Mobili, Arredi e Oggetti d'Arte
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Lotto 96 RINFRESCABICCHIERI, MANIFATTURA GINORI A DOCCIA, FINE SECOLO XVIII
in porcellana decorata in policromia a mazzetti di fiori e fiori sparsi, bordo superiore e base profilati in rosso, completato da due prese laterali a foglia dipinte in rosa e giallo,
cm 14x29x19
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Lotto 97 ZUCCHERIERA E SETTE TAZZINE, MANIFATTURA GINORI A DOCCIA, FINE SECOLO XVIII, in porcellana decorata in policromia; zuccheriera di forma cilindrica completa di coperchio, corpo interamente decorato in policromia a mazzetti di fiori e fiori sparsi, coperchio anch'esso decorato a fiori e arricchito da presa a forma di rosa con foglia dipinta in verde; tazzine con manico e coperchio, corpo decorato da fiori policromi, manico profilato in rosso, coperchio anch'esso decorato e fiori è profilato in rosso con presa a rocchetto,
zuccheriera alt cm 13,5, diam. cm 11, tazzine alt. cm 6
(zuccheriera felata, una tazza con manico e coperchio ricomposti)
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Lotto 98 SERVITO DI PIATTI, MANIFATTURA GINORI A DOCCIA, FINE SECOLO XVIII
in porcellana decorata in policromia a mazzetti di fiori e fiori sparsi composto da dieci piatti piani, sei piatti fondi, un vassoio circolare e tre risottiere,
piatti piani diam. cm 23,5, piatti fondi diam. cm 23,5, vassoio circolare diam. cm 29, risottiere diam. cm 25,5 (2) e cm 22,5
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Lotto 99 SALSIERA E DUE RAVIERE, MANIFATTURA GINORI A DOCCIA, FINE SECOLO XVIII, in porcellana decorata in policromia a mazzetti di fiori e fiori sparsi; la salsiera ovale è completa di coperchio e ramaiolo,
salsiera cm 17,5x13, raviere cm 24,5x17,5
(ramaiolo ricomposto)
(3)
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Lotto 100 OTTO PIATTI E VASSOIO CIRCOLARE, MANIFATTURA GINORI A DOCCIA, FINE SECOLO XVIII, in porcellana decorata in policromia a mazzetti di fiori e fiori sparsi,
diam. cm 23 e cm 30
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Lotto 101 GELATIERA, MANIFATTURA GINORI A DOCCIA, FINE SECOLO XVIII, in porcellana
decorata in policromia a mazzetti di fiori e fiori e profilata in rosso sui
bordi, sulle anse e sulla presa. Corpo di forma cilindrica sorretto da tre
zampe di forma leonina poggianti su dischi circolari bordati in azzurro, e
completo di due anse di forma lineare. Coperchio con bordo a rilievo,
centrato da presa di forma sagomata. Vasca interna anch'essa decorata in
policromia e bordata in rosso,
alt cm 26, diam. cm 19,5
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Lotto 102 ALZATA, DOCCIA, MANIFATTURA GINORI, 1765 CIRCA
in maiolica decorata in monocromia blu di cobalto, bordo mosso da volute a rilievo e dipinto con un motivo a “merletto” ad andamento radiale lungo il perimetro interno. Al centro del piatto si legge l’emblema della Certosa di Calci con la sigla “CAR” (dal latino cartusia), sovrastato dagli attributi di croce, mitra e pastorale per la carica di Abate conferita al Priore Giuseppe Alfonso Maggi. Nel 1765 è documentato l’ordinativo di 395 pezzi di vasellame stemmato alla manifattura Ginori a Doccia, nel periodo in cui il priore si era reso era fautore di un articolato progetto di ristrutturazione dell’intero complesso monastico. Del cospicuo servito originario in maiolica restano oggi solo pochi esemplari noti, fra i quali quello in esame, diam. cm 25
Per confronti
AA.VV., La Manifattura toscana dei Ginori a Doccia 1737-1791, catalogo della mostra,1998, pp. 46-48
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Lotto 103 ALZATA, PAVIA, MANIFATTURA RAMPINI, 1731 CIRCA
in maiolica decorata in monocromia blu di cobalto con una bordura a “merletto” ad andamento radiale entro il bordo, a incorniciare una rara interpretazione dei noti modelli ornamentali del francese Jean Bérain 1637-1711. Al verso marca ad àncora, diam. cm 22,5
Bibliografia
E. Pellizzoni, M. Forni, S. Nepoti, La Maiolica di Pavia tra Seicento e Settecento, 1997, n. 168
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Lotto 104 ZUPPIERA, PARMA, REAL FABBRICA, TERZO QUARTO SECOLO XVIII
in maiolica decorata in policromia con verde, manganese nei toni del marrone e del viola, di forma ovoidale, corredata di anse modellate e dipinte a trompe-l’oeil a guisa di rametti e presa del coperchio a frutto, decorata a gran fuoco in bicromia verde e manganese con un motivo composto da tralci di vite e pampini, che si sviluppano attorno alla parete centrale del corpo e sul coperchio. Quest’ultimo è ravvivato da una teoria di larghe foglie rilevate e lumeggiate in giallo-arancio alla base della presa. Questo esemplare è opera di notevole rarità essendo, al presente, l’unica zuppiera nota con tale ornato, definito nei documenti di fabbrica “à vite”, unitamente ad altri otto manufatti, cm 18x26,5x19
Bibliografia
C. Campanella, La Real Fabbrica della Maiolica e Vetri e la ceramica nel Settecento a Parma, 2010, n. 29
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Lotto 105 “SURTOUT”, TORINO, MANIFATURA ROSSETTI, PRIMA METà SECOLO XVIII
in maiolica dipinta in monocromia blu di cobalto, orlo mistilineo e quattro piedini a rocchetto, dipinto con una composizione alla Bérain, con al centro una figura di amorino attorniato da una complessa struttura ad arabeschi, volute, mascheroni, tendoni e animali fantastici su piani sospesi. Una bordura a “merletto” incornicia l’insieme, mentre attorno all’orlo corre una greca ad archetti. L’impianto formale e il segno fine e minuto richiamano le opere dei Rossetti nel periodo torinese (1725-1727), o in quello immediatamente successivo al rientro da Lodi nel 1736, diam. cm 39,5
Per confronti
V. Viale, Mostra del barocco Piemontese, III, 1963, tavv. 10a, 12 e 13a;
F. Ferrari, La ceramica di Lodi, 2003, p. 170 passim;
V. Brosio, Rossetti Vische, Vinovo, porcellane e maioliche torinesi del settecento, Milano 1973, pp. 104-114
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Lotto 106 PIATTO, LODI O TORINO, ROSSETTI, SECONDO QUARTO SECOLO XVIII
in maiolica dipinta in monocromia blu di cobalto, orlo mistilineo decorato con raffinati motivi a “merletto” disposti a struttura radiale al centro e sulla tesa mutuati da coevi modelli francesi di Rouen e Moustiers. Per le sue caratteristiche formali si attribuisce l’opera al periodo lodigiano (1729-1736) di Giorgio Giacinto Rossetti o a quello torinese immediatamente successivo, diam. cm 36,5
Per confronti
V. Brosio, Rossetti, Vische, Vinovo, 1973, p. 102 passim;
F. Ferrari, La ceramica di Lodi, 2003, p. 170 passim
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Lotto 107 PIATTO, TORINO, MANIFATTURA ROSSETTI, METà SECOLO XVIII
in maiolica dipinta in policromia a gran fuoco con verde, giallo, giallo arancio, blu, bruno di manganese; cavetto largo e basso che termina in una breve tesa dall’orlo mistilineo, al centro decorato con una scena di putti tra svolazzi roccocò. Sulla tesa una teoria di ciuffi floreali di ispirazione orientale si alternano a volute e graticci, fra cui si librano insetti. Il decoro, noto con il termine “rocaille figuré”, contraddistingue i prodotti della manifattura torinese dei Rossetti e fu adottato anche dalla manifattura Torinese Ardizzone, diam. cm 31
Per confronti
V. Brosio, Rossetti, Vische, Vinovo, 1973; con note aggiornate O. Graffione, Le manifatture Rossetti e Ardizzone: precisazioni storiche e fonti iconografiche, in “Palazzo Madama - Studi e notizie”, Rivista annuale del Museo Civico d’Arte Antica di Torino, Anno II, n. 1/2011, pp. 202-213.