500 ANNI DI AUTOGRAFI - PARTE SECONDA

500 ANNI DI AUTOGRAFI - PARTE SECONDA

venerdì 22 marzo 2024 ore 18:00 (UTC +01:00)
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  • Renato Ricci (Carrara 1896 - Roma 1956) , Figli della Lupa - Balilla
    Lotto 160

    Renato Ricci (Carrara 1896 - Roma 1956)
    Figli della Lupa - Balilla
    Autografo su fotografia
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 1

    Autografo su fotografia del politico e militare italiano Renato Ricci, rappresentato con alcuni figli della lupa e balilla. Ministro delle corporazioni durante il Regno d'Italia dal 31 ottobre 1939 al 5 febbraio 1943, precedentemente Presidente dell'Opera Nazionale Balilla dal 1926 al 1937, Ricci, con l'avvento della Repubblica Sociale Italiana, fu Comandante della Guardia Nazionale Repubblicana fino al 1944. Dopo il diploma di ragioneria si arruolò volontario nel 1915 nei bersaglieri con il grado di tenente nella prima guerra mondiale, partecipando a tutta la guerra e meritandosi due Medaglie al Valore ed una Croce al merito di guerra. Squadrista convinto, aderì al Partito Nazionale Fascista (PNF) nel maggio del 1921 ed un mese dopo fondò il Fascio della sua Carrara. La sua rapida scalata politica gli fece conseguire la nomina di Commissario per l'Ente Portuale di Carrara e la sovraintendenza all'attività dell'estrazione e del commercio dei marmi. Nel dicembre 1925 Mussolini diede a Ricci la guida del movimento giovanile del PNF (l'Avanguardia giovanile fascista). Poco dopo fu presidente dell'Opera nazionale balilla (ONB) fondata nel 1926. Nei programmi di Benito Mussolini la figura di Renato Ricci occupava una posizione di rilievo per l'attuazione di un vasto programma di coordinamento, formazione e controllo della gioventù italiana. Mussolini, che riteneva fondamentale la formazione politica e fisica del "cittadino-soldato", concepì a questo scopo l'Opera nazionale balilla (ONB), inquadrandovi ragazzi, anche giovanissimi, nel tentativo di ostacolare altre influenti organizzazioni giovanili in espansione come l'Azione Cattolica e gli scout. Sotto la supervisione di Ricci, i balilla e gli avanguardisti furono sottoposti al più ampio esperimento di educazione di Stato e di irreggimentazione che l'Italia abbia conosciuto. Questo esperimento portò nel giro di un decennio alla costruzione di centinaia di Case del balilla, investendo l'intero territorio nazionale ed arrivando a contare oltre tre milioni di giovani iscritti.

  • Pompeo Gherardo Molmenti (Venezia 1852 - Roma 1928), La bancarotta del positivismo
    Lotto 161

    Pompeo Gherardo Molmenti (Venezia 1852 - Roma 1928)
    La bancarotta del positivismo
    Tre lettere autografe firmate
    Sei pagine
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 3

    Pompeo Gherardo Molmenti iniziò a scrivere i primi romanzi già a quattordici anni, quando pubblicò 'Il Castello di Zumelle' (1866), a tema storico, cui seguirono 'Impressioni letterarie' (edito due volte nel 1873 e nel 1879) e 'Clara' (1875). Nel 1889 ottenne la libera docenza in Storia della Repubblica di Venezia ma abbandonò la carriera accademica l'anno successivo, quando fu eletto al Parlamento. La sua lunga attività politica culminò nel 1909 quando venne nominato senatore del Regno. Tre lettere autografe firmate, risalenti all'ultima decade del sec. XIX, su questioni editoriali e bibliografiche. Riportiamo un passo a titolo di esempio: "Sicuro, Ella potrebbe essermi molto utile, scrivendo sul Cittadino, col suo stimato nome, un articolo che mi facesse meglio conoscere ai credenti bresciani. Un articolo, beninteso, non elettorale, e, se permette, gliene dò io l'argomento: l'articolo potrebbe intitolarsi La bancarotta della scienza. Ella può dire come nell'arte, nella famiglia, nelle lettere, nella musica, l'animo, stanco di quest'orgia di gretto positivismo che minaccia affogarci, si rivolga ad un pensiero che non è di questa terra, all'ideale, a Dio...". Per un totale di sei pagine in vario formato.

  • Ugo Pesci (Firenze 1846 - Bologna 1908), Rinuncia alla direzione della Gazzetta dell'Emilia
    Lotto 162

    Ugo Pesci (Firenze 1846 - Bologna 1908)
    Rinuncia alla direzione della Gazzetta dell'Emilia
    Lettera autografa firmata
    Due pagine in-8, su bifolio
    Firma/data: Bologna 3 ottobre 1896
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 1

    Lettera autografa firmata, datata 'Bologna 3 ottobre 1896' del giornalista e patriota, noto studioso di Casa Savoia (avendo avuto l'occasione di frequentare la corte di Vittorio Emanuele II a Roma), direttore della 'Gazzetta dell'Emilia' dal 1888 al 1901.
    Dopo gli studi a Firenze, ove era nato nel 1846, frequentò l'Accademia militare di Modena conseguendo nel 1865 il grado di sottotenente. Nella terza guerra d'indipendenza, ufficiale dei granatieri, prese parte alla battaglia di Custoza. Terminata la carriera militare, intraprese quella giornalistica, lavorando nella redazione fiorentina del Fanfulla. Nel 1870, come inviato del medesimo quotidiano, assistette alla breccia di Porta Pia. Diretta ad un collega, nella quale rettifica una notizia sul suo conto apparsa sul 'Resto del Carlino': "..per dire che non ho "abbandonato" la direzione della Gazzetta, ma ne sono stato messo fuori dopo sette anni e quattro mesi, senza alcun preavviso. Né può esser vero che tale inaspettato congedo sia stato conseguenza di divergenze politiche fra me e i capi del partito quale la Gazzetta era l'organo, perché anche a loro è giunta improvvisa la notizia e non pur essi sanno la ragione...". Due pagine in-8, su bifolio, con alcune cassature e correzioni autografe al testo. Sulla “Gazzetta” intervenne più volte Giosuè Carducci, soprattutto durante il governo Crispi, da lui sostenuto con entusiasmo. La sua collaborazione cessò nel 1901, dopo che Ugo Pesci ebbe lasciato la direzione.
    Il 5 febbraio 1909 La Gazzetta dell'Emilia fu il primo giornale a pubblicare il Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti.

  • Maria Pezzé Pascolato (Venezia 1869 - 1933), Fracassetti - storia della assistenza sociale in Italia
    Lotto 163

    Maria Pezzé Pascolato (Venezia 1869 - 1933)
    Fracassetti - storia della assistenza sociale in Italia
    Lettera autografa firmata su cartolina postale viaggiata
    Una pagina
    Firma/data: Venezia 26
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 1

    Lettera autografa firmata su cartolina postale viaggiata datata 'Venezia 26', è stato aggiunto successivamente e da altra mano 'marzo 1900', dell'illustre pedagogista, letterata e traduttrice veneziana (tradusse per prima in italiano le fiabe di Hans Christian Andersen, ricevendo per questo l'elogio del Carducci) Maria Pezzé Pascolato. Maria è molto attiva anche nell'assistenza dei più bisognosi, ammalati, alcolisti e presta particolare attenzione ai più piccoli. Nel 1927 diviene delegata provinciale dei fasci femminili e, sempre nello stesso anno assunse la direzione provinciale dell'Opera nazionale per la protezione della maternità e dell'infanzia e continua l'attività della madre nella Croce Rossa. Sempre a lei si deve l'organizzazione del primo trasposto su barche per gli ammalati veneziani. Il Comune di Venezia le affida negli anni diversi incarichi come la direzione del servizio ispettivo delle scuole, l'organizzazione dei corsi nell'Istituto professionale femminile comunale "Vendramin Corner" (1898). Nel 1923 Giovanni Gentile la vuole come membro della Commissione governativa incaricata di selezionare i libri da adottare nelle scuole elementari. Nel 1926 fonda a Venezia la prima biblioteca per ragazzi italiana. La missiva è indirizzata alla collega Francy Fracassetti, circa una missiva spedita (e mai arrivata) da parte del marito di quest'ultima: "Una lettera del Prof. Fracassetti deve essere stata respinta a Roma: così io non so le ultime notizie, ma spero bene che la mia gentile amica non vorrà mancare al trionfo di suo marito. E spero che vorranno tenerci compagnia approfittando della nostra modesta casa...".

  • Antonio Salvetti (Colle Val d'Elsa 1854 - ivi 1931), Circolo degli Artisti di Firenze - storia del socialismo
    Lotto 164

    Antonio Salvetti (Colle Val d'Elsa 1854 - ivi 1931)
    Circolo degli Artisti di Firenze - storia del socialismo
    Lettera autografa firmata
    Una pagina in-8
    Firma/data: Colle Val d'Elsa 1 gennaio 1906
    Stato di conservazione: buono (lievissimi fori, strappo alla piega centrale)
    Numero componenti del lotto: 1

    Lettera autografa firmata, datata 'Colle Val d'Elsa 1 gennaio 1906', del pittore macchiaiolo, architetto e uomo politico socialista, amico e collaboratore di Niccolò Cannicci, Telemaco Signorini e Giovanni Fattori, diretta al Presidente del Circolo degli Artisti di Firenze, al quale comunica di: "dover dare le dimissioni da socio di codesto onorevole sodalizio del quale fui tra i fondatori..." "Costretto dagli affari ad assentarmi per molto tempo da Firenze". Una pagina in-8, su carta intestata. Di idee socialiste, il 7 marzo 1897 Salvetti divenne sindaco di Colle di Val d'Elsa, divenendo uno dei primi sindaci socialisti d'Italia ed il primo in Toscana. Colle di Val d'Elsa era, in quel periodo una delle città più industriose della Toscana e notevoli erano i fermenti sociali e culturali, portati avanti anche attraverso la stampa politica, come il periodico socialista La Martinella. Nelle elezioni del 1897 il partito socialista ottenne un eclatante risultato elettorale, riuscendo ad eleggere 14 consiglieri su 20 al Consiglio comunale e dando subito luogo ad una serie di riforme in favore della popolazione meno abbiente: furono aumentate le tasse per i possidenti ed i commercianti più facoltosi, migliorando, nel contempo, le condizioni di vita degli operai; anche le finanze comunali ne risentirono positivamente e si poté dar luogo a contributi per i ricoveri ospedalieri e per l'acquisto dei testi scolastici per le categorie meno abbienti.

  • David Ruben Segré (Torino 1836 - Roma 1920), Gazzetta Toscana
    Lotto 165

    David Ruben Segré (Torino 1836 - Roma 1920)
    Gazzetta Toscana
    Lettera autografa firmata
    Due pagine in-8
    Firma/data: li 4 agosto 1871
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 1

    Lettera autografa firmata datata 'li 4 agosto 1871' del giornalista, collaboratore del settimanale umoristico 'La Lente' diretta al Signor Bencini di Firenze. "Assumo ben di buon grado la redazione in capo della Gazzetta Toscana, obbligandomi a dirigere il giornale, a fare un articolo un giorno sì e un giorno no, un'appendice firmata per settimana, lo spoglio di notizie italiane ed estere, ed ultime notizie quando ce ne sono...". Due pagine in-8.

  • Rosalia Crispi (Saint-Jorioz, 12 gennaio 1823 – Roma, 10 novembre 1904), Saluti affettuosi allo zio
    Lotto 166

    Rosalia Crispi (Saint-Jorioz, 12 gennaio 1823 – Roma, 10 novembre 1904)
    Saluti affettuosi allo zio
    Bigliettino
    Firma/data: 8 maggio 1903
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 1

    Rosalia Crispi, nativa della Savoia, allora parte del Regno di Sardegna, fu moglie di Francesco Crispi ed è celebre quale unica partecipante femminile alla spedizione dei Mille, anche se in territorio siciliano i garibaldini ebbero tra le proprie file anche altre donne, come la veneta Antonia Masanello, la romana "Marzia" (mai pienamente identificata), la palermitana Lia, compagna di Narciso Cozzo, e l'anglo-italiana Jessie White-Mario, secondo quanto ricordato dallo stesso Garibaldi nel suo racconto "I Mille". Moglie dello statista Francesco Crispi fino al 1874, saluta affettuosamente uno zio avvocato.

  • Raffaele Volpe (n. Napoli 1843), Bolivia, diplomazia internazionale, Cristoforo Negri, Accademia Pontaniana di Napoli
    Lotto 167

    Raffaele Volpe (n. Napoli 1843)
    Bolivia, diplomazia internazionale, Cristoforo Negri, Accademia Pontaniana di Napoli
    Due lettere autografe firmate
    Otto pagine in-8
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 2

    Due lettere autografe firmate, datate rispettivamente al 1870 e 1872 di Raffaele Volpe, Capitano di Vascello della Regia Marina Italiana, al comando dell'ariete torpediniere Giovanni Bausan, dirette al geografo Cristoforo Negri, circa il progetto di stipulare un trattato commerciale con la Bolivia: "Il Console di Bolivia propone di annodare con la Repubblica Boliviana un trattato commerciale e postale. E' sembra che sia il solo stato di America col quale l'Italia non abbia un qualsiasi trattato. Certamente noi saremmo assai lieti, se, a similitudine di quanto già fecero i Comandanti della Magenta e della Clotilde potesse il nostro Comandante avere anch'egli la occasione di trattare. Nella circostanza attuale, il Signor Narducci e Lei, Signor Commendatore, potrebbero, io penso, preparare l'autorizzazione necessaria, il primo avvalendosi delle sue relazioni personali col Presidente della Bolivia, ed Ella avvalendosi del credito che gode presso il Ministero nostro degli Affari Esteri...". Per un totale di otto pagine in-8.

  • Cassone Della Torre (Milano 1270 ca. - Firenze 1318), Redazione delle Costituzioni del Concilio Provinciale
    Lotto 168

    Cassone Della Torre (Milano 1270 ca. - Firenze 1318)
    Redazione delle Costituzioni del Concilio Provinciale
    Documento manoscritto
    Registro di 51 fogli, di cui 48 utilizzati per la scrittura coperta in cartone grezzo
    Firma/data: Prima metà del ‘500
    Stato di conservazione: discreto (foro)
    Numero componenti del lotto: 1

    Documento manoscritto di grande importanza storica contenente la redazione delle Costituzioni del Concilio Provinciale, promulgate dall'Arcivescovo di Milano Cassone della Torre il 5 luglio 1311. Sono presenti 34 rubriche con altrettante prescrizioni, quali: 'Rubrica de armis non portando et ludis vitando et aliis non damnificando'; 'Rubrica de mulieribus et filiis illegiptimis non retinendo secum'; Rubrica quod nullus beneficium ammumat sine canonica institutione'; 'De usuris errogando pauperis'. Registro di 51 fogli, di cui 48 utilizzati per la scrittura coperta in cartone grezzo. Carta con inchiostro bruno. Scrittura umanistica corsiva. Cassone (citato nei documenti anche come Casso, Castonus, Cassono, Castone, Gastone) Della Torre, nipote di Napoleone signore di Milano, lasciò Milano insieme con altri esponenti della sua famiglia dopo la sconfitta di Desio del 21 gennaio 1277 e si rifugiò in Friuli ove fu nominato canonico di Cividale. Rientrò a Milano nel 1302, dopo la cacciata dalla città di Matteo Visconti e di suo figlio Galeazzo, fu canonico della cattedrale fino al 1308. Fu poi eletto Arcivescovo il 12 febbraio 1308 dai canonici, che approfittarono della debolezza del potere pontificio seguita al trasferimento ad Avignone, per impedire che il Pontefice scavalcasse il Capitolo e imponesse, tramite una nomina diretta, un Arcivescovo di suo gradimento. Il 5 luglio 1311 il Della Torre si trovava in esilio a Bergamo, in seguito all'attacco ai suoi beni e alla sua famiglia perpetrato dai Visconti, a dispetto della protezione imperiale (Cassone aveva incoronato Enrico VII re d'Italia in S.Ambrogio il 6 gennaio 1311). A Bergamo dunque convocò il sinodo provinciale, le cui sessioni si svolsero tra il 5 e il 9 luglio nella chiesa di S.Vincenzo Martire. Si tratta dell'ultimo concilio provinciale pretridentino, che, sebbene convocato per motivi politici, fu buona occasione per ribadire e chiarire norme disciplinari. Tra gli altri problemi affrontati, fu definito l'abito dei sacerdoti, fu stabilita la dipendenza del clero regolare dal Papa anziché dall'autorità diocesana, fu condannato e bollato come infamia l'esercizio dell'usura, precisati alcuni peccati, che per la loro gravità avrebbero potuto essere assolti soltanto dai vescovi. Tali deliberazioni vennero ordinate in trentaquattro capitoli, preceduti da un'introduzione e seguiti da una chiusa, e successivamente diffuse nelle diocesi. Il manoscritto è databile alla prima metà del ‘500.

  • André Lebon (Dieppe 1859 - Parigi 1938), Partito Repubblicano - Colonie francesi
    Lotto 169

    André Lebon (Dieppe 1859 - Parigi 1938)
    Partito Repubblicano - Colonie francesi
    Lettera autografa firmata
    Una pagina e mezza in-8
    Firma/data: Paris le 22 octobre 1885
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 1

    Lettera autografa firmata datata Paris le 22 octobre 1885 dell'uomo politico, docente e uomo d'affari noto anche con il nom de plume di André Daniel, nella quale comunica al corrispondente le proprie preoccupazioni circa la situazione del loro partito. "Mais le succès partiel, notre majorité numerique dans la chambre, ne mì émpechent pas de voir sombre. Notre parti est irrémédiablement divisé: les radicaux sont maitres de la Chambre...". Una pagina e mezza in-8, su carta intestata 'Sénat - Présidence'.
    Lebon ebbe un ruolo importante nella costruzione della repubblica francese come sistema liberale moderno. Voleva che la repubblica fosse aperta a tutti e, pur rispettando la libertà della chiesa, voleva che non avesse alcuna influenza sulla legislazione. Lebon fu segretario della Camera dei deputati fino al 1895. Fu responsabile delle commissioni Lavoro e Bilancio per l'esercizio finanziario 1897, Ministro del Commercio, dell'Industria e delle Poste e Telegrafi nel 1895 e delle colonie dal 1896 al 1898. Lebon è stato il primo ministro delle colonie ad avervi svolto una visita ufficiale, in Senegal. È stato criticato per aver preso misure inutilmente dure contro Alfred Dreyfus durante la sua prigionia a Devil's Island. Lebon si dedicò poi agli affari divevendo un pilastro della finanza internazionale: fu censore del Crédit Foncier de France, presidente del consiglio di amministrazione del Crédit Foncier d'Algerie, della compagnia di navigazione Messageries Maritimes e di diverse società finanziarie e industriali. Divenne primo presidente del Comité central des armateurs de France (CCAF: Comitato centrale degli armatori francesi).

  • [Félix Pyat (Vierzon 1810 - Saint Gratien 1889)], Biografia di Félix Pyat
    Lotto 170

    [Félix Pyat (Vierzon 1810 - Saint Gratien 1889)]
    Biografia di Félix Pyat
    Documento manoscritto
    Una pagina
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 1

    Biografia del drammaturgo, giornalista e uomo politico, figura di spicco della Comune di Parigi (1871) Félix Pyat. Lavorò in diversi giornali quali 'Le Figaro', 'Charivari'e 'Revue démocratique'. Dal 1832 al 1847 scrisse diversi drammi teatrali alcuni dei quali interpretati da un famoso attore dell'epoca, Frédérick Lemaître. Durante la Rivoluzione del 1848 venne eletto deputato della Sinistra all'Assemblea Costituente e a quella Legislativa nel 1849. Compromesso con la manifestazione del 13 giugno – una protesta contro la spedizione delle truppe francesi a Roma – fuggì in Svizzera, poi passò a Bruxelles e infine a Londra. Qui si unì ai rivoluzionari francesi in esilio, aderenti a La Commune révolutionnaire, e scrisse molti opuscoli politici. Nel 1864 aderì alla Prima Internazionale sperando d'imporsi ai vertici grazie alla sua oratoria, ma Marx si oppose: 'contrario a che l'Internazionale servisse ai suoi effetti teatrali'. Tornato a Parigi alla proclamazione della Repubblica, fondò il giornale 'Le Combat' e nel 1871 fu eletto all'Assemblea Nazionale, ma si dimise il 3 marzo per protesta contro l'approvazione dei preliminari di pace con la Germania. Fondò il nuovo giornale 'Le Vengeur' e prese parte alla Comune, venendo eletto al Consiglio il 26 marzo 1871. Quando, il 22 maggio, le truppe di Versailles entrarono a Parigi, chiamò dal suo giornale la resistenza e si nascose. Riapparve in giugno a Londra, mentre la corte militare lo condannava a morte in contumacia. Tornò in Francia con l'amnistia del 1880 e fu eletto deputato nel 1888. Scheda biografica di Pyat per 'Extrait du Dictionnaire Général de Biographie Contemporaine par Adolphe Bitard et du Dictionnaire Universel des Contemporains'. Il primo dizionario, realizzato da Adolphe Bitard, fu edito a Parigi nel 1878, il secondo da Louis Gustave Vapereau nel 1858. In alto a destra è impresso un timbro: 'La traduction et reproduction en langue italienne d'auteurs francais. 5 feb. 03. Augusto Cagliani. Meina - Lac Majeur'. 4 cc. vergate recto/verso con numerose correzioni e cassature.

  • Zaid Al-Rifai (Amman 1936), Primo Ministro Giordania
    Lotto 171

    Zaid Al-Rifai (Amman 1936)
    Primo Ministro Giordania
    Firma autografa su biglietto da visita
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 1

    Firma autografa su biglietto da visita del primo ministro di Giordania dal 1985 al 1989. Acclusa busta indirizzata a Rolando Sensini, noto collezionista di Macerata. Zaid Al-Rifai è stato Primo Ministro della Giordania e ha formato quattro diversi governi, l'ultimo dei quali è stato il governo giordano più longevo nella storia del regno.

  • (Gastronomia) Pasticceria e liquori - Padova 1870 - 1914, Ricette di cucina
    Lotto 172

    (Gastronomia) Pasticceria e liquori - Padova 1870 - 1914
    Ricette di cucina
    Venti documenti
    53 pagine
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 2020

    Insieme di circa 20 ricette di cucina inviate da Padova in uno scambio epistolare famigliare. Tra le ricette presenti: poncino, zabaione di cioccolato, vov, frittelle, rosolio di latte, pinza di quaresima etc. "Sciroppo di marene: 1/2 litro di vino buono rosso, 1/2 kg di zucchero, e il succo di quattro limoni. Si fa bollire tutto per circa 1/4 d'ora...". Per un totale di 53 pagine in vario formato.

  • (Gastronomia) Cucina italiana - Padova 1870 - 1914, Gastronomia
    Lotto 173

    (Gastronomia) Cucina italiana - Padova 1870 - 1914
    Gastronomia
    Insieme di circa 15 ricette di cucina
    34 pagine
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 1717

    Insieme di circa 15 ricette di cucina inviate da Padova in uno scambio epistolare famigliare. Tra le ricette: riso con carciofi, minestrone di patate, cappelletti etc. "1/2 Kg di riso, 4 carciofi, 1 cipolla, sedano, prezzemolo, due cucchiai d'olio...". Per un totale di 34 pagine in vario formato. Sono accluse 2 ricette per fare il sapone ed il bucato.

  • Giovanni Corsi (Verona 1822 - Monza 1890), Pianoforti - Conti Suman
    Lotto 174

    Giovanni Corsi (Verona 1822 - Monza 1890)
    Pianoforti - Conti Suman
    Lettera autografa firmata
    Una pagina in-8
    Firma/data: 2.7bre.51
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 1

    Corsi nacque a Verona nell'anno 1822 da Giuseppe e da Teresa Ferranti. Iniziò gli studi musicali imparando a suonare il violoncello, il flauto e il pianoforte, poi, laureatosi in legge a Padova, preferì dedicarsi al teatro. Debuttò come baritono al teatro alla Canobbiana di Milano nel 1844 nella 'Cenerentola' di G. Rossini. L'anno successivo si produsse nello stesso teatro ne L'elisir d'amore (Belcore) di G. Donizetti, nella Beatrice di Tenda (Filippo) di V. Bellini e nella Lucia di Lammermoor di Donizetti, dove riscosse i maggiori consensi. Nell'agosto dello stesso anno venne scritturato al teatro alla Scala di Milano per la parte del governatore Gessler nel Guglielmo Tell di Rossini. Fu poi alla Scala quasi tutti gli anni fino al 1860.
    All'estero fu a Costantinopoli (1850-51: Lucia di Lammermoor, Attila, Puritani) e a Parigi, dove, scritturato al Théâtre Italien negli anni 1856-1858, ebbe forse i maggiori successi della carriera: interprete qui di Beatrice di Tenda, I due Foscari, Barbiere di Siviglia, Lucrezia Borgia, Gazza ladra, Maria di Rohan, Traviata, Cenerentola, Don Pasquale, Linda di Chamounix, Don Desiderio di G. Poniatowski, Otello di Rossini, Trovatore e Rigoletto. In quest'ultima fu giudicato almeno pari, se non superiore, ai più famosi protagonisti dell'opera.
    Nella lettera in asta Corsi interviene in favore del Conte Suman, "bravissimo dilettante di pianoforte", per ottenere l'interessamento del pianista Adolfo Fumagalli rispetto ad alcuni strumenti.

  • Nicola De Pirro (Nocara 1898 - Roma 1979), Cinema e teatro
    Lotto 175

    Nicola De Pirro (Nocara 1898 - Roma 1979)
    Cinema e teatro
    Biglietto con righi autografi e firmato
    Un biglietto
    Firma/data: Roma, 27 dic. 1947
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 1

    Biglietto con righi autografi e firmato dal dirigente pubblico e dirigente italiano fondatore della “Associazione Nazionale della Federazione degli Industriali dello Spettacolo” e amico di Giuseppe Bottai, tanto da far parte del sottosegretariato alla stampa e alla cultura che nel 1935 divenne il MINCULPOP (Ministero della cultura popolare). Nel 1932 fondò insieme a Silvio D'Amico la rivista "Scenario", che diresse fino alla chiusura nel 1943.

  • Senatore Sparapani (Roma 1847- Firenze 1926), Baritono
    Lotto 176

    Senatore Sparapani (Roma 1847- Firenze 1926)
    Baritono
    Autografo su ritratto fotografico
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 1

    Autografo su ritratto fotografico del noto baritono e compositore, Senatore Sparapani scattata presso lo Stabilimento Fotografico Montabone di C. Marcozzi. Sparapani debuttò a Vercelli nel 1867 in 'Un Ballo in maschera'. Sostenne il ruolo di Ulmo in 'Edmea' di Alfredo Catalani in occasione del debutto di Arturo Toscanini al Teatro Carignano di Torino il 4 novembre 1886.

  • Augusto Genina (Roma 1892- Roma 1957), Anna Monica Mazzarelli
    Lotto 177

    Augusto Genina (Roma 1892- Roma 1957)
    Anna Monica Mazzarelli
    Lettera firmata
    Una pagina fronte-recto
    Firma/data: 25 giugno 1943
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 1

    Lettera firmata, datata '25 giugno 1943', del regista cinematografico Augusto Genina. Dal 1911 fu autore di commedie e critico drammatico per la rivista 'Il Mondo'. Su consiglio di Aldo De Benedetti, Genina passò al cinema come soggettista per la società 'Film d'Arte Italiana'. In seguito passò alla 'Cines'. Da ricordare il film 'Lo scaldino' (1920), tratto dall'omonima novella di Pirandello. Dopo quasi un decennio passato all'estero, Genina fece ritorno definitivo in Italia alla fine degli anni trenta. Nel 1936 diresse nel deserto libico il film bellico 'Lo squadrone bianco', che vinse la Coppa Mussolini al miglior film italiano al Festival di Venezia. La missiva è diretta ad Adriano Lualdi, al quale chiede se può conoscere e sentire sua nipote Anna Monica Mazzarelli, cantante e interprete a cui erano state affidate diverse parti liriche tra cui Violetta, nella 'Traviata' presso il Teatro dell’Opera di Roma: "Vi scrivo per per chiederVi un favore, ma anche per farVi conoscere una giovane cantante che ha una voce bellissima e un talento musicale veramente singolare. Si tratta di mia nipote la signorina Anna Monica Mazzerelli". "... la teneste presente per qualche incisione importante." Una pagina fronte-recto.

  • Alessandro Bonsanti (Firenze 1904 - ivi 1984), Martino Lorè
    Lotto 179

    Alessandro Bonsanti (Firenze 1904 - ivi 1984)
    Martino Lorè
    Lettera autografa firmata
    Due pagine in-8
    Firma/data: 2 Aprile 1965
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 1

    Lettera autografa firmata, datata '2 Aprile 1965' dello scrittore e uomo politico, direttore del Gabinetto scientifico-letterario Vieusseux (dal 1941) e sindaco di Firenze nel 1983. "Il M. Loré del Conservatorio di musica di Bologna, mi prega di sottoporle questo promemoria. In particolar modo, sono importanti, dato il tipo particolare di questi istituti, i punti segnati in rosso. Adempio con molto piacere l'incarico, e la ringrazio fin d'ora, a nome degli amici del sindacato...". Martino Lorè fu un celebre oboista, docente al Conservatorio di Bologna. Due pagine in-8.

  • Giovanni Battista Dall'Olio (Sesso 1739 - Modena 1823), Terme porretane - amicizia
    Lotto 180

    Giovanni Battista Dall'Olio (Sesso 1739 - Modena 1823)
    Terme porretane - amicizia
    Lettera autografa firmata
    Tre pagine in-4
    Firma/data: Modena 12 Gennaio 1808
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 1

    Lettera autografa firmata di Giovanni Battista Dall'Olio, musicologo, liutaio, organista e letterato, maestro compositore presso l'Accademia Filarmonica di Bologna (1812), curatore del fondo musicale della Biblioteca Estense e autore di saggi critici e scientifici. Studiò filosofia e musica e fu allievo del celebre padre Giovanni Battista Martini. Dal 1764 fu maestro di scuola e organista a Rubiera, dove rimase fino al 1784, quando il duca Francesco III d'Este lo nominò Ragioniere ducale e, dopo tre anni, Maestro generale di canto, carica che mantenne fino al 1814.
    La missiva tratta delle Terme porretane, a partire da alcune carte "di Castiglioni". Alcuni passaggi divertenti: "memoria d'un uomo estinto, sebbene non sia stato d'una amicizia pienamente candida e sentimentale. I veri amici sono pochissimi; questa considerazione ci deve guidare a non pretendere di rinvenire dei tesori d'una somma rarità". Tre pagine in-4.

  • Gemma Ferruggia (Livorno 1867 - Milano 1930), Carteggio a Aida e Vittorio Gnecchi
    Lotto 181

    Gemma Ferruggia (Livorno 1867 - Milano 1930)
    Carteggio a Aida e Vittorio Gnecchi
    Carteggio costituito da quattro lettere autografe firmate
    Quattro pagine in-8
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 5

    Gemma Ferrugia rinomata scrittrice e drammaturga, amica di Eleonora Duse, ebbe un'intensa attività di conferenziera, e scrisse anche articoli per riviste (tra cui una rubrica fissa per il quindicinale 'Io Donna') ed alcune opere teatrali. Tra le sue opere più note vi furono il romanzo 'Follie muliebri' e 'Nostra Signora del mar dolce', ispirato da un suo viaggio in Brasile. Durante la prima guerra mondiale collaborò con il giornale 'Il fronte interno' come corrispondente di guerra. Carteggio costituito da quattro lettere autografe firmate, risalenti al 1921, tre delle quali dirette ad Aida Gnecchi-Chiesa e una diretta al compositore Vittorio Gnecchi. Un passo a titolo di esempio: "Ma...chiedo una grazia. il Maestro Giovanni Re (l'eroico mutilato che a simiglianza di Gèza Zichy suona con una mano sola) devotissimo a suo marito, si è offerto di...sostituire la mia Voce...". Quattro pagine in-8 (biglietto postale). E' unito biglietto autografo.

  • Vincenzo Gerace (Cittanova 1876 - Roma 1930), Estetica - musica - Benedetti Croce - Adriano Lualdi
    Lotto 183

    Vincenzo Gerace (Cittanova 1876 - Roma 1930)
    Estetica - musica - Benedetti Croce - Adriano Lualdi
    Due lettere autografe firmate (una su cartolina postale viaggiata)
    Tre pagine
    Firma/data: 1929 e 1930
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 2

    Due lettere autografe firmate (una su cartolina postale viaggiata) datate al 1929 e al 1930, dello scrittore e giornalista, Vincenzo Gerace, intimo di Benedetto Croce, entrambe dirette al musicista Adriano Lualdi, su questioni editoriali: "Le mando queste Bozze (non avendone ancora gli estratti) d'un mio Dialogo ove è accennata l'ipotesi di filosofia estetica che il sentimento musicale sia esso il primordiale fonte onde promanano tutte le Arti...". Tre pagine in diverso formato.

  • Leopoldo Pullé (Verona 1835 - Milano 1917), Aldo Noseda - Filodrammatica di Milano
    Lotto 184

    Leopoldo Pullé (Verona 1835 - Milano 1917)
    Aldo Noseda - Filodrammatica di Milano
    Lettera autografa firmata
    Una pagina in-16
    Firma/data: mercoledì 7 maggio 1879
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 1

    Lettera autografa firmata, datata 'mercoledì 7 maggio 1879' dello scrittore, drammaturgo, patriota e uomo politico, nominato senatore del Regno d'Italia nel 1905 Leopoldo Pullé, consigliere comunale a Milano sotto la prima amministrazione Belinzaghi. La missiva è diretta ad Aldo Noseda (1853-1916), fra i più influenti editorialisti musicali dell'epoca, nella quale prende accordi per un incontro: "Ti prego di non mancare stasera alle 8 1/2 in via Righi N. 11, ove ha luogo una seduta della commissione filodr(ammatica)...". Una pagina in-16, carta intestata.

  • Antonio Fogazzaro (Vicenza 1842 - ivi 1911), Caffè Florian Venezia
    Lotto 185

    Antonio Fogazzaro (Vicenza 1842 - ivi 1911)
    Caffè Florian Venezia
    Lettera autografa firmata
    Due pagine in-16
    Firma/data: Vicenza 12.12.1897
    Stato di conservazione: buono
    Numero componenti del lotto: 1

    Lettera autografa firmata, datata 'Vicenza 12.12.1897' dell'illustre scrittore vicentino Antonio Fogazzaro, diretta ad un amico, con il quale prende accordi per un incontro al celebre Caffè Florian di Venezia: "Domenica 26 corr. c'è seduta all'Istituto. Non ripartirò da Venezia che con l'ultima corsa per la speranza di passare un'ora con te e, se possibile, con Selvatico. Andrò a pranzo verso le 7, al Firenze, e poi verrò da Florian. Dobbiamo anche parlare degli Olimpici che ti sospirano...". Citati il commediografo Riccardo Selvatico e i membri della Accademia Olimpica di Vicenza, l'istituto fondato nel 1555 l'accesso al quale era ottenuto non con la nobilità del sangue ma della mente. Due pagine in-16 obl.

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500 ANNI DI AUTOGRAFI - PARTE SECONDA

La parte seconda di una selezione di oltre trecento autografi, con rilevanti nuclei risorgimentale e del novecento italiano. Tra gli altri, documenti emessi dalla cancelleria papale, su privilegi e Inquisizione.

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  • 22 marzo 2024 ore 18:00 Sessione unica (160 - 332)

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