Pre-Asta ASTA 369 - ARGENTI ANTICHI, AVORI, WUNDERKAMMER Con oggetti d’arte dalla Collezione Conte Luigi Rigi Luperti
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Lotto 145 Intaglio in avorio - Italia, XVI – XVII secolo
Antico intaglio in avorio di elefante (Elephas maximus Linnaeus, 1758 or Loxodonta africana Blumenbach, 1797) raffigurante la Madonna con il Bambino, attorniata da diverse figure femminili in un contesto che richiama la tipica iconografia della Sacra Conversazione.
La placca è leggermente ricurva, segue infatti la naturale curvatura della zanna, conferendo alla scena una particolare profondità e dinamicità. Maria, seduta al centro della composizione, sorregge teneramente il piccolo Gesù seminudo, rivolto verso lo spettatore, è intenta in una conversazione con una donna inginocchiata in primo piano in basso a destra. Le altre figure, disposte con naturalezza intorno alla Vergine, sembrano partecipare silenziosamente a questo momento creando una scena corale e armoniosa. Sullo sfondo si intravedono tende drappeggiate e volti in secondo piano che rafforzano l’impressione di uno spazio sacro e raccolto. L’intera composizione è racchiusa in una cornice in metallo dorato, decorata nella parte superiore da un vaso centrale da cui scendono ghirlande floreali, elemento tipico del gusto barocco.
Altezza x larghezza x profondità: 27 x 15 x 5 cm. Altezza x larghezza avorio: 20 x 13 cm. Peso totale: 672 gr
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-228)
Collezione Conte Luigi Rigi Luperti.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 146 Pierre Simon Jaillot (cerchia di) Corpus Christi in avorio - Francia, seconda metà del XVII secolo
Antico Corpus Christi barocco in avorio di elefante finemente scolpito (Loxodonta africana Blumenbach, 1797 o Elephas maximus Linnaeus, 1758) a tutto tondo e composto da quatto parti unite tra loro. La parte di maggiori dimensioni comprende la testa, il busto e le gambe del Cristo e segue la curvatura della zanna di elefante. Le parti minori corrispondono alle braccia e al perizoma, quest’ultimo è inserito tramite due fori scavati nel fianco della figura.
Separatamente sono presenti un cartiglio con il Titulus crucis INRI (Iesus Nazarenus Rex Iudeorum, che si traduce letteralmente in “Gesù nazareno, re dei giudei”) ed una Vanitas rappresentata dal simbolo del teschio e tibie incrociate. Il teschio è stato il simbolo della morte fin dal 1500.
Vennero successivamente aggiunti sei chiodi in argento avente sulla parte superiore un topazio sfaccettato di quattro carati l’uno di forma tonda incastonato da otto griffe; nell’estremità opposta è presente una filettatura avvitabile a un piccolo dado di quattro lati. I fori sulle mani mettono in luce che gli originali avevano una dimensione ridotta. I chiodi oggi conservati risalgono ad un periodo successivo rispetto alla scultura eburnea, poiché non corrispondono stilisticamente con l’iconografia della scultura.
L’opera è di notevole livello tecnico e ideativo, aspetto evidente anche nei particolari poiché risulta rifinito in ogni dettaglio e questo indicherebbe un livello culturalmente alto sia da parte dell’artista che del committente. La stessa attenzione per i dettagli è riservata anche agli altri elementi. Il cartiglio ha la forma rettangolare posizionato verticalmente con i quattro lati piegati che alludono ad una pergamena o a un foglio, dove sono presenti le lettere IN / RI in rilievo. La figura del teschio e delle due ossa, risultano rifinite e studiate anatomicamente, così come la figura del Cristo. Le braccia distese risultano in una posizione più rialzata, mettendo in evidenza il realismo della figura del Cristo in croce. Il realismo è sottolineato anche dalla muscolatura e dal sistema venoso.
Le mani sono leggermente socchiuse e i fori per i chiodi si trovano più vicini al polso e non al centro della mano.
Le gambe lunghe e snelle mostrano la tensione della figura nei piedi, contratti verso il basso.
Il tronco mostra drammatica tensione; il torace spinto in avanti è contrassegnato dalle costole non eccessivamente marcate, che danno alla figura più armonia. L’addome è rientrante e sul verso è molto marcata la linea e la muscolatura che segue la colonna vertebrale.
La testa è ripiegata verso la spalla destra, rivolta verso l’alto e la morbida e lunga capigliatura ricade sulle spalle; allo stesso modo è realizzata la barba ricciuta che incornicia il volto. Gli occhi sono aperti e rivolti al cielo, la bocca è socchiusa e lascia intravedere parte della dentatura. L’espressione del volto e gli occhi aperti ci permette di ricollocare la figura al Christus triumphans.
Le gambe del Crocifisso sono posizionate in modo parallelo e leggermente flesse verso la parte sinistra della figura, i piedi sono affiancati e inchiodati separatamente, elemento che permette la ricollocazione cronologica.
Le parti intime sono coperte da un perizoma corto sostenuto da un doppio cordone molto sottile; il drappo, stilisticamente non pertinente, è stato molto probabilmente sostituito in epoca successiva.
Altezza x larghezza crocifisso: 44,5 x 34,5 cm
Altezza x larghezza IN | RI: 9,5 x 4,5 cm
Altezza x larghezza teschio: 5,5 x 5,5 cm
Lunghezza tibie incrociate: 9,5 cm
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2023-159)
Già fornito di Attestato di Libera Circolazione (N. 103657) rilasciato in data 06/10/2025.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 147 Scultura in bronzo dorato su base in avorio - Germania o Austria, XVI - XVII secolo
Antica scultura in bronzo dorato poggiante su una base in avorio di elefante scolpito (Elephas maximus Linnaeus, 1758 or Loxodonta africana Blumenbach, 1797).
Il personaggio può essere identificato come un’allegoria di Marte, dio della guerra, rappresentato in posizione eretta nell’atto di reggere con il braccio destro alzato una lunga lancia sormontata da un elemento circolare (forse allusione a un’insegna militare o simbolo solare). Il braccio sinistro, piegato sul fianco, accentua l’atteggiamento fiero e solenne della figura. L’elmo crestato, la corazza muscolata e la posa fiera sono elementi tipici delle raffigurazioni celebrative e apotropaiche di Marte, mentre l’insegna che regge potrebbe alludere al potere militare e alla vittoria.
La figura poggia su un basamento cilindrico in finemente scolpito a rilievo con putti alati in posizione di sostegno, alternati a delfini, tra onde e motivi vegetali, trasformando la scena in un’armonia tra forza e grazia decorativa.
L’accostamento prezioso di metallo dorato e avorio indica una destinazione di lusso legata alle collezioni nobiliari o alle Wunderkammern; per stile e iconografia l’opera può essere collocata tra la fine del XVI e il XVII secolo e ricondotta alle botteghe dell’area germanica o austriaca, attive nella produzione di piccole sculture allegoriche e celebrative destinate al collezionismo aristocratico.
Altezza x larghezza x profondità: 52 x 13,5 x 9,5 cm
Altezza x larghezza x profondità avorio: 16 x 12 x 9,5 cm
Peso complessivo: 3351 gr
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-214)
Collezione Conte Luigi Rigi Luperti.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 148 Coppa in cristallo di rocca, avorio e argento dorato - Italia, XVII – XVIII secolo
Antica coppa in cristallo di rocca, avorio di elefante (Elephas maximus Linnaeus, 1758 or Loxodonta africana Blumenbach, 1797) e argento dorato.
Il piede in cristallo di rocca, di forma ottagonale, è decorato perimetralmente da foglie cesellate in argento dorato e arricchito da elementi vegetali ricadenti; il fusto è costituito da un gruppo scultoreo in avorio raffigurante putti legati ad un tronco d’albero sopra il quale poggia il corpo, in cristallo di rocca sfaccettato. Il coperchio con chiusura ad innesto è sempre in cristallo di rocca, bordato da una ghiera di foglie cesellate in argento dorato e cimato da una presa scolpita in avorio raffigurante una Venere nuda stante con il braccio destro sollevato.
La coppa appartiene alla produzione di lusso del Seicento quando il cristallo di rocca veniva montato con argento dorato e avorio per oggetti da parata destinati a collezioni principesche e Wunderkammer, la presa a Venere e i putti del gambo rimandano al gusto rinascimentale e manierista ancora vivo nel XVII secolo mentre le montature in argento dorato con foglie ricadenti confermano questa cronologia, per tali motivi l’opera può essere datata alla seconda metà del Seicento ed essere stata realizzata in area italiana.
L’argento è punzonato con marchi non leggibili.
Altezza x diametro: 25,5 x 8 cm
Altezza x larghezza scultura avorio fusto: 7,4 x 2,6 cm
Altezza x larghezza scultura avorio coperchio: 6 x 1,5 x 2,5 cm
Peso totale: 497,6 gr
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-216)
Collezione Conte Luigi Rigi Luperti.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 149 Grande scultura in shungite - Russia, XIX secolo
raffigurante orso.
Altezza x larghezza x profondità: 32 x 72 x 30 cm
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 150 Coppia di calici in avorio - Europa, XIX secolo
Antica coppia di calici torniti e scolpiti in avorio di elefante (Elephas maximus Linnaeus, 1758 or Loxodonta africana Blumenbach, 1797).
Ciascun esemplare poggia su una base circolare decorata a bassorilievoc sopra la quale si innesta il fusto scolpito a tutto tondo a raffigurae un soldato in armatura; il corpo è interamente inciso a bassorilievo con motivi araldici, in un esemplare compare uno stemma coronato affiancato da leoni, nell’altro uno scudo sormontato da una piccola corona con aquila e circondato da volute fogliate.
La resa araldica e la tipologia del manufatto fanno pensare a una produzione europea dell’Ottocento, periodo in cui era diffusa la lavorazione dell’avorio per coppe, bicchieri e oggetti da parata con elementi araldici e figure di guerrieri. Si tratta quindi di opere di gusto neo-rinascimentale o storicista, molto apprezzate nel XIX secolo nelle corti e nelle collezioni aristocratiche.
Altezza x diametro I: 18,4 x 4,4 cm
Altezza x diametro II: 17,9 x 4,3 cm
Peso I: 88,3 gr. Peso II: 100,3 gr
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-217)
Collezione Conte Luigi Rigi Luperti.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 151 Raffaello Guidi (ambito di) - Cornelis Galle III (ambito di)
(1585 - 1615, 1642 ca. - post 1670) Incisione su avorio con china raffigurante The Holy Family with the Porridge Bowl - Inizio XVII secolo
Antica e rara incisione devozionale raffigurante la Sacra Famiglia, con la Vergine, San Giuseppe, il Bambino Gesù e San Giovannino. L’opera presenta una minuziosa incisione su avorio di elefante (Elephas maximus Linnaeus, 1758 or Loxodonta africana Blumenbach, 1797), successivamente ripassata a china, per esaltare la definizione delle linee e la resa chiaroscurale. La scena raffigura la Sacra Famiglia riunita intorno a un desco domestico, con il Bambino Gesù al centro, la Vergine in atteggiamento assorto, San Giuseppe alle sue spalle e San Giovannino che, sulla destra, si riconosce dalla croce astile. Il tema, noto come The Holy Family with the Porridge Bowl, appartiene a una tipologia iconografica che mette in risalto l’umanità quotidiana della Sacra Famiglia, ponendo l’accento sulla nutrizione infantile di Cristo. L’esecuzione incisoria mostra un tratteggio serrato e calibrato, con chiari riferimenti alla grafica tardo-manierista di ambito romano e senese, mentre la scelta del supporto in avorio — estremamente raro per opere di questo genere — conferisce al manufatto un carattere prezioso destinato probabilmente a committenza colta e privata, che unisce il fascino della grafica manierista alla rarità del supporto.
Altezza x larghezza: 15,8 x 9,9 cm. Peso: 29,5 gr
Comparazioni:
Sono noti due esemplari simili, ma non identici della medesima composizione: nelle due incisioni prese a confronto San Giuseppe è infatti rappresentato nell’atto di cogliere delle ciliegie e al posto di San Giovannino è raffigurato un angelo.
I. MET, New York: The Holy Family with the Porridge Bowl (ca. 1580–1614), incisione di Raffaello Guidi (attivo a Roma 1585–1615) su invenzione di Francesco Vanni (Siena, 1563–1610).
II. Pinacoteca Nazionale di Bologna, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe: una variante incisa da Cornelis Galle III (1642 ca. – post 1670), dove la composizione si arricchisce di particolari e si orienta verso un gusto più tardo-barocco.
La presente incisione su avorio, pur derivando da questi modelli grafici, se ne discosta per alcune soluzioni compositive e per la trasposizione materiale, rientrando in quella prassi di traduzioni e rielaborazioni che caratterizzarono la diffusione delle invenzioni di Vanni in Italia e in area fiamminga.
L’opera in esame si colloca in una fase di passaggio tra il manierismo tardo-cinquecentesco e le sensibilità naturalistiche del primo Seicento. La rarità della tecnica — incisione su avorio, destinata a restare pezzo unico o a circolazione estremamente limitata — aumenta il suo interesse collezionistico. L’uso dell’avorio, supporto non usuale per matrici, trasforma infatti la scena sacra in un prezioso oggetto devozionale e da Wunderkammer.
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-229)
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 152 Corpus Christi in avorio - Italia, XVIII secolo
Antico crocifisso in avorio di elefante (Elephas maximus Linnaeus, 1758 o Loxodonta africana Blumenbach, 1797), finemente scolpito a tutto tondo posto su una croce in legno di ciliegio con fronte in avorio e parti laterali lastronate in ebano (Diospyros spp).
La figura del Cristo è costituita da tre elementi distinti, il corpo e le due braccia. Il corpo è rappresentato con compostezza, nella misura del sacrificio, con una resa anatomica sobria che accenna la muscolatura del busto e degli arti; le mani inchiodate trasmettono un senso contenuto di dolore e rassegnazione.La testa è rivolta verso destra, con gli occhi socchiusi e rivolti al cielo, evocando un’espressione pacata e introspettiva. La capigliatura, morbida e ricciuta come la barba, sormontata da una corona di spine, ricade sulle spalle incorniciando delicatamente il volto. Il busto è lavorato con una leggera tensione, che lascia intravedere i muscoli addominali e le costole. Le gambe, leggermente flesse verso destra, conducono lo sguardo ai piedi, inchiodati separatamente. Il perizoma è scolpito con un raffinato gioco di pieghe fluide e drappeggiate con grande maestria, sostenuto da un doppio cordone e annodato sul fianco sinistro, da cui si ricade un ampio drappo.
La croce, è montata su una base rettangolare a gradini, poggiante su piedi leonini, dipinta in finta tartaruga e decorata con bordi in legno ebanizzato; completano l’opera alcuni elementi decorativi in metallo dorato e legno.
L’eleganza della scultura in avorio, la raffinatezza della resa anatomica e la compostezza espressiva denotano un’opera di alta qualità, destinata a una committenza colta e devota. La figura del Cristo può essere ascritta alla produzione italiana del XVIII secolo, mentre la croce lignea e il basamento dipinto in finta tartaruga, arricchiti da inserti in metallo dorato ed elementi ebanizzati, risultano di epoca successiva, verosimilmente della fine del XIX secolo, aggiunti per esaltare e valorizzare la scultura originaria.
Altezza x larghezza x profondità totali: 72,5 x 28 x 23 cm
Altezza x larghezza Cristo: 24,5 x 21,5 cm
Altezza x larghezza x profondità croce: 58,5 x 35 x 1,5 cm
Altezza x larghezza x profondità base: 15 x 28 x 23,5 cm
Peso totale: 3255 gr
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-206)
Collezione Conte Luigi Rigi Luperti.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 153 Placca in avorio - Area Fiamminga, XVII secolo
Antica placca in avorio di elefante intagliato (Elephas maximus Linnaeus, 1758 or Loxodonta africana Blumenbach, 1797) raffigurante molto probabilmente il tema di Ercole ed Onfale, entro cornice lignea dipinta ad imitare la tartaruga, con sottili elementi metallici a intreccio lungo i bordi.
La scena scolpita raffigura due figure nude, un uomo, muscoloso, che tiene accanto a sé la pelle di un leone con una clava nella mano destra e una donna, anch’essa nuda, in piedi di fronte a lui.
La clava e la pelle del leone di Nemea: sono gli attributi tipici di Ercole, mentre la figura femminile accanto, in atto di conversazione, con atteggiamento elegante e capelli raccolti, può essere interpretata come Onfale, regina di Lidia, che secondo il mito ridusse Ercole in condizione servile e lo costrinse a vivere accanto a lei in abiti femminili.; Onfale è spesso rappresentata nuda accanto a lui. Nelle raffigurazioni canoniche Onfale può indossare la pelle del leone e/o impugnare la clava, mentre Ercole è talvolta umiliato con conocchia e fuso.
Il rilievo mostra corpi plastici, proporzioni michelangiolesche e un modellato raffinato, caratteristiche tipiche dell’ambiente barocco fiammingo. Il trattamento dei corpi vigorosi, le carni lucidissime, la finezza dei dettagli e la cornice che richiama il gusto seicentesco sono perfettamente in linea con la produzione di Franciscus van Bossuit (1635–1692) – celebre scultore fiammingo in avorio, attivo soprattutto in Italia e poi ad Amsterdam, noto per le sue placche con soggetti mitologici e biblici - o quella della sua cerchia. I volti ovali con naso diritto, bocche piccole, capelli mossi e raccolti a chignon per la figura femminile trovano riscontri nella “Venere e Adone” del Rijksmuseum.
Altezza x larghezza x profondità: 30 x 24 x 4,5 cm. Altezza x larghezza avorio: 19 x 13 cm. Peso totale: 1053,5 gr
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-226)
Collezione Conte Luigi Rigi Luperti.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 154 Placca in avorio - Area Austro-Fiamminga, XVII – XVIII secolo
Antica placca in avorio di elefante (Elephas maximus Linnaeus, 1758 or Loxodonta africana Blumenbach, 1797) incorniciata in legno ebanizzato e decorata con sottili cornici dorate che si alternano al legno scuro, creando un elegante contrasto.
L’intaglio raffigurata in primo piano una Venere distesa, con le parti intime coperte, che poggia la testa su un braccio in un gesto di riposo. Sullo sfondo, emergono due figure, una maschile e una femminile: l’uomo fa segno di silenzio alla donna, in un gesto enigmatico.
La Venere distesa richiama le iconografie classiche della dea dell’amore e della bellezza. Il gesto dell’uomo sul retro, che invita al silenzio, potrebbe alludere a miti legati a segreti amorosi o incontri clandestini, tuttavia, senza altri attributi specifici l’identificazione precisa rimane aperta lasciando pensare a una rappresentazione allegorica dell’amore, della seduzione e della discrezione.
Altezza x larghezza x profondità: 22,5 x 27 x 5 cm Altezza x larghezza avorio: 11,5 x 7,5 cm Peso totale: 898,5 gr
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-227)
Collezione Conte Luigi Rigi Luperti.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 155 Scultura in avorio raffigurante San Tommaso D'Aquino - Sicilia, fine XVII - inizio XVIII secolo
scolpita a tutto tondo, il santo è rappresentato in piedi, con l’abito domenicano e un’aureola in metallo applicata posteriormente alla testa.
Tiene un libro chiuso nella mano sinistra e alza la destra in gesto oratorio. Sul petto si distingue il sole fiammeggiante, emblema della sua sapienza teologica.
Il volto è delicatamente modellato, i panneggi sono morbidi e realistici, espressione della scultura barocca isolana. La figura poggia su una base barocca in alabastro finemente scolpito con decorazioni a volute.
Questa scultura, per la qualità della lavorazione, l’accuratezza dei dettagli e la scelta dei materiali pregiati, si inserisce a pieno titolo nella raffinata produzione devozionale siciliana tra il XVII ed il XVIII secolo.
L’opera riflette non solo la profonda religiosità dell’epoca, ma anche il gusto colto e il prestigio delle committenze private a cui era destinata.
Sul retro della scultura è presente un’iscrizione dove si intravede la scritta “Palermo – De Ciccio”. Probabilmente la scultura faceva parte della collezione del collezionista e antiquario Mario de Ciccio, un raffinato esponente di una cultura di élite di matrice tardo-ottocentesca.
Altezza x larghezza: 18,2 x 2,3 x 4,9 cm. Altezza x larghezza x profondità base: 9 x 10 x 6,4 cm. Peso avorio: 270 gr. Peso totale: 751 gr
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-178)
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 156 Scultura in avorio raffigurante San Sebastiano - Italia, metà XVII secolo
Il santo è raffigurato con una straordinaria attenzione anatomica: i muscoli sono resi con morbidezza e naturalismo, mentre la postura slanciata ed elegante segue una torsione tipicamente barocca. È raffigurato nudo, seguendo la classica iconografia, ad eccezione di un panno che gli cinge i fianchi, ed è legato a un tronco d’albero in ambra del Simeto, elemento che esalta il contrasto con il candore dell’avorio.
La figura poggia su una base architettonica lignea a tempietto dipinta in policromia, arricchita da inserti di madreperla e da una croce a otto punte, probabilmente simbolo dell’Ordine di Malta, forse un riferimento devozionale o araldico.
L'opera si distingue per la raffinatezza dei materiali impiegati e per l’equilibrio compositivo tra la drammaticità della figura martirale e la preziosità della base architettonica. L’intaglio minuzioso dell’avorio, l’utilizzo dell’ambra come elemento naturale e simbolico, e la ricercatezza della struttura in marmo e madreperla suggeriscono una committenza colta e una destinazione devozionale o collezionistica
Altezza x larghezza x profondità totali: 21 x 10 x 4,8 cm. Altezza x larghezza figura: 15 x 4,5 cm. Peso complessivo: 188 gr
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-102)
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 157 Scultura in avorio raffigurante la Madonna di Trapani - Sicilia, fine XVII - inizio XVIII secolo
scolpita a tutto tondo, posta su una ricca decorazione di nuvole in madreperla e poggiante su una base in alabastro.
La Vergine è raffigurata secondo l’iconografia tradizionale, in piedi, con il Bambino Gesù sul braccio sinistro, mentre con la mano destra sembra accennare un gesto protettivo. L’atteggiamento è maestoso e insieme materno, conforme al modello della venerata immagine mariana conservata presso il Santuario dell’Annunziata a Trapani. Il panneggio è scolpito con grande fluidità, ricco di pieghe morbide e profonde che donano movimento alla figura. Il volto della Madonna è dolce, sereno ed il Bambino è raffigurato in atteggiamento vivace ma composto.
Basamenti di questa tipologia, composti da materiali pregiati quali alabastro e madreperla erano molto usati in Sicilia e ancor più a Trapani per il loro pregio e luminosità; tra i più rinomati scultori e intagliatori trapanesi del XVIII secolo troviamo i fratelli Andrea e Alberto Tipa, noti per la loro abilità nel lavorare materiali pregiati come avorio, corallo, ambra e conchiglia.
Altezza x larghezza: 16,7 x 6 x 3,8 cm. Peso complessivo: 159,5 gr
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-177)
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 158 Cristo avorio e madreperla - Italia, XVIII secolo
La figura del Cristo scolpita in avorio di elefante, finemente scolpito a tutto tondo e composto da tre parti unite tra loro, il corpo con il perizoma e le braccia. La figura è caratterizzata da un modellato accurato, proporzioni armoniose e un realismo anatomico tipico della scultura devozionale di alta qualità. La croce, in palissandro, è impreziosita da ricchi intarsi in madreperla che formano motivi floreali e ornamentali distribuiti lungo tutta la superficie, culminando in terminali trilobati di gusto barocco.
Altezza x larghezza x profondità croce: 69 x 33,5 x 2 cm
Altezza x larghezza x profondità Cristo: 23 x 16,5 x 5 cm
Peso: 1043 gr
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 159 Scultura in avorio raffigurante figura femminile - Europa centro-meridionale, XVII - XVIII secolo
Antica scultura in avorio di elefante (Elephas maximus Linnaeus, 1758 or Loxodonta africana Blumenbach, 1797) finemente scolpita a tutto tondo a raffigurare una figura femminile stante.
La donna è rappresentata in posizione leggermente contrapposta, con il volto inclinato e lo sguardo rivolto verso il basso, in un atteggiamento di composta eleganza. Indossa un abito drappeggiato che lascia scoperta parte del busto e crea un movimento fluido di pieghe e incroci, scolpiti per esaltare la morbidezza della materia e della figura. Nella mano sinistra regge un serpente, elemento iconografico significativo che orienta l’interpretazione del soggetto verso una figura allegorica. Il serpente, nella cultura simbolica occidentale, può rappresentare la conoscenza, la saggezza antica, oppure la prudenza intesa come virtù razionale. La figura potrebbe rappresentare un’allegoria della Sapienza o della Prudenza, due personificazioni femminili ricorrenti tra Barocco e Rococò. Il serpente simboleggia in entrambi i casi la conoscenza e il discernimento, secondo una simbologia classica ampiamente diffusa in ambito allegorico.
La scultura poggia su una base cilindrica in legno marmorizzato, decorata con fasce e cornici in metallo dorato, in linea con il gusto prezioso e scenografico dell’epoca.
La resa naturalistica del panneggio, la postura rilassata e l’espressione serena del volto suggeriscono un soggetto allegorico o mitologico, tipico della produzione artistica europea tra XVII e XVIII secolo.
Altezza x diametro: 27 x 9 cm
Altezza x larghezza x profondità figura: 16 x 6 x 3 cm
Peso complessivo: 434 gr
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-210)
Collezione Conte Luigi Rigi Luperti.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 160 Scultura in avorio raffigurante un guerriero - Europa centro-meridionale, XVII -XVIII secolo
Antica scultura in avorio di elefante (Elephas maximus Linnaeus, 1758 or Loxodonta africana Blumenbach, 1797) finemente scolpita a tutto tondo a raffigurare un guerriero in piedi, vestito con una corta tunica militare e un elmo e stringe nella mano destra una spada mentre con la sinistra sostiene uno scudo ovale. Lo scudo è decorato con un volto grottesco dai tratti marcati, con barba fluente e bocca aperta, che richiama la tradizione apotropaica. L’immagine del guerriero rimanda all’idea di forza, valore e protezione, mentre lo scudo con la maschera rappresenta un mezzo di difesa non solo fisica ma anche simbolica, in quanto volto a respingere il male e spaventare i nemici. Questo motivo deriva dall’antichità classica, in particolare dal gorgoneion, il volto di Medusa usato sugli scudi come talismano, ma nel Rinascimento e nel Barocco venne rielaborato in chiave ornamentale con volti grotteschi o teatrali.
La scultura poggia su una base cilindrica in legno dipinto a imitazione del marmo, decorata con fasce e cornici in metallo dorato, in linea con il gusto prezioso e scenografico dell’epoca.
La figura armata e lo scudo con maschera apotropaica rimandano a un gusto antiquario e simbolico, caratteristico delle raffinate produzioni in avorio dell’Europa tra XVI e XVIII secolo.
Altezza x diametro: 24 x 5 cm
Altezza x larghezza x profondità figura: 15,5 x 4,5 x 2,5 cm
Peso complessivo: 181 gr
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-211)
Collezione Conte Luigi Rigi Luperti.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 161 Scultura in avorio - Europa centro-meridionale, XVII - XVIII secolo
Antica scultura in avorio di elefante (Elephas maximus Linnaeus, 1758 or Loxodonta africana Blumenbach, 1797) finemente scolpita a tutto tondo a raffigurare una figura maschile stante, poggiante su una base cilindrica in legno dipinto a finto marmo.
L’uomo, barbato e con capelli mossi raccolti posteriormente, indossa una lunga veste con panneggi ampi che cadono in pieghe regolari fino ai piedi, lasciando intravedere i sandali. Nella mano sinistra regge un libro chiuso, mentre la destra è sollevata in un gesto oratorio, come a sottolineare la parola o l’insegnamento. Potrebbe rappresentare San Paolo, anche se manca la spada, simbolo del suo martirio; San Pietro, la cui barba è lunga ma mancano le chiavi, attributo principale; un profeta dell’Antico Testamento, spesso raffigurato con rotolo o libro in atteggiamento di proclamazione o scrittura; oppure un evangelista del Nuovo Testamento che appare con libro ma di solito con il proprio simbolo, qui assente.
L’uso della base cilindrica in legno dipinto è piuttosto comune nelle produzioni tedesche e austriache, che prediligevano soluzioni sobrie ma funzionali all’esposizione in collezioni e Wunderkammern.
Altezza x diametro: 23,5 x 5,2 cm. Altezza x larghezza x profondità avorio: 15 x 6 x 3 cm. Peso complessivo: 217,5 gr
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-220)
Collezione Conte Luigi Rigi Luperti.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 162 Scultura in avorio raffigurante la Vergine Maria - Sicilia, fine XVII - inizio XVIII secolo
scolpita a tutto tondo, in un atteggiamento di intensa spiritualità. La figura è rappresentata con le braccia conserte sul petto e lo sguardo abbassato, in un gesto di raccoglimento e umile accettazione, tipico delle rappresentazioni della Madonna nel momento dell’Annunciazione, o anche al tema più generico della Vergine in preghiera.
L'opera si distingue per la raffinata lavorazione del panneggio, che avvolge morbidamente il corpo creando un dinamismo fluido e realistico. Il volto, dolce e delicatamente modellato, è incorniciato da capelli raccolti con sobria eleganza.
La scultura poggia su un basamento in avorio tornito che ne sottolinea il carattere di oggetto devozionale privato.
Questo tipo di raffigurazione era destinata alla devozione domestica, spesso parte di piccoli altari privati o collezioni nobiliari, e riflette la profonda religiosità e l’alto livello artistico della produzione isolana del tempo.
Altezza x larghezza: 12 x 3,7 cm. Peso complessivo: 86,5 gr
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-176)
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 163 Crocifisso in avorio - Francia, XVIII secolo
e legno ebanizzato.
Misure Cristo: 34 x 27 x 6 cm. Misure crocifisso: 50 x 32 cm
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 164 Crocifisso in avorio - Italia o Francia, XVII-XVIII secolo
scolpito a tutto tondo e composto da quattro parti unite tra loro: il corpo del Cristo che segue la curvatura della zanna, le braccia e il drappo del perizoma.
Separatamente sono presenti un cartiglio con il Titulus crucis INRI (Iesus Nazarenus Rex Iudeorum, che si traduce letteralmente in “Gesù nazareno, re dei giudei”), titolo imposto a Cristo secondo la tradizione evangelica, ed una Vanitas rappresentata dal simbolo del teschio con le tibie incrociate, simbolo della morte fin dal 1500. Sei chiodi di forma tronco-piramidale sono inseriti nelle mani nei piedi inchiodati separatamente, nel cartiglio e nella Vanitas.
L’opera è di notevole livello tecnico e ideativo, aspetto evidente anche nei particolari, indice di un livello culturalmente alto sia da parte dell’artista che del committente.
Il cartiglio di forma rettangolare con i quattro lati piegati a simulare una pergamena, è inciso con le lettere IN / RI, mentre il teschio e le due tibie risultano rifinite e studiate anatomicamente, così come la figura del Cristo.
Il corpo di Gesù è teso nella drammaticità del sacrificio, con i muscoli del busto e degli arti scolpiti con precisione. Le mani inchiodate trasmettono un senso di dolore e rassegnazione, mentre la testa ricade sul lato destro con la bocca aperta e gli occhi aperti e sofferenti rivolti al cielo, evocando così l'ultimo respiro e suggellando un momento di intensa spiritualità.
La morbida e ricciuta capigliatura e la barba, ricadono sulle spalle incorniciando il volto. Il busto scolpito con tensione dinamica mostra con evidenza i muscoli addominali contratti, mentre le gambe muscolose mostrano la tensione della figura, portando lo sguardo ai piedi contratti verso il basso e inchiodati separatamente, rafforzando l’idea del tormento patito, ove sono ben evidenti i tendini.
Il perizoma è sorretto da un doppio cordone visibile sul lato destro, scolpito con un raffinato gioco di pieghe fluide e drappeggiate, annodato sul lato destro da cui si diparte un grande drappo ricadente.
Il crocifisso è posto sopra una croce in legno ed è inserito all’interno di una cornice dorata, facendo esaltando così il valore devozionale e artistico dell’opera. Sullo sfondo, un ricco velluto rosso fa da contrasto alla figura del Cristo in croce.
Misure cornice: 79,5 x 60 x 6 cm. Misure crocifisso: 62 x 32 x 5,5 cm
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-038)
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 165 Scultura in avorio raffigurante Venere - Gran Bretagna, XX secolo
raffigurante la dea Venere in una posa che richiama direttamente la celebre "Nascita di Venere" di Sandro Botticelli. La dea si erge in piedi in una posa di Venus Pudica. L'elemento distintivo è la grande conchiglia che funge da base, richiamando la leggenda della sua emersione dalla spuma del mare. La figura è caratterizzata da lunghi capelli mossi e dettagliati, e un leggero drappeggio le avvolge parzialmente il corpo e il collo.
Altezza x larghezza x profondità: 17,5 x 8 x 7,5 cm. Peso: 181,8 gr.
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 166 Sculture in avorio raffiguranti le quattro stagioni - Germania (?), XVII - XVIII secolo
Antico gruppo di quattro sculture in avorio di elefante (Elephas maximus Linnaeus, 1758 or Loxodonta africana Blumenbach, 1797) finemente scolpite a tutto tondo a raffigurare le quattro stagioni.
Le donne sono raffigurate seminude, con panneggi leggeri che avvolgono parte del corpo e attributi che ne indicano l’identità allegorica come personificazioni delle stagioni. La Primavera porta un mazzetto di rose e ne avvicina una al naso, l’Estate regge frutta matura e ne porta un frutto alla bocca, l’Autunno stringe un calice e grappoli d’uva e l’Inverno è avvolto in un panneggio. I corpi sono morbidi e allungati, i panneggi cadono in pieghe fini, i volti sono piccoli e levigati con acconciature raccolte, secondo un gusto elegante da oggetto da studiolo.
Per stile e soggetto queste figure sembrano collocarsi nella tradizione delle piccole sculture in avorio realizzate tra XVII e XVIII secolo, in particolare nell’area tedesca o austriaca, dove Augusta e Norimberga furono centri rinomati per l’intaglio, ma non è da escludere una produzione dell’Italia.
La scelta dell’avorio, materiale prezioso e ricercato, insieme al tema delle Quattro Stagioni, testimonia il gusto erudito e simbolico delle Wunderkammern e delle collezioni aristocratiche dell’epoca.
Altezza x larghezza x profondità basi: 4,5 x 5,5 x 5,3 cm
Altezza x larghezza figura I: 11 x 2,6 cm
Altezza x larghezza figura II: 10,2 x 2,9 cm
Altezza x larghezza figura III: 11 x 3 cm
Altezza x larghezza figura IV: 10,4 x 3 cm
Peso basi: 45 gr cad. circa
Peso stimato avorio figura I: 35 gr
Peso stimato avorio figura II: 37,5 gr
Peso stimato avorio figura III: 43,5 gr
Peso stimato avorio figura IV: 29 gr
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-212)
Collezione Conte Luigi Rigi Luperti.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 167 Scultura in avorio raffigurante Madonna con Bambino - Sicilia, fine XVII - inizio XVIII secolo
scolpito a tutto tondo raffigurante la Madonna con il Bambino.
La Vergine è rappresentata in posizione eretta, con un’impostazione solenne ma al contempo materna; il braccio destro è aperto in un gesto accogliente mentre il sinistro sostiene il Bambino Gesù.
Il ricco panneggio delle vesti, reso con straordinaria finezza, accentua il movimento della figura e testimonia la perizia dell’intagliatore nel trattare la materia. Il Bambino, in atteggiamento vivace ma composto, sembra reggere un oggetto dalla forma rotonda.
La scultura poggia su un basamento in avorio finemente scolpito, decorato frontalmente con una conchiglia.
L'opera, per la raffinatezza dei dettagli e la compostezza delle figure, si inserisce pienamente nella tradizione devozionale barocca siciliana, riflettendo non solo l’alto livello tecnico degli artigiani del tempo, ma anche la profonda spiritualità che permeava la produzione artistica dell’isola. Si tratta di un manufatto di grande valore storico e artistico, capace di coniugare eleganza formale e intensa carica emotiva.
Altezza x larghezza x profondità scultura: 13,5 x 2 x 3,3 cm
Altezza x larghezza x profondità base: 4,2 x 4,5 x 2,2 cm
Altezza totale: 18 cm
Peso scultura avorio: 102,5 gr
Peso base avorio: 46,2 gr
Peso totale: 148,7 gr
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-179)
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 168 Scultura in legno e avorio - Germania, XVIII secolo
Antica scultura in legno di tiglio e avorio di elefante (Elephas maximus Linnaeus, 1758 o Loxodonta africana Blumenbach, 1797), scolpita a tutto tondo a raffigurare una figura di musicista mendicante che suona uno strumento a fiato popolare simile a un piffero o una ciaramella. Il volto, le mani e le gambe sono scolpiti in avorio, mentre l’abbigliamento logoro e la base sono in legno. La figura, scalza e resa con grande realismo ed espressività, presenta un forte contrasto cromatico tra i materiali, che accentua l’intensità drammatica dell’espressione. Nel contesto del XVIII secolo, rappresentazioni di mendicanti avevano anche un valore morale e simbolico, legato a temi di carità, compassione e riflessione sulla fragilità umana. L’opera è attribuibile allo scultore tirolese Simon Troger o alla sua cerchia, noto per la maestria nella lavorazione combinata di avorio e legno e per la resa estremamente realistica delle figure.
Troger, attivo tra Innsbruck e Monaco di Baviera, fu uno dei più celebri scultori d’avorio del suo tempo, sostenuto da importanti committenti europei. La sua produzione comprende soggetti religiosi, mitologici e popolari ed è oggi conservata in prestigiosi musei e collezioni internazionali.
Altezza x larghezza x profondità: 25 x 10 x 7 cm. Peso complessivo: 256 gr
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-219)
Collezione Conte Luigi Rigi Luperti.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.