DIPINTI ANTICHI E DEL XIX SECOLO, DESIGN, ICONE E ANTIQUARIATO

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martedì 17 febbraio 2026 ore 14:30 (UTC +01:00)
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  • Scuola francese del XVIII secolo
    Lotto 97

    Scuola francese del XVIII secolo

    Paesaggio con pastori e armenti

    Olio su tela

    114,5 x 146,5 cm


    French school of the 18th century

    Landscape with Shepherds and Herds

    Oil on canvas

    114,5 x 146,5 cm

  • Scuola genovese del XVII secolo
    Lotto 98

    Scuola genovese del XVII secolo

    Pentimento del Re Davide

    Olio su tela

    99 x 124 cm


    Genoese School of the 17th Century

    The Repentance of King David

    Oil on canvas

    99 x 124 cm

  • Valerio Castello (Genova 1624 - 1659)
    Lotto 99

    Valerio Castello (Genova 1624 - 1659)

    L'elemosina di San Luigi IX, re di Francia

    Olio su tela

    62 x 87 cm



    Figlio di Bernardo Castello, Valerio fece praticantato presso la bottega di Domenico Fiasella e poi di Giovanni Andrea de Ferrari, anche se nessuno di questi due pittori fu fondamentale per il suo stile. Il giovane artista uscì dagli schemi consolidati della corrente naturalistica e tra il 1640 e il 1645 soggiornò sia a Parma che a Milano. Queste esperienze fuori città gli permisero di osservare i maestri del passato e i grandi interpreti della pittura barocca, a cui aggiunse una predilezione personale per la pittura fiamminga e veneta, ampiamente presente nelle collezioni genovesi. Da questo percorso articolato nacque la sua espressione pittorica dinamica, che ricorda Palma il Giovane e il tardo manierismo veneto, non senza una grazia estetica e plastica delle figure, che fa supporre una sua ispirazione al Parmigianino; infine, un accentuato effetto chiaroscurale che ricorda Giulio Cesare Procaccini. Un’altra fonte di ispirazione la ritroviamo in Rubens e Van Dyck, già presenti a Genova nei decenni passati e che in città avevano lasciato opere significative. Seppur la sua carriera sia stata breve, ampia è stata l’influenza della sua arte verso i suoi discepoli. Vista la sua fulminea maniera di praticare pittura, non diede luogo ad una bottega normalmente concepita, ma ad una cerchia di giovani pittori abili a cogliere la matrice tecnica, formale e contenutistica di Valerio. Il solo a lavorare realmente al fianco di Valerio Castello fu Domenico Piola, collaboratore per i cicli di pittura murale. Secondo le fonti antiche, quattro sono gli artisti formati da Valerio: Bartolomeo Biscaino, Giovanni Paolo Cervetto, Giovanni Battista Merano e Stefano Magnasco. Merita menzione un altro pittore fortemente influenzato dal Castello, ovvero Antonio Lagorio, genovese di nascita, che ha lasciato le sue uniche tracce a Parma.


    Valerio Castello (Genoa 1624 - 1659)

    The Alms of Saint Louis IX, King of France

    Oil on canvas

    62 x 87 cm

  • Francesco Sebaldo Unterperger (Cavalese 1706 - 1766) attribuito
    Lotto 100

    Francesco Sebaldo Unterperger (Cavalese 1706 - 1766) attribuito

    Salomè con la testa del Battista

    Olio su tela

    61 x 73 cm



    Gli storici concordano nel sostenere una presenza del pittore trentino a Venezia e un suo apprendistato presso la bottega di Giambattista Pittoni. Le opere di questo mutevole pittore partono dalle tonalità perlacee, probabilmente desunte dal fratello Michelangelo, anch'egli pittore, e maturano in un colorismo veneto derivato dalla sua permanenza veneziana. Stilisticamente l’influenza pittoniana si avverte attorno alla metà del XVIII secolo quando Francesco perse contatto col fratello, oramai stabilmente a Vienna. Intorno al 1750 andarono moltiplicandosi i dipinti ispirati da Pittoni, quindi con evidenti effetti chiaroscurali più morbidi e una paletta più accesa e in linea col nuovo stile rocaille. Però, per comprendere l’arte di Francesco Sebaldo, artista eclettico, bisogna ricordare che egli ebbe modo di confrontarsi con Paolo o Paul Troger, pittore altotesino dal forte sentimentalismo patetico che svolse la sua attività tra il Trentino e il Sud Tirolo.


    Francesco Sebaldo Unterperger (Cavalese 1706 - 1766) attributed

    Salome with the Head of John the Baptist

    Oil on canvas

    61 x 73 cm

  • Scuola fiamminga del XVII secolo
    Lotto 101

    Scuola fiamminga del XVII secolo

    Deposizione di Cristo nella tomba

    Olio su tela

    54,5 x 56 cm


    Flemish school of the 17th century

    Deposition of Christ in the Tomb

    Oil on canvas

    54,5 x 56 cm

  • Jan Havickszoon Steen (Leida 1626 - 1679) seguace di
    Lotto 102

    Jan Havickszoon Steen (Leida 1626 - 1679) seguace di

    La cattiva compagnia

    Olio su tavola

    40 x 34 cm

    L'opera riprende il dipinto conservato al Louvre di Parigi.


    Jan Havickszoon Steen (Leiden 1626 - 1679) follower of

    The Bad Company

    Oil on panel

    40 x 34 cm

    The work is based on the painting in the Louvre in Paris.

  • Scuola fiamminga del XVIII secolo
    Lotto 103

    Scuola fiamminga del XVIII secolo

    Interno di osteria con concerto improvvisato

    Olio su tela

    19 x 25 cm


    Flemish school 18th of the century

    Interior of a Tavern with an Impromptu Concert

    Oil on canvas

    19 x 25 cm

  • Giovanni Francesco Barbieri, il Guercino (Cento 1591 - Bologna 1666) bottega/cerchia di
    Lotto 104

    Giovanni Francesco Barbieri, il Guercino (Cento 1591 - Bologna 1666) bottega/cerchia di

    Vergine Immacolata

    Olio su tela

    74 x 60 cm



    Il soprannome Guercino derivò dal suo strabismo congenito. Studiò a Bologna ove poté approfondire e far proprie le istanze dei Carracci. Fu proprio Ludovico Carracci ad aiutarlo ad avere le prime importanti commissioni nel 1612. Qualche tempo dopo tornò a Cento, dove decise di aprire una sua bottega/scuola per operare e formare giovani artisti. Nel 1618 fu a Venezia, dove ammirò le opere di Tiziano e Jacopo Bassano, mentre dal 1621 al 1623 fu a Roma, dove realizzò le decorazioni del Casino Ludovisi. Alla morte del pontefice Gregorio XV lasciò Roma e tornò a Cento, lasciandola temporaneamente per terminare gli affreschi della cupola del Duomo di Piacenza, lasciati incompiuti dal Morazzone. Alla morte di Guido Reni, pensò di sopperire al vuoto lasciato dal maestro sul mercato felsineo e si trasferì a Bologna. La bottega di Guercino fu molto attiva e formata da artisti di alto livello: Bartolomeo Gennari, Lorenzo Gennari, Benedetto Zallone, Ercole Gennari, Paolo Antonio Barbieri, Matteo Loves, Benedetto Gennari, Cesare Gennari.


    Giovanni Francesco Barbieri also called Guercino (Cento 1591 - Bologna 1666) workshop/circle of

    Immaculate Virgin

    Oil on canvas

    74 x 60 cm

  • Jean-Baptiste Greuze (Parigi 1725 - 1805) cerchia/seguace di
    Lotto 105

    Jean-Baptiste Greuze (Parigi 1725 - 1805) cerchia/seguace di

    Ritratto di bambina

    Olio su tela

    46 x 38 cm


    Jean-Baptiste Greuze (Paris 1725 - 1805) circle/follower of

    Portrait of a Little Girl

    Oil on canvas

    46 x 38 cm

  • Giuseppe Antonio Pianca (Agogna 1703 - Milano post 1757)
    Lotto 106

    Giuseppe Antonio Pianca (Agogna 1703 - Milano post 1757)

    Adorazione dei pastori

    Olio su tela

    73 x 118 cm



    Giuseppe Antonio Pianca, artista dall’animo tormentato, recuperò la drammatica eredità seicentesca milanese, in particolare del Morazzone, di Francesco Cairo, Giovan Battista Crespi detto il Cerano, Giovanni Battista Discepoli detto lo Zoppo di Lugano e Filippo Abbiati. Lasciò Milano per un periodo genovese, ove colse l’influenza di un altro artista dall’animo tormentato come Magnasco. Dopo un quinquennio a Novara, tornò definitivamente a Milano.


    Giuseppe Antonio Pianca (Agogna 1703 - Milan after 1757)

    Adoration of the Shepherds

    Oil on canvas

    73 x 118 cm

  • Giacomo Francesco Cipper detto il Todeschini (Feldkirch 1664 - Milano 1736) bottega di
    Lotto 107

    Giacomo Francesco Cipper detto il Todeschini (Feldkirch 1664 - Milano 1736) bottega di

    Giocatori di carte

    Olio su tela

    63 x 51 cm



    Nato in Austria, nella regione occidentale del Vorarlberg, fu presente a Milano dal 1696. In gioventù si dedicò alla pittura di nature morte passando solo in un secondo tempo alla raffigurazione di scene di genere con pitocchi, che tanto lo hanno reso famoso. Il Cipper, per certi versi, si può considerare il traduttore italiano di uno dei temi più cari al linguaggio pittorico degli artisti nordici, mutuandolo in piacevole "divertimento" del buffo e tralasciando qualsiasi ricerca psicologica e il lato più cruento e moralista caro ai suoi colleghi d’oltralpe.


    Giacomo Francesco Cipper also called Todeschini (Feldkirch 1664 - Milan 1736) workshop of

    Card Players

    Oil on canvas

    63 x 51 cm

  • Giovanni Grubacs (Venezia 1830 - Pola 1919)
    Lotto 108

    Giovanni Grubacs (Venezia 1830 - Pola 1919)

    Venezia, Ponte di Rialto - Basilica di San Giorgio Maggiore

    Olio su tavola

    14,5 x 24 cm

    Firmato in basso a sinistra - Firmato in basso a destra.


    Giovanni Grubacs (Venice 1830 - Pula 1919)

    Venice, Rialto Bridge - Basilica of San Giorgio Maggiore

    Oil on panel

    14,5 x 24 cm

    Signed lower left - Signed lower right.

  • Anton Graff (Winterthur 1736 - Dresda 1813) attribuito
    Lotto 109

    Anton Graff (Winterthur 1736 - Dresda 1813) attribuito

    Ritratto di notabile

    Olio su tela applicato su tavola

    86,5 x 63 cm



    Di origine svizzera, fu tra i più rappresentativi ritrattisti del Settecento in ambito tedesco. Studiò ad Augusta e nel 1766 fu chiamato all'Accademia di Dresda. Escludendo brevi viaggi a Lipsia e a Berlino, restò sempre a Dresda dove ebbe modo di ritrarre la nobiltà e le personalità più eminenti della città.


    Anton Graff (Winterthur 1736 - Dresden 1813) attributed

    Portrait of a Notable Figure

    Oil on canvas applied to panel

    86,5 x 63 cm

  • Scuola francese del XVIII secolo
    Lotto 110

    Scuola francese del XVIII secolo

    Annunciazione

    Olio su rame

    21,5 x 16,5 cm


    French school of the 18th century

    Annunciation

    Oil on copper

    21,5 x 16,5 cm

  • Ádám Mányoki (Szokolya 1673 - Dresda 1757)
    Lotto 111

    Ádám Mányoki (Szokolya 1673 - Dresda 1757)

    Ritratto di nobiluomo

    Olio su tela

    80 x 64,5 cm



    Nato povero, riuscì comunque a studiare e diventò già ventenne pittore autonomo in Germania. La sua pittura fu profondamente influenzata dai ritratti del Largillière. Lavorò a Berlino per il principe ungherese Franz Rákóczi II, a Dresda per Augusto il Forte, re di Sassonia, con intermezzi a Vienna, Lipsia e Ungheria. Ritrattista di livello, le sue opere si trovano al Museo Civico di Budapest, al Residenzmuseum in Monaco, nel castello di Schleissheim, alla Galleria di Dessau, al Grüne Gewölbe di Dresda.


    Ádám Mányoki (Szokolya 1673 - Dresda 1757)

    Portrait of a Nobleman

    Oil on canvas

    80 x 64,5 cm

  • Marco Liberi (Venezia (?) 1644 circa - post 1691) attribuito
    Lotto 112

    Marco Liberi (Venezia (?) 1644 circa - post 1691) attribuito

    Sant'Antonio con Gesù Bambino

    Olio su tela

    85,5 x 72 cm

    Malgrado il cattivo stato di conservazione impedisca di godere pienamente dell'opera, il dipinto mostra i canoni espressivi tipici dei volti di Marco Liberi. La materia grassa e la pennellata sicura, dalla resa morbida e carica di luce, una volta ripulita della sporcizia che ora la vela, potrà assecondare la tesi attributiva. Inoltre da osservare come le figure siano delineate nello spazio entro contorni netti e marcati, elemento peculiare della pittura di Marco Liberi.



    La critica recente, e Ruggeri su tutti, ha rivisto la posizione di Marco Liberi, erede degno della pittura di Pietro Liberi. Egli si è espresso con qualità quando ha cercato una via autonoma, allontanandosi, almeno in parte, dal padre. Probabilmente, ciò è avvenuto grazie ai suoi contatti con il mercato tedesco e alla sua volontà di accedervi. Non a caso, le opere più significative sono riscontrabili dalla critica nel gruppo di dipinti conservati a Pommersfelden (collezione Schönborn-Wiesentheid): in queste opere, la condotta pittorica si fa più precisa e descrittiva in senso naturalistico, l’esuberanza barocca lascia spazio ad invenzioni bilanciate e velatamente classicheggianti.


    Marco Liberi (Venice (?) circa 1644 - post-1691) attributed

    Saint Anthony with Child Jesus

    Oil on canvas

    85,5 x 72 cm

    Although its poor state of preservation prevents a full appreciation of the work, the painting displays expressive features typical of Marco Liberi’s physiognomies. The rich, unctuous handling of paint and the confident brushwork, characterised by a soft modelling and luminous quality, once freed from the layers of dirt that presently obscure it, may further support the proposed attribution. It is also worth noting how the figures are articulated in space through firm, clearly defined contours, a distinctive characteristic of Marco Liberi’s painting.

  • Scuola veneta del XVIII secolo
    Lotto 113

    Scuola veneta del XVIII secolo

    Santa Caterina da Siena in contemplazione del Bambino

    Olio su tela

    60 x 50 cm


    Venetian school of the 18th century

    Saint Catherine of Siena Contemplating the Child

    Oil on canvas

    60 x 50 cm

  • Paolo Monaldi (Roma 1710 - 1779 circa) attribuito
    Lotto 114

    Paolo Monaldi (Roma 1710 - 1779 circa) attribuito

    Paesaggio con popolani nei pressi di un fiume

    Olio su tela

    75 x 54 cm

    Fedele al suo peculiare stile, il dipinto risulta affine alle opere presenti nel volume A. Busiri Vici D'arcevia, Trittico paesistico romano del '700, pp. 75-156.



    Andrea Locatelli, maestro di Monaldi, e Theodor Helmbreker ebbero il merito di creare un nuovo filone pittorico in seno alla Scuola Romana del Settecento: rivedendo il gusto per la scena di vita popolare, snaturandola della valenza folkloristica nordica dei bamboccianti, inserendola nel contesto poetico arcadico. Paolo Monaldi, alle espressioni paesaggistiche del suo maestro preferì le scene di vita popolare che Locatelli sviluppò sul finire del suo ciclo artistico, raggiungendo ben presto una fama che andò oltre i confini dell’Urbe. Tra le illustri famiglie dell’epoca che si sono avvalse della sua arte ricordiamo i Rospigliosi, i Barberini e i Chigi.


    Paolo Monaldi (Rome 1710 - circa 1779) attributed

    Landscape with Commoners near a River

    Oil on canvas

    75 x 54 cm

    True to his distinctive style, the painting is similar to the works featured in the book A. Busiri Vici D'arcevia, Trittico paesistico romano del '700, pp. 75-156.

  • Giovan Francesco Briglia (Roma 1737/39 - 1794)
    Lotto 115

    Giovan Francesco Briglia (Roma 1737/39 - 1794)

    Interno di dispensa con selvaggina di penna e gatto

    Olio su tela

    75 x 100 cm

    Corredato dalla scheda attributiva del professor Alberto Crispo, disponibile via email.



    Giovanni Francesco Briglia fu allievo di Francesco Mancini. In seguito, si trasferì a Firenze, dove si sposò e ebbe modo di esercitare la professione pittorica. Il suo stile è ben descritto da Alberto Crispo: "La resa levigata delle superfici e il marcato chiaroscuro palesano l’attenzione del Briglia per gli specialisti fiamminghi attivi a Roma nel secolo precedente, in particolare per Johannes Hermans detto Monsù Aurora, mentre la scelta di un repertorio rustico, in cui prevalgono gli interni di cucina o di dispensa, rientra in una tendenza che caratterizza parte della natura morta italiana settecentesca e che troverà altri interpreti in Tommaso Realfonso, Giacomo Nani, Carlo Magini e Nicola Levoli".


    Giovan Francesco Briglia (Rome 1737/39 - 1794)

    Pantry Interior with Game Birds and a Cat

    Oil on canvas

    75 × 100 cm

    Accompanied by an attributive sheet by Professor Alberto Crispo, available upon request via email.

  • Scuola toscana del XVI secolo
    Lotto 116

    Scuola toscana del XVI secolo

    Sacra famiglia

    Olio su rame

    23 x 18 cm

    Lo stile dell'opera risente dell'influenza di Giorgio Vasari, pertanto s'iscrive nel ricco panorama pittorico toscano della seconda metà del Cinquecento.


    Tuscan school of the 16th century

    Holy Family

    Oil on copper

    23 x 18 cm

    The style of the work shows the influence of Giorgio Vasari, and therefore fits into the rich Tuscan pictorial landscape of the second half of the 16th century.

  • Frans van Mieris il Vecchio (Leida 1635 - 1681) bottega di
    Lotto 117

    Frans van Mieris il Vecchio (Leida 1635 - 1681) bottega di

    La doppia tentazione

    Olio su tavola

    22 x 18,5 cm

    L'opera riprende un dipinto di Mieris il Vecchio un tempo conservato nella collezione del conte Heinrich von Brühl, primo ministro del re di Polonia. Sebbene l'opera sia stata divulgata a mezzo di un'incisione realizzata da Élie Menil (Mesnil), le copie di questo soggetto risultano rarissime.



    Frans fu allievo di Gerrit Dou e nel corso della sua vita si guadagnò un posto di rispetto nella scuola di Leida. Fu pittore di scene di genere ove raccontava, con sottile spirito ironico, vizi e virtù della borghesia del tempo. Nel 1658 si iscrisse alla Gilda di San Luca della sua città, nella quale rimase attivo fino alla morte. Fu apprezzato per la sua resa miniaturistica e il vigore cristallino delle sue tinte. I figli Jan e Willem, nonché il nipote Frans van Mieris il Giovane, furono anch'essi pittori.


    Frans van Mieris the Elder (Leiden 1635 - 1681) workshop of

    The Double Temptation

    Oil on panel

    22 x 18,5 cm

    The work is based on a painting by Mieris the Elder that was once part of the collection of Count Heinrich von Brühl, Prime Minister to the King of Poland. Although the work was made public through an engraving by Élie Menil (Mesnil), copies of this subject are extremely rare.

  • Giovanni Battista Lazzaroni (Cremona 1626 - Piacenza 1699)
    Lotto 118

    Giovanni Battista Lazzaroni (Cremona 1626 - Piacenza 1699)

    Ritratto di nobildonna

    Olio su tela

    130 x 91 cm

    Firmato e datato sul ventaglio G.B. Lazzaroni 1673



    Lazzaroni iniziò la sua avventura artistica come allievo di Giovan Battista Tortiroli. Raggiunta la maturità pittorica, fu un pittore di ritratti e sporadicamente di scene sacre. La sua attività si svolse tra l'Emilia e la Lombardia, in particolare nelle città di Piacenza, Parma, Modena e Milano. Nel 1664, si sposò e da questa data fu residente a Piacenza come ritrattista di casa Farnese e di vari casati nobili e benestanti come i Mancassola, Anguissola e Borghi.


    Giovanni Battista Lazzaroni (Cremona 1626 - Piacenza 1699)

    Portrait of a Noblewoman

    Oil on canvas

    130 x 91 cm

    Signed and dated on the fan G.B. Lazzaroni 1673

  • Antonio Franchi, il Lucchese (Villa Basilica 1638 - Firenze 1709) attribuito
    Lotto 119

    Antonio Franchi, il Lucchese (Villa Basilica 1638 - Firenze 1709) attribuito

    Sant'Agnese

    Olio su tela

    92 x 76 cm

    I riscontri attributivi, li troviamo nella Sant'Apollonia, pubblicata in S. Bellesi, Catalogo dei pittori fiorentini del '600 e '700, Vol. II pag. 303, foto 666, probabilmente lo stesso dipinto presentato in asta il 7 luglio 2023 da Sotheby's a Londra.



    Franchi fu educato alla pittura da Giovan Domenico Ferretti e successivamente da Matteo Boselli. Successivamente, frequentò l'Accademia del Nudo di Pietro Paolini e si interessò dei grandi esempi di pittura emiliana e romana presenti nella sua città. Lasciò Lucca per Firenze, dove ebbe modo di entrare nelle botteghe di Felice Ficherelli e di Baldassarre Franceschini detto il Volterrano. Rientrato nella sua città natale, sviluppò la sua attività di pittore, dimostrando un'influenza del già citato Volterrano e di Vincenzo Dandini. Infine, tornò nuovamente a Firenze per risiedervi permanentemente. Riuscì a inserirsi tra i maestri del tempo, grazie alla sua intelligenza e duttilità stilistica, che gli permisero di adottare e trascrivere secondo il suo sentire i modi neo veneti di Coli-Gherardi, quelli del Cortona per mezzo di Ciro Ferri e i modelli di Dolci grazie a Onorio Marinari. Morto Giusto Sustermans, prese il posto del maestro nordico quale ritrattista di corte presso i Medici. L'ultima produzione del Franchi, mutò verso l'elegante classicismo del Maratta nella scia dei classicisti fiorentini come Anton Domenico Gabbiani.


    Antonio Franchi, il Lucchese (Villa Basilica 1638 - Florence 1709) attributed

    Saint Agnes

    Oil on canvas

    92 x 76 cm

    The attributive evidence can be found in Sant'Apollonia, published in S. Bellesi's Catalogo dei pittori fiorentini del '600 e '700, Vol. II, p. 303, photo 666, probably the same painting presented at auction on 7 July 2023 by Sotheby's in London.

  • Scuola romana del XVII secolo
    Lotto 120

    Scuola romana del XVII secolo

    Personaggi nei pressi di antiche rovine

    Olio su tela

    33,6 x 45,4 cm


    Roman school of the 17th century

    Figures Near Ancient Ruins

    Oil on canvas

    33,6 x 45,4 cm

Lotti dal 97 al 120 di 534
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DIPINTI ANTICHI E DEL XIX SECOLO, DESIGN, ICONE E ANTIQUARIATO

DIPINTI ANTICHI E DEL XIX SECOLO, DESIGN, ICONE E ANTIQUARIATO

Sessioni

  • 17 febbraio 2026 ore 14:30 DIPINTI ANTICHI E DEL XIX SECOLO, DESIGN, ICONE E ANTIQUARIATO (1 - 534)

Esposizione

13 Feb 2026 10:00 CET (09:00 GMT) - 18:00 CET (17:00 GMT)

14 Feb 2026 10:00 CET (09:00 GMT) - 18:00 CET (17:00 GMT)

15 Feb 2026 10:00 CET (09:00 GMT) - 18:00 CET (17:00 GMT)

16 Feb 2026 10:00 CET (09:00 GMT) - 18:00 CET (17:00 GMT)

Condizioni di vendita

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