500 anni di autografi
-
Lotto 241 Luciano Zuccoli (Calprino 1868 - Parigi 1929)
Giornale di Venezia
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: 4 Agosto 1898 Giovedì
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata datata '4 Agosto 1898 Giovedì' dello scrittore e giornalista svizzero naturalizzato italiano, il conte Luciano Zuccoli (all'anagrafe Luciano von Ingenheim), direttore del 'Giornale di Venezia' dal 1903, diretta ad un collega, al quale chiede di spedire un telegramma, apparentemente alla moglie: "Modena, Albergo Reale. Spero tornare domani, ripassando per Milano, da dove telegraferò ora arrivo...". Curiosamente il telegramma non viene spedito da Genova, dove Zuccoli dichiara di trovarsi, ma finge la spedizione da Modena e la richiesta ad un collega perché a sua volta lo indirizzi. La traccia di un tradimento? La moglie si suicidò e Zuccoli si risposò con una donna giovanissima. Una pagina in-8, carta intestata.
Zuccoli fu un autore di best seller tra la generazione dei romanzieri di successo di fine Ottocento (da De Amicis a Fogazzaro, da Rovetta a Barrili e Farina) e che sarebbe stata la protagonista delle cronache librarie dagli anni Venti in poi (Da Verona, Mariani, Pitigrilli, Brocchi, Gotta, Milanesi e D’Ambra). La sua attività di narratore inizia in pieno stile dannunziano nel 1893, con 'I lussuriosi'; si concluderà nel 1927 con 'I ragazzi se ne vanno': 35 anni di produzione scandita da una trentina di libri, in media uno l’anno. Fra i suoi romanzi più amati dai lettori ricordiamo, 'La freccia nel fianco' del 1913, che nel 1945 avrebbe raggiunto il centocinquantesimo migliaio, cifra di tutto rispetto per l’epoca, 'L’amore di Loredana' del 1908, 'L’amore non c’è' più del 1916, 'I Drusba' del 1921, 'Le cose più grandi di lui' del 1922. -
Lotto 242 Romano Calò (Roma 1884-Lugano 1952)
Cesarino Branduani - Schlegel
Lettera autografa firmata
Una pagina
Firma/data: Lugano 1 marzo 1952
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Attore e regista radiofonico italiano. Dopo aver frequentato l’Accademia filodrammatica di Roma entrò nella compagnia di Lombardi e Boetti Valvassura nel 1902. Comparve in molti spettacoli tra cui: 'Reginetta di Saba' di Moschino e ne 'Il gusto del vizio' di Lavedan. Nel 1939 fu protagonista nel film 'Il diario di una stella' di Pinoli e nel 1945 prese parte al suo ultimo film, 'Die Letzte Chance' (L'ultima speranza) di Lindtberg. Lettera autografa firmata da Romano Calò, datata 'Lugano 1 marzo 1952', indirizzata a Cesarino Branduani (all’anagrafe Cesare Branduani) in cui lo ringrazia per avergli mandato la copertina del primo volume del Decameron e gli domanda se può ricercare l’opera di August Wilhelm von Schlegel Corso sull’arte drammatica “... dovrei rivolgerle un’affascinante ricerca da affidare al suo raffinato senso culturale. Si tratta dell’opera di Schlegel August Wilhelm “Corso sull’arte drammatica”...” Una pagina. -
Lotto 243 Gustavo Strafforello (Porto Maurizio 1820 - ivi 1903)
A Thalès Bernard
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8
Firma/data: 24 juillet 1871
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata '24 juillet 1871' (firmata con altro pseudonimo), diretta al poeta francese Thalès Bernard (1821-1873) su questioni letterarie: "J'ai lu avec trop d'intérêt, et de plaisir en même temps, vos premières 'Mélodies Pastorales'...".Due pagine in-8, carta listata di nero. Gustavo Strafforello svolse la sua attività di scrittore per molti anni a Torino, prima nel giornalismo, poi collaborando assiduamente a grandi opere enciclopediche ('Enciclopedia Pomba'; 'Brockhaus's Conversations-Lexikon') e traducendo dall'inglese e dal tedesco numerose opere fra cui il notissimo 'Self-Help di S. Smiles' ('Chi s'aiuta Dio l'aiuta', Milano 1865). In molte sue opere usò vari pseudonimi, tra cui Spiritus Asper e Iunius Redivivus. -
Lotto 244 [Giuseppe Valadier (Roma 1762 - ivi 1839)]
Acquisto di un immobile da parte di Giuseppe Valadier
Tre documenti manoscritti
Quattro pagine
Firma/data: 15 settembre 1791, 21 giugno 1805
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 3
Tre documenti manoscritti relativi all'illustre architetto orafo Giuseppe Valadier. La sua opera più celebre è quella della sistemazione urbanistica di Piazza del Popolo. Suo è poi il singolare 'Coffee House' (noto come Casina Valadier) (1807) al Pincio. Valadier si interessò anche del restauro del Ponte Milvio. Raffinate opere di architettura sono Villa Torlonia (1800) e i palazzi Lezzani in piazza Barberini (1825). Il primo documento '15 settembre 1791' è una bozza di contratto di compravendita per un immobile tra lui e la famiglia Gabiati Tempra: contiene note manoscritte autografe dello stesso Valadier: "Casa di due piani (...) uno di due stanze, e l’altro di due stanze con due cantine, e un cortile sopra all’Orto di Napoli infra via al Teatro Aliberti confinante da un lato..." e "Più Bottega con retrostanza, e cantina posta in Piazza di Spagna..."; inoltre è citato in note di altra mano scrivente: "Per una maggior sicurezza del Sig. Valadier il Sig. Michele Gabiati Tempra li scudi 320 prezzo della nota casa che vende a favore del medesimo...". Il secondo documento datato '21 giugno 1805' è una nota dei materiali spediti al Casino del Sig. Valadier in Frascati con quietanza di pagamento da parte del fornitore di materiale edile Franco Antonio Lovatti. L'ultimo allegato è una quietanza di pagamento rilasciata dall’ebanista Bartolomeo Serafini a Luigi Valadier del pagamento di "Scudi Cinquanta (...) per intaglio fatto di cento raspini frà grossi e piccoli (...) chiamandomi con tal pagamento contento, e soddisfatto di tutti i lavori". Per un totale di quattro pagine in diverso formato. -
Lotto 245 Giovanni Battista Camozzi Vertova (Bergamo 1818 - Costa di Mezzate 1906)
Archeologia
Lettera autografa firmata
Tre pagine in-8, su bifolio
Firma/data: Bergamo li 20 Gennaio 1885
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Lettera autografa firmata, datata "Bergamo li 20 Gennaio 1885" dell'imprenditore, patriota e uomo politico, sindaco di Bergamo dal 1860 al 1870 e senatore del Regno d'Italia dal 1861, circa alcune iniziative culturali relative alla storia di Bergamo. "Ti spedisco il volume degli Atti del nostro Ateneo il quale contiene i lavori archeologici del Prof. Gaetano Mantovani relativi alla nostra Provincia di cui fece oggetto di diverse letture. Esso è direttore degli scavi che qui si praticano e non risparmia fatica né sagrifizii...". Tre pagine in-8, su bifolio. Lieve lacuna al margine superiore, non lede il testo. E' unita riproduzione a stampa di un ritratto calcografico (su p. in-8). -
Lotto 246 [Gioacchino Giuseppe Serangeli (Roma 1768 - Torino 1852)]
Arte e relazioni sociali
Carteggio costituito da dieci lettere autografe firmate
Venti pagine in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 10
Pittore neoclassico, allievo di Jacques Louis David e al servizio di Napoleone Bonaparte, che gli commissionò varie opere a celebrazione di vari eventi legati al suo impero, come, ad esempio il dipinto 'Napoleone riceve i deputati dell'Esercito dopo la sua incoronazione', 1808, Versailles. È ammesso all'Accademia Reale di pittura e scultura nel 1790. Pochi anni dopo entra nella cerchia degli allievi di Jacques Louis David ed è subito molto stimato dal suo maestro che gli procura lavoro. Nello stesso anno infatti riceve come suo primo incarico ufficiale l'esecuzione di una copia del Marat assassinato. Ormai considerato artista francese piuttosto che italiano, incontra Silvio Pellico che ritrae in un dipinto di paesaggio. Nel 1828 si trasferisce a Torino dove lavora come pittore della corte sabauda. Ampio, interessante carteggio costituito da dieci lettere autografe firmate, risalenti all'arco cronologico 1817-1844, tutte indirizzate al rinomato pittore neoclassico. Tra i vari corrispondenti: Giuseppe Gullini, il Conte Carelli de Bassy, François Fréderic Lemot, il Conte di Montelivet Marthe-Camille Bachasson. Le missive (per un totale di 20 pagine in-8, vertono su questioni artistiche, e costituiscono un interessante corpus denso di notizie relative all'arte, alla vita e alle relazioni sociali del pittore durante il lungo periodo vissuto in Francia. Riportiamo un passo a puro titolo esemplificativo. "Monsieur, vous avez du recevoir par l'intermediaire de Madame la Baronne de Barante qui a bien voulu s'en charger, la somme de mille francs, prix d'un paysage que j'ai été charmé de pouvoir placer dans la collection du Roi. S.M. l'a vu avec d'autant plus de plaisir, que votre nom lui a rappelé des tableaux d'histoire qui figurent au Palais de Versailles dans la Galerie du Consolat et de l'Empire...". -
Lotto 247 Giovanni Treccani degli Alfieri ( Montichiari 1877-Milano 1961)
Mostra Intersindacale 1941, Adriano Lualdi
Lettera dattiloscritta firmata
Una pagina
Firma/data: Milano 11 giugno 1941
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Lettera dattiloscritta firmata, datata 'Milano 11 giugno 1941' di Giovanni Treccani degli Alfieri. Imprenditore, editore e mecenate italiano, fu insieme a Giovanni Gentile il fondatore dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana a Roma per la pubblicazione della Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti e del Dizionario Biografico degli Italiani. All'età di 17 anni emigrò in Germania come semplice operaio tessile alla scuola di Krefeld. Qualche anno dopo tornò con un piccolo capitale e un bagaglio tecnologico che mise a frutto nell'industria tessile italiana, prima come piccolo imprenditore, poi come capitano d'industria. Nel 1919 elargì una cospicua somma all'Accademia dei Lincei e nel 1923 donò allo Stato italiano la Bibbia di Borso d'Este, un capolavoro della miniatura rinascimentale. Nel 1924 fu Senatore del Regno d'Italia e nel 1931 costituì la società 'Treves-Treccani-Tumminelli' che divenne poi Istituto della Enciclopedia Italiana. Nel 1937 fu insignito del titolo di conte e nel 1939 ricevette una laurea honoris causa in Lettere e filosofia dall'Università di Milano. Nel 1934 divenne presidente per la Società per la pubblicazione dei papiri dell'Università degli Studi di Milano e fu anche Presidente del Museo del Teatro alla Scala. Nel 1942 istituì la Fondazione Treccani degli Alfieri, che pubblicò la Storia di Milano. La missiva è indirizzata al Maestro Adriano Lualdi nella quale scrive che "...non mancherò di osservare i quadri del Prof. Di Giorgio in occasione di una prossima visita alla Mostra Intersindacale", forse Ettore di Giorgio (1890-1971). Una pagina. E’ unita una cartolina indirizzata al musicista Adriano Lualdi da Lucerna con firma autografa di Giovanni Treccani degli Alfieri, datata '22 agosto 1942'. -
Lotto 248 Tito Angelini (Napoli 1806 - ivi 1878)
Scuola di disegno di Napoli
Pagina di liber amicorum con firma e rigo di testo autografi
Una pagina in-8
Firma/data: 09/01/1914
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (in-8) con firma e rigo di testo autografi del rinomato scultore, direttore della Scuola di disegno di Napoli. "Tito Angelini Professore di scultura napoletano". Datata '1. 9. 1914'. Tito Angelini dopo aver completato i suoi studi a Roma, compì numerosi viaggi in tutta Italia, sebbene la sua attività di scultore lo vide protagonista soprattutto a Napoli dove insegnò scultura e fu direttore della Scuola di disegno. Il successo che conseguì in queste attività didattiche gli fece ricevere numerose commissioni ufficiali di opere come "La Clemenza e L'Immacolata" per lo scalone e la cappella del Palazzo Reale di Napoli. Tra le sue opere più rilevanti vanno ricordate il Sepolcro di Lucia Migliaccio ed il Sepolcro di Michele Arditi nella Chiesa di San Ferdinando, i monumenti a Saverio Mercadante (situato nell'omonima piazza lungo il corso Vittorio Emanuele) e Paolo Emilio Imbriani (in piazza Mazzini), la statua di Sant'Ambrogio per la Chiesa di San Francesco a Gaeta. -
Lotto 249 Filippo Agricola (Roma 1795 - ivi 1857)
Incisione calcografica di 'Dante e Beatrice', Duchessa di Sagan
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8, su bifolio
Firma/data: Di Roma li 3 decembre 1825
Stato di conservazione: buono (nota a matita di altra mano)
Numero componenti del lotto: 1
Allievo del padre Luigi, di Landi e di Camuccini, dal 1840 fu direttore dello Studio Vaticano del mosaico, dal 1843 ispettore delle pubbliche pitture a Roma, e nel biennio 1854-55 presidente dell'Accademia di San Luca. Fu tra i più apprezzati esponenti del tardo neoclassicismo romano. Ottenne molte commissioni per ritratti da parte di casate italiane e straniere, tra i quali si ricordano quelli della Principessa di Danimarca, nel 1822, e di Costanza Perticari Monti, nel 1821. Quest'ultimo ritratto raffigura la figlia del poeta Vincenzo Monti, il quale cantò l'opera nel sonetto 'Più la contemplo, più vaneggio in quella' (1822). Notevole fu la sua produzione nei dittici come ad esempio 'Dante e Beatrice' (citati nella nostra lettera), 'Petrarca e Laura', 'Ariosto e Alessandra', 'Raffaello e la Fornarina', 'Tasso e Leonora'. Per il suo stile, la sua impostazione e i suoi canoni Monti gli attribuì il soprannome di "Raffaello del suo tempo". Lettera autografa firmata, datata 'Di Roma li 3 decembre 1825'. Dapprima informa il corrispondente di avergli inviato una prova di stampa di una sua incisione calcografica: "Nella occasione che io mando al Sig.r Barone Augusto Koller una prova del rame di Dante e Beatrice, mi prendo l'ardire di unirne altra copia acciò sia presentata alla Signora Sua, e con questa mia la supplico Preg.mo Sig. Cav. di riceverla con l'innata bontà e gentilezza la quale mi ricordo sempre...". In seguito lo prega di "...voler avere la compiacenza di far avere alla Duchessa di Sagan il piego qui annesso essendovi un piccolo disegno che a Lei appartiene". Una pagina in-8, su bifolio. -
Lotto 250 Giuseppe Fabiano "Bepi" (Trani 1883 - Padova 1962)
Partecipazione di nozze e disegni su biglietto da visita di Ciro Cristofoletti
Due ritratti femminili a carboncino firmati sulle due facciate di un biglietto da visita (listato a lutto), cm 10,5 x 7
Disegno di un uomo a matita su ritaglio cartaceo, cm 8,5 x 4
Firma/data: Treviso, 29 Dicembre 1929
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 3
Due ritratti femminili a carboncino firmati sulle due facciate di un biglietto da visita (listato a lutto) di Cristofoletti (cm 10,5 x 7) e un disegno a matita di volto maschile su ritaglio cartaceo (cm 8,5 x 4). E' acclusa una partecipazione nuziale a stampa di Fabiano Bepi e Paola Carrari, datata 'Treviso, 29 Dicembre 1929'. Giuseppe Fabiano nel 1900 si iscrisse all'accademia di belle arti di Venezia, allievo di Guglielmo Ciardi, vivendo tra Venezia e Treviso. Nel 1920 tornò per un breve periodo a Treviso, dove sul settimanale locale 'La Riscossa' stroncò la II Mostra d'arte trevigiana, a cui pure aveva partecipato. Si trasferì subito dopo a Roma, dove stabilì rapporti con artisti come C. Socrate, A. Trombadori, N. Bertoletti e L. Cecchi Pieraccini. Nel 1929 partecipò alla 'II Mostra dei Novecento italiano'. Sposò nello stesso anno Paola Carrari di Treviso. La moglie e il figlio Fabio diventarono in seguito i soggetti preferiti dei ritratti di Fabiano. -
Lotto 251 Leonardo Bistolfi (Casale Monferrato 1859 - La Loggia, Torino 1933)
Davide Calandra
Firma e rigo autografi su cartolina fotografica
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Firma e rigo autografi su cartolina fotografica, raffigurante un'opera di Davide Calandra, del rinomato scultore Leonardo Bistolfi, fra i principali esponenti del simbolismo italiano. La svolta simbolista avvenne con quella che è divenuta una vera icona della nuova sensibilità: il monumento funebre della famiglia Pansa nel cimitero di Cuneo, la cosiddetta Sfinge, elaborata e compiuta tra il 1890 ed il 1892. Nell’ottobre del 1901, grazie a Giovanni Cena, Bistolfi riceve la visita di Rodin, che ammira il 'Crocefisso Brayda' ed il 'Dolore confortato dalle Memorie', il complesso concluso nel 1901 per il monumento Durio a Torino, cui forse si rifersice l'appunto, nel nostro biglietto, alle "malinconiche vergini". Sono anni di grande successo quelli al volgere del nuovo secolo: il 1905 vide il suo trionfo alla VI Esposizione Internazionale di Venezia (in cui era, tra l’altro, membro della Giuria di accettazione), ottenendo una mostra personale, allestita nella Tribuna, con 21 sculture e i disegni per il Funerale della Vergine, e ricevette la Grande Medaglia d’oro per la scultura. Alcuni importanti acquisti (GNAM di Roma, Museo Revoltella di Trieste, Museo Municipale di Venezia, Museo Civico di Torino), coronarono il successo nazionale.
Il biglietto, di argomento artistico, reca indirizzo autografo al verso. -
Lotto 252 Luigi Borro (Ceneda 1826 - Venezia 1880)
Scultura
Pagina di liber amicorum con firma e righi di testo autografi
Una pagina in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (in-8) con firma e righi di testo autografi dello scultore autore del 'Monumento a Daniele Manin' a Venezia: "Luigi Borro. Scultore nativo di Vittorio nel Veneto abitante a Venezia" (1868). E' presente una data a matita di altra mano '1(?) 9. 1914'. -
Lotto 253 Rosa Bortolan (Treviso 1817 - ivi 1892)
Pittura
Pagina di liber amicorum con firma autografa
Una pagina in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (in-8) con firma autografa della pittrice, nota autrice di ritratti, soggetti storici e religiosi, fra i quali si ricordano il 'Transito di San Giuseppe' (chiesa di Carpenedo) e 'San Venanzio Fortunato', (1860 ca., chiesa di Valdobbiadene). E' presente una data a matita di altra mano '1. 9. 1914'. -
Lotto 254 Luigi Boscolo (Rovigo 1824 - 1906)
Accademia di Belle Arti di Venezia
Pagina di liber amicorum con righi di testo autografi firmati
Una pagina in-8
Firma/data: li 23 9bre 1871
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (in-8) con righi di testo autografi firmati e datati 'li 23 9bre 1871' del pittore e incisore, professore all'Accademia di Belle Arti di Venezia. Breve nota autobiografica. E' presente una data a matita di altra mano '1. 9. 1914'. -
Lotto 255 Domenico Bresolin (Padova 1813 - Venezia 1900)
Paseaggismo veneto - Accademia di Belle Arti di Venezia
Pagina di liber amicorum con righi autografi di testo firmati
Una pagina in-8
Firma/data: li 3 dicembre 1871
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (in-8) con righi autografi di testo firmati e datati 'li 3 dicembre 1871' del pittore e fotografo padovano "Professore di paesaggio nella R. Accademia di Belle Arti in Venezia", Domenico Bresolin. Inizia la sua attività lavorativa come decoratore e nel 1841 si iscrive all'Accademia di belle arti di Venezia. Nel 1845 viaggia a Firenze per studiare con Károly Markó il Giovane; in questo periodo, a seguito di un incontro avvenuto a Roma con il fotografo concittadino Giacomo Caneva, è tra i primi a interessarsi alla fotografia come strumento per la riproduzione di soggetti su tela, praticando la tecnica della calotipia, che consiste nello sviluppo di immagini riproducibili con la tecnica del negativo/ positivo. Nel corso degli anni '50 lavora come fotografo presso lo studio del fotografo svizzero Carlo Ponti. Nel 1854 viene indicato tra i soci dell'Accademia di belle arti di Venezia con la qualifica di pittore paesista e fotografo. E' presente una seconda data a matita di altra mano '1. 9. 1914'. -
Lotto 256 Augusto Burchi (Firenze 1853 - Galluzzo 1919)
Rinuncia di un incarico
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8
Firma/data: Firenze 8 Maggio 1903
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'Firenze 8 Maggio 1903' di Augusto Burchi, rinomato pittore, restauratore e decoratore, professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze, noto per aver riportato alla luce ed aver restaurato gli affreschi di Lorenzo Monaco nella cappella Bartolini Salimbeni in Santa Trinità a Firenze. La missiva è diretta al segretario del circolo degli artisti di Firenze, nella quale comunica di rinunciare "all'incarico affidatomi", non avendo "molta speranza nella efficacia della Commissione". Due pagine in-8. -
Lotto 257 Ercole Calvi (Verona 1824 - ivi 1900)
Pittura di paesaggio
Pagina di liber amicorum (su biglietto) con firma autografa
Una pagina
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (su biglietto) con firma autografa del rinomato pittore veronese Ercole Calvi, tra i principali esponenti della pittura di paesaggio dell'epoca. -
Lotto 258 Giulio Carlini (Venezia 1826 - ivi 1887)
Pittore e fotografo
Pagina di liber amicorum con firma autografa
Una pagina in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (in-8) con firma autografa del pittore e fotografo veneziano Giulio Carlini. Famoso ritrattista, espose a Vienna e Monaco, oltre che in varie città italiane. Amava rappresentare soggetti veneziani e il suo 'Aristide' è ancora oggi esposto al Museo d'Arte Moderna di Ca' Pesaro. L'ultima lettera della data apposta sul quadro non è chiara, forse è "1867", oppure "1863" o "1865". Carlini dedicò la sua abilità di ritrattista alla figura di Napoleone III anche nel ritratto 'L'imperatore Napoleone III a cavallo', celebrandone il contributo alla riunificazione dell'Italia e la dichiarata volontà di vedere Venezia liberata dal dominio dell'impero austro-ungarico. -
Lotto 259 Tommaso Cascella (Ortona 1890 - Pescara 1968)
Bozzetto di Basilio Cascella
Lettera autografa firmata
Una pagina in-4
Firma/data: 8.2.1924
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata '8.2.1924' del noto pittore e ceramista Tommaso Cascella. Primogenito dell'artista Basilio Cascella, svolge il suo apprendistato sotto la guida paterna e nel 1905 collabora con litografie, disegni e dipinti alla rivista 'Illustrazione abruzzese', diretta dal padre e finanziata dai Fratelli Pascale di Popoli. Allo scoppio della guerra tra Francia e Germania, nel 1914, Tommaso è inviato dal padre sul fronte francese per ritrarre dal vero gli avvenimenti bellici, e grazie all'intervento di Gabriele D'Annunzio, residente in quel tempo a Parigi, riesce ad avere salva la vita. Per D'Annunzio Tommaso Cascella realizzò dei disegni inisieme al padre, Basilio Cascella, per il volumetto 'La Pescara di Gabriele d'Annunzio'. Nel 1914 entrò a far parte, sotto la direzione del padre Basilio, della 'Grande illustrazione abruzzese' di Pescara, che durò solo un anno, a causa della Grande guerra, infatti lo stesso Tommaso partì verso il fronte francese, venendo arrestato come spia dai francesi, ma liberato grazie all'intercessione di D'Annunzio. Nel 1923 Tommaso insieme a Basilio, lavorò alla pittura della maiolica di Rapino per i tre pannelloni monumentali della grotta del Sacrario militare di Andrea Bafile a Guardiagrele. Da lì in poi Tommaso venne finalmente considerato per il suo valore, e fu chiamato per la realizzazione delle maioliche dello stabilimento Tettuccio di Montecatini Terme, aiutando il padre Basilio, realizzando per la società Richard-Ginori nel 1936 anche numerosi vasi, formelle e pannelli in ceramica, esposti nella galleria Pesaro. La lettera verte su questioni circa un dipinto del padre Basilio: "Mio padre ha riconosciuto e firmato il piccolo bozzetto ch'Ella mi ha mostrato. Nel rivedere questa scrittura che egli eseguì nel 1865, si è anche ricordato di non averlo mai ceduto o venduto a nessuno; può Ella gentilmente dirmi per quale via è pervenuto in possesso del suo parente?...". Una pagina in-4, carta intestata 'Gruppi di competenza del Partito Nazionale Fascista - Segretariato abruzzese per le Belle Arti'. Una pagina in-4. -
Lotto 260 Angelo Dall’Oca Bianca (Verona 1859 - ivi 1942)
Gaetano Trezza
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8, su bifolio
Firma/data: Verona 12.2.1906
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'Verona 12.2.1906', diretta ad un amico, circa alcune iniziative culturali in onore del filosofo e letterato veronese Gaetano Trezza, scomparso nel 1892: "Sono lieto dell'adesione vostra al nostro Comitato, per onorare la memoria di Gaetano Trezza e vi ringrazio fervidamente. Comunicherò subito il vostro gentile e affettuosissimo pensiero, e i compagni sapranno meritatamente apprezzarlo...". Due pagine in-8, su bifolio. -
Lotto 261 Jacopo d'Andrea (Rauscedo 1819 - Venezia 1906)
Arte - Accademia delle Belle Arti di Venezia
Pagina di liber amicorum con firma e righi di testo autografi
Una in-8
Firma/data: Venezia 1872
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (in-8) con firma e righi di testo autografi datati 'Venezia 1872' del pittore romantico, professore di disegno della figura all'Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1872 al 1899. -
Lotto 262 Pio Fedi (Viterbo 1816 - Firenze 1892)
Poesia sulla Musa della scultura
Componimento poetico autografo firmato
Una pagina in-8
Firma/data: Firenze 14 ottobre 1871
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Componimento poetico autografo firmato, datato 'Firenze 14 ottobre 1871' dello scultore autore della statua 'Libertà della Poesia' (Basilica di Santa Croce, Firenze), Pio Fedi. Fin dalla sua gioventù la sua produzione è particolarmente ricca di disegni e bozzetti. Il suo lavoro più noto è il 'Ratto di Polissena', dal vivo dinamismo, unica scultura moderna scelta per figurare nella Loggia della Signoria (1866). Incipit: "Stando Sovrana/Libertà/Spande i suoi raggi/La Musa della scultura/Vibra le sue scintille/L'Artefice/... "Una pagina in-8. -
Lotto 263 Ettore Ferrari (Roma 1845 - ivi 1929)
Vincenzo Luccardi
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8
Firma/data: 11 gen. 1883
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata '11 gen. 1883', del rinomato scultore e uomo politico Ettore Ferrari. Nelle sue prime opere mostrò gusti romantici; in seguito si volse alla scultura monumentale celebrativa, come i monumenti a Giordano Bruno o Quintino Sella. La missiva è diretta alla vedova dello scultore Vincenzo Luccardi: "È desiderio vivissimo di questo comitato esecutivo per l'Esposizione in Roma che qualche opera del defunto suo marito, artista distintissimo figurasse nella sezione Retrospettiva. A questo scopo si chiederebbe la sua statua l'Ajace come una delle sue più pregiate, e che assai bene potrebbero dimostrare il valore dell'artista...". Due pagine in-8, su carta intestata 'Roma Esposizione di Belle Arti Presidenza del Comitato Esecutivo'. Acclusa busta con indirizzo autografo. -
Lotto 264 Luigi Ferrari (Venezia 1810 - ivi 1894)
Scultura e Accademia di Belle Arti di Venezia
Pagina di liber amicorum con righi di testo autografi firmati
Una pagina in-8
Firma/data: Venezia 27 Novembre 1871
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (in-8) con righi di testo autografi firmati, datati 'Venezia 27 Novembre 1871' del noto scultore, docente all'Accademia di Belle Arti di Venezia Luigi Ferrari. Nel 1837 ebbe un grande successo all'Esposizione annuale di Brera, dove inviò il gruppo in gesso 'Laocoonte e i suoi figli', presentato anche a Venezia l'anno successivo. Ferrari fu inoltre cavaliere dell'Ordine di Francesco Giuseppe, socio della Pontificia Accademia di S. Luca e commendatore della Corona d'Italia. -
Lotto 265 Raffaele Giannetti (Porto Maurizio 1837 - Genova 1915)
Pittura
Pagina di liber amicorum con righi di testo autografi firmati
Una pagina in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (in-8) con righi di testo autografi firmati del rinomato pittore di storia Raffaele Giannetti. Con il dipinto 'Sansone condannato alla macina' nel 1858 esordì alla Promotrice genovese di belle arti, dove inviò regolarmente i propri lavori fino al 1880. L’anno seguente vi prese parte con Il 'Colloquio di Carlo V e Clemente VII'. L’opera inaugurò una serie di tele, spesso di grandi dimensioni, di evidente ispirazione storico-letteraria. Alcune opere sono conservate presso il Gabinetto dei disegni e delle stampe di Palazzo Rosso a Genova. -
Lotto 266 Aurelio Gotti (Firenze 1833 - Roma 1904)
Donazione alla Galleria degli Uffizi - Enrico Pollastrini
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8
Firma/data: 22 giugno 1868
Stato di conservazione: buono (lievi piegature)
Numero componenti del lotto: 1
Aurelio Gotti fu eletto a 24 anni accademico della Crusca e compilatore del Vocabolario, fu nominato nel 1859 ispettore generale delle scuole elementari. Nel 1864 assunse l'amministrazione delle gallerie fiorentine, delle quali fu poi direttore dal 1866 al 1881. Lettera autografa firmata, datata '22 giugno 1868' nella quale prega la corrispondente di convincere il rinomato pittore Enrico Pollastrini (1817-1876) a voler donare una sua opera per "arricchire la stupenda collezione de' ritratti autografi di Pittori" della Galleria degli Uffizi: "Bisogna dunque fargli un po' forza; e per vincere la sua umiltà impegnare la sua gentilezza e cortesia...". Due pagine in-8. -
Lotto 267 Giuseppe Antonio Guattani (Roma 1748 - ivi 1830)
Archeologia romana - Dissertazioni accademia archeologica romana - Monsignor Nicola Maria Nicolai - Cardinal Pacca
Due lettere autografe firmate
Una pagina in-4; Una pagina in-4, su bifolio
Firma/data: Casa 24 Febb. 1817
21 luglio 1817
Stato di conservazione: buono (lieve foro non lesivo del testo, macchie di umidità, foro di tarlo)
Numero componenti del lotto: 2
Giuseppe Antonio Guattani fu un archeologo, professore di storia e mitologia, assessore delle Romane antichità e antiquario di Augusto III di Polonia. Tra le sue opere sono specialmente notevoli sette volumi di supplemento all'opera di Winckelmann, che intitolò 'Monumenti antichi inediti'. Due lettere autografe firmate, entrambe dirette all'erudito, archeologo ed economista Monsignor Nicola Maria Nicolai. La prima, datata 'Casa 24 Febb. 1817', circa alcune pubblicazioni dell'Accademia archeologica di Roma: "Ho l'onore di accludergli la minuta di avviso per la consegna delle dissertazioni della nostra Accademia Archeologica, perché si effettui la stampa del tomo desiderato. Sarei di sentimento che fosse stampato e così più pubblico, più decoroso, e di minor dispendio. Il tempo che ho preso per la consegna mi par necessario per le correzioni che potranno e vorranno fare gli autori...". Una pagina in-4. La seconda, datata '21 luglio 1817', circa alcuni adempimenti burocratici. "Ecco servito all'istante Monsig. mio stimo: Penso che se ha veramente premura di portarla subito al Sig. Gell, è necessario che la mandi alla stessa al Cardinal Pacca protettore da sua parte per la necessaria firma...". Una pagina in-4, su bifolio. Indirizzo autografo alla quarta. -
Lotto 268 Giovanni Lavezzari (Venezia 1836 - Firenze 1881)
Pittura
Pagina di liber amicorum con righi di testo autografi firmati
Una pagina
Firma/data: li 2 dicembre 1871 Venezia
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (in-8) con righi di testo autografi firmati, datati 'li 2 dicembre 1871 Venezia', del pittore, professore di Prospettiva all'Accademia di Belle Arti di Firenze, Giovanni Lavezzari. -
Lotto 269 Giulio Campi (Cremona, 1502 – Ivi, 5 marzo 1572)
Pittura
Ricevuta autografa per lire 255
Stato di conservazione: discreto (abrasione sul lato destro del documento che lede in parte il testo)
Numero componenti del lotto: 1
Figlio primogenito del pittore Galeazzo Campi e fratello di Antonio e Vincenzo, fu tra i maggiori rappresentanti del manierismo lombardo. L’opera più antica realizzata dal Campi è La Vergine in trono e i santi Nazaro e Celso, dipinta per Santi Nazaro e Celso, e poi in Sant'Abbondio a Cremona nel 1527. Nel 1547 su incarico del priore Gerolamo Vida realizzò l’opera di maggiore impegno della sua maturità: la ricostruzione della chiesa delle Sante Margherita e Pelagia, dove poté esprimersi come architetto, scultore e pittore.
Tornato a Cremona, il Campi affrescò nella navata centrale, all’interno della chiesa di San Sigismondo, la 'Discesa dello Spirito Santo', esempio di uno straordinario virtuosismo prospettico.
Nel documento l’artista attesta - "Io Giulio Campi scrissi" - di aver ricevuto Lire 255 in apparenza da tale Galiotti in pagamento forse di una commissione. -
Lotto 270 Federico Maldarelli (Napoli 1826 - ivi 1893)
Pittura
Righi di testo autografi firmati
Una pagina
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (in-8) con righi di testo autografi firmati del rinomato pittore e scultore neoclassico Federico Maldarelli. Tra le sue prime opere pittoriche si annovera una tela raffigurante 'Gesù in casa di Marta e Maria', conservata nella Chiesa di Sant'Antonio da Padova a Caserta e acquistata dal Re Ferdinando II di Borbone, alla biennale Borbonica del 1848, quando Federico era ancora allievo presso il Real Istituto di Belle Arti (Accademia di belle arti di Napoli). Nel 1867 partecipò all'Esposizione universale di Parigi e nel 1880 al 'Salon'. -
Lotto 271 Giacomo Manzù (Bergamo 1908 - Aprilia 1991)
Giuseppe Raimondi, Gio Ponti, Domus
Lettera dattiloscritta firmata
Una pagina in-4
Firma/data: Ardea 23 maggio 1967
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera dattiloscritta firmata, datata 'Ardea 23 maggio 1967' del rinomato scultore Giacomo Manzù. Nel 1938 inizia la serie dei Cardinali, tema iconografico di tutta la sua carriera. Nel 1964 Manzù va a viveresi trasferisce in una villa vicino Ardea (Roma). La missiva è indirizzata allo scrittore e giornalista Giuseppe Raimondi: "Ponti mi ha scritto che è felice di pubblicare il tuo articolo su Domus e pertanto, ti prego di inviarglielo non appena fatto...". 'Domus' è la rivista d'architettura fondata nel 1928 da Gio Ponti, che la diresse fino alla morte. Assieme a 'Casabella', 'Domus' rappresenterà il centro del dibattito culturale dell’architettura e del design italiani della seconda metà del Novecento. Una pagina in-4, su carta intestata. -
Lotto 272 Francesco Messina (Linguaglossa 1900 - Milano 1995)
Enrico Emanuelli
Il Garofano. Milano, Officine Grafiche Esperia, 1942. All'Insegna del pesce d'oro. Esemplare n° 28 su carta uso mano
10x8 cm;
30 pagine
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Opera poetica dello scultore Francesco Messina. 'Il Garofano'. Milano, Officine Grafiche Esperia, 1942. All'Insegna del pesce d'oro. Esemplare n° 28 su carta uso mano (di 215). Cm 10x8. A cura di Giovanni Scheiwiller. pagine Br. ed. con sovraccoperta. Con un ritratto fotografico di Messina. Prima edizione. Dedica autografa firmata: "ad Enrico Emanuelli con viva amicizia". Manuelli fu scrittore e giornalista italiano. Francesco Messina è considerato dalla critica tra i più grandi scultori figurativi del Novecento italiano, insieme a Giacomo Manzù, Arturo Martini, Marino Marini, Felice Mina. È l'autore di alcuni dei maggiori monumenti del Novecento italiano: 'Santa Caterina da Siena', collocata sul lungotevere di Castel Sant'Angelo; il Cavallo morente della RAI; il 'Monumento a Pio XII' nella Basilica di S. Pietro. -
Lotto 273 Francesco Paolo Michetti (Tocco da Casuria 1851 - Francavilla al mare 1929)
Arte abruzzese
Autografo su ritratto fotografico, 9x5 cm
Stato di conservazione: buono (immagine lievemente sbiadita)
Numero componenti del lotto: 1
Autografo su ritratto fotografico del rinomato pittore e fotografo Francesco Paolo Michetti. Nel 1872 e poi nel 1875 espose le sue opere al Salon di Parigi, ma venne acclamato, raggiungendo la definitiva fama internazionale, nel 1877, quando espose a Napoli l'eclatante tela del 'Corpus Domini' (acquistata dall'imperatore Guglielmo II di Germania). La sua fama si consolidò con le opere successive: il 'Voto' (1883, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna) e 'La figlia di Iorio' il cui tema ispirò anche la più notevole delle tragedie di Gabriele d'Annunzio il quale gli dedicò anche il libro "Il Piacere". Fin dal 1871 Michetti si era anche interessato alla fotografia, inizialmente solo come procedimento per lo studio dal vero dei soggetti dei suoi quadri, poi anche come nuovo ed autonomo mezzo espressivo, valendosi anche di interventi grafici diretti sulle stesse matrici fotografiche. -
Lotto 274 Alessandro Milesi (Venezia 1856 - ivi 1945)
Pittura veneta
Firma autografa su biglietto da visita
Una pagina
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Firma autografa su biglietto da visita del pittore veneto autore de 'La partenza del marinaio' (1901). -
Lotto 275 Luigi Minisini (San Daniele del Friuli 1816 - Ronchi di campanile 1901)
Scultura
Pagina di liber amicorum con righi di testo autografi firmati
Una pagina in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (in-8) con righi di testo autografi firmati dello scultore friulano Luigi Minisini. Dopo aver aperto uno studio a Venezia, Minisini si specializzò nel campo della scultura cimiteriale e nel genere ritrattistico. Nel 1852, Minisini realizzò due statue raffiguranti Eracle e Democrito per il palazzo dei Mangilli di Udine, nel 1853 concluse il suo monumento in onore a Domenico Rubini, collocato nel cimitero monumentale di Udine e considerato uno dei suoi capolavori. Minisini fu anche attivo nel campo della ritrattistica, come confermano le sue opere dedicate a Odorico da Pordenone, Valentino Presani, Teobaldo Ciconi e Dante Alighieri. Su pagina in-8. -
Lotto 276 Pompeo Marino Molmenti (Villanova di Motta di Livenza 1819 - Venezia 1894)
Breve biografia autografa - pittura veneta
Pagina di liber amicorum con righi di testo autografi firmati
Una pagina in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (in-8) con righi di testo autografi firmati (breve nota autobiografica) del rinomato pittore, professore di elementi di figura all'Accademia di Belle Arti di Venezia (1851). Le prime commissioni gli vennero dal conte Spiridione Papadopoli e da sua moglie Teresa Mosconi, proprietari di una villa con terreni a Villanova, non lontano dalla casa dei Molmenti. Nel 1853 presentò la 'Pia de' Tolomei', commissionata dal conte Giacomo Franco e ora conservata ai Musei civici di Verona: è il primo di una serie di dipinti a soggetto storico. Dal 1851 al 1867 fu professore di Elementi di figura all'Accademia ed ebbe come allievi Giacomo Favretto, Luigi Nono, Ettore Tito e Guglielmo Ciardi i quali, grazie ai suoi insegnamenti, furono protagonisti della stagione realista. -
Lotto 277 Ferruccio Moro (Arona 1859 - Firenze 1948)
Pittura lombarda - impegni amministrativi
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8
Firma/data: 10 Gennaio 1896
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata '10 Gennaio 1896' del pittore lombardo, allievo di Luigi Norfini all'Accademia di Lucca, nella quale comunica al corrispondente di accettare "col massimo piacere", "la nuova carica di Consigliere supplente alla quale i miei egregi consoci hanno voluto eleggermi". Due pagine in-8. -
Lotto 278 Ricardo Nobili (Firenze 1859 - Venezia 1939)
Arturo Faldi - nuova scuola di architettura di Firenze
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: Firenze 3 Marzo 1899
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pittore, scrittore e illustratore, noto per l'opera 'Piazza del Vecchio Mercato'. Fu soprattutto conosciuto per il curioso volume riguardante la confezione di opere d'arte false: "Gentle art of faking; a history of the methods of producing imitations & spurious works of art from the earliest times to the present" (London, Seeley Service, 1921). Lettera autografa firmata, datata 'Firenze 3 Marzo 1899' diretta al collega e amico Arturo Faldi (come da nota a matita di altra mano): "Mi vien detto che tu abbia un progetto per una scuola di architettura a Firenze. A me l'idea pare eccellente, e credo che se la cosa potesse attuarsi Firenze ne risentirebbe vantaggio...". Una pagina in-8, carta intestata, carta brunita.
La Scuola di architettura di Firenze, oggi parte della cittadina università, sarà fondata soltanto nel 1930. La lettera apre quindi uno spaccato sulla progettazione, ultradecennale, dell'istituzione. -
Lotto 279 Ugo Ojetti (Roma 1871 - Fiesole 1946)
Annibale Sbaraglia
Dedica autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: 30.I.1926
Stato di conservazione: buono (tracce di colla al verso)
Numero componenti del lotto: 1
Dedica autografa firmata, datata '30.I.1926', dell'illustre scrittore, critico d'arte e giornalista, fondatore delle storiche riviste 'Dedalo' (1920) e 'Pegaso' (1929), accademico d'Italia nel 1930, Ugo Ojetti, "Al signor Annibale Sbaraglia (?)...". Nel 1894 stringe rapporti con il quotidiano nazionalista 'La Tribuna', per il quale scrive i suoi primi servizi da inviato estero, dall'Egitto. I suoi articoli diventano molto richiesti: scrive per 'Il Marzocco' (1896-1899), 'Il Giornale di Roma', 'Fanfulla della domenica' e 'La Stampa'. La critica d'arte occupa la maggior parte della sua produzione. Nel 1898 inizia la collaborazione con il 'Corriere della Sera', che si protrae fino alla morte. Nel 1920 fonda la sua rivista d'arte, 'Dedalo' (Milano, 1920-1933), dove si occupa di storia dell'arte antica e moderna. Su pagina in-8. -
Lotto 280 Luigi Pagano (Napoli 1826 - post 1882)
Pittura
Pagina di liber amicorum con firma autografa
Una pagina in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (in-8) con firma autografa del pittore napoletano Luigi Pagano. Studiò all’Accademia di Napoli sotto la guida di G. Smargiassi. Dipinse sia a olio sia ad acquerello paesaggi raffiguranti i dintorni di Napoli, di Amalfi, di Benevento, di Salerno, a volte vere e proprie impressioni di esigue dimensioni. Ancora studente espose alle mostre borboniche nel 1841, nel 1855 e nel 1859, quando presentò due 'Paesaggi di composizione' e 'E coI cader delle foglie è morta' (poi acquistato da G. Vonwiller ed esposto a Firenze nel 1861). Negli anni seguenti animò con scene di genere i suoi paesaggi, che inviò dal 1862 al 1881 alla Promotrice partenopea: nel 1864 propose 'Presso la foce del Sarno e Primavera', un’opera notata da F. Netti per i «grossi pezzi di colore crudamente messi». -
Lotto 281 Arturo Pagliai (Livorno 1852 - ivi 1896)
Pittura
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: Di Casa 29 Nov. 1901
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'Di Casa 29 Nov. 1901' del pittore livornese noto principalmente come pittore di marine e della vita nei luoghi di mare, paesaggi toscani e liguri, nella quale comunica ad un amico che non potrà partecipare ad un'adunanza:"...questa sera sono precedentemente impegnato fino a tarda sera...". Una pagina in-8, carta intestata. -
Lotto 282 Antonio Ermolao Paoletti (Venezia 1834 - ivi 1912)
Pittura veneta
Pagina di liber amicorum con righi di testo autografi firmati
Una pagina in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (in-8) con righi di testo autografi firmati del pittore Antonio Ermolao Paoletti. I suoi quadri richiamano spesso e volentieri momenti di vita veneziana. Tra i numerosi affreschi realizzati dal pittore in Veneto spicca la pala dell'altar maggiore della parrocchiale di San Materno a Melara, eseguita nel 1863, nella quale sono raffigurati la Madona del Rosario con Sant'Antonio e San Materno. Fu collezionista di vestiti d'epoca e stoffe veneziani, nonché di stampe del Seicento e Settecento; buona parte di questa collezione venne venduta al Museo Correr da Paoletti stesso. -
Lotto 283 Nicola Parisi (Foggia 1827 - Casalnuovo 1887)
Pittura
Pagina di liber amicorum con firma autografa
Una pagina in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (in-8) con firma autografa del pittore Nicola Parisi, cugino del celebre Saverio Francesco Altamura, che lo introdusse negli ambienti artistici napoletani. -
Lotto 284 Giovanni Ponti (Venezia 1896 - Padova 1961)
Inivito a Renato Brozzi per la Biennale di Venezia
Lettera dattiloscritta firmata
Una pagina in-4
Firma/data: Venezia 12 Novembre 1953
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera dattiloscritta firmata, datata 'Venezia 12 Novembre 1953', diretta allo scultore, incisore e orafo Renato Brozzi, nella quale, in qualità di commissario straordinario per la Biennale di Venezia, dal 1946 al 1954, gli comunica di essere stato invitato a partecipare alla XXVII Biennale che si svolgerà dal giugno all'ottobre 1954: "Ho il piacere di farle conoscere che il Suo nome è tra quelli degli artisti proposti...".Una pagina in-4, su carta intestata. -
Lotto 285 Antonio Rotta (Gorizia 1828 - Venezia 1903)
Pittura veneta
Pagina di liber amicorum con righi di testo autografi firmati
Una pagina in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (in-8) con righi di testo autografi firmati (breve nota autobiografica) del 'pittore delle Ballate veneziane' o 'poeta di Venezia', noto esponente della pittura di genere Antonio Rotta. Nel 1853 partecipò all'Esposizione di Belle Arti a Milano con il dipinto storico 'Tiziano Vecellio istruisce nella pittura Irene di Spilimbergo'. Nel 1878 vinse il premio dell'esposizione del Salone del Louvre di Parigi. Le sue opere si trovano in numerosi musei in tutto il mondo, al Museo d'Arte di Filadelfia come nei musei di Helsinki e nel Museo Revoltella di Trieste. La sua città natale custodisce molte sue opere, soprattutto ritratti, presso i Musei Provinciali di Storia ed Arte di Gorizia, molte delle sue opere sono state vendute all'estero e si trovano in importanti collezioni private. -
Lotto 286 Luigi Querena (Venezia 1824 - ivi 1887)
Pittura veneta
Pagina di liber amicorum con righi di testo autografi firmati
Una pagina in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Pagina di liber amicorum (in-8) con righi di testo autografi firmati del rinomato "Pittore di Prospettiva" e patriota Luigi Querena. Nel 1848 partecipa ai moti antiaustriaci e dal 1850 dedica all'epopea della difesa di Venezia una serie di opere, alle quali affianca anche negli anni seguenti vedute della laguna e dei monumenti veneziani. -
Lotto 287 Amico Ricci (Macerata 1794 - Modena 1862)
Francesco Puccinotti - Cardinal Legato di Urbino e Pesaro
Due lettere firmate
Entrambe, una pagina in-8, Una pagina in-8
Firma/data: Di Casa 20 feb. 1827
Bologna 30 maggio 1846
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 3
Due lettere firmate del noto storico dell'arte maceratese. La prima (integralmente autografa), datata 'Di Casa 20 feb. 1827' diretta a Francesco Puccinotti, circa alcune indicazioni editoriali relative ad volume che intende pubblicare: "Eccovi il manoscritto, che favorirete mandare a Nobili, onde lo stampi in caratteri filosofia, ed in testo 8°. Raccomandategli, più che ogn'altra cosa la correzione. Circa il prezzo regolatevi come fosse cosa vostra...". Nel 1824-1825 Ricci ricoprì la carica di gonfaloniere di Macerata e in tale veste convinse Francesco Puccinotti, che sarebbe poi diventato uno dei più famosi medici legali d'Italia, a concorrere per una cattedra di patologia, semeiotica e terapeutica generale. Una pagina in-8. Indirizzo autografo e sigillo ceralacca rossa. La seconda, datata 'Bologna 30 maggio 1846', diretta al Cardinal Legato di Urbino e Pesaro: "Invio all'E.V. Rma. N. 8 copie dell'Avviso per l'Esposizione di belle arti in quest'Accademia...". Una pagina in-8, carta intestata 'Accademia Pontificia di Belle Arti'. Timbro di appartenenza. Rinomato storico dell'arte, presidente dell'Accademia Pontificia di Belle Arti di Bologna, fu autore di alcune significative opere, tra le quali si ricordano Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona (Macerata, 1834) e Storia dell'architettura in Italia dal secolo IV al XVIII (Modena, 1857-1859). E' accluso un biglietto da visita di Ercole Rivalta. -
Lotto 288 Agostino Rivarola (Genova 1758 - Roma 1842)
Lavori di restauro del Ponte degli Alidosi a Castel del Rio
Lettera firmata
Una pagina in-8, su bifolio
Firma/data: Ravenna 12 Giugno 1826
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Agostino Rivalora fu governatore di Roma (1814), cardinale (1817) e legato a latere a Ravenna (1824-26). Lettera firmata, datata 'Ravenna 12 Giugno 1826' diretta all'ingegner Buffalini di Faenza: "approvo che i lavori di restauro al ponte di Castel del Rio siano intrapresi ai primi del prossimo Luglio, e che sia destinato per assistente dei medesimi il Capo Mastro Muratore Domenico Galli...". Si tratta del ponte degli Alidosi, il un particolare ponte ad arco che a Castel del Rio attraversa il fiume Santerno. Il 20 novembre 1897 con regio decreto n° 535 è stato riconosciuto come monumento nazionale italiano. Rivarola ebbe un ruolo centrale anche nella storia del risorgimento. Fu durante il regno di Papa Leone XII che gli venne affidata la lotta contro il giacobinismo e la carboneria. Nel 1824 venne inviato a Ravenna, dove il mantenimento dell'ordine pubblico era diventato preoccupante, tanto che era stato assassinato lo stesso direttore di polizia. Rivarola, nominato cardinal legato, fece condurre un'indagine, che portò alla celebre sentenza del 31 agosto 1825, con la quale vennero condannate 514 persone. Poiché rimase ininterrottamente in Romagna fino al suo richiamo, avvenuto il 22 agosto 1826, è infondata l'opinione di quanti gli attribuirono la condanna a morte, eseguita nel novembre del 1825, dei due carbonari, Angelo Targhini e Leonida Montanari. Infatti è storicamente accertato che la pena capitale fu promossa dal governatore di Roma Monsignor Tommaso Bernetti. Il 23 luglio 1826, a distanza di alcune settimane dall'amnistia proclamata da Leone XII, la carboneria decise di organizzare un attentato contro di lui, nella Pineta di Ravenna, in cui era solito passeggiare al mattino. L'attentato ebbe luogo con alcuni carbonari che spararono sulla sua carrozza ma senza successo. Una pagina in-8, su bifolio. Indirizzo manoscritto, timbro postale e traccia di sigillo alla quarta.