Mobili, Arredi e Oggetti d'Arte

Pandolfini Casa d'Aste - Borgo degli Albizi (Palazzo Ramirez-Montalvo) 26, 50122 Firenze

Mobili, Arredi e Oggetti d'Arte

giovedì 27 novembre 2014 ore 16:00 (UTC +01:00)
Lotti dal 121 al 132 di 219
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  • Grande specchiera, Firenze, ultimo quarto sec. XVIIIin legno intagliato e...
    Lotto 120

    Grande specchiera, Firenze, ultimo quarto sec. XVIII
    in legno intagliato e dorato sormontato da alta cimasa con medaglione scolpito con la figura di Antinoo in nudità eroica, e con nastri e ghirlande di fiori ricadenti e sostenuti da aquila con le ali spiegi negli angoli, cornice rettangolare con bordo a guilloche, zampe modellate a cornucopia, cm 245x130, piccoli restauri
     
    Cfr. I mobili di Palazzo Pitti. Il primo periodo lorenese 1737-1799, a cura di Enrico Colle, Firenze 1992, p. 157, nn. 90-91
     

  • Gruppo raffigurante le Tre Parche Manifattura Ginori, Doccia 1755-1770...
    Lotto 121

    Gruppo raffigurante le Tre Parche
     
    Manifattura Ginori, Doccia 1755-1770
     
    H con piedistallo 39 cm; largh max 31 cm; prof max 26 cm
    Misure piedistallo: 29x23 H 10 cm.
    Misure gruppo senza piedistallo H 29 cm
    Porcellana dipinta in policromia: blu, violetto, porpora, giallo, verde, rosso ferro, bruno, oro
     
    Gruppo allegorico raffigurante tre giovani donne sedute sui tre lati di una base modellata e dipinta a massi squadrati su cui sono applicati fiori e foglie. Sovrasta le dee, in posizione centrale, un putto con espressione dolente e braccia sollevate seduto su tre massi sovrapposti. Tre cartigli, uno ai piedi del putto e due sulla base, tra le Parche, recano in oro iscrizioni che formano il versetto biblico Quasi flos egreditur et conteritur et fugit velut umbra (libro di Giobbe 14:2, Vulgata latina) alludente alla fragilità e alla brevità della vita umana.
    Il gruppo è sistemato su un piedistallo svasato, a sezione quadrangolare mistilinea, con sostegni a volute, foglie e elementi traforati rocaille in rilievo, dipinto in policromia e oro. La parte superiore delle quattro volute di appoggio è predisposta per accogliere un piccolo vaso con fiaccola o altro elemento oggi disperso, presente invece sulle basi di identica forma dei gruppi in porcellana Ginori Perseo e Medusa e Mercurio e Argo del Getty Museum di Los Angeles. (Luca Melegati in Baroque luxury porcelain. The manufactories of Du Paquier in Vienna and of Carlo Ginori in Florence, catalogo della mostra a cura di Johann Kraftner, Claudia Lehner-Jobst, Andreina D’Agliano, Monaco 2005, schede 294 p. 442 e 297 pp. 444-445). Secondo l’ipotesi avanzata da Luca Melegati i due gruppi di Los Angeles potrebbero, tra l’altro, essere stati proposti insieme al nostro per formare una sorta di trittico.
    L’alloggiamento delimitato dalla cornice superiore del piedistallo, non combacia perfettamente con il perimetro d’appoggio del gruppo, a conferma che la stessa base era impiegata per diverse composizioni.
    L’insieme è un’invenzione dei modellatori della manifattura, che hanno in questo caso riunito tre modelli già esistenti, attribuiti concordemente a Giovanni Battista Foggini ( 1652-1725) e con ogni probabilità destinati a essere realizzati in bronzo come ornamento di un arredo oggi disperso (Alvar González Palacios, Il Tempio del Gusto. Le arti decorative in Italia fra classicismi e barocco. Il Granducato di Toscana e gli Stati settentrionali tomo I, p. 45). Fornite a Carlo Ginori dal figlio dello scultore, Vincenzo Foggini, il 10 giugno 1750 e citate nell’inventario dei modelli con le rispettive forme (Klaus Lankheit Die Modellsammlung der Porzellan Manufaktur Doccia, Munchen 1982, p. 160 87:2; Alessandro Biancalana, Porcellane e maioliche a Doccia. La fabbrica dei marchesi Ginori. I primi cento anni, Firenze, 2009, pp. 66), le cere si conservano ancora presso il Museo Richard-Ginori della Manifattura di Doccia. Cloto, colei che fila, si identifica facilmente grazie alla presenza di fuso e conocchia nel modello in cera (Museo di Doccia, inv. 34) e corrisponde alla figura con mantello porpora, centrale nel nostro gruppo. Le altre due non hanno attributi, neanche nei modelli in cera, ma le loro pose suggeriscono che Lachesis, colei che misura, sia la figura col mascherone sul petto (Museo di Doccia, inv. 32) e Atropo, colei che taglia il filo della vita di ogni uomo, sia l’ultima a destra con il drappo blu di cobalto (Museo di Doccia, inv. 33).
    Sia le figure delle Parche che il putto, si ritrovano, in bianco, come elementi dell’imponente Tempietto donato da Carlo Ginori all’Accademia Etrusca di Cortona e realizzato dalla Manifattura tra il 1750 e il 1756 (Rita Balleri, Il Tempietto Ginori dell’Accademia Etrusca di Cortona: una rilettura, in Laura Casprini Gentile e Dora Lisc

  • VASSOIO CIRCOLARE, DOCCIA, MANIFATTURA GINORI, SECONDA metà SECOLO XVIII,in...
    Lotto 122

    VASSOIO CIRCOLARE, DOCCIA, MANIFATTURA GINORI, SECONDA metà SECOLO XVIII,
    in porcellana dipinta in policromia blu con bordo sagomato; cavetto decorato con grande scena di paesaggio e due gruppi di uccelli in volo, tesa filettata in blu e decorata da tre grandi fregi floreali. Retro decorato da due elementi vegetali, diam. cm 32
     

  • TRE PIATTI, DOCCIA, MANIFATTURA GINORI, 1750 CIRCAin porcellana bianca...
    Lotto 123

    TRE PIATTI, DOCCIA, MANIFATTURA GINORI, 1750 CIRCA
    in porcellana bianca decorata a stampino in blu, cavetto decorato da ramo fiorito inserito in un una riserva circolare, tesa interamente ricoperta da fregi vegetali, diam. cm 22,5, difetti (3)
     
     

  • COPPIA DI FIGURE, MANIFATTURA DI Sèvres, 1756-1766,in bisquit, concepiti per...
    Lotto 124

    COPPIA DI FIGURE, MANIFATTURA DI Sèvres, 1756-1766,
    in bisquit, concepiti per formare una coppia e raffiguranti rispettivamente “la mangeuse de bouillie” e “le trempeur de mouillettes”. I due biscuit , della manifattura di porcellane di Sèvres, sono ben noti agli studi: la fanciulla è citata nell’inventario di fabbrica del 1756 ed il ragazzo nei documenti del 1763 (cfr. A. Fay-Hallée, T. Préaud, Porcelaines de Vincennes. Les origines de Sèvres, 1977, p. 182, per una discussione circa la datazione del model- lo maschile; fig. 498, per quello femminile). Entrambi i modelli, che spettano allo scultore Suzanne, si ispirano all’opera di Boucher e rientrano nei suoi celebrati Enfants Vincennes Boucher (cfr. A. Ananoff, François Boucher - Peintures, II, 1976, p. 103, n. 414, per la derivazione della giovane contadina). Entrambe le figure recano una “F” incisa sotto la base, identificativa di Étienne Falconet, direttore del dipartimento di scultura a Sèvres dal 1756 al 1766 (cfr. Falconet à Sèvres, catalogo della mostra al Musée National de Cèramique de Sèvres, 2001, p. 25). La figura femminile riporta anche la segnatura di una stella, figura femminile alt. cm 19,2, figura maschile alt. cm 20,2

     

  • Coppia di rare consoles, Roma, metà sec. XVIIIin marmi policromi, piano...
    Lotto 125

    Coppia di rare consoles, Roma, metà sec. XVIII
    in marmi policromi, piano sagomato listrato in giallo antico con profili in breccia verde e decorati nella parte centrale con campionario di marmi policromi differenti tagliati a tasselli quadrati, base sagomata a mensoloni con volute, cm 92x45x75, lievissimi danni
     

  • PIATTO, LODI, GIORGIO GIACINTO ROSSETTI, 1729-1736in maiolica dipinta in...
    Lotto 126

    PIATTO, LODI, GIORGIO GIACINTO ROSSETTI, 1729-1736
    in maiolica dipinta in policromia a gran fuoco con rosso, giallo, arancio, verde e blu di cobalto, decoro ispirato ai modelli di Rouen, da cui deriva il termine che ne identifica la tipologia. Sul verso la sigla “GR” in blu, diam. cm 23,5


     

  • TAZZA, LODI, PAOLO MILANI, SECONDA METà SECOLO XVIIIin maiolica dipinta a...
    Lotto 127

    TAZZA, LODI, PAOLO MILANI, SECONDA METà SECOLO XVIII
    in maiolica dipinta a piccolo fuoco in due toni di porpora e lumeggiata in oro, forma cilindrica con parete appena rastremata e ansa ad orecchio. Il motivo ornamentale si sviluppa delineando due raffinate riserve con cascate floreali tra volute rocaille, a contenere frontalmente la figura di un putto seduto con un libro aperto fra le mani. Sul retro alcuni elementi rocciosi con ciuffi vegetali. La scelta cromatica e l’inconfondibile maniera pittorica ci portano ad attribuire l’opera a Paolo Milani (1746-1822), alt. cm 7
     
    Per confronti
    G. Vanini de Belico, Paolo Milani, un pittore ceramista riscoperto... in “CeramicAntica”, Anno XVI, n. 10 (175), Novembre 2006, p. 19 (si veda il piccolo vassoio con gioco di putti a cui la presente tazzina è associata per evidenti affinità);
    G. Vanini, A proposito di...Paolo Milani, pittore su maiolica del Settecento, in “Terre d’arte 2010”, p. 48
     


     

  • PIATTO, MILANO, MANIFATTURA FELICE CLERICI, 1756-1780in maiolica dipinto con...
    Lotto 128

    PIATTO, MILANO, MANIFATTURA FELICE CLERICI, 1756-1780
    in maiolica dipinto con rosso, blu e giallo e verde a piccolo fuoco, orlo mistilineo profilato in bruno, centrato da un motivo figurato indicato nei documenti di inventario con la descrizione paesini e figure a smalto: un popolano è seduto su una zolla erbosa in riposo, mentre gli alberi fogliati dai caratteristici tronchi sinuosi fanno da quinta, con volatili e insetti. Marcato al verso in nero “Milano” e “FC” a frazione con decoro “4” al numeratore e omega al denominatore, diam. cm 23,5.
     
    Per confronti
    R. Ausenda, Museo d’Arti Applicate del castello Sforzesco. Le ceramiche, II, 2001, n. 424
     
     

  • COPPIA DI PIATTI, MILANO, MANIFATTURA FELICE CLERICI O PASQUALE RUBATI,...
    Lotto 129

    COPPIA DI PIATTI, MILANO, MANIFATTURA FELICE CLERICI O PASQUALE RUBATI, 1760-1770
    in maiolica dipinta in policromia con verde, giallo, blu di cobalto, bruno di manganese, orlo liscio profilato in bruno, decorati al centro con una composizione allegorica benaugurante: un cane di Pho sovrastato da una fenice Feng-huang. La tesa ospita un’elaborata bordura a larghe foglie contrapposte con piccole corolle e foglioline di contorno, raccordate da una teoria di elementi a nastro che si sviluppano in un’alternanza di greche differenti. La policromia impiegata è quella della cosiddetta “famiglia verde” cinese, che qui si traduce in veri e propri virtuosismi tecnici di cotture a grande e piccolo fuoco, cui le manifatture milanesi di Felice Clerici e di Pasquale Rubati si dedicarono nella seconda metà del secolo XVIII. Rari gli esemplari noti: tre piatti appartengono alle Civiche Raccolte d’Arti Applicate del Castello Sforzesco a Milano (Ausenda R. 2001, Museo d’Arti Applicate del castello Sforzesco, le ceramiche II, 2001, p. 358,n. 347), mentre altri due sono pubblicati nel catalogo della storica mostra del Museo Poldi Pezzoli di Milano nel 1964 (S. Ferrari, G. Gregorietti, A. Orombelli, A. Robiati, Maioliche di Lodi, Milano e Pavia, 1964, n. 269). Il Museo Gianetti a Saronno custodisce un esemplare minore segnato al verso con una pennellata in rosso ferro (Ausenda 1996, pp 206-207), diam. cm 23
     
    Bibliografia
    R. Ausenda in Caviglia, Schede 48-96, n. 77-Maggio 2001 (già appartenuti alla Principessa Pio di Savoia)
     
     

  • TAZZA, LODI, MANIFATTURA FERRETTI, SECONDA METà SECOLO XVIIIin maiolica...
    Lotto 130

    TAZZA, LODI, MANIFATTURA FERRETTI, SECONDA METà SECOLO XVIII
    in maiolica dipinta a piccolo fuoco in policromia con rosso porpora, verde, giallo blu e tocchi di manganese, corpo semisferico parzialmente coperto, provvista di anse modellate a volute rocaille e di un beccuccio centrale: identificabile con una tazza per ammalato o puerpera. Dipinta a piccolo fuoco con mazzetti floreali sparsi di gusto naturalistico e lumeggiature in porpora sulle anse e sul beccuccio, alt. cm 9
     
     


     

  • COPPIA DI CESTINI, MILANO, MANIFATTURA PASQUALE RUBATI, 1770 CIRCAin maiolica...
    Lotto 131

    COPPIA DI CESTINI, MILANO, MANIFATTURA PASQUALE RUBATI, 1770 CIRCA
    in maiolica decorata a piccolo fuoco con porpora, verde, blu e giallo e rosso, anse a cordoncino lumeggiate in porpora e parete traforata a canestro, dipinti con un grande mazzo floreale di gusto naturalistico adagiato sul fondo e rametti sparsi di contorno. In origine provvisto di piatto di supporto en pendant, il cestino si inserisce in una tipologia di prodotto assai diffusa nel corso del Settecento quando ogni fabbrica mise a punto un proprio modello. In questo caso la forma è assegnabile alla manifattura milanese di Pasquale Rubati. Al verso pennellata giallo in un esemplare e in manganese nell’altro, cm 6x25xcm 18,5
     


     

Lotti dal 121 al 132 di 219
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Sessioni

  • 27 novembre 2014 ore 16:00 Sessione Unica - dal lotto 1 al lotto 217 (1 - 217)