Dipinti Antichi
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Lotto 361 Pittore del XVIII secolo Veduta Campestre Olio su tela cm 60x75, in cornice: 70x85
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Lotto 362 Scuola olandese del XVIII secolo 0-0 Villaggio con figure olio su tela 220x208 cm
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Lotto 363 Pittore fine del XVIII secolo Lavandaie al fontanile olio su tela cm 76x98
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Lotto 364 Scuola napoletana del XVIII secolo Scena bucolica con figure e armenti olio su tela cm 61,5x76 - in cornice: cm 70x85
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Lotto 365 Pittore del XVIII secolo Paesaggio con figure e rovine classiche olio su tela cm 32x37,5 - cm 35x39,5 (il telaio)
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Lotto 366 Scuola napoletana del XVIII secolo Natura morta con vasi baccellati e piatti olio su tela cm 100x120- in cornice: cm 114x134
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Lotto 367 Pittore lombardo del XVIII secolo Gatto e colombi Un gatto sembra in procinto di insidiare il nido di due colombi che lo guardano con aria preoccupata. Queste tematiche di “genere” avevano trovato una larga diffusione nella pittura fiamminga del XVII secolo, come testimonia “Selvaggina morta con gatto” dipinta da Johannes Fyt ed oggi conservata presso la Pinacoteca di Brera. I collezionisti lombardi del Settecento amavano molto questo genere di produzione, motivo che ci induce a collocare stilisticamente il nostro dipinto in area meneghina.
olio su tela cm 42x58 - con cornice 57x71 -
Lotto 368 Fabrizio Sevesi Milano 1773-Torino 1837 a) Don Abbondio sorpreso da i Bravi di Don Rodrigo b) Don Rodrigo si reca al Castello dell'Innominato con due Bravi
Titoli manoscritti ad inchiostro al verso.
Nel 1834, in collaborazione con il pittore e scenografo Luigi Vacca (Torino 1778 - 1854) e l'artista Luigi Morgari (1857 - 1935) sotto la guida dell'architetto Francesco Gallo, affrescarono nel Duomo di Torino personaggi e avvenimenti della Casa Sabauda
coppia di tempere su carta cm 17x24 - in cornice cm 22x28 -
Lotto 369 GIOVANNI BETTATI Roma 1700-Roma 1777 Studio per orologio Il disegno è uno studio preparatorio per un elemento ligneo di un orologio. L'autore, Giovanni Bettati, fu uno dei più importanti argentieri del XVIII secolo. Dopo un inizio autonomo, dal 1755 passò a lavorare presso la bottega di Luigi Valadier, con il quale continuò a collaborare per tutta la vita. Il nostro foglio si distingue per l'estrema leggerezza del tratto, notabile soprattutto nella resa elegante dei due puttini, delineati dall'inchiostro acquerellato, e nelle decorazioni floreali che contornano la cariatide centrale. La datazione proposta è tra il 1765 e il 1770 per l'affinità con alcuni fogli conservati oggi presso la Nation Gallery di Washington e il Rijksmuseum di Amsterdam. matita e inchiostro acquerellato su carta mm 250x190 - con cornice cm 43,5x38
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Lotto 370 Scuola Lombarda del XVII secolo Studio per l'apparizione della Vergine a Sant'Antonio Il pregevole disegno rappresenta il momento in cui ad Antonio, oramai vicino alla morte, nella sua cella presso Camposantiero, vicino Padova, appare la Madonna con Gesù bambino. Il foglio presenta una quadrettatura a matita rossa, elemento che ci induce a pensare che esso sia uno studio preparatorio per una pala di ampie dimensioni. Il ductus grafico, elegante ma allo stesso tempo veloce, che delinea i volti dei personaggi e la composizione verticale presentano delle similitudini con i disegni eseguiti da Carlo Francesco Nuvolone a Milano nel XVII secolo. matita su carta quadrettata mm 300x190 - in cornice cm 49x38
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Lotto 371 Scuola italiana del XVII secolo San Francesco in estasi Il bel foglio raffigurante un San Francesco in estasi di fronte la Madonna, supportato da un angelo dalle ali spiegate presenta delle affinità stilistiche alle opere grafiche di Raffaele Vanni, sia per la costruzione della composizione sia per una durezza del tratto, che delinea le fisionomie dei personaggi. inchiostro su carta mm 250x195 - in cornice cm 41x35
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Lotto 372 Tommaso Maria Conca Gaeta 1734-Roma 1822 Mercurio e Pegaso
Tommaso Maria, cugino di Sebastiano Conca, artista che aveva dominato la scena artistica del primo Settecento tra Roma e Napoli e con il quale di formò inizialmente, ebbe un carriera fulminea. Precocemente accademico sia a San Luca che presso l'Accademia Clementina a Bologna, fu il pittore più amato dal principe Marcantonio IV Borghese, che lo scelte come protagonista nella decorazione del Palazzo di famiglia e del Casino suburbano. La fama acquisita lo portò all'attenzione di Papa Pio VI, che lo coinvolse nel cantiere del Museo Pio Clementino.
Da buon artista settecentesco alla base della pratica artistica di Tommaso Maria Conca vi era il disegno: strumento indispensabile per lo studio dei corpi e della composizione. Il nostro foglio, raffigurante Mercurio e Pegaso probabilmente preparatorio per l'affresco a tema mitologico nel Casino Borghese, è un ottimo esempio e ci consente di comprendere il modus operandi di Conca. Le figure sono delineate con un ductus fluido e sciolto con linee a matita e con dei tocchi di biacca, utilizzata per illuminare e dare ulteriore luminosità ai particolari, come i capelli di Mercurio e la criniera di Pegaso. Ultimata questa prima idea, Conca fissa la composizione finale con della china, non senza attuare qualche piccola modifica, come è ben visibile nel piede destro della divinità, ora steso e più libero nello spazio, e nello zoccolo del cavallo.
Al verso reca etichetta della Galleria Carlo Virgilio, Roma
Provenienza: già collezione Mauro Bolognini, Roma
Matita, china e biacca su carta azzurra mm 465x345