Importanti Dipinti Antichi
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Lotto 37 Attribuito a Pier Dandini
(Firenze 1646-1712)
MOSE' E L'ATTRAVERSAMENTO DEL MAR ROSSO
olio su tela, cm 120x160 senza cornice -
Lotto 38 Pittore fiorentino, sec. XVII
DAVID CON LA TESTA DI GOLIA
olio su rame, cm 30,5x24
lievi cadute di colore
Provenienza: già nobile famiglia romana;
per successione ereditaria agli attuali proprietariCorredato da attesato di libera circolazione
Il prezioso dipinto su rame qui presentato raffigurante David con la testa di Golia colpisce per la fiera e attraente bellezza del giovane e per la raffinata e ricercata esecuzione dei più minimi dettagli come l'impugnatura dorata della spada e la sacca di pelliccia che contiene le pietre, utilizzate insieme alla fionda per sconfiggere Golia.
Il nostro dipinto che rientra a pieno titolo nella pittura fiorentina del Seicento raffigura un soggetto più volte replicato tra i pittori fiorentini come nel dipinto firmato da Carlo Dolci della Pinacoteca Nazionale di Brera e nel più articolato Trionfo di David di Matteo Rosselli del Museo del Louvre di Parigi. Forti affinità stilistiche si possono in particolare riscontrare con un dipinto raffigurante David con la testa di Golia rintracciato nell'archivio fotografico Zeri riferito dallo studioso, attraverso una nota autografa sul verso della fotografia, a Cristofano Allori che tuttavia riteniamo per ragioni stilistiche possa essere avvicinato piuttosto alla pittura di Ottavio Vannini. Lo studioso ne documentava inoltre il passaggio da una collezione privata lucchese al mercato antiquario bolognese (Fototeca Zeri, busta 524, fasc. 1, inv. 111091). Puntuali riscontri emergono dal confronto fra la figura del David e quella del nostro dipinto, in particolare nei tratti fisionomici del volto, definiti mediante dolci passaggi chiaroscurali; come ad esempio le labbra morbide e carnose; oltre all'uso di una simile impostazione compositiva in cui è esibita in primo piano la testa recisa del gigante.
Ragioni stilistiche ed esecutive sembrano pertanto ricondurci verso Ottavio Vannini (1585-1644) per il suo particolare uso di campiture compatte condotte con colori vivaci e smaltati. Piuttosto esemplificativo il confronto con le fisionomie maschili di Vannini come quella di Sisara nel Giaele e Sisara del Seminario Maggiore di Firenze e ancor più importante il raffronto con il dipinto raffigurante David con la testa di Golia di collezione privata. In quest'ultimo dipinto David viene rappresentato al centro della composizione con un taglio ravvicinato all'altezza del ginocchio che ricorre anche nel nostro rame, seppur con una diversa posizione del corpo. Il giovane David afferra nella mano sinistra le ciocche dei capelli della testa di Golia che risulta nella fisionomia quasi sovrapponibile a quella del nostro dipinto e nella mano destra brandisce la spada. Ulteriori vicinanze si possono riscontrare nel volto e nella figura del giovane eroe vincitore resi tuttavia nell'esecuzione del nostro dipinto in maniera più morbida e naturale. -
Lotto 39 Scuola toscana, sec. XVII
IL BUON SAMARITANO
olio su tela, cm 210x170
Provenienza: già collezione Pucci, Granaiolo;
collezione privata, Montecatini -
Lotto 41 Scuola fiorentina, sec. XVII
CRISTO DEPOSTO CON LA VERGINE E MARIA MADDALENA
olio su tela, cm 93x121
Provenienza: già collezione Pucci, Granaiolo;
collezione privata, Montecatini -
Lotto 42 Lorenzo Lippi
(Firenze 1606-1665)
SACRA FAMIGLIA
olio su tela, cm 102,5x88
Provenienza: già collezione Scopinich, Milano;
collezione privata, MilanoBibliografia: F. Wittgens, Dipinti inediti del Seicento, in “L’arte”, 6, 1933, pp. 445-446, fig. 451; F. Sricchia Santoro, Lorenzo Lippi nello svolgimento della pittura fiorentina della prima metà del ‘600, in “Proporzioni”, IV, 1963, p. 263; M. Gregori, 70 pitture e sculture del ‘600 e ‘700 fiorentino, catalogo della mostra di Firenze 1965, p. 51; C. D’Afflitto, Lorenzo Lippi, Firenze 2002, n. 129, p. 306; F. Baldassari, La pittura del Seicento a Firenze. Indice degli artisti e delle loro opere, Milano 2009, p. 448
Il dipinto qui proposto fu pubblicato per la prima volta con la giusta attribuzione a Lorenzo Lippi da Fernanda Wittgens, la quale ne forniva un’adeguata lettura stilistica, attenta al suo carattere “arcaizzante”, basato su “calme, equilibrate conchiuse costruzioni cinquecentesche”. La studiosa evidenziava infatti il carattere tipico di Lippi ovvero la semplificazione compositiva che non “per povertà d’immaginazione bensì per un senso di armonia, che […] il pittore, lasciò in ogni sua creazione quasi sugello di toscanità”. Anche Chiara D’Afflitto metteva in luce tali caratteristiche della nostra Sacra famiglia definita dal “carattere intimo e familiare, con il san Giuseppe che legge” e rilevava nell’opera una derivazione dai “prototipi rinascimentali della Scuola di San Marco, modelli insuperati di religiosità fiorentina, con un’ulteriore inclinazione al Lippi ad evidenziare il legame affettivo tra le figure”. La studiosa proponeva di anticipare di poco la datazione al 1660 proposta da Mina Gregori che lo metteva in relazione con la Sacra famiglia a figure intere già in collezione Romoli, Firenze.
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Lotto 43 Scuola veneta, sec. XVII
SACRA FAMIGLIA CON SAN GIOVANNINO
olio su tela, cm 94x75 -
Lotto 45 Cerchia di Giovan Battista Langetti, fine sec. XVII
VECCHIA CHIROMANTE
olio su tela, cm 123x91,5 -
Lotto 46 Scuola franco-fiamminga, fine sec. XVI-inizi XVII
RITRATTO DI GENTILDONNA CON CAGNOLINO
olio su tela, cm 101x77
al recto sulla lettera iscrizione in lingua francese e la data "1590" -
Lotto 47 Antonio Mercurio Amorosi
(Comunanza 1660-1738)
FANCIULLA CON GATTO
olio su tela, cm 30,5x23,5 senza cornice -
Lotto 48 Giuseppe Passeri
(Roma 1654-Roma 1714)
AUTORITRATTO
olio su tela, cm 65,5x49
Provenienza: già collezione privata, Milano
Bibliografia: F.Petrucci, Pittura di Ritratto a Roma. Il Settecento, III, Roma 2010, fig. 1109 p. 814 -
Lotto 49 Scuola emiliana, sec. XVIII
FIORI, FUNGHI, CILIEGIE, UCCELLINO E CAGNOLINO
FIORI, FRUTTA, UCCELLINO E UN CRICETO
coppia di dipinti ad olio su tela, cm 68,5x94 ciascuno
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I dipinti qui proposti presentano affinità stilistiche con le opere dell'anonimo pittore di nature morte denonimato Monogrammista A.V. (attivo in Emilia nella prima metà del XVIII secolo), autore di composizioni in cui ricorre spesso un vaso di fiori visto all'aperto, il più delle volte associato a frutta o animali quasi sempre domestici.
Bibliografia di confronto: Naturaliter. Nuovi contributi alla natura morta in Italia settentrionale e Toscana tra XVII e XVIII secolo, a cura di G. Bocchi e U. Bocchi, Casalmaggiore 1998, pp. 359-365 -
Lotto 50 Scuola toscana, fine sec. XVI-inizi XVII
RITRATTO DI GENTILDONNA CON FIORI TRA I CAPELLI
olio su tela, cm 63,5x50 entro cornice antica dorata e riccamente intagliata a motivo fogliato