Dipinti del Secolo XIX
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Lotto 164 Lorenzo Delleani
(Pollone 1840 - Torino 1908)
SCORCIO DI CAMPAGNA
olio su tavoletta, cm 31x44,5
firmato e datato 4.10.87 e dedicato "All'amico Segantini" in basso a destra
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Lotto 165 Galileo Chini
(Firenze 1873 - 1956)
PRIME ORE DEL MATTINO (LA FOSSA DELL'ABATE)
olio su compensato, cm 50x70
sul retro: firmato, datato, titolato e dedicato: "Prime ore del mattino. A Ilva e Giuseppe nel loro mattino. Gal. Chini XXXIV.X.XX."
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Lotto 166 Niccolò Cannicci
(Firenze 1846 - 1906)
GREGGE AL PASCOLO
olio su tela, cm 68x43
sul retro: firmato
"La valle ancora avvolta nelle nebbie del mattino, come in Armonia mattutina, o nelle ultime luci del tramonto, come in Scende la sera, sono i momenti prediletti da Cannicci, specie negli anni tardi. Anche la stagione, col cielo coperto da una coltre spessa di nubi, accresce quel sentimento d’incertezza e di mistero di cui l'artista avvolge i suoi soggetti, e riflette una maniera particolare d'avvicinarsi alla sensibilità della poetica simbolista, che non insiste su allusioni a significati ulteriori o velate allegorie care invece a Segantini. Di quest'ultimo Cannicci dovette tuttavia aver ben presente alcune tele del nono decennio, tra cui Ritorno all'ovile, specie nella pittura giocata su una gamma finissima di toni evanescenti, leggera e rapida, mentre la resa del cielo potrà ricordare la maniera di Plinio Nomellini, in opere come Sole e nubi.
Ma simili ambientazioni fumose ed indefinite appaiono sempre più ricorrenti, dopo il grande precedente di Whistler, nelle immagini del tempo: dalle acqueforti di Fantin-Latour ai dipinti di Cazin, di Levy-Dhurmer (astraendo i modi di quest’ultimo dai temi simbolisti) o di Henri Le Sidaner, ed in Italia specie in ambito romano da Cabianca a Costa, Ricci, De Maria; espressioni consone agli animi colmi di incertezze e assetati di spiritualità della fine del secolo, cui l’impressionismo appariva "realismo minuzioso e falsissimo" (N. Costa). Quanto al motivo della sosta nel campo, così sovente trattato dal Cannicci, si potrà avvicinare queste composizoni a Sosta di una vergheria del 1901, esposto alla Biennale di Venezia, e di cui già l'artista aveva dipinto versioni analoghe sin dal 1887".
(L. Lombardi, Niccolò Cannicci, Soncino (Cr) 1995, p. 110)
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Lotto 167 Oscar Ghiglia
(Livorno 1876 - Firenze 1945)
NATURA MORTA CON FRUTTA, BOTTIGLIA E VIOLINO
olio su tela, cm 65x51
firmato in basso a sinistra
Opera di straordinaria bellezza, questo inedito di Ghiglia ci rimanda a temi e oggetti cari al pittore, quali il violino che vediamo anche nella bellissima composizione del 1925 Il violino, olio su tela, cm 63,5x77, e in Natura morta con violino (1923-1925), olio su tela, cm 59x73, entrambi in collezione privata. La bottiglia da inchiostro che nell'opera e in Arance e Bottiglia (1918), olio su cartone, cm 40x35, Conchiglie (1938-1939), olio su tela, cm 50x40, collezione Frazzi, e in Composizione con tovaglia a quadri (1923-1925), olio su tela, cm 35x49, in collezione privata, si staglia al centro della composizione con foglie di magnolie. La sintesi per blocchi ad incastro dei vari elementi compositivi struttura l'immagine in una prospettiva fortemente scorciata, attenuata dalla scelta di definire la composizione mediante i riflessi in primo piano, i volumi in secondo e in terzo le ombre dei tessuti colorati sullo sfondo che concedono alla composizione una percezione per gradi e piramidale, che culmina nell’amata brocca verde e nel cesto di vimini.
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Lotto 168 Federico Andreotti
(Firenze 1847 - 1930)
FANCIULLA VELATA
olio su tela, cm 46x35
firmato in alto a destra
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Lotto 169 Cesare Ciani
(Firenze 1854 - 1925)
DONNE CON BIMBI
olio su tela applicata su cartoncino, cm 17x26,5
firmato in basso a destra
Provenienza
Collezione eredi Renato Fucini, Firenze
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Lotto 170 Eduardo Tofano
(Napoli 1838 - Roma 1920)
RITRATTO FEMMINILE
acquerello su cartoncino, cm 16x11,5
firmato in basso a sinistra
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Lotto 171 Ludovico Tommasi
(Livorno 1866 - Firenze 1941)
CONVERSAZIONE
olio su tavoletta, cm 27x37,5
firmato in basso a sinistra e dedicato "All'amico Marzoli"