti dal Cinquecento all'Ottocento, Galleria Gasparrini, Palazzo Ruspoli, Roma 1976, a cat. 20 (ripr.) Galleria Gasparrini, Roma (1976), da cui acquisita dall’attuale proprietario

  • Pittore lombardo del XVIII secolo Coppia di Nature morte con fiori e frutta...
    Lotto 118

    Pittore lombardo del XVIII secolo Coppia di Nature morte con fiori e frutta coppia di olii su tela entrambi cm 75x100 - con cornice cm 90,5x117

  • Coppia di candelabri in bronzo dorato e brunito d'epoca Impero, ambito di...
    Lotto 119

    Coppia di candelabri in bronzo dorato e brunito d'epoca Impero, ambito di Pierre-Philippe Thomire caratterizzati da figure di Vittoria che sostiene torce fiammeggianti; sulla testa si innalza una struttura a quattro luci con bracci sagomati con testa di rapace e portandele a vaso rifinito da palmette. Alti piedistalli squadrati abbelliti su tre lati da cariatidi in rilievo.
    Le figure alate di Vittoria portatrice di fiaccole trasformate in sostegno per candelabro, il repertorio decorativo (aquile, palmette, volute) e per l’impostazione monumentale delle basi, questa coppia di flambeaux si colloca pienamente nei modelli elaborati dalla manifattura di Pierre-Philippe Thomire per il Mobilier Impérial e per le grandi committenze europee del periodo napoleonico. altezza cm 72

  • Console in legno laccato e dorato, fine del XVIII secolo rifinita...
    Lotto 120

    Console in legno laccato e dorato, fine del XVIII secolo rifinita superiormente da piano in porfido con ampia cornice di giallo antico, reca fascia lineare centrata da medaglione con figure a cammeo affiancato da girali con rilievi vegetali e corolle intagliate emergenti dal fondo laccato ad imitazione del porfido, rilievi decorativi interrotti agli angoli da placche con profili classici; gambe rastremate idealmente avvolte da nastri, con capitelli scolpiti ed intagliati caratterizzati da quattro volti dalle analoghe caratteristiche, con tratti stilizzati ma espressivi, orientati verso i punti cardinali come ad osservare lo spazio circostante da ogni direzione, conferendo al capitello stesso un valore non solo strutturale ma anche simbolico, legato all’idea di protezione e sacralità dello spazio. cm 96x160x78

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Arredi e Dipinti | l'Eleganza senza Tempo di un'Importante Dimora Romana

Roma, Palazzo Celsi - Corso Vittorio Emanuele II, 18, 4 Marzo 2026

TORNATA UNICA: 04/03/2026 Ore 15:00

Sessioni

  • 4 marzo 2026 ore 15:00 Arredi e Dipinti - Sessione unica (1 - 149)

Esposizione

Da Giovedì 26 Febbraio 2026 dalle 10 alle 19 a Martedì 3 Marzo 2026 dalle ore 10 alle 13.

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