Stampe e Disegni Antichi e Moderni - Libri Antichi
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Lotto 107 Juvarra, Filippo
(Messina 1678 - Madrid 1736)
STUDIO DI INTERNO CON COLONNATO
Penna e inchiostro bruno su carta vergellata. mm 292x203.
Collocabile per stile ed impianto compositivo negli anni romani ed in particolare intorno al 1705, anno in cui Juvarra vinse il I premio di I classe all’Accademia di San Luca.
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Lotto 108 Gandolfi, Gaetano
(San Matteo della Decima 1734 – Bologna 1802)
STUDI DI CINQUE TESTE
Penna e inchiostro bruno su tre pezzi uniti di carta vergellata. mm 210x50.
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Lotto 109 [da] Giordano, Luca
(Napoli 1634 - 1705)
SANT’ANNA, LA VERGINE E SAN GIOACCHINO
Matita nera su carta vergellata. mm 320x180.
Iscrizione al recto a penna in antica grafia: “Allievo di Giordano”.
Studio dalla pala d’altare di Luca Giordano Sant’Anna la Vergine e San Gioacchino realizzata per la Chiesa di Santa Teresa a Chiaia a Napoli nel 1661 (Ferrari/Scavizzi, Fig. 108).
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Lotto 110 Scuola fiorentina del XVII secolo
APPARIZIONE DI SANTA TERESA D’AVILA
Gessetto nero, acquerello bruno e rialzi a tempera bianca su carta vergellata. mm 267x212.
Al verso: Studio di figura femminile coricata, matita rossa.
Iscritto al verso a penna in antica grafia “Mario Balassi”.
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Lotto 111 Leoni, Ippolito
(Roma 1616 – 1694)
RITRATTO DI PRELATO
Matita nera e rossa con rilazi a matita bianca su carta vergellata avana. mm 194x137.
Iscritto al recto a matita “Paduano”.
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Lotto 112 Giani, Felice
(San Sebastiano Curone 1758 – Roma 1823)
MUZIO SCEVOLA DAVANTI A PORSENNA
Penna, inchiostro e acquerello bruno con rialzi a tempera bianca. Riquadrato a penna con doppio filo. mm 530x700.
Firmato in basso a destra “Giani Inv”.
La raffigurazione di questo grande foglio, pervasa di intensa teatralità e ricchezza scenica, propone un tema altre volte visitato da Felice Giani. Una diversa versione del soggetto è proposta in un disegno a penna di minori dimensioni conservato presso il Cooper-Hewitt Museum di New York (Inv. 1901.39.2257. Ottavi Cavina, A1.249). Nella raffigurazione delle gesta degli eroi romani per le decorazioni delle residenza bolognese del conte Antonio Aldini, Segretario di Stato del Regno, Giani reinventa un’ulteriore versione dell’episodio di Muzio Scevola. Ottavi Cavina osserva che mentre i lavori in Palazzo Aldini furono eseguiti intorno al 1805, la datazione del presente disegno deve essere collocata certamente nell’ultimo decennio del XVIII secolo, quando la predominanza delle figure entro uno spazio di forte suggestione scenografica non ha ancora ceduto il campo al gusto Impero del nuovo secolo.
Curioso notare in alto al centro il cartiglio “SPQE”, una licenza storica, ironica e stravagante, che l’artista inventa per indicare il “Senato e Popolo Etrusco” in analogica contrapposizione alla simbologia del potere Romano.
Pubblicato in:
Idea Prima. Disegni, modelli preparatori e pittura di tocco dal Cinquecento al Settecento, Galleria Savelli, Bologna 1996. Pagg. 139-142 (Scheda a cura di A. Ottani Cavina).
A. Ottani Cavina, Felice Giani 1758 – 1823 e la cultura di fine secolo, Milano 1999, pag. 795, n. 1141.
Provenienza:
Galleria Savelli, Bologna
Collezione privata, Milano
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Lotto 113 Lanfranco, Giovanni
(Parma 1582 – Roma 1647)
FIGURA MASCHILE DRAPPEGGIATA IN PIEDI E DUE STUDI DI TESTE (recto)
STUDIO PER UN SANTO VESCOVO (verso)
Matita nera su carta vergellata. mm 419x258.
Il soggetto al recto è in relazione con un disegno conservato al Prado (Inv. F.D. 103. Marqués, fig. 194) che Manuela Mena Marqués interpreta come uno studio per San Giovanni Evangelista nella navata centrale della Chiesa dei Santi Apostoli a Napoli ove Lanfranco lavorò fra il 1638 ed il 1646.
Il soggetto al verso è in relazione al san Cirillo per uno dei due pennacchi realizzati a mosaico su disegni del Lanfranco per la Cappella della Madonna della Colonna in San Pietro. La parte superiore della veste richiama tuttavia quella del San Bonaventura, raffigurato nell’altro pennacchio. Lanfranco eseguì i disegni per i mosaici fra il 1630 ed il 1632 (Schleier, figg. 140 e 142).
Il disegno è accompagnato da una lettera del Prof. Eric Schleier datata 13 marzo 1989.
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Lotto 114 Scuola emiliana I metà del XVII secolo
LA VERGINE CON GESÙ BAMBINO SAN GIOVANNINO E UNA SANTA
Penna e inchiostro nero e acquerello azzurro su carta vergellata. mm 107x90.
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Lotto 115 Lépicié, Nicolas Bernard
(Parigi 1735 – 1784)
DAMA SEDUTA DI SPALLE
Matita nera su carta vergellata. mm 218x149.
Firmato a penna in basso a destra.
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Lotto 116 Maratta, Carlo
(Camerano 1625 – Roma 1713)
STUDIO PER UN ANGELO CROCIFERO
Matita rossa e tocchi di matita bianca su carta vergellata grigio-verde. mm 240x174.
La postura instabile e sospesa di questa figura giovanile, sensuale e plastica, induce a pensare si tratti di un angelo in volo. L’ipotesi si conferma nella perfetta somiglianza del volto e del movimento della capigliatura mossa dal vento dell’angelo recante doni alla Vergine Maria nella Madonna del Rosario con i Santi Domenico, Caterina da Siena, Vincenzo Ferrer e Oliva che Maratta dipinse nel 1695 per l’altare maggiore dell’Oratorio di Santa Cita a Palermo (Mezzetti, 84).
Anche nel dipinto siciliano l’angelo è obliquamente sbilanciato verso la sua sinistra ma regge nelle mani un cesto di doni elevato sopra la propria testa; l’impostazione delle braccia nel presente studio lascia invece ipotizzare che la figura sorregga una croce. E’ comunque possibile che il disegno costituisca una prima idea per la figura del dipinto siciliano.
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Lotto 117 Milani, Aureliano
(Bologna 1675 - Roma 1749)
L’EBREZZA DI NOÉ
Penna e inchiostro bruno con rialzi a tempera bianca su carta vergellata con preparazione avana. mm 240x354.
Pubblicato in:
C. Bersani/C. Bonavia, Disegni del ‘700 bolognese, Bologna 1979, n. 24.
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Lotto 118 [attribuito a] Nebbia, Cesare
(Orvieto 1536 – 1614)
SAN LUCA
Penna e inchiostro bruno, gessetto nero e tempera bianca su carta avana. mm 147x110.
Al verso del supporto iscrizione a penna in antica grafia “Nebbia” e vecchia annotazione inventariale.